di Niccolò Carratelli
La Stampa, 12 marzo 2026
Il procuratore di Napoli accusato di aver minacciato i giornalisti. Il Guardasigilli: “La mia capo di gabinetto? Caso chiuso”. Da una parte Giusi Bartolozzi, dall’altra Nicola Gratteri. Il fronte del No e le opposizioni in Parlamento continuano a prendersela con la capo di gabinetto del ministero della Giustizia, rea di aver detto di voler “togliere di mezzo” i magistrati, definiti un “plotone di esecuzione”. I sostenitori del Sì e la maggioranza di governo hanno buon gioco a spostare l’attenzione e le critiche sul procuratore di Napoli, accusato di aver sostanzialmente minacciato i giornalisti del Foglio: “Speculate pure. Tanto dopo il referendum con voi faremo i conti, tireremo su una rete”, le sue parole.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 12 marzo 2026
Il procuratore di Napoli dice al Foglio: “Con voi faremo i conti” e infiamma il dibattito. Meloni oggi a Milano a sostegno del Sì. Conte invita tutti a Roma il 20 marzo. Per il ministro della giustizia Carlo Nordio il caso Bartolozzi è da considerarsi chiuso. “Abbiamo già fatto un comunicato dove davamo atto di questo errore - spiega a Rete4 - La stessa dottoressa ha ammesso di avere sbagliato e si è detto molto rammaricata. Direi che la cosa dovrebbe finire qui”. Ma per le opposizioni “la cosa” non è risolta affatto: continuano a chiedere le dimissioni dell’ex parlamentare e attuale funzionaria a Largo Arenula e a invitare il guardasigilli a riferire in parlamento. “Di grazia ministro Nordio quali sarebbero le cose più serie? - incalza la responsabile giustizia dem Debora Serracchiani - Forse la liberazione di un criminale libico torturatore e seviziatore di bambini riaccompagnato con un volo di stato? Ma davvero la fedeltà giustifica tutto?”.
di Anna Laura Bussa
Il Manifesto, 12 marzo 2026
L’ex ministra: “Il sorteggio al Csm? Dopo la stagione dell’uno vale uno, credevo avessimo smesso di prendere a martellate il principio della rappresentanza”. “Quella messa in campo da Nordio e Meloni per la separazione delle carriere dei magistrati e l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare è una riforma al buio”. Anna Finocchiaro, già magistrata, parlamentare, ministra, presidente delle commissioni Giustizia della Camera e Affari Costituzionali del Senato, difende le ragioni del No e contesta la modifica costituzionale oggetto del referendum del 22 e 23 marzo.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 12 marzo 2026
La capacità di intendere e volere deve essere accertata dal giudice al fine di stabilire la volontarietà della condotta penalmente rilevante e la coscienza delle azioni compiute. Va sottoposta a perizia la persona psichicamente in difficoltà tale da comportare la somministrazione di cure psichiatriche al fine di accertarne la capacità di intendere e volere. Perciò la Corte di cassazione con la sentenza n. 9095/2026 ha accolto il motivo di ricorso che indicava come vulnus della decisa condanna il mancato svolgimento di una perizia psichiatrica del ricorrente che in base alla documentazione medica risultava affetto da disturbi per i quali era affidato alle cure farmacologiche somministrate da uno specialista.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 12 marzo 2026
Se l’avviso in forma scritta sul diritto all’assistenza di difensore di fiducia all’esame alcolimetrico sia stato dato alla persona dai sanitari insieme alla richiesta di consenso informato non dimostra che sia successivo al prelievo ematico. Con la sentenza n. 9235/2026 la Cassazione penale affronta in materia di reato di guida in stato di ebbrezza il tema della tempestività dell’avviso al conducente fermato di poter essere assistito da difensore di fiducia al momento della verifica del grado di assunzione alcolica e della rilevanza di altri elementi di fatto, rilevati dagli operatori di polizia, da cui dedurre lo stato di ebbrezza soprattutto quando l’accertamento alcolemico per quanto invalido superi gravemente la soglia di rilevanza penale.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 12 marzo 2026
La Consulta, sentenza n. 27/2026, ha dichiarato l’illegittimità degli articoli 34, co. 1, e 623, co. 1, lettera a), del Cpp. La Corte costituzionale, con la sentenza numero 27, depositata oggi, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 34, comma 1, e 623, comma 1, lettera a), del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevedono che, dopo l’annullamento da parte della Corte di cassazione, non possa partecipare al giudizio di rinvio il giudice che ha pronunciato o concorso a pronunciare ordinanza di accoglimento o di rigetto della richiesta di revoca (anche parziale) in sede esecutiva di sentenze irrevocabili di condanna emesse contro la stessa persona per il medesimo fatto, ai sensi dell’articolo 669 del medesimo codice.
di Angela Pederiva
Il Gazzettino, 12 marzo 2026
Carceri, audizione in Regione per i vertici del Due Palazzi e di Montorio. L’incontro in commissione Legalità del Consiglio regionale. Salute mentale e giovane età dei detenuti. Sono le due emergenze delle carceri in Veneto, secondo quanto è emerso ieri in commissione Legalità del Consiglio regionale dall’audizione dei vertici della casa di reclusione Due Palazzi di Padova e della casa circondariale di Montorio Veronese. “Nelle prossime sedute faremo un focus sugli altri istituti penitenziari”, ha annunciato il presidente Gianpaolo Trevisi (Partito Democratico), al termine della convocazione chiesta in particolare da Elena Ostanel (Alleanza Verdi Sinistra) dopo i casi di suicidio.
di Diana Pompetti
Il Centro, 12 marzo 2026
Il 33enne romano, soccorso dagli agenti di polizia penitenziaria, è morto dopo sette giorni di ricovero. Una scelta di vita come antidoto all’indifferenza. Quella degli altri, quella di chi si ricorda di un carcere italiano solo quando lo impone la cronaca nera. D.P., 33 anni, romano, fine pena 2036 per reati di droga e rapina, aveva conosciuto quello di Rebibbia e da qualche mese quello di Castrogno. Nel carcere teramano sette giorni fa ha cercato (e trovato) la morte con un cappio alla grata di una cella. Quella sera gli agenti lo hanno soccorso ma da subito i medici hanno accertato la gravità e irreversibilità delle sue condizioni. Ieri, dopo il via libera della Procura che ha aperto un fascicolo sul suicidio così come avviene in tutti i casi, è iniziato il previsto periodo di osservazione per accertare la possibilità di una donazione degli organi che si è concluso solo in nottata.
di Andrea Ossino e Chiara Spagnolo
La Repubblica, 12 marzo 2026
L’inchiesta della procura di Roma su pestaggi e aggressioni che sarebbero avvenuti a Casal del Marmo: sono dieci gli indagati. I fatti risalgono tra febbraio e novembre 2025. “Vi porto sopra e vi faccio come carne macinata”. Non era una frase buttata lì ma una promessa. La stessa che torna nelle carte dell’inchiesta della Procura di Roma su ciò che sarebbe accaduto tra febbraio e novembre del 2025 dentro l’istituto penale minorile di Casal del Marmo. In breve: torture, lesioni, falsi. Reati commessi a vario titolo da 10 agenti, due dei quali sono indagati per tortura, cinque per lesioni e tre per falso ideologico in atto pubblico. Per cinque di loro i pm hanno chiesto la sospensione dal servizio. Nelle zone dell’istituto non coperte dalle telecamere avrebbero commesso una serie di violenze: pestaggi, schiaffi, pugni, aggressioni con sedie, bastoni, perfino estintori. Vittime almeno tredici detenuti stranieri, tra i 15 e i 19 anni.
di Marco Carta
La Repubblica, 12 marzo 2026
Il report di Antigone: “Clima interno negativo”. In un anno 17 tentati suicidi tra gli ospiti dell’istituto finito sotto indagine. Risse, incendi, celle devastate, tentativi di fuga. Droga, violenza e sopraffazione. Se si mettono in fila le cronache degli ultimi anni dell’istituto penale per minorenni di Casal del Marmo, emerge la fotografia di una tensione costante. Un equilibrio fragile come si evince anche dall’VIII rapporto sulla giustizia minorile dell’associazione Antigone, diffuso a febbraio e significativamente intitolato “Io non ti credo più”. Casal del Marmo, periferia nord - ovest di Roma, è l’unico istituto minorile italiano che ospita contemporaneamente ragazzi e ragazze detenuti. Al momento della visita dei ricercatori di Antigone i presenti erano 57: 51 maschi (di cui 24 maggiorenni) e 6 femmine, oltre la metà stranieri, molti minori non accompagnati. Ma dall’approvazione del decreto Caivano le presenze sono in costante aumento.
- Saluzzo. (Cn). Stop al gruppo di lettura: il Dap vieta agli studenti l’ingresso in carcere
- Genova. Potenziare l’inserimento lavorativo e il recupero dei detenuti attraverso il “Sistema Città”
- Brindisi. Carceri, siglato protocollo d’intesa per tutelare i figli dei detenuti
- Avellino. “Un altro modo è possibile”, l’iniziativa di giustizia riparativa nel carcere
- Roma. Alla Lumsa un convegno sulla detenzione di persone con dipendenze











