di Massimo Franco
Corriere della Sera, 18 marzo 2026
Gli sforzi meritori di entrare nel merito sono sovrastati da calcoli squisitamente politici. E comunque non ci si sottrae alla sensazione di un referendum difficile e parzialmente oscuro. Il ministro Carlo Nordio esprime un’aspettativa diffusa, quando dichiara di sperare “nell’affluenza più alta possibile, tra il 50 e il 60% almeno”. Significherebbe dare dignità a una consultazione che toccherà 7 articoli della Costituzione; e che sarebbe valida anche se andasse a votare meno della metà dell’elettorato.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 18 marzo 2026
Dalla questione dell’affollamento nel carcere di Sollicciano fino al dietro le quinte dello stato e dei governi. Oltre le urne di marzo. Ieri, mentre toccava nuovi record la specialità degli omicidii mirati, la discussione sul referendum e il capitolo connesso della condizione delle carceri registrava qualche passo più dignitoso. Era successo che il presidente della Repubblica accogliesse gli agenti di polizia penitenziaria nell’anniversario della fondazione, e svolgesse un impegnato discorso sul personale carente, sui suicidi di detenuti che non diminuiscono, sull’inosservanza del dettato costituzionale per la rieducazione e il suo beneficio sociale, sul sovraffollamento aggravato dalla moltiplicazione di reati e pene: ne svolgeva una bella cronaca ragionata Damiano Aliprandi sul Dubbio.
di Francesco Curridori
Il Giornale, 18 marzo 2026
Pdl Zuncheddu. È dedicata al pastore sardo che ha trascorso 33 anni in carcere per un errore giudiziario, la proposta di legge di Forza Italia in favore delle vittime di malagiustizia. Il testo prevede l’erogazione di una rendita mensile pari al doppio dell’assegno sociale per un periodo non inferiore al doppio della durata della custodia cautelare ingiustamente sofferta. La proposta “punta a garantire una provvisionale economica a chi alla fine di un processo è stato assolto” e prevede che l’assegno “parta dal momento dell’assoluzione fino alla sentenza di risarcimento del danno”, un periodo che può durare anni.
di Simona Sparaco
La Stampa, 18 marzo 2026
Arrestato per un pettegolezzo, è stato risarcito in modo ridicolo. Lunedì 23 marzo, giorno di referendum, mio padre avrebbe compiuto 83 anni. Uso il condizionale perché invece se ne è andato due mesi fa senza preavviso, ma senza neanche soffrire. La giustizia molte volte non sembra abitare in questo mondo, ma la morte di mio padre è stata in qualche modo giusta, per uno come lui, che nella vita ha sofferto ingiustamente.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 marzo 2026
Era il 2017, anno del venticinquesimo anniversario dell’uccisione di Paolo Borsellino. Fiammetta, la figlia del giudice, scrisse una lettera al Consiglio superiore della magistratura. Chiedeva che il Csm prendesse l’iniziativa e guardasse dentro casa propria, dopo che la sentenza del processo Borsellino Quater aveva fatto emergere responsabilità precise a carico dei magistrati di Caltanissetta che avevano gestito il caso del falso pentito Vincenzo Scarantino. Il Borsellino Quater aveva accertato qualcosa di sconvolgente: l’intera ricostruzione iniziale sulla strage di Via D’Amelio era stata costruita su una montagna di menzogne. Scarantino era un pentito falso, istigato a rendere dichiarazioni inventate. Su quelle dichiarazioni erano stati condannati degli innocenti. E nessuno degli allora magistrati, titolari dell’indagine, almeno sul piano disciplinare, aveva mai pagato.
Il Sole 24 Ore, 18 marzo 2026
Con la sentenza numero 31, depositata oggi, la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni sollevate dal Tribunale di Firenze nei confronti degli articoli 33, 39 e 40 della legge numero 354 del 1975, relativi all’isolamento del detenuto sottoposto alla sanzione disciplinare dell’esclusione dalle attività comuni, norme che il rimettente ha censurato per difetto di proporzionalità, contrarietà alla finalità rieducativa della pena, lesione della salute psicofisica della persona e inosservanza delle riserve di legge e giurisdizione in materia di restrizioni alla libertà di comunicare.
di Isidoro Trovato
Corriere della Sera, 18 marzo 2026
“Colpa grave non verificare le fonti”. A Siracusa il tribunale sanziona la condotta di un legale che ha presentato una memoria difensiva piena di “invenzioni”: si tratta delle cosiddette “allucinazioni” da intelligenza artificiale. È probabilmente il record italiano di sempre: citare quattro sentenze (sbagliate) in un’unica memoria difensiva. È successo al tribunale di Siracusa dove un giudice si è ritrovato a fare i conti con una linea difensiva di un legale che citava quattro precedenti giurisprudenziali ascritti alla Cassazione a sostegno delle proprie tesi: eppure qualcosa non quadrava. Lo zelante giudice siracusano effettuava una meticolosa verifica nel Ced della Cassazione, riportando gli stralci esposti dall’avvocato. Il risultato è sconcertante: nessuna delle quattro sentenze risultava calzante, per carità, le sentenze esistevano ma parlavano di tutt’altro.
ilpescara.it, 18 marzo 2026
Il garante regionale dei detenuti Monia Scalera, ha convocato nella giornata del 17 marzo a Pescara un tavolo interistituzionale per la presentazione dei percorsi formativi finanziabili, in tema di educazione e reinserimento dei detenuti. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale alle politiche sociali, alla formazione e all’istruzione, Roberto Santangelo, il direttore del dipartimento sociale-enti locali-cultura Emanuela Grimaldi, il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Lazio-Abruzzo-Molise Giacinto Siciliano, il dirigente del Centro giustizia minorile Antonio Pappalardo, il dirigente del Servizio autorità di gestione unica Fesr-Fse Carmine Cipollone e i direttori degli istituti penitenziari abruzzesi: Arianna Colonna (Pescara), Maria Lucia Avantaggiato (Teramo), Barbara Lenzini (L’Aquila), Maria Taraschi (Ipm L’Aquila), Franco Pettinelli (Chieti), Maria Celeste D’Orazio (Avezzano), Stefano Liberatore (Sulmona), Daniela Moi (Lanciano), Rita Cerino (Vasto). Scalera ha sottolineato l’importanza del coordinamento tra tutti gli attori istituzionali coinvolti, evidenziando come l’assessore Santangelo abbia rispettato l’impegno sull’utilizzo di 2 milioni e 500 mila euro di fondi Fse plus per la formazione dei detenuti adulti e 500 mila euro per i detenuti minori. Ha ricordato che esistono anche altre linee di finanziamento nazionali per futuri interventi, ma ha ribadito la necessità di evitare sovrapposizioni per non incorrere nel divieto di doppio finanziamento. Scalera ha concluso rimarcando il valore di questi incontri per comprendere le reali necessità degli istituti di pena e favorire una sinergia virtuosa.
di Gianni Giacomino e Giuseppe Legato
La Stampa, 18 marzo 2026
Inchiesta sulla morte di Bernardo Pace: aveva 62 anni. Un detenuto si è tolto la vita nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. La tragedia è avvenuta ieri intorno alle 18,30, al piano terra del blocco E. La vittima è Bernardo Pace, 62 anni, condannato a 14 anni e 4 mesi dal Tribunale di Milano nell’ambito del processo “Hydra” sulla presunta alleanza tra camorra, ‘ndrangheta e Cosa nostra. Secondo quanto emerso, Pace aveva iniziato da poco a collaborare con gli investigatori e con la Direzione distrettuale antimafia di Milano. Era uno dei nuovi collaboratori di giustizia coinvolti nella maxi inchiesta, insieme ad altri pentiti che nelle ultime settimane hanno reso dichiarazioni ai magistrati e ai carabinieri del Nucleo investigativo.
di Corrado Fusar Poli
Corriere del Veneto, 18 marzo 2026
Padova, smantellato racket al Due Palazzi: mille euro a smartphone. Coinvolti detenuti e i loro familiari. Vendevano gli smartphone a mille euro mentre per un grammo di cocaina ne chiedevano fino a trecento. Prezzi da capogiro per un business illecito all’interno del carcere Due Palazzi di Padova. Ad orchestrare le vendite un detenuto aiutato da un dipendente di una cooperativa che opera nella riabilitazione dei reclusi. Coinvolti anche familiari di alcuni carcerati: le indagini sono ancora in corso. Arrivavano a pagare anche mille euro per un telefono cellulare e fino a 300 euro per un grammo di cocaina (sebbene il prezzo di quest’ultima “all’esterno” si aggiri tra i 50 e i 100 euro).
- Ascoli. Casi psichiatrici in carcere, le dichiarazioni del sottosegretario Delmastro non tornano
- Firenze. “Focus su Sollicciano”, il seminario promosso da Ast e Comune
- Milano. A bando l’immobile di viale dei Mille per valorizzare il lavoro in carcere
- Verbania. Progetto Legalità, il carcere raccontato da chi lo vive ogni giorno
- Isernia. In carcere il teatro diventa spazio di libertà, detenuti in scena con “Questa sera il varietà”











