di Marina Verdenelli
Il Resto del Carlino, 6 maggio 2025
La Procura ha chiesto l’archiviazione del caso dopo l’esposto della madre. La donna chiedeva di indagare sul gesto estremo del figlio Matteo Concetti. Si era ucciso in cella di isolamento, il 5 gennaio dello scorso anno, nel carcere di Montacuto, ora la Procura di Ancona ha chiesto l’archiviazione per la morte di Matteo Concetti, 25 anni, fermano. Il pm Marco Pucilli aveva aperto un fascicolo per istigazione al suicidio dopo che la madre del giovane aveva presentato un esposto, attraverso il suo avvocato Giacomo Curzi, sostenendo che il figlio, affetto da disturbi psichici era stato lasciato solo e non sarebbe dovuto finire in cella di isolamento. La donna chiedeva di indagare sul gesto estremo del figlio ravvisando possibili responsabilità da parte delle istituzioni.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 6 maggio 2025
Il garante Roberto Cavalieri ha visitato il carcere minorile dopo i disordini dei Pasqua e il caso di Antonio Pappalardo. Ha chiesto chiarimenti ai vertici della giustizia minorile: “Chi ha deciso la punizione?”. Sarebbe stato tenuto in isolamento, per cinque giorni, all’interno di una cella priva di materasso e senza finestre, perché le uniche presenti sarebbero state sigillate quale forma di punizione. A rendere note le condizioni in cui avrebbe vissuto nelle settimane passate un detenuto del carcere del Pratello e a chiedere chiarimenti, il garante regionale per i detenuti Roberto Cavalieri, in visita nei giorni scorsi all’istituto penale minorile di Bologna in seguito ai disordini di Pasqua; tensioni rispetto alle quali il garante ha fatto sapere di “non aver ricevuto alcuna comunicazione dalla direzione del carcere o dal centro giustizia minorile”.
padovaoggi.it, 6 maggio 2025
La visita s’inserisce in un piano nazionale promosso dal Governo per affrontare le criticità più urgenti del sistema penitenziario italiano, a partire dal sovraffollamento, dalla carenza di personale e dalle condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria. Il Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, on. Andrea Delmastro Delle Vedove, è stato oggi in visita alla Casa di reclusione e alla Casa circondariale di Padova, accompagnato dal Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Enoch Soranzo. La visita s’inserisce in un piano nazionale promosso dal Governo per affrontare le criticità più urgenti del sistema penitenziario italiano, a partire dal sovraffollamento, dalla carenza di personale e dalle condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria.
di Eugenio Tangerini
Il Resto del Carlino, 6 maggio 2025
Il tema di giornata è la futura Cittadella della giustizia. Ma si finisce, inevitabilmente, per parlare anche dello scottante tema carceri. Il procuratore Luca Masini, sollecitato a fine evento dai giornalisti riguardo alle indagini sulla rivolta di alcuni anni fa a Sant’Anna, non si sottrae a una risposta sintetica: “Noi - dice - concluderemo tra poco tutto quello che dobbiamo concludere”. Molto più ampio, e con un profilo generale, il discorso del ministro Carlo Nordio. “Le carceri - osserva - sono un problema quotidiano, una delle nostre priorità che si riassume in una parola soltanto: spazi”. Quanto ai fondi, “c’è un commissario straordinario che ha poteri piuttosto estesi, con il compito di reperire risorse per ampliare le strutture”. I nuovi spazi potrebbero essere destinati al lavoro e allo sport, “elementi fondamentali per allentare la tensione”.
di Antonia Casini
La Nazione, 6 maggio 2025
Una “visita costruttiva”. L’ha organizzata ieri nella casa circondariale Don Bosco di Pisa la Camera Penale di Pisa, aderendo all’astensione dalle udienze penali indetta dalla giunta nazionale delle Cpi fino a domani. La protesta è contro il decreto sicurezza e la situazione delle carceri. “Manifestiamo in modo costruttivo - spiega la presidente della Camera penale di Pisa, l’avvocato Serena Caputo - La risposta al problema sicurezza non può essere il carcere”. “Oggi entreremo grazie alla direttrice - aggiunge poco prima del sopralluogo - Abbiamo invitato interlocutori qualificati (ingegneri e architetti) per acquisire pareri come tecnici. La capienza è di 200 detenuti e al momento sono 90 in più. Ma oggi parleremo di progettazione con un tavolo di confronto aperto”.
di Francesco Campi
La Voce di Rovigo, 6 maggio 2025
L’apertura del carcere minorile di via Verdi non sarà prima di un anno: “A metà 2026”. A dirlo, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, che è stato nel carcere di Rovigo per un incontro con i vertici ed il personale della struttura nell’ambito di un più vasto tour nelle strutture penitenziarie per “toccare con mano” le loro condizioni. In questo momento nella casa circondariale di Rovigo ci sono 254 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 209, mentre gli agenti di polizia penitenziaria sono 144 rispetto ai 175 previsti. E proprio il problema dell’organico è stato sollevato dai rappresentanti sindacali presenti all’incontro.
di Nicoletta Gigli
Il Messaggero, 6 maggio 2025
Una giornata di digiuno dietro le sbarre del carcere dedicata a Papa Francesco e alla pace nel mondo. L’iniziativa si svolgerà giovedì e coinvolgerà diversi detenuti dell’area media sicurezza della struttura detentiva di Sabbione. Dal penitenziario ternano, da tempo alla ribalta della cronaca per aggressioni, violenza e purtroppo per suicidi e atti di autolesionismo, parte l’idea del digiuno in memoria del Papa, da sempre accanto a chi sta scontando una pena dietro le sbarre. “Alcuni detenuti mi hanno chiesto di farmi portavoce di questa loro volontà perché loro non possono parlare al mondo fuori” dice il regista ternano Folco Napolini, l’unico professionista del teatro impegnato nel volontariato in carcere.
Il Tirreno, 6 maggio 2025
Cinque classi del Copernico hanno varcato la soglia della Dogaia e hanno incontrato persone detenute, funzionari ed educatori. Lo scorso 9 aprile cinque classi quarte del liceo Copernico di Prato hanno potuto conoscere da vicino la realtà del carcere della Dogaia. Trenta alunni e alunne, accompagnati dal dirigente scolastico Luca Borgioli e dai docenti Marco Biagioli, Silvia Caserta, Lorenza Miretti e Chiara Scala, si sono recati nella struttura e hanno avuto l’opportunità di dialogare con alcune persone detenute e con funzionari ed educatori, mentre gli altri studenti hanno assistito collegati dalla biblioteca.
di Sergio Rizza
Corriere della Sera, 6 maggio 2025
Un gruppo di lettura della prigione ha partecipato alle valutazioni del premio letterario con opinioni diverse. Ben due voti per “I santi mostri”, il romanzo di Ade Zeno vincitore del Premio Bergamo, sono giunti dai detenuti di via Gleno. “Una decisione presa all’unanimità da entrambi i gruppi, una ventina di persone, con cui ho lavorato”. A dirlo, la direttrice di quella fucina che è la giuria carceraria, Adriana Lorenzi, scrittrice, formatrice, insegnante di sostegno alle scuole medie di Urgnano: con il Premio Bergamo e la Casa circondariale, dove tiene un laboratorio di scrittura, ha una lunga collaborazione.
di Carlo Torregrossa
cronachejunior.it, 6 maggio 2025
La scrittrice e giornalista ha presentato il suo ultimo libro dedicato alle prigioni sul palco di Macerata Racconta: “Mettono in luce la nostra umanità”. Il carcere ci riguarda, ed è importante parlarne per riuscire a metterci in comunicazione con quel mondo, che è tenuto distante da noi. “Credo che l’interesse riguardo alle carceri faccia bene a tutti” afferma Daria Bignardi che per l’ultima serata di Macerata Racconta ha presentato al Cinema Teatro italia il suo ultimo libri “Ogni prigione è un’isola”, edito da Mondadori. Assieme a lei sul palco era presente anche il professore dell’Università di Macerata Sergio Labate
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