di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 30 aprile 2025
Per l’ex magistrata Victoria McCloud, la sentenza della Corte Suprema britannica viola il diritto a un giusto processo: la Suprema Corte britannica le aveva negato l’accesso alla causa sollevata dalle femministe scozzesi. C’era da aspettarsi che la parola dei giudici inglesi sulla definizione legale di donna non sarebbe stata l’ultima. E infatti, ecco la notizia: il caso arriva alla Corte europea dei diritti dell’uomo. A farvi appello è Victoria McCloud, prima giudice trans del Regno Unito, che ha presentato ricorso alla Cedu contro la sentenza della Corte Suprema britannica sostenendo la violazione dell’articolo 6 della Convenzione sul diritto a un giusto processo.
di Adalgisa Marrocco
huffingtonpost.it, 30 aprile 2025
Il Freedom to Write Index 2024 di PEN America registra 375 scrittori incarcerati nell’ultimo anno per aver espresso il proprio pensiero, un numero in crescita costante da sei anni. Dalla Cina all’Iran, dalla Russia alla Turchia, passando per Israele e gli Stati Uniti, un tempo considerati bastioni della libertà di pensiero. Le parole fanno paura. Soprattutto quando cercano la verità e interrogano il potere. Sempre più spesso, chi le pronuncia - e soprattutto le mette nero su bianco - paga un prezzo altissimo. A testimoniarlo, con cifre e nomi, è il nuovo Freedom to Write Index 2024 pubblicato da PEN America, organizzazione che tutela la libertà d’espressione: nel 2024 sono stati 375 gli scrittori incarcerati nel mondo per aver espresso liberamente il proprio pensiero.
di Daniele Nalbone
Il Manifesto, 30 aprile 2025
Dal 2006 a oggi sono scomparse 127mila persone. Sulla spinta dei familiari il caso arriva all’Assemblea generale dell’Onu, ma la reazione della politica locale è “scomposta”. Può un Paese che conta più di 127mila persone scomparse dal 2006 a oggi scandalizzarsi e parlare di “ingerenze” e “intromissioni” da parte dell’Onu per aver aperto un procedimento urgente sul tema? Nel caso del Messico, è successo proprio questo: sulla scorta di informazioni raccolte in quattordici stati, infatti, il Comitato sulle sparizioni forzate dell’Onu, al termine della sessione che si è conclusa lo scorso 4 aprile a Ginevra, ha deciso di attivare l’articolo 34 della Convenzione per la protezione delle persone dalle sparizioni forzate per chiedere chiarimenti e cooperazione al Messico, con la possibilità concreta di portare il caso fino all’Assemblea generale Onu.
vocididentro.it, 29 aprile 2025
Pubblichiamo le lettere che abbiamo inviato al Presidente Mattarella in occasione del 25 aprile firmate dal presidente di Voci di dentro Francesco Lo Piccolo, dalle persone che partecipano ai laboratori dell’Associazione nel carcere di Chieti e nel carcere di Pescara e dalle volontarie di Voci di dentro.
di Alessandra Arachi
La Repubblica, 29 aprile 2025
Casini: dal degrado delle strutture ai suicidi. Il mio appello a Meloni: agire subito. “Sia il cardinale decano Giovanni Battista Re al funerale sia il segretario di Stato Pietro Parolin durante il Giubileo degli adolescenti hanno detto la stessa cosa: è bello ricordare Francesco, è giusto piangere la sua morte ma è soprattutto importante attuare la sua lezione”.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 29 aprile 2025
Le storie di Andrea e Tommaso raccontano come lo studio, anche dietro le sbarre, possa cambiare una vita e riaccendere il futuro. I poli universitari penitenziari in forte crescita. La presenza dell’università contribuisce al processo di rieducazione e inserimento sociale e lavorativo dei detenuti A guadagnarci è anche il mondo accademico, perché sollecita nei docenti e negli studenti liberi una nuova sensibilità, una pratica di cittadinanza attiva, una crescita umana.
di Massimo Lorello
La Repubblica, 29 aprile 2025
Mentre i genitori delle vittime precipitano nell’ergastolo del dolore, i carnefici si consegnano all’ergastolo giudiziario con raggelante incoscienza. Esiste una nuova categoria di ergastolani che sta riempendo le patrie galere. È composta da giovanissimi che non conoscono il valore della vita umana, che sono pronti a sopprimere quella degli altri e, di conseguenza, a compromettere la propria. Non hanno grandi carriere criminali alle spalle e a volte non ne hanno affatto. Eppure, sono in grado di tagliare la gola a una ragazza colpevole di restare indifferente ai corteggiamenti, sono in grado di uccidere tre persone a colpi di pistola dopo un banale, stupido, irrilevante, diverbio sull’imprudenza nella guida di uno scooter.
di Tito Lucrezio Rizzo
L’Opinione, 29 aprile 2025
È appena scomparso Papa Francesco, ma il suo pensiero, le sue parole sono rimaste scolpite nella loro aderenza al Vangelo, tanto innovativa quanto ad esso fedele. Ci è rimasto particolarmente impresso il suo pensiero circa le finalità di un diritto penale che deve mirare più al recupero ed al reinserimento sociale di coloro che hanno sbagliato, che ad una sorta di perenne stigma sociale e morale. Molto significativi si sono rivelati nella materia in questione, i suoi discorsi all’Associazione Internazionale di Diritto Penale (2014 e 2019). Il 23 ottobre 2014, ad un anno e mezzo dalla sua elezione, alla Sala dei Papi, tenne un discorso alla Delegazione dell’Associazione internazionale di Diritto penale, esprimendo preliminarmente il suo ringraziamento per servizio reso alla società e per il prezioso contributo allo sviluppo di una giustizia che rispettasse “la dignità e i diritti della persona umana, senza discriminazioni”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 29 aprile 2025
Non solo per i Centri di permanenza e rimpatrio per migranti - basti pensare all’esempio italiano, ma anche a quello danese - in Europa si aggira lo spettro dell’esternalizzazione delle carceri. Il Belgio, ispirandosi alla Danimarca, ha avviato trattative per trasferire i detenuti in una prigione riconvertita in Kosovo a partire dal 2027, una possibile via d’uscita per alleggerire l’enorme pressione sul sistema penitenziario. “Ci stiamo ispirando al modello danese, che prevede di trasferire i detenuti in un carcere ristrutturato in Kosovo a partire dal 2027. È una strada che stiamo esplorando e sono già stati avviati i primi contatti sul campo”, spiega la ministra della Giustizia Annelies Verlinden in un’intervista a Le Soir.
di Giunta e Osservatorio Carcere UCPI
camerepenali.it, 29 aprile 2025
La vicenda riportata da diversi media relativa alla elezione della dott.ssa Sterpetti a Garante per i diritti delle persone detenute, da parte del consiglio comunale di Asti, dimostra quanto, proprio sulle scelte che riguardano il carcere, sia davvero carente ogni forma di consapevolezza e sensibilità in capo a chi riveste ruoli di responsabilità politica e istituzionale. Individuare figure per ragioni di parte e senza valutazione adeguata di profili di esperienza specifica sul campo delle tutele dei diritti dei detenuti, vuol dire tradire il senso che dovrebbe governare le scelte più opportune, seppure a livello comunale, per un’autorità di garanzia importante quale è quella a presidio delle persone private della libertà personale. E lo è ancor di più, specie in questo particolare momento di dolore e sofferenza nelle carceri, scandito da continui suicidi (29) e decessi non accertati (67), specie tra i detenuti.
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