di Carmelo Caruso
Il Foglio, 1 agosto 2026
Chiuse le frontiere per un mese, ma la premier avvisa: “Pronti ad aiutare Madrid”. Le tensioni con il governo iberico e il timore per gli effetti sul turismo. In una nota di FdI l’attacco alla sinistra “modello porte aperte”. La gara con Futuro Nazionale. La schiuma della terra sbarca a Ceuta e Vannacci resta a mollo con le pinne. Dice la destra: “Siamo invasi”, e lui pesca pesci palla. Meloni e Piantedosi chiudono le frontiere, sospendono Schengen (per un mese), Salvini twitta come un invasato, e perfino Tajani annuncia che vuole spezzare le reni alla Spagna. La più grande crisi umanitaria europea, oltre cinquantamila migranti sbarcati a Ceuta, è il cocomero elettorale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 agosto 2026
Con un’ordinanza firmata dal giudice Marco Gattuso viene bocciata la stretta sulle corsie veloci di frontiera. L’amministrazione non ha prodotto gli atti necessari e le limitazioni alla libertà personale non erano manifestate in modo chiaro. Tutto è girato attorno a una parola. Il prefetto di Bologna aveva scritto che un richiedente asilo arrivato dal Pakistan poteva risiedere “soltanto” nel Centro di accoglienza che lo ospitava, per un massimo di dodici settimane. Per l’avvocata Monica Biamonte quel “soltanto” era l’obbligo di restare dentro, cioè la libertà personale toccata da un prefetto senza il controllo di un giudice; per la Prefettura era solo l’indicazione di dove la persona abita.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 1 agosto 2026
Le destre europee cavalcano la crisi umanitaria nell’enclave spagnola. E l’Italia chiude le frontiere con la Spagna. Si perdoni il cinismo ma la realtà è impietosa: per la destra italiana, europea e occidentale la fiumana di migranti che ha invaso Ceuta sperando di fare dell’enclave un trampolino verso il continente è un terno al lotto, un’occasione forse unica. In Europa l’Italia è il Paese che ha suonato l’allarme più a distesa di tutti. Il ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna, sospendendo quindi il trattato di Schengen. Una decisione che arriva dopo le parole di Giorgia Meloni, che aveva spalleggiato esplicitamente il ministro degli esteri Tajani che già giovedì sera si era detto favorevole alla sospensione del trattato di Schengen sulla libera circolazione per la Spagna e aveva messo all’indice il governo spagnolo di Pedro Sanchez accusandolo di fatto di aver provocato l’ondata migratoria di Ceuta con la decisione di regolarizzare 500mila immigrati.
di Luca Tancredi Barone
Il Manifesto, 1 agosto 2026
Per Madrid, almeno 48 mila marocchini avrebbero riattraversato la frontiera: praticamente quasi 200 rimpatri al minuto. Ancora una volta, il governo spagnolo è stato preso alla sprovvista dalla quantità di persone che si sono riversate da giovedì sulla città di Ceuta, l’enclave spagnola incastonata su una stretta lingua di terra africana affacciata sullo Stretto di Gibilterra. Durante la giornata di ieri il ministero dell’Interno spagnolo ha parlato della cifra record di 50 mila persone che sarebbero arrivate in poche ore a nuoto, ma anche a piedi, a riversarsi sulla piccola città di circa 80 mila abitanti: cifre che non sono neppure comparabili a quelle dell’ultima crisi di questo genere nel 2021. Secondo dati forniti sempre dal governo spagnolo, sarebbero morte affogate almeno 57 persone.
di Antonio Sasso
ottopagine.it, 31 luglio 2026
“Nel primo semestre del 2026 sono stati recuperati o realizzati oltre 960 posti detentivi”. Lo riporta il comunicato relativo alla settima cabina di regia per l’edilizia penitenziaria, presieduta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e che si è svolta ieri a Palazzo Chigi. Ma i nuovi posti non hanno inciso sul sovraffollamento: reparti chiusi, manutenzioni rinviate e strutture inagibili hanno ridotto ulteriormente la capienza effettiva degli istituti: così il sovraffollamento ha raggiunto il 139,7 per cento (+6,3 punti rispetto a un anno fa).
di Laura Biarella
Corriere della Sera, 31 luglio 2026
Sono circa 14.583 i detenuti potenzialmente interessati dalle nuove misure, oltre altre 8.173 persone che potrebbero accedervi dalla libertà con patteggiamento speciale, a fronte di 13.276 posti letto nelle comunità terapeutiche. Il provvedimento, di iniziativa governativa, introduce nel Testo Unico stupefacenti i nuovi istituti regolati dagli articoli 94-ter e 94-quater. È stato previsto un fondo da oltre 19 milioni di euro annui a partire dal 2026. La Camera dei deputati il 29 luglio 2026 ha approvato in via definitiva il disegno di legge che reca “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti”, già approvato dal Senato lo scorso 10 giugno.
di Stefano Giordano*
Il Riformista, 31 luglio 2026
Centocinquantatré sì, quarantadue no, ottantadue astenuti: con questi numeri la Camera ha varato, in via definitiva, il nuovo articolo 94-ter del Testo Unico Stupefacenti. Chi ha già gridato allo svuota-carceri farebbe bene a leggerlo: si applica solo a condanne non superiori a otto anni, solo a chi aderisce davvero a un programma di cura, solo quando l’affidamento in prova terapeutico non è praticabile. Nessun automatismo, nessuna amnistia mascherata. Curioso il fronte del no. Il M5S vi legge un cedimento sulla certezza della pena. Futuro Nazionale, la ragione opposta: troppa clemenza per chi delinque in stato di dipendenza, nessuna per chi si difende. Due forze sullo stesso voto, partite da premesse agli antipodi.
di Riccardo Renzi
Il Domani, 31 luglio 2026
Per decenni le attività svolte dai carcerati sono rimaste sospese in una zona grigia. Ora l’Inps riconosce l’indennità di disoccupazione anche nei penitenziari, ma con importanti eccezioni. Il vero problema resta la cronica insufficienza delle opportunità lavorative offerte ai detenuti. Per decenni il lavoro penitenziario è rimasto sospeso in una zona grigia giuridica. Da un lato era presentato come uno strumento fondamentale di reinserimento sociale, coerente con la funzione rieducativa della pena prevista dall’articolo 27 della Costituzione; dall’altro, quando il rapporto di lavoro cessava, al detenuto veniva spesso negata quella tutela contro la disoccupazione che rappresenta uno dei pilastri del sistema previdenziale italiano. Con la circolare n. 74 del 16 luglio 2026 l’Inps compie un cambiamento destinato ad avere effetti ben oltre il perimetro degli istituti penitenziari.
di Alberto Iannuzzi*
Il Fatto Quotidiano, 31 luglio 2026
Le vittime hanno diritto alla giustizia e lo Stato ha il dovere di intervenire. Ma proprio nei casi più difficili emerge la vera differenza tra la giustizia ordinaria ed una giustizia minorile matura. È durato davvero poco l’entusiasmo di Matteo Salvini per la notizia dell’arresto di un ragazzo di 14 anni, che il ministro dei trasporti si è subito affrettato a festeggiare come il primo disposto in applicazione del “decreto anti maranza”. Peccato, per lui, che non si trattava di un decreto legge, ma di una semplice proposta del governo, che per divenire legge avrebbe dovuto percorrere il prescritto iter parlamentare. A questo punto c’è da chiedersi: quanto tempo sarà durata la discussione in Consiglio dei ministri di un provvedimento così delicato, da non consentire al vicepremier di rendersi conto che si trattava di un disegno di legge e non di un decreto legge?
di Michele Gambirasi e Mario Di Vito
Il Manifesto, 31 luglio 2026
Rischio scontro con la Commissione Ue: il governo dovrà rivedere le norme sulla sorveglianza che aprivano al “Grande fratello digitale”. Contrordine. O meglio, ritirata. Il decreto legislativo che attua, solo nelle sue parti più poliziesche, l’Ai Act dell’Ue è destinato a cambiare da qui al 4 agosto, quando il consiglio dei ministri dovrebbe licenziarlo. I due articoli incriminati, l’8 e il 10, che allargavano le maglie del controllo facciale senza prevedere autorizzazioni della magistratura, sono finiti nel fuoco incrociato di una maggioranza in fibrillazione e della Commissione Ue.
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