di Massimo Basile
La Repubblica, 15 marzo 2026
Dal ritorno alla Casa Bianca, Trump ha spinto per l’aumento delle esecuzioni, scelta che ha generato entusiasmo nella base Maga. In Florida, il governatore ha firmato una legge che porta il nome del presidente americano e che impone la condanna per gli immigrati illegali che commettono omicidi. La pena di morte è considerata generalmente la punizione estrema per i peggiori criminali. Ma negli Stati Uniti le cose stanno andando in modo diverso. Le persone che vengono giustiziate risultano in maggioranza povere o con problemi mentali, oppure non si sono potute permettere buoni avvocati. E molte hanno un reato in comune: sono accusate di aver ucciso un bianco. Con un intervento nella pagina degli editoriali, quella che ospita le opinioni istituzionali del giornale progressista, il New York Times ha lanciato l’allarme sull’aumento record delle esecuzioni capitali, che nel 2025 hanno segnato un primato: l’anno scorso sono state giustiziate 47 persone, il dato più alto dal 2009. Nel 2024 erano state 25, l’anno prima 24. Il numero minore è stato di 11, nel 2021, sotto l’amministrazione Biden.
di Domenico Quirico
La Stampa, 15 marzo 2026
Così la guerra contro l’Iran rischia di diventare l’ennesimo conflitto che gli Usa non riescono a vincere. Sono passate soltanto due settimane, le missioni sui cieli dell’Iran proseguono “vittoriosamente” eppure... Dapprima è soltanto una parolina sussurrata all’orecchio da pochi analisti preoccupati di apparire dei menagramo. Poi, se la guerra continua, inizierà a farsi strada negli articoli, nei talk show, nei saggi degli analisti, fino ad approdare nelle cene e nei bar: per caso gli Stati Uniti non stanno forse perdendo l’ennesima guerra?
di Patrizio Gonnella
Il Manifesto, 14 marzo 2026
La violenza di dieci agenti nei confronti di tredici ragazzini, tutti stranieri, nel carcere minorile di Casal del Marmo ha un rancido sapore razzista. L’esposto presentato da Antigone ha dato avvio alle indagini. La tortura nelle carceri esiste. Ferrara, San Gimignano, Torino sono i luoghi delle prime condanne. A Santa Maria Capua Vetere è in corso il più grande processo per tortura in Europa. Si è vicini alla sentenza per le violenze di polizia nel carcere di Monza. Ci sono voluti ben sette anni. Una fatica enorme. La tortura non risparmia neanche le carceri minorili. Dopo quanto visto al Beccaria di Milano, anche Roma è teatro di presunte torture e violenze brutali. La tortura è una questione di sistema, si annida dove alberga e fiorisce lo spirito di corpo.
agensir.it, 14 marzo 2026
“Sono più di 20.000 i detenuti con problemi di tossicodipendenza o di dipendenza generale, secondo l’ultima rilevazione statistica del dicembre 2025, Il 32% del totale, un dato in crescita progressiva”. Lo ha detto Ernesto Napolillo, direttore generale dei detenuti e del trattamento del Dap (Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria), partecipando al convegno “Oltre la pena: sicurezza, salute e valore Sociale. Un nuovo protocollo per il detenuto con Oud (Opioid Use Disorder)” organizzato dal centro di ricerca interdipartimentale sui sistemi sociali e penali dell’Università Lumsa, Das - Diritto alla speranza. A fronte di questi numeri, “il primo dato sconfortante è che su 190 istituti”, ha spiegato, “in Italia ci sono 152 SerD (Servizio per le dipendenze)”.
di Cesare Burdese
L’Unità, 14 marzo 2026
Avvolta dalla nebbia, lo scorso 21 febbraio, una delegazione di Nessuno tocchi Caino ha visitato la Casa di Reclusione “San Michele” di Alessandria, un istituto interamente destinato al regime del 41-bis, nel quadro della riorganizzazione complessiva del circuito nazionale in atto. L’ispezione non ha fornito nuovi elementi rispetto a quanto già noto: non è stato consentito l’accesso alle sezioni speciali, ufficialmente a causa dei lavori in corso e, verosimilmente, anche per motivi di “sicurezza nazionale”. È stato tuttavia possibile cogliere un segno tangibile della disumanità che anche in quel carcere caratterizzerà i nuovi spazi detentivi: le schermature inclinate, installate alle finestre dei padiglioni detentivi, per evitare qualsiasi comunicazione o contatto, tanto all’interno quanto con l’esterno, di quanti vi saranno ristretti. Quelle lastre appaiono come lapidi di un colombario cimiteriale ed evocano il carcere “cimitero dei vivi” denunciato alla Camera dei Deputati nel 1904 da Filippo Turati.
di Giovanni Innamorati
Il Manifesto, 14 marzo 2026
Manca il “requisito d’urgenza”. Il decreto viene respinto all’unanimità dal comitato per la legislazione. Il parere è arrivato sotto la presidenza della leghista Daisy Pirovano. Il decreto sicurezza, all’esame della commissione Affari costituzionali del Senato, manca dei requisiti di necessità e urgenza previsti dalla Costituzione. Ad affermarlo non sono le opposizioni ma l’intero arco parlamentare, centrodestra compreso. L’impegnativa affermazione è infatti contenuta nel parere del Comitato per la legislazione del Senato approvato all’unanimità. Si tratta di un organo paritetico, composto da quattro senatori della maggioranza e altrettanti delle minoranze, che “si esprime sulla valutazione d’impatto e sulla qualità dei testi”, e in particolare dei decreti del governo. Questa volta, nel suo parere, oltre a stroncare il decreto sul piano della chiarezza delle norme contenute, ha anche espresso un giudizio sull’assenza dei requisiti costituzionali.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 marzo 2026
Magistratura democratica si è riunita a Roma per il XXV Congresso “Proteggere la Costituzione per proteggere il futuro”. Dopo una campagna referendaria affrontata dall’Anm come opposizione politica al governo, il gruppo associativo sceglie di tenere i toni bassi per rispettare l’invito del Presidente Mattarella, non scatenare polemiche, non esasperare la divisione nel Paese, lacerato dalla battaglia sul voto, lasciare ai partiti lo scontro nel rush finale, pensare al 24 marzo quando bisognerà ricomporre quella divisione. Una scelta tattica ma anche istituzionale. Ad aprire i lavori il Segretario Stefano Musolino.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 marzo 2026
È morto a 94 anni l’ex 007. Arrestato nel 1992, la sua vicenda rimane il simbolo del concorso esterno retroattivo e di un’epoca di veleni palermitani mai del tutto chiariti. Bruno Contrada è morto a 94 anni. Gli ultimi anni erano stati pesanti: quasi cieco, la respirazione ridotta a un filo, il corpo che cedeva giorno dopo giorno. Eppure, finché le forze glielo avevano permesso, aveva continuato a raccontare. A chiunque volesse ascoltarlo. La sua storia, quella che lui riteneva vera, l’unica che gli sembrava doveroso lasciare agli altri prima di andarsene. Adesso che non c’è più, il destino del suo nome è già scritto: verrà ricordato come un uomo oscuro, uno dei volti della zona grigia in cui Stato e mafia si sarebbero intrecciati.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 14 marzo 2026
Nessun uomo è le sentenze che lo riguardano. Vale per tutti. Anche per Bruno Contrada, morto giovedì sera a Palermo all’età di 94 anni. “Super poliziotto” dall’enorme carriera, quando venne arrestato, alle 7 del mattino della vigilia di Natale del 1992, era terzo dirigente del Sisde. L’ordine di cattura, firmato dal capo della procura palermitana Gian Carlo Caselli, parlava di un reato che (forse) allora ancora non esisteva: concorso esterno in associazione mafiosa. Un dettaglio - l’estensione dell’articolo 416 del codice penale - che poi sarà decisivo nella sua lunga e contraddittoria vicenda giudiziaria, finita con una differenza enorme tra i giudizi di merito e quelli di legittimità, anche in virtù delle due posizioni opposte assunte nel tempo dai giudici italiani e da quelli europei.
di Piero Gaeta
Gazzetta del Sud, 14 marzo 2026
La nuova provveditrice regionale incontrerà presto il procuratore Curcio per affrontare il problema della massima sicurezza dopo l’ultima inchiesta della Dda. È necessaria un’alleanza tra le Istituzioni. Dallo scorso novembre Lucia Castellano è la provveditrice regionale dell’amministrazione penitenziaria della Calabria. Un’esperienza di lungo corso maturata in giro per l’Italia, la pone nelle condizioni di affrontare al meglio i problemi delle carceri calabresi anche alla luce dell’ultima inchiesta della Dda di Catanzaro. “Quello dell’alta sicurezza è un problema con cui dobbiamo confrontarci - afferma la provveditrice.
- Roma. Oltre Casal del Marmo, carceri in crisi. “Due morti in una settimana a Rebibbia”
- Sassari. Bancali, un carcere sovraffollato isolato fra le campagne
- Napoli. Nuova vita per i detenuti: “Patto toghe-industriali per chi crede nel futuro”
- Monza. Il carcere apre le sue porte. Nasce il Festival teatrale: una chance per i detenuti
- Perugia. Ricomporre il domani, laboratorio permanente di arte musiva e integrazione sociale











