di Salvatore Mannino
Corriere Fiorentino, 20 aprile 2025
L’uomo, 50 anni, siciliano, è detenuto in regime di massima sicurezza, e ora dottore in Scienza della formazione. Il professor Navone dell’Università di Siena: “Mi ha emozionato l’impegno che ci ha messo”. La sua è una resurrezione metaforica dall’inferno della galera, grazie allo studio, che ben si inquadra nel clima dei giorni di Pasqua. Accusato di mafia, anche se lui si è sempre dichiarato innocente, condannato a quasi dieci anni di carcere, è riuscito ad ottenere la laurea magistrale in Scienza della Formazione “frequentando” l’università da dietro le sbarre di un penitenziario di massima sicurezza. Lunedì scorso, 14 aprile, la discussione della tesi e la proclamazione del titolo di dottore nel campus di Arezzo dell’università di Siena.
di Jessica Chia
Corriere della Sera - La Lettura, 20 aprile 2025
I reclusi di oggi si confrontano con i reclusi di ieri (ebrei, prigionieri politici). Un laboratorio realizzalo dalla Fondazione Memoriale della Shoah e Cdec. L’indifferenza è il veleno della società. È non pensare che abbiamo tutti lo stesso diritto alla vita. Sono le storie dimenticate e consumate nella solitudine di tragedie personali. È la discriminazione. Andrea, Irene e Laura, detenuti del carcere di San Vittore a Milano, riflettono (nei testi che hanno inviato a “la Lettura” e che pubblichiamo in queste pagine) su quella stessa parola scelta da Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, per essere scolpita nella pietra del muro-installazione del Memoriale della Shoah.
firenzetoday.it, 20 aprile 2025
L’arte di Gessica La Pira in mostra nel Chiostro Grande della SS. Annunziata a Firenze, per dare voce a chi ha vissuto il carcere e sostenere progetti di reinserimento sociale. Inaugurazione mercoledì 23 aprile. È stato presentato ieri alla stampa, presso lo storico caffè letterario Giubbe Rosse, il progetto espositivo “Poesia e Salvezza”, ideato dall’artista Gessica La Pira e curato da Francesca Roberti. L’inaugurazione è prevista per mercoledì 23 aprile alle ore 18.30, nella suggestiva cornice del Chiostro Grande della SS. Annunziata a Firenze. Andrà avanti fino al 2 maggio compreso. L’iniziativa, che intreccia arte e impegno sociale, nasce da un’idea della criminologa Giovanna Ottavi e si propone di sostenere i percorsi di reinserimento nella società per persone ex detenute.
di Andrea Cuomo
Il Giornale, 20 aprile 2025
Una serata “In Galera”, il ristorante dentro il penitenziario. Tra camerieri detenuti, vini “galeotti” e cotolette vestite. Chester è filippino. Parla benissimo l’italiano, è ironico e sornione. Fa il cameriere in un ristorante nell’hinterland milanese. È bravo, perfino elegante, indossa con stile il sorriso. La sera, come ogni suo collega, fa ritorno dalla famiglia. Ma solo da poco. “Sono in affidamento al lavoro, posso dormire a casa. Ma ogni giorno lavoro qui”. Qui, per Chester, è il ristorante In Galera nel carcere di Bollate, l’unico in Italia all’interno di un penitenziario accessibile a pranzo e a cena da persone a piede libero e dallo stomaco capiente. Chef e manager a parte, vi lavorano soltanto detenuti, che guadagnano uno stipendio e si riappropriano della cultura del lavoro.
agensir.it, 20 aprile 2025
La catena di carità avviata dalle Edizioni Messaggero Padova (Emp) coinvolgendo i lettori era iniziata a dicembre scorso in alcune carceri di Piemonte e Valle d’Aosta, con l’adesione degli enti EssereUmani e L’eremo del Silenzio di Juri Nervo, e in Sardegna e in Veneto, rispettivamente con la Casa di carità arti e mestieri di Nuoro e Pove del Grappa (Vi). E ora, in poco meno di quattro mesi di attività, le adesioni sono triplicate con l’estensione del servizio in altre sette regioni - Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Molise, Puglia e Toscana - per un totale di 11 regioni coinvolte.
di Antonio Anastasi
Quotidiano del Sud, 20 aprile 2025
Premio Europa per il monitoraggio civico degli studenti del liceo “Pitagora” di Crotone. La storia di un detenuto diventa cartone animato. I ragazzi volano a Bruxelles. La storia di riscatto di un ex detenuto diventa un cartone animato grazie agli studenti del liceo classico Pitagora di Crotone, che hanno vinto un premio europeo e presto voleranno a Bruxelles per presentare alla Commissione Ue il loro progetto su un cambiamento possibile. Anzi reale. Il team di ragazzi si chiama “Insid3 out”. Il “3” si riferisce all’articolo della Costituzione che si occupa di diritti sociali. Quelli calpestati dalle mafie. Ma cambiare si può. Lo raccontano bene gli studenti crotonesi, che hanno vinto il Premio Europa nell’ambito del progetto “A scuola di Open Coesione”.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 20 aprile 2025
Il Coordinamento nazionale del teatro in carcere esiste da 14 anni. L’obiettivo è valorizzare le esperienze di compagnie di attori-detenuti che da decenni operano in diversi istituti. Nel 2011, quando nacque, il Coordinamento vide la partecipazione di 12 carceri. “Oggi aderiscono oltre 40 esperienze in 14 regioni italiane; ma circa 70 istituti sono stati coinvolti nelle nostre attività”, racconta il presidente Vito Minoia, che sin dagli studi universitari in sociologia a Urbino si occupa di teatro sociale. Il suo maestro è Emilio Pozzi, storico del teatro con cui nel 1996 ha fondato la rivista “Catarsi - teatri delle diversità”.
di Andrea Galli
Corriere della Sera, 20 aprile 2025
La vendetta contro i “ricchi sfigati”. Prosegue il viaggio del Corriere fra gli adolescenti di Milano e provincia. Il rito delinquenziale dello scavallo e il grande tema della forte ondata migratoria dall’Egitto. La strada è a senso unico, stretta, di là, lontano, viale Monza, di qui, ormai prossima, via Padova bassa, quella cioè non ancora invasa dalla speculazione immobiliare; alla stessa finestra una bandiera dell’Inter e del Milan, sui piccoli balconi piccoli stendini e sugli stendini gatti che dormono, sotto una finestra la cassa esterna di un condizionatore posizionata un po’ come viene, rischia di cadere di sotto.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 20 aprile 2025
La Corte d’appello della capitale non convalida il trattenimento a Gjader di un cittadino del Marocco: mancano i requisiti del protocollo. Ma Piantedosi esulta per il primo rimpatrio di un migrante del Bangladesh che, comunque, è dovuto ripassare da Roma. C’è un buco nella seconda fase del protocollo Roma-Tirana: se un migrante trasferito da un Cpr italiano a quello di Gjader fa domanda d’asilo non può essere trattenuto in Albania. Lo ha stabilito ieri la Corte d’appello della capitale nel primo caso di questo tipo, per un uomo del Marocco. Una sentenza esplosiva che manda in cortocircuito il nuovo tentativo del governo di riempire i centri d’oltre Adriatico.
di Elisabetta Ambrosi
Il Fatto Quotidiano, 20 aprile 2025
Per fortuna esiste una Chiesa di cui nessuno parla e che invece agisce per i poveri con ogni tipo di volontariato. È una Pasqua particolarmente dolorosa questa del 2025. Una Pasqua senza resurrezione, verrebbe da dire. Lo racconta bene l’immagine del bimbo palestinese mutilato di tutte e due le braccia che ha vinto l’ultimo World Press Photo. Lo racconta la strage della Domenica delle Palme, ennesimo spargimento di sangue della guerra in Ucraina, paese abbandonato al suo destino. Lo raccontano le altre guerre dimenticate, come quella in Sudan. E poi c’è la violenza dei neoeletti come Trump, la negazione dei diritti umani più basilari, l’attacco alla scienza, all’inclusione, la guerra agli immigrati e alle loro famiglie (anche se negli Usa da tempo, anche se con lavoro). C’è il sistematico e voluto indietreggiamento nel contrasto alla crisi climatica, platealmente negata.
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