di Francesco Esposito
fanpage.it, 14 marzo 2026
Le violenze nei confronti dei minori del carcere di Casal del Marmo sono avvenute in un clima di tensione segnalato già mesi prima dalla garante Valentina Calderone. La vicenda riporta l’attenzione sulle difficoltà del sistema penitenziario romano, tra sovraffollamento, carenza di personale e servizi insufficienti. “Ragazzi che subivano violenze reiterate. Il clima era quello da molto tempo”. Così la garante dei detenuti di Roma Capitale, Valentina Calderone, descrive a Fanpage.it ciò che aveva raccolto la scorsa estate durante le visite all’istituto penale minorile di Casal del Marmo.
sassaritoday.it, 14 marzo 2026
I numeri ufficiale del ministero della Giustizia dicono che a Bancali ci sono 114 detenuti in più della capienza massima. 92 sono in regime 41bis. La Casa circondariale “Giovanni Bacchiddu”, nella borgata di Bancali, a Sassari, è stata aperta nel 2013, mandano in pensione il carcere ottocentesco di San Sebastiano, situato in via Roma, al centro della città. La nuova struttura, annunciata come un modello di carcere moderno, è stata costruita in un punto volutamente isolato, nelle campagne della Nurra, raggiungibile in auto o in bus. Da sempre soffre di carenza di agenti in servizio e di sovraffollamento.
di Leandro Del Gaudio
Il Mattino, 14 marzo 2026
Una seconda vita possibile. Una chance dopo la cella, non solo teoria ma sbocco credibile, concreto. Chi vuole, chi lo desidera davvero, ha la possibilità di costruirsi un futuro con le proprie mani. Lo hanno ribadito ieri mattina i vertici degli uffici giudiziari napoletani, ma anche i leader del mondo produttivo. Aula Arengario del Palazzo di giustizia di Napoli, c’è un piano fortemente voluto dal presidente di Corte di appello di Napoli Maria Rosaria Covelli, dal prefetto di Napoli e dal presidente uscente dell’Unione industriali Costanzo Jannotti Pecci: un piano che punta a garantire la formazione e la specializzazione dei detenuti che stanno scontando una pena, ma che accettano di interagire con programmi formativi.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 14 marzo 2026
Con “Secondo Atto” per la prima volta gli istituti penitenziari si sfideranno. Gli spettacoli ospitati in città per assottigliare la distanza fra dentro e fuori. La presentazione in municipio a Monza della speciale rassegna teatrale “Secondo Atto - Festival di Teatro Carcere e Comunità”, il primo festival cittadino interamente dedicato alle esperienze sul palco nate negli istituti penitenziari. A Monza il sipario si alza su un palcoscenico insolito, dove la distanza tra dentro e fuori si assottiglia fino quasi a scomparire. È “Secondo Atto - Festival di Teatro Carcere e Comunità”, il primo festival cittadino interamente dedicato alle esperienze teatrali nate negli istituti penitenziari. Un progetto che il Comune di Monza ha costruito insieme alla casa circondariale, riconoscendo nel teatro non un semplice linguaggio artistico, ma un ponte tra la pena e la possibilità di ricominciare. A guidare questa avventura sono due realtà che da anni lavorano nel carcere monzese: la cooperativa Le Crisalidi e l’associazione Geniattori.
filleaumbria.it, 14 marzo 2026
Prosegue il percorso di formazione e inclusione sociale promosso da Formedil Perugia all’interno del Complesso penitenziario Capanne di Perugia, nell’ambito del Protocollo di intesa sottoscritto nel maggio 2024 tra l’Istituto Penitenziario, l’Udepe e le Parti sociali del settore delle costruzioni, Ance Umbria, Cna Umbria, Confartigianato imprese Umbria, Lega Coop Produzione e Servizi, Fillea Cgil Umbria, Filca Cisl Umbria e Feneal Uil Umbria. Dopo i primi progetti formativi realizzati nelle sezioni maschile e femminile dell’istituto, oggi prenderà il via il progetto “Ricomporre il domani. Laboratorio permanente di arte musiva e integrazione sociale”, realizzato da Formedil Perugia con il sostegno della Fondazione Perugia.
cagliaritoday.it, 14 marzo 2026
A Uta parte un innovativo percorso formativo per oltre 30 professionisti: agenti penitenziari, équipe Asl e funzionari pedagogici imparano a collaborare meglio attraverso il linguaggio teatrale. Anche il teatro diventa strumento di formazione all’interno della casa circondariale di Uta. Da lunedì prossimo prende il via il percorso “Costruire Relazioni e Comunicazioni efficaci”, rivolto a più di 30 operatori che ogni giorno lavorano nel contesto penitenziario: agenti di Polizia Penitenziaria, componenti dell’équipe multidisciplinare, funzionari giuridico-pedagogici e operatori sanitari Asl. L’iniziativa, inserita nel progetto quadriennale “Liberi dentro per crescere fuori” - selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile - punta a rafforzare le competenze relazionali, valorizzando ascolto attivo, comunicazione efficace e collaborazione tra professionisti.
di Rita Delle Noci*
Gazzetta di Modena, 14 marzo 2026
Salvatore Sofia: “Così i detenuti diventano attori, la recitazione rompe il “corto circuito” e la routine che vivono”. Con questa parola, “utopia”, Salvatore Sofia, responsabile della comunicazione e curatore della scrittura dei progetti del Teatro dei Venti, racconta un’esperienza che da vent’anni intreccia creazione artistica e carcere e che oggi rappresenta un vero presidio in cui la parola “professionismo” non è una concessione retorica ma un obiettivo quotidiano nel quale i detenuti diventano attori. “Questo non è un laboratorio sociale”, afferma, “è teatro a 360 gradi. Non esiste un teatro, e poi, un teatro in carcere. Gli spettacoli con i detenuti sono diventati centrali nella nostra produzione”.
sienanews.it, 14 marzo 2026
Una sala gremita, tante autorità ma anche moltissimi cittadini. L’Enoteca Italiana di Siena, nella serata di ieri - 12 marzo 2026 - ha ospitato la prima uscita pubblica dei CellaMusica, la band nata all’interno della casa circondariale di Santo Spirito, che ha presentato il suo primo album “InnocentEvasione”. Un progetto che unisce detenuti, agenti della polizia penitenziaria e volontari, dimostrando come la musica possa diventare uno strumento concreto di relazione, crescita e reinserimento sociale. Il percorso è nato all’interno del carcere grazie al lavoro della Libera Università del Teatro (Lut) e al coinvolgimento di numerosi soggetti del territorio. Il laboratorio musicale ha preso forma nel corso di circa un anno di attività e ha portato alla realizzazione del disco e a una serie di esibizioni pubbliche, trasformando un’esperienza educativa in un vero progetto artistico.
di Lisa Ginzburg
Avvenire, 14 marzo 2026
Il caso di Alaa Faraj, arrivato in Italia nel 2015 e condannato come scafista: nel libro “Perché ero un ragazzo” il racconto di viaggio, processo e carcere. Un “mostruoso ingranaggio”, ovvero una sequenza giudiziaria in modo pazzesco ingiusta e approssimativa, ha condotto alla condanna definitiva per Alaa Faraj e due suoi compagni. All’arrivo in Italia dalla Libia, nel 2015, i tre vennero condannati come scafisti, per favoreggiamento di immigrazione clandestina e omicidio plurimo (nella stiva del barcone, al momento dello sbarco a Catania, erano state trovate quarantanove persone morte per asfissia). Trent’anni di prigione, questa la sentenza definitiva convalidata nel 2021.
di Matteo Lancini
La Stampa, 14 marzo 2026
La relazione tra minori e giustizia è in questo periodo al centro del dibattito italiano. Numerosi fatti di cronaca richiamano l’attenzione dell’opinione pubblica. Dall’ormai stracitata e strattonata vicenda dei genitori del bosco, alle iniziative volte a prevenire la violenza armata giovanile, all’indagine sui pestaggi e le aggressioni che sarebbero avvenute all’interno del carcere minorile di Casal Del Marmo. In tutto questo, molti politici che hanno voluto e sostenuto il decreto Caivano, ovvero il decreto legge del novembre 2023 che ha previsto un inasprimento delle sanzioni per i genitori inadempienti anche rispetto alla mancata frequentazione della scuola da parte dei loro figli, si dichiarano sconvolti dagli interventi della magistratura minorile nei riguardi dei genitori che vivono nel bosco.
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