Il Resto del Carlino, 14 agosto 2026
“Il personale sanitario del carcere dell’Arginone costretto a lavorare in condizioni estreme a causa delle temperature che sfiorano e raggiungono i 39 gradi, in totale assenza di condizionatori e ventilatori. Il problema del caldo torrido si aggiunge a quello del sovraffollamento”. A lanciare l’allarme la funzione pubblica della Cgil Ferrara, che sottolinea “la fase drammatica e di totale invivibilità del sistema carcerario, è diventata un’emergenza cronica che affligge l’intero Paese e che si ripercuote quotidianamente su chi all’interno delle strutture vive e lavora. Un contesto ormai al collasso che richiede interventi strutturali urgenti e non più rinviabili.
ottopagine.it, 14 agosto 2026
L’iniziativa promossa dall’associazione Radicale “Maurizio Provenza”. È scattato dalla scorsa mezzanotte lo sciopero della fame di dialogo a staffetta promosso dall’Associazione Radicale Maurizio Provenza - Nessuno Tocchi Caino, per dare voce ai detenuti della Casa Circondariale di Fuorni e chiedere ascolto, dignità e rispetto dei diritti al presidente del Tribunale di Salerno, Giuseppe Ciampa. L’iniziativa si ispira alla tradizione nonviolenta di Gandhi, Aldo Capitini e Marco Pannella. L’obiettivo dichiarato è creare un dialogo con il presidente del Tribunale di Salerno per affrontare tre urgenze del sistema carcerario locale. Le richieste dell’associazione si articolano in tre punti: la costituzione dei Consigli di Aiuto Sociale (CAS) previsti dall’articolo 75 dell’Ordinamento Penitenziario; il ripristino della pianta organica dei magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Salerno e delle visite periodiche alla Casa Circondariale di Salerno e agli Istituti di Eboli e Vallo della Lucania; infine, la garanzia di personale amministrativo presso il Tribunale di Sorveglianza per cinque giorni a settimana.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 agosto 2026
Il personale sanitario di Rebibbia non vigilò sulla corretta assunzione di farmaci da parte di un detenuto tossicodipendente: Ministero condannato. Quasi 700mila euro, per la precisione 687.265: è questa l’enorme cifra che il Ministero della Giustizia dovrà pagare come risarcimento ai familiari di un detenuto morto nel carcere romano di Rebibbia nella notte tra il 5 e 6 maggio 2020. Lo ha stabilito la seconda sezione del Tribunale civile di Roma. Ripercorriamo la vicenda. Carlo (nome di fantasia) veniva ristretto presso la Casa Circondariale il 19 febbraio 2020; in sede di visita medica quale nuovo giunto, gli veniva riscontrata e documentata una condizione di dipendenza da sostanze stupefacenti, protratta da circa 20 anni.
di Stefano Marchetti
Il Giorno, 14 agosto 2026
Il pane non deve mai mancare sulla tavola. Ma c’è un pane davvero speciale che ha il sapore del riscatto, della dignità, del perdono, e arriva da luoghi dove - più che in altri - c’è bisogno di speranza e di futuro. È quello che nasce, giorno dopo giorno, grazie al progetto “Il senso del Pane” che la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti ha lanciato nel 2016, in occasione del Giubileo della Misericordia: dapprima in varie carceri in Italia e nel mondo, poi anche presso case famiglia o comunità di persone con fragilità, sono nati i ‘laboratori eucaristici’ che producono ostie che vengono offerte a diocesi, parrocchie, monasteri.
di Marcello Pesarini
Ristretti Orizzonti, 14 agosto 2026
Premetto che queste riflessioni derivano dalle ultimissime campagne contro la politica soffocatrice di qualsiasi voce dissenziente mossa dal governo Meloni, ma è anche un tentativo di dialogo con Cristina Maggia, Associazione Italiana Magistrati per i minorenni e la famiglia, che firma l’interessante articolo Baby Gang, oltre le vendette. L’aumento degli episodi di violenza, in realtà della loro percezione, rischia di essere un serpente che si morde la coda, e altrettanto se parliamo di razzismo, machismo, bullismo verso donne e uomini.
di Giuseppe Smorto
Il Domani, 14 agosto 2026
Il consigliere comunale Daniele Romeo ha parlato della “grande rivolta popolare del continente europeo” e ha garantito che non si tratterà della “celebrazione di una parte politica”. Il rischio però c’è, per mille motivi. Con un paradosso: toccherebbe proprio agli attuali sacerdoti della sicurezza raccontare la più lunga e violenta tra le proteste contro lo Stato. In tempo di revisionisti allo sbaraglio, è passata inosservata una notizia che incrocia un pezzo di storia d’Italia, le stragi e la strategia della tensione. In uno dei suoi primi atti, il consiglio comunale di Reggio Calabria, forte della nuova maggioranza di centrodestra, ha varato l’istituzione di un Museo sulla Rivolta, con apertura prevista entro un anno.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 14 agosto 2026
Fareste molto male a non leggermi oggi. Vi faccio entrare in un posto proibito. Ieri infatti rimuginavo con ripugnanza sulla risposta che i governanti italiani hanno scelto di dare alla decisione tedesca di rimandare migranti sbarcati da noi dopo l’effetto dell’accordo che rivedeva Dublino (circostanza nella quale una singola migrante è diventata finalmente una persona, donna e somala, con nome e cognome, col titolo di Prima Rimbalzata da un confine all’altro): la replica italiana investe le imbarcazioni di soccorso in mare battenti bandiera tedesca, che dunque per equità dovrebbero sbarcare i salvati a Brema o ad Amburgo, oppure smettere di salvarli, mutandoli in sommersi. I sommersi e i salvati, vi ricordate.
di Mirella Molinaro
La Verità, 14 agosto 2026
Il Tribunale di Potenza ha convalidato gli arresti di tre ospiti del Cpr (il Centro di permanenza per i rimpatri) di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza. I tre erano stati fermati dopo i disordini scoppiati lunedì nella struttura in seguito alla morte di un cittadino tunisino di 30 anni, Lasued Dhoui, che era trattenuto da pochi giorni nel Cpr potentino. Nei confronti dei tre è stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora in Basilicata. Lo ha reso noto la Procura della Repubblica di Potenza, in una nota a firma del procuratore capo Camillo Falvo.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 14 agosto 2026
La libera circolazione con la Spagna sarà ripristinata soltanto quando per l’Italia il rischio sarà tornato a zero. Non prima di Ferragosto e, specie, non sulla base di una scadenza fissata in calendario. È il punto politico più netto dell’audizione con cui ieri Matteo Piantedosi, davanti al Comitato Schengen, ha difeso la sospensione decisa dal governo dopo l’assalto di massa a Ceuta. “La decisione non sarà rivista prima del 15 agosto”, ha scandito il ministro dell’Interno, aggiungendo che i controlli resteranno finché non saranno “completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”. Un messaggio rivolto a Madrid, ma anche a chi accusa Palazzo Chigi di avere trasformato l’emergenza nell’exclave spagnola in uno strumento di propaganda.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 14 agosto 2026
Le incredibili spiegazioni del ministro davanti ai parlamentari: buchi nei documenti e dati sballati. Nessun arrivo da Ceuta. Nei panni della guardia di frontiera il ministro Matteo Piantedosi ci prova pure a fare il duro, ma dalla sua audizione di ieri davanti al Comitato Schengen, a palazzo San Macuto, emergono più buchi che certezze rispetto alle ultime alterne vicende. AL DI LÀ della propaganda e degli slogan, sempre gli stessi, sui rimpatri volontari (+700%, dice), sugli sbarchi (-55%, pare) e sui centri in Albania (“Saranno un modello”), l’uomo del Viminale non è stato in grado di dire con esattezza per quale motivo l’Italia abbia sospeso gli accordi Schengen per chi arriva dalla Spagna (“Comunque lo hanno fatto in tanti in passato”). Le ragioni di sicurezza pure evocate non trovano conferma nei fatti. A questo proposito, Piantedosi ha parlato di uno “scenario prognostico” secondo il quale “il Nord Africa” sarebbe un’area “a forte rischio di reclutamento jihadista”. Dunque bisogna prestare la massima attenzione ai migranti arrivati a Ceuta e ai loro spostamenti. Da quando si fanno i controlli, cioè dal primo agosto, sono state arrestate tre persone e respinte altre ventuno. Di queste sei erano di origini marocchine. Quante venivano da Ceuta? Il ministro non lo sa. Nel senso che proprio non è in grado di dirlo visto che non sono state fatte identificazioni.
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