di Stefano Taglione
Il Tirreno, 22 ottobre 2024
La sua sala da ballo si chiama “Ops” e porta le iniziali di chi lo ha aiutato: la madre Olga, il fratello Piero e il padre Silvano. I suoi primi 30 anni di vita li ha trascorsi “da irresponsabile, da chi pensava di essere più forte della legge, ma era un grande bluff”. La dipendenza dalla cocaina, lo spaccio: “Quando sono uscito di galera ero marchiato. Mentre ero alle Sughere ho perso mio fratello, non mi hanno fatto andare nemmeno al suo funerale”. Poi, però, dal ‘93 è iniziato il riscatto. E che riscatto: imprenditore, con una ditta di idraulica sulle sue spalle, nel 2011 ha aperto un ristorante-pizzeria (il “Ci Piace” di via Bacchelli, a Porta a Terra), l’anno scorso un bar (il “Last minute”, in via di Salviano) e da qualche mese pure una discoteca, l’Ops di via Aiaccia, a Stagno.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 22 ottobre 2024
Un grande affresco corale composto da frammenti di vita amorosa e reclusa. In “Credo ancora nelle favole”, performance nata dal laboratorio di teatroterapia ideato e condotto nella casa di reclusione di Roma Rebibbia dalle psicoterapeute Irene Cantarella e Sandra Vitolo, detenuti e familiari si confrontano su sensi di colpa, assenze, sensazioni di abbandono e solitudine. Un’esperienza all’insegna dell’autenticità: non solo il copione è frutto di incontri con i detenuti e con i loro familiari, ma in scena - a raccontare conflitti, rimorsi, riconciliazioni e la vasta gamma di sentimenti di chi vive le privazioni affettive legate al carcere - sono i veri protagonisti. In tutto 32 interpreti tra detenuti, figli minorenni, mogli, compagne e altri familiari.
di Valeria Balocco
Marie Claire, 22 ottobre 2024
La protagonista di questa storia è Federica Berlucchi, membro del consiglio di amministrazione dell’azienda agricola Fratelli Berlucchi Freccia Nera. Dal 2017 lavora come volontaria nel carcere di San Vittore di Milano dove ha ideato e dirige gli Incontri del giovedì, riunioni settimanali con le detenute. Sogna di realizzare, sempre nel braccio femminile, un progetto di sartoria. “Ci riuniamo tutti i giovedì al primo piano del braccio femminile. Non ci siamo scelte: eppure nonostante questa socialità forzata, sembriamo un gruppo di amiche che chiacchiera di amore, figli, famiglia. E libertà”.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 22 ottobre 2024
Incontro alla Casa circondariale con l’americano Claude Anshin Thomas del progetto Liberation Prison Project “Ero mitragliere in Vietnam e ho tolto tante vite ma ora sono uscito dalla dipendenza dalle droghe e rinato”. “La prima cosa da fare la mattina, quando vi svegliate, è rifare il letto come se non ci aveste mai dormito. Poi sedetevi su una sedia, con i piedi ben appoggiati sul pavimento, e inspirate dal naso ed espirate dalla bocca. Questo per 5 minuti, ogni mattina”. Lo ha ripetuto come un mantra ai detenuti, diverse volte ieri, il monaco buddista americano Claude Anshin Thomas, durante la sua visita al carcere di Monza. Un precetto che parrebbe quasi banale, se non fosse “una pratica necessaria per entrare più profondamente nella propria dimensione religiosa”, la stessa che a lui è servita quando, molti anni fa, ha voluto cambiare la sua vita, da reduce della guerra in Vietnam, pieno di rabbia, in preda ad attacchi di violenza e all’uso di barbiturici e droghe, a uomo denso di spiritualità, che da 25 anni a questa parte ha volto la sua vita ad aiutare gli altri.
di Valter Vecellio
sfogliaroma.it, 22 ottobre 2024
Un piccolo libro di consigliabile lettura: “Paura del registratore. Leonardo Sciascia e la stampa spagnola” (Rubbettino editore). Alejandro Luque, scrittore, giornalista, traduttore, raccoglie e commenta le interviste che Sciascia ha rilasciato a quotidiani, riviste e televisioni spagnole. Per esempio El Pais chiede un commento sulla candidatura, voluta da Marco Pannella, di Toni Negri, il leader di Autonomia, che viene eletto deputato e poi si rifugia in Francia sottraendosi alla giustizia italiana e al processo. “Non mi interessa la polemica su Negri né se debba o meno tornare in Italia”, risponde Sciascia. “L’unica cosa che mi interessa davvero in tutta questa faccenda è che la Giustizia possa trattenere in prigione un uomo per quattro anni senza un processo. È ingiusto”.
di Ruggiero Capone
L’Opinione, 22 ottobre 2024
L’amnistia era l’argomento che accompagnava le saltuarie passeggiate mattutine che facevo col compianto amico Arturo Diaconale: mi diceva “lascia di scrivere, facciamo un salto al Partito Radicale”. In quella passeggiata tra Via Del Corso e Largo di Torre Argentina incontravamo tutti: spesso Gabriele La Porta e qualche volta Gianfranco Funari. Fermavano Arturo chiedendo lumi sulla politica, io rincaravo la dose con “inseriamoli nel nostro dibattito sull’amnistia”. Arturo di rimando alzava le braccia al cielo, e quasi stizzito “Figurati! Non la faranno mai... il coraggio di certi atti è terminato con la Prima Repubblica”.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 22 ottobre 2024
Il Terzo settore è “valore sociale”, non esiste per far soldi: “No alla partita Iva per le attività associative del Terzo settore”. È questo l’appello del Forum nazionale Terzo settore all’avvicinarsi della scadenza del primo gennaio 2025. Il Terzo settore è “valore sociale”, non esiste per far soldi: “No alla partita Iva per le attività associative del Terzo settore”. È questo l’appello del Forum nazionale Terzo settore all’avvicinarsi della scadenza del primo gennaio 2025, quando a meno di un intervento o di una nuova proroga migliaia di enti e associazioni dovranno assumere un commercialista - o comunque far qualcosa del genere - per cominciare a tenere una contabilità Iva con tutto quel che ne segue, comprese le realtà che non dovranno comunque pagarla.
di Nadia Urbinati*
Il Domani, 22 ottobre 2024
Le esternazioni di Giorgia Meloni e di Carlo Nordio a proposito della sentenza dei giudici del tribunale di Roma, che ha annullato il trattenimento di 12 persone nei Cpr in Albania, indicano senza tanti giri di parole il tipo di regime che ispira il nostro governo. Tradizionalmente il potere costituito non ama i controlli, un’intrusione che, ci dicono, fa perdere tempo (non disturbare il conducente). Le comunità politiche hanno impiegato secoli a stabilire forme di limitazione del potere; e in alcuni casi hanno dovuto tagliare la testa ai re. Non perché volessero l’anarchia, ma perché non volevano piú subire il potere di giudicare e di reprimere che il sovrano usava arbitrariamente per indurre paura e sottomissione.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 22 ottobre 2024
Il provvedimento messo a punto dal governo dovrebbe elevare al rango di norme primarie le regole che individuano i paesi per i quali è possibile il rimpatrio. Come anticipato nei giorni scorsi dalla premier, il governo ha approvato il decreto con cui tenta di sanare la delicata questione della lista dei paesi di provenienza dei migranti, da considerare sicuri. La cosa è stata posta da Meloni in cima alle priorità dell’esecutivo, dopo la sentenza del tribunale di Roma che ha ritenuto illegittimo il trasferimento nel Cpr albanese di Gjader di alcuni cittadini egiziani e bengalesi, in base a un pronunciamento della Corte di Giustizia Ue dello scorso 4 ottobre, secondo cui possono essere trattenuti in vista del rimpatrio, solo i migranti che provengono da paesi che si possono definire sicuri senza eccezioni territoriali o di altra natura.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 22 ottobre 2024
Con il decreto legge approvato in Consiglio dei ministri il numero dei “Paesi sicuri” scende da 22 a 19. Ma la gerarchia tra fonti normative Ue e nazionali è in questo caso fondamentale. La decisione del Tribunale di Roma, che non ha convalidato il trattenimento in Albania di 12 migranti provenienti da Egitto e Bangladesh, è stata presa tenendo conto dell’orientamento della Corte di giustizia dell’Unione europea. “Una sentenza molto complessa e particolare”, l’ha definita il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, durante la conferenza stampa di presentazione del decreto legge sui migranti e i “Paesi sicuri”.
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