di Michele Rossi
udinetoday.it, 15 agosto 2026
Quattro alloggi comunali per aiutare le persone che escono dal carcere a ricostruirsi una vita fuori dall’istituto penitenziario. È uno dei progetti annunciati questa mattina dal Comune di Udine, durante la conferenza stampa del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale Andrea Sandra. L’edificio individuato dall’amministrazione si trova tra via Chinotto e viale Trieste ed è inutilizzato da circa vent’anni. Al suo interno ci sono quattro unità abitative che il Comune vorrebbe recuperare e destinare a un progetto di reinserimento sociale. L’obiettivo è avviare la progettazione nel 2027 e, parallelamente, cercare circa 3 milioni di euro di finanziamenti pubblici per la ristrutturazione. L’amministrazione sta valutando anche la possibilità di ricavare nell’immobile alcuni spazi destinati ad attività produttive. L’idea, infatti, non è limitarsi a offrire una casa, ma costruire attorno all’abitare un percorso più ampio, coinvolgendo le associazioni che già lavorano all’interno del carcere.
di Beatrice Progni
tp24.it, 15 agosto 2026
C’è un’immagine che in questi giorni arriva dal carcere Pietro Cerulli di Trapani e che, più di altre, racconta la distanza tra ciò che il carcere dovrebbe essere e ciò che rischia di diventare: una persona chiusa per gran parte della giornata dentro una cella, in una struttura dove vengono segnalati problemi di sovraffollamento, condizioni igieniche difficili, carenze di personale e una forte limitazione delle attività. L’acqua dai rubinetti, la muffa, il caldo, le celle affollate sono la parte più visibile del problema. Ma forse non sono la parte più importante. Perché il carcere non è soltanto un edificio. È il luogo nel quale lo Stato decide come privare una persona della propria libertà dopo che quella persona ha commesso un reato.
di Gabriele Penna
Dipiù, 15 agosto 2026
Parla il Garante dei detenuti della Casa di reclusione “Due palazzi” di Padova, l’istituto dove è stato concepito un bambino: un fatto senza precedenti in Italia. Per la prima volta in Italia, un bambino è stato concepito all’interno di un carcere, più precisamente all’interno della “stanza dell’amore”, quello spazio che negli istituti di pena è riservato ai detenuti che chiedono di vivere dei momenti di intimità con le proprie mogli o le proprie compagne. Il bambino nascerà il prossimo anno, nel 2027, ed è un fatto molto positivo perché la nascita di un figlio, per un uomo che ha commesso degli errori e li sta pagando con la privazione della libertà, significa immaginare una prospettiva di vita diversa.
di Giovanni Mosca*
La Nazione, 15 agosto 2026
Tanti problemi e un equilibrio delicato. Sovraffollamento, celle roventi ma anche il superlavoro degli operatori e degli educatori. Non parliamone solo a Ferragosto. Ci sono luoghi che si possono raccontare soltanto dopo averli vissuti. La Dogaia è uno di questi. Da oltre quarant’anni lavoro all’interno del carcere di Prato e, in tutto questo tempo, ho visto cambiare persone, normative, organizzazione, esigenze e problematiche. Ho visto cambiare il carcere e, soprattutto, ho visto quanto sia difficile, ogni giorno, tenere insieme due esigenze che non possono essere contrapposte: garantire i diritti delle persone detenute e, contemporaneamente, far rispettare le regole. È un equilibrio delicatissimo, che troppo spesso viene raccontato soltanto quando qualcosa non funziona. Ma dentro un carcere c’è un lavoro quotidiano, silenzioso, enorme, che merita di essere conosciuto e riconosciuto.
ansa.it, 15 agosto 2026
Per contrastare gli effetti delle alte temperature negli istituti penitenziari il Movimento italiano diritti detenuti e il consigliere regionale valdostano Marco Sorbara (Forza Italia) hanno consegnato dei ventilatori nella Casa circondariale di Brissogne, unico istituto penitenziario della Valle d’Aosta. Alla consegna era presente anche Martina Piazza, criminologa e responsabile dell’Area Lavoro del Movimento italiano diritti detenuti. “Tornare in un istituto penitenziario della mia regione, in questa veste, ha per me un significato particolare.
frosinonetoday.it, 15 agosto 2026
Per la formazione amaranto è stata anche un’occasione per mettere minuti nelle gambe in vista della nuova stagione agonistica. Una partita diversa da tutte le altre, giocata alla vigilia di Ferragosto sul campo della Casa Circondariale di Frosinone. Da una parte una selezione dei detenuti, dall’altra il Ferentino Calcio, formazione che milita nel campionato di Eccellenza laziale. Novanta minuti - al di là del risultato - nei quali lo sport diventa occasione di incontro con il mondo esterno e soprattutto uno degli strumenti del percorso rieducativo all’interno dell’istituto penitenziario. Niente spalti gremiti, niente erba e nessuna atmosfera da stadio. Intorno al terreno di gioco ci sono i muri della Casa Circondariale di Frosinone e ad ogni accelerazione dei calciatori la terra battuta solleva nuvole di polvere.
di Lorenzo Allegrucci
Italia Oggi, 15 agosto 2026
Alessandro Malacarne esplora come i social network influenzano il processo penale, analizzando l’equilibrio tra accertamento e riservatezza. Un’indagine rigorosa su strumenti investigativi e implicazioni giuridiche nel contesto digitale. I social network sono diventati archivi sterminati di condotte, relazioni e informazioni, dunque una fonte sempre più rilevante per chi indaga e per chi giudica. L’autore, Alessandro Malacarne, partendo da questa verità giuridica effettua una ricerca rigorosa, capace di dare ordine giuridico a un territorio non ancora disciplinato in modo organico, il pregio maggiore è il metodo. L’autore non cede né all’entusiasmo acritico per la tecnologia né alla tentazione di comprimere ogni novità entro categorie immutate, muove dai problemi concreti e li sottopone a un esame sistematico e comparato, dando risposta alla domanda: “fino a che punto il digitale modifica il modo in cui il processo penale cerca, acquisisce e valuta la conoscenza?”.
di Paolo Venturi e Flaviano Zandonai
vita.it, 15 agosto 2026
Il non profit italiano muove quasi 93 miliardi di euro. Il 5 per mille vale 633 milioni e le fondazioni di origine bancaria hanno erogato 1.424,5 milioni di euro. Sono gli ultimi numeri registrati. Risorse importanti certo, ma ridurre tutti i beni e servizi generati ai soldi risparmiati dal pubblico è una trappola. Andrebbe pesato invece il patrimonio relazionale e generativo che il settore produce. Partiamo dai numeri. Secondo l’ultimo censimento Istat, il non profit italiano muove quasi 93 miliardi di euro di entrate, in crescita del 32% rispetto al 2015: oltre 360mila organizzazioni, più di 5 milioni di volontari, quasi un milione di occupati.
di Shendi Veli
Il Manifesto, 15 agosto 2026
I rischi sono documentati, ma le proposte per istituire un divieto esplicito sono nei cassetti del parlamento. La più avanzata è il ddl 1136 promosso dalla senatrice di Fdi Lavinia Mennuni e dalla dem Simona Malpezzi. I pericoli che le piattaforme social possono comportare per bambini e adolescenti sono documentati: cyberbullismo, pedofilia, accesso a contenuti sessualmente espliciti e conseguenze sulla salute mentale. Anche se non esiste tra gli scienziati un’opinione concorde sull’impatto dei social media nello sviluppo di disturbi come ansia e depressione. È l’Australia il primo paese al mondo ad aver affrontato il problema in punta di diritto con il “Social media minimum age act” entrato in vigore nel 2025. La legge vieta ai minori di 16 anni di creare un account su tutte le maggiori piattaforme globali come Meta, X, Tik Tok, Reddit, Snapchat, Youtube e Twitch (esclusi solo i servizi di messaggeria come Whatsapp e Telegram).
di Arianna Di Genova
Il Manifesto, 15 agosto 2026
Da quando in Australia sono stati vietati i social network agli under 16, Meta ha bloccato circa 750mila profili. Nonostante il governo abbia portato le sanzioni per le piattaforme a 99 milioni di dollari, quella legge è da considerarsi fallimentare. Da quando in Australia - primo paese al mondo - nel dicembre del 2025 sono stati vietati i social network agli under 16, Meta ha bloccato circa 750mila profili. Eppure, nonostante il governo abbia raddoppiato le sanzioni per le piattaforme portandole a 99 milioni di dollari (australiani) in caso di mancata applicazione della legge, quel provvedimento può considerarsi del tutto fallimentare. Gli e le adolescenti che si collegano a Instagram o Tik Tok, aggirando l’ostacolo dell’età, restano l’85 per cento. Si connettono imperterriti, escogitando stratagemmi - facilissimi peraltro, dai contenuti inviati da amici via whatsapp ai profili farlocchi, fino all’utilizzo delle reti private Vpn.









