di Davide Paris
Il Giorno, 11 marzo 2026
Il voto sulla riforma della giustizia spiegato dal costituzionalista. La riforma incide essenzialmente in tre direzioni: i due Csm, l’estrazione a sorte dei componenti e l’introduzione dell’Alta Corte disciplinare. Se il referendum dovesse passare molti aspetti dovranno comunque essere sviluppati dalla legge ordinaria. Nel referendum del 22 e 23 marzo i cittadini italiani sono chiamati a confermare o respingere la cosiddetta “riforma costituzionale della giustizia” (tecnicamente: la legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”). La riforma modifica in maniera significativa la composizione e le funzioni dell’organo di governo autonomo della magistratura, il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm).
di Roberto Voza
Il Dubbio, 11 marzo 2026
A proposito del metodo di questa riforma, basterebbe evidenziare che la blindatura del testo governativo non ha consentito di emendare neppure quelle criticità riconosciute dai suoi stessi sostenitori. Nel merito, la legge appare in parte inutile, in (buona) parte dannosa. È inutile nella misura in cui intende realizzare la separazione delle carriere, per la quale sarebbe bastata una legge ordinaria, come riconosciuto dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 37/2000 (Presidente Vassalli). È dannosa nella misura in cui introduce una scissione ordinamentale della magistratura, come se fosse una necessità indotta dalla costituzionalizzazione del principio del giusto processo (con cui - secondo questa tesi - l’attuale assetto del nostro ordinamento giudiziario sarebbe in contrasto).
di Marina Crisafi
Il Sole 24 Ore, 11 marzo 2026
Pubblicato il report del Ministero della giustizia sulle prassi organizzative di 140 procure italiane nel contrasto alla violenza di genere e domestica. Il Ministero della giustizia ha pubblicato sul portale Gnewsonline.it il report di analisi “Contrasto alla violenza di genere e domestica nelle prassi organizzative delle procure ordinarie. Analisi e prospettive di sviluppo”, realizzato dall’Osservatorio sulla violenza di genere e domestica in collaborazione con il gruppo di lavoro dedicato. L’indagine rappresenta una prima analisi esplorativa sulle modalità operative adottate da 140 procure della Repubblica, con l’obiettivo di monitorare il grado di efficacia dell’attuale impianto normativo nel contrasto alla violenza contro le donne e alla violenza domestica.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 marzo 2026
A volte la giustizia sembra muoversi seguendo una sceneggiatura già scritta, dove i ruoli sono assegnati prima ancora che inizino le riprese. In questa storia, il copione prevedeva un nuovo capitolo del “depistaggio infinito” sulla strage di via D’Amelio, con protagonisti inaspettati: un avvocato storico, un giornalista di fama e un ex killer che ha deciso di parlare dopo trent’anni. Ma le carte depositate dalla Procura di Caltanissetta, che ora chiede l’archiviazione per l’avvocato Ugo Colonna e per Michele Santoro, raccontano una realtà molto diversa, fatta di sospetti pesanti che si sono sciolti come neve al sole davanti alla mancanza di prove concrete.
di Andrea Guida
firenzetoday.it, 11 marzo 2026
Negli istituti penitenziari della Toscana vivono oltre 3.400 detenuti. La ricerca dell’Osservatorio regionale della cultura, con il supporto di Irpet, mostra come i laboratori culturali possano rafforzare autostima, relazioni e prospettive di reinserimento. La cultura entra in carcere e diventa uno strumento di reinserimento sociale. In Toscana i laboratori culturali, dalla scrittura alla musica fino al teatro, stanno dimostrando di avere effetti concreti sul benessere psicologico dei detenuti e sulla loro capacità di relazionarsi con gli altri. È quanto emerge da una prima indagine valutativa dell’Osservatorio regionale della cultura, realizzata con il supporto scientifico di Irpet e promossa dalla Direzione Cultura e Sport della Regione Toscana.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 11 marzo 2026
L’ex primo cittadino è tuttora detenuto nel carcere in via Tiburtina. Le vittime sono un agente della Penitenziaria e due reclusi. Uno dei quali si è suicidato. Le notizie rivelate nel corso della stesura del “Diario di cella”. Basilischi, di 41 anni, per non meglio precisati problemi di salute, un infarto o una bronchite non curata, molto probabilmente connessi allo stress di un carico di lavoro portato fino all’estremo degli straordinari necessari, per compensare una carenza di organico che arriva fino al 42% del personale”. Così l’ex sindaco Gianni Alemanno, tuttora detenuto nel complesso in via Tiburtina.
napolitoday.it, 11 marzo 2026
Associazioni manifestano davanti al penitenziario napoletano: “Condizioni disumane”. “Costituzione e religione parlano entrambe della dignità dell’uomo e queste carceri non garantiscono nessuna dignità”. Parole di don Tonino Palmese, responsabile di Libera Campania e garante napoletano dei diritti dei detenuti. L’occasione è la manifestazione indetta oggi, 10 marzo, dalle associazioni contro le condizioni di chi è in carcere, in particolare nei penitenziari di Napoli. Decine di persone si sono riunite davanti al carcere di Poggioreale.
ansa.it, 11 marzo 2026
Il Garante: “Brandine a due metri da terra, serve il casco”. Con i caschetti gialli in testa hanno urlato “dignità e libertà” rivolgendosi verso il carcere di Poggioreale i manifestanti - una cinquantina di persone in tutto - che si sono ritrovati nel pomeriggio davanti al Palazzo di Giustizia di Napoli per richiamare l’attenzione sulle condizioni dei detenuti nelle carceri italiane. Alla manifestazione - promossa da varie associazioni impegnate nella tutela dei diritti dei detenuti, tra cui Libera, Liberi di Volare e Antigone - ha presenziato anche il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello. “Le carceri italiane producono disperazione e recidiva e negano dignità, salute e diritti fondamentali” e “Si esce dal carcere, ma non dalla condanna”, queste alcune delle frasi esposte su striscioni e cartelli volte a denunciare le difficoltà legate alla detenzione e al reinserimento sociale. Concetti espressi anche in maniera sonora con i fischietti per far arrivare la protesta ai detenuti nelle celle del carcere di Poggioreale, struttura immediatamente di fronte. “C’è una legge - ha rimarcato il garante Ciambriello - che impone a chi lavora a due metri da terra di indossare il casco per motivi di sicurezza.
di Federica Serfilippi
Corriere Adriatico, 11 marzo 2026
Una bomba pronta ad esplodere. Nel carcere di Montacuto le prime micce di una situazione ormai emergenziale si sono già accese. Il primo problema: il sovraffollamento cronico. Stando ai dati del Ministero della giustizia (aggiornati al 9 marzo) la casa circondariale ospita attualmente 361 detenuti a fronte di una pianta organica di 256. Ci sono, dunque, 105 reclusi in più. Cosa vuol dire? Anzitutto le celle sono state riempite in ogni loro spazio vitale, tanto che non bastano neanche più i letti. Almeno dieci detenuti sono costretti a dormire sui materassi buttati a terra. Nessuna rete, nessuna branda. Un clima di disagio che, inevitabilmente, si ripercuote sugli agenti della Polizia penitenziaria, costretti con ogni sforzo possibile, e sempre con grande professionalità, a tenere a bada quasi quotidianamente allarmi e inottemperanze.
di Valentina Moro
La Stampa, 11 marzo 2026
Negata agli studenti l’autorizzazione ad assistere allo spettacolo preparato con i reclusi di Asti. Il garante Domenico Massano chiede ai vertici dell’amministrazione penitenziaria di rivedere la decisione. “Il treno non ha fischiato”. Gli studenti delle scuole superiori e dell’Università non potranno assistere in carcere allo spettacolo che hanno preparato con i detenuti. Un percorso iniziato da da Agar teatro che con il progetto “Teatro Oltre” aveva dato ottimi risultati. Il divieto arriva dal Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria) che ha negato l’autorizzazione. Allo spettacolo potranno assistere i familiari e il pubblico ma non gli studenti. Ad ottobre il Dap ha emesso una circolare che limita molto le attività che prevedono la presenza di esterni. Il diniego per gli studenti è arrivato 20 giorni dalla prima della rappresentazione di Teatro Oltre, un progetto che prosegue da tre anni e che non ha mai comportato problemi di sicurezza.
- Oristano. Formazione in carcere: a Massama 50 detenuti coinvolti nel progetto del CPIA
- Brescia. Il progetto Libere Ristrette. Quando relazioni tossiche portano dritto in carcere
- Roma. Il docu-teatro con detenuti, ex detenuti e polizia penitenziaria
- Sicuri senza carcere, resistendo al populismo
- Fabio Cavalli: “I detenuti che fanno teatro poi non delinquono più”











