siracusapress.it, 19 marzo 2026
L’associazione di volontariato penitenziario ha siglato oggi l’accordo con l’istituto netino per costruire percorsi concreti di inclusione attraverso il coinvolgimento del territorio e del tessuto produttivo locale. L’associazione di volontariato penitenziario Onesimo OdV ha sottoscritto oggi un protocollo d’intesa con il carcere di Noto. L’accordo consolida la presenza dell’associazione nel territorio della provincia di Siracusa e rafforza il ruolo di collegamento tra le istituzioni penitenziarie e la società civile che Onesimo svolge da anni in diversi istituti della Sicilia e di altre regioni italiane. L’intesa si colloca all’interno di un disegno più ampio che l’associazione sta sviluppando su scala provinciale, regionale e nazionale, con l’obiettivo di costruire una rete strutturata di interventi a favore delle persone detenute.
di Edoardo Iacolucci
lacapitale.it, 19 marzo 2026
Il silenzio spesso pesa più delle parole, soprattutto quello che avvolge le storie di chi non ce l’ha fatta dietro le sbarre. Si è svolto il 16 marzo a Villa Altieri, a Roma, l’evento “Oltre le Sbarre. Prevenire il suicidio e custodire la memoria, perché nessuno sia dimenticato”, promosso da Città metropolitana di Roma Capitale insieme a Co.N.O.S.C.I aps. L’iniziativa ha rappresentato un momento di riflessione su un tema sempre più urgente, quello dei suicidi in carcere, ma anche sulle condizioni complessive della detenzione, in un contesto in cui le istituzioni faticano ancora a individuare risposte adeguate e strutturali.
di Massimo Biliorsi
La Nazione, 19 marzo 2026
“Un bar di paese”, l’allestimento scenico scritto dai ragazzi della casa circondariale di Santo Spirito di Siena con la compagnia Lalut e Egumteatro, vince il Premio teatrale Maurizio Costanzo nelle carceri 2026 e sarà rappresentata al Teatro Parioli-Costanzo il 20 maggio alla presenza di prestigiose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Un prestigioso riconoscimento che investe tante persone, dagli stessi detenuti al personale, dai volontari, il direttore Graziano Pujia al comandante della polizia penitenziaria Marco Innocenti.
rai.it, 19 marzo 2026
Un progetto sonoro che mostra come l’arte diventa percorso di crescita nei penitenziari italiani attraverso la realizzazione dell’arazzo collettivo creato da cento detenuti e ispirato alla Scuola di Atene: da giovedì 19 marzo su RaiPlay Sound è disponibile il nuovo podcast original “Raffaello in Carcere”, un progetto audio in tre puntate per raccontare la nascita di un’opera d’arte collettiva realizzata da detenuti e detenute di sei istituti penitenziari italiani. Il podcast è realizzato e curato da Andrea Borgnino. Supervisione del suono e montaggio Alexandra Genzini. Si ringraziano per la collaborazione la Fondazione Francesca Rava - NPH Italia e Mattia Cavanna.
Ristretti Orizzonti, 19 marzo 2026
Il 25 marzo 2026, alle ore 11.00, presso la Sala Stampa dell’Istat, si svolgerà una Conferenza stampa di presentazione dei primi risultati della Rilevazione sulle Persone Senza Dimora realizzata nelle giornate 26, 28 e 29 gennaio 2026, nelle 14 città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio di Calabria, Roma, Torino, Venezia). Per partecipare in presenza o seguire online la Conferenza stampa serve registrarsi al form: https://forms.office.com/e/KuVQwwDeJM entro le ore 19.00 del 24 marzo.
di Christina Psarra*
Il Fatto Quotidiano, 19 marzo 2026
L’accordo, presentato come misura per ridurre la migrazione verso l’Europa, ha invece intrappolato migliaia di persone in campi sovraffollati, esponendole ad abusi e sofferenze. Dieci anni di accordo tra Unione Europea e Turchia possono riassumersi in un resoconto brutale: depressione, ansia, disturbo da stress post-traumatico, disturbi del sonno e pensieri suicidi tra le persone migranti intrappolate sulle isole greche. Nei campi sovraffollati, le condizioni igienico-sanitarie inadeguate contribuiscono alla diffusione di infezioni cutanee, malattie respiratorie e disturbi gastrointestinali. Spesso le malattie croniche non vengono diagnosticate né curate, e le donne incinte, con complicazioni legate alle mutilazioni genitali femminili, così come le vittime di violenza sessuale, restano senza assistenza medica per settimane o mesi.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 18 marzo 2026
In occasione dell’incontro con il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e con una rappresentanza della polizia penitenziaria, il Presidente della Repubblica ha definito ogni suicidio in carcere una “sconfitta dello Stato cui sono affidate le vite dei detenuti”. Don Moreno Versolato, cappellano nella Terza casa circondariale di Rebibbia: “Una sconfitta per tutta la società”. Don Giuseppe Bettoni, cappellano volontario nella sezione femminile della casa di reclusione di Bollate: “È l’unica voce istituzionale che si alza in difesa dei diritti delle persone detenute”. “Vi sono tanti problemi che tutti conosciamo e conoscete voi meglio di ogni altro. Il primo dei quali è la piaga dei suicidi dei detenuti, che non si attenua. Ciascuno di questi casi è una sconfitta dello Stato cui sono affidate le vite dei detenuti”.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
Il Dubbio, 18 marzo 2026
Bella l’idea di rimettere, qualche decennio dopo, Massimo Lopez nel fortino della Legione straniera, dove ancora fa attendere il suo plotone d’esecuzione grazie a un’interminabile telefonata, rilanciando così il fortunato slogan “una telefonata allunga la vita” (in carcere si diventa necessariamente dei grandi esperti di programmi televisivi, pubblicità comprese). In effetti “una telefonata allunga la vita”, con la voce dei tuoi affetti, vicini e lontani, dei tuoi figli, dei tuoi amici e dei tuoi amori. Soprattutto qui in carcere, una telefonata - sia pure limitata a 10 minuti massimo - ti fa sentire più vivo, meno separato dalla realtà. Quante persone detenute, nei momenti di sconforto, si sono appese alla cornetta telefonica per non sprofondare nel buco nero della depressione, che nelle celle è l’anticamera diretta della morte per suicidio o per overdose. ì+E quanti altri hanno trovato in una telefonata il freno per non cadere in reazioni isteriche di fronte alle piccole e grandi prepotenze che sono costretti a subire, per non commettere di nuovo violenza, per non fare “sciocchezze”.
La Repubblica, 18 marzo 2026
È la domanda, pubblicata da “Ristretti Orizzonti, rivolta all’Amministrazione penitenziaria dal “Coordinamento dell’istituto di pena Due Palazzi” di Padova. Succede dunque anche a Padova. “Ci è stato comunicato in questi giorni - si legge nella nota diffusa dal ‘Coordinamento dell’istituto di pena Due Palazzi’ di Padova e rilanciata da Ristretti Orizzonti - che all’iniziativa ‘Incontro di formazione per gli studenti e presentazione dello spettacolo Babele’ non potranno partecipare gli studenti minorenni. Era prevista per il 26 marzo prossimo.
di Giacomo Galeazzi
interris.it, 18 marzo 2026
Carceri italiane: sovraffollamento al 124%. La San Vincenzo De Paoli rilancia dignità, reinserimento e legalità. Sensibilizzare gli studenti alla solidarietà nel sostegno ai percorsi trattamentali e nel mantenimento del legame tra carcere e comunità. L’associazione promuove percorsi formativi per volontari, laboratori culturali e progetti di educazione alla legalità come “ScegliAmo Bene”, rivolto agli studenti delle scuole superiori.
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