di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 10 marzo 2026
Lo ha chiarito la Cassazione con l’ordinanza n. 5087/2026. Con l’ordinanza n. 5126/2026, ha invece affermato l’obbligo di riportare i codici fiscali dei familiari. Chi richiede l’ammissione al patrocinio a carico dello Stato, deve dichiarare di percepire un reddito inferiore ad una determinata soglia ma non è tenuto anche ad indicarne la natura. Affinché poi la domanda sia completa, ha l’obbligo di riportare il codice fiscale (proprio e degli eventuali familiari). Lo ha chiarito la Corte di cassazione con le ordinanze nn. 5087 e 5126 del 2026.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 10 marzo 2026
La differenza si giustifica per la mancata costituzione di un rapporto fiduciario che di per sé solo consente di presumere la conoscenza del processo a cui l’imputato non ha partecipato. La Cassazione penale con la sentenza n. 8799/2026 ribadisce l’orientamento che si sta consolidando nella giurisprudenza secondo cui è legittima la prescrizione di legge che impone a chi sia stato giudicato in assenza di poter appellare la decisione solo se abbia conferito specifico mandato a impugnare al difensore d’ufficio rilasciato dopo la sentenza, pena l’inammissibilità dell’appello.
di Cristian Casali
cronacabianca.eu, 10 marzo 2026
Convegno con il Garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, e aperto dai saluti di Maurizio Fabbri, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna e da Elena Carletti, presidente della commissione Parità e cultura. Fra le relatrici Giulia Fabini, presidente di Antigone Emilia-Romagna, e Alba Piolanti dell’Unione donne in Italia a Bologna. Maggiori investimenti sulle progettualità rivolte alle donne in carcere: le opportunità di formazione e lavoro sono spesso inferiori rispetto alla controparte maschile, rendendo conseguentemente più complesso il reinserimento sociale della detenuta.
di Renzo Franco
cuneo24.it, 10 marzo 2026
Le consigliere regionali Ravinale, Marro e Cera criticano la partecipazione della garante a iniziative di partito mentre crescono le criticità nel sistema penitenziario piemontese. Monica Formaiano, avvocata nominata garante regionale delle persone private della libertà personale su indicazione di Fratelli d’Italia, finisce nel mirino delle opposizioni. Le consigliere regionali piemontesi di Alleanza Verdi Sinistra Alice Ravinale, Giulia Marro e Valentina Cera l’accusano di partecipare ad iniziative di partito e di scattarsi selfie sorridenti con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro - il politico che ha la delega diretta al Dap, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria - mentre carceri, istituti penitenziari e centri di permanenza per i rimpatri della regione versano in condizioni sempre più critiche.
di Francesco Dal Mas
Avvenire, 10 marzo 2026
La popolazione carceraria a Nordest supera le 4.100 unità (52% stranieri). In sovrannumero. 2.300 gli agenti di Polizia penitenziaria; in forte carenza. 2.000 detenuti sono definitivi. Tra questi, un centinaio hanno un residuo di pena di un anno, altrettanti un fine pena entro 24 mesi, approssimativamente 500 entro tre anni. “Circa 850 potrebbero usufruire di misure alternative a vario titolo. Accompagnare il reinserimento incide su due problemi strutturali: riduce il sovraffollamento e abbatte la recidiva”, fa notare l’arcivescovo Carlo Maria Redaelli, delegato della Conferenza episcopale Triveneto (Cet).
di Raffaella Ianuale
Il Gazzettino, 10 marzo 2026
Ai duecento già previsti a Vicenza se ne stanno aggiungendo altri cento a Rovigo. Tutti detenuti per reati di mafia destinati alle carceri venete. La metà di loro si è già insediata (un centinaio a Vicenza e una sessantina a Rovigo), ma è solo questione di settimane e poi tutti i posti di alta sicurezza delle due carceri verranno occupati da condannati per 416 bis, cioè associazione a delinquere di stampo mafioso. “Abbiamo ricevuto notizie dell’arrivo di alcuni famigliari dei detenuti, siamo preoccupati perché in Veneto ci sono già stati casi di infiltrazioni mafiose e non siamo strutturati per contrastare questo tipo di criminalità”.
di Gennaro Scala
Corriere del Mezzogiorno, 10 marzo 2026
Dopo due tentativi di autolesionismo andati a vuoto in caserma dopo l’arresto e poi nel carcere di Poggioreale il 39enne Antonio Meglio si è tolto la vita con un lenzuolo. Si è tolto la vita nella serata di ieri, nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, Antonio Meglio, il trentanovenne che giovedì scorso aveva accoltellato una giovane avvocatessa su un autobus al Vomero. L’uomo avrebbe utilizzato un lenzuolo per suicidarsi nonostante fosse piantonato e dopo due precedenti tentativi di autolesionismo nelle ore successive al fermo.
novaradio.info, 10 marzo 2026
“Ecco cosa potrebbe cambiare davvero”. Ha suscitato molto clamore la decisione, resa nota pochi giorni fa, da parte del Tribunale di Sorveglianza di Firenze di sollevare la questione di legittimità costituzionale a proposito di un caso che denuncia le condizioni disumane e degradanti di detenzione a Sollicciano. Il ricorso è promosso dagli avvocati Mimmo Passione e Nicola Muncibì, a sostegno di un detenuto condannato per omicidio e con fine pena nel 2042, che finora ha scontato la condanna in una cella di circa 9 metri quadrati nelle condizioni più volte segnalate di degrado e fatiscenza della struttura: infestazioni di topi e cimici, infiltrazioni e muffe, mancanza di acqua calda e riscaldamento, spazi angusti e sovraffollamento con fino a 6 persone per cella.
di Antonio Carlino
cronachedellacampania.it, 10 marzo 2026
Il garante campano Ciambriello guida la protesta: “Quasi la metà delle custodie cautelari sono illegittime”. Appuntamento oggi alle 15 in piazzale Cenni. Adesioni da decine di associazioni laiche e cattoliche. Un silenzio assordante, rotto solo dal rumore delle sbarre che si chiudono. Sulle “barbarie” della giustizia mediatica, sugli errori giudiziari, sui suicidi in cella e sul sovraffollamento è calata una coltre di indifferenza. Ma per Samuele Ciambriello, garante campano delle persone private della libertà personale, è arrivato il momento di alzare la voce.
di Nicolò Delvecchio
Corriere del Mezzogiorno, 10 marzo 2026
Oggi chiusura del festival Senza Barriere. Il sociologo: “Attenti ai minori”. Si concluderà con la presentazione del libro “Diciotto e un giorno”, scritto dalla garante per i detenuti torinese Monica Cristina Gallo, la prima edizione del “Senza barriere, festival dei diritti e delle pene” organizzato dalla società cooperativa Radici future. L’appuntamento è fissato alle 17 di oggi nella sala d’arte del Consiglio regionale, a moderare il dibattito il sociologo e presidente del cda di Radici future, Leonardo Palmisano.
- Trieste. “La civiltà di un Paese si misura anche da come tratta le persone in carcere”
- Brescia. Detenuti e reinserimento sociale: siglato l’accordo con Confindustria Brescia
- Bologna. “Visioni riparative”: le redazioni in carcere per ricostruire i legami sociali
- Cortina d’Ampezzo (Bl). Olimpiadi in carcere, presentato il progetto a Casa Veneto
- Lecce. Un ristorante aperto ai detenuti: così lo chef Raselli rompe lo stigma











