di Flaminia Savelli
Il Messaggero, 21 ottobre 2024
Morto tre settimane dopo. La famiglia di Giuseppe Ruggieri, 66enne di Tivoli conosciuto come “Peppe lo zoppo”, chiede giustizia. Detenuto in carcere a Rebibbia con una gamba amputata e gravi patologie. La famiglia chiede i domiciliari per “incompatibilità con il regime carcerario”. Ma il tribunale respinge la richiesta e una perizia medica conferma: “Congrue e idonee le cure al detenuto. Le condizioni sono di compatibilità”. Tre settimane dopo però, il detenuto è colto da un malore fatale e muore in cella. Ora la famiglia di Giuseppe Ruggieri, 66enne di Tivoli e conosciuto come “Peppe lo zoppo”, chiede giustizia.
tusciaweb.eu, 21 ottobre 2024
Dal carcere di Viterbo alcuni detenuti hanno presentato un reclamo collettivo. In 102 si sono rivolti al Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della regione Lazio, Stefano Anastasìa, per la mancata attuazione della sentenza della corte costituzionale, datata 26 gennaio 2024, che ha dichiarato illegittimo l’obbligo di controllo visivo durante i colloqui tra detenuti e partner. Un reclamo a cui il Garante ha risposto “raccomandando alla direzione della Casa circondariale di Viterbo l’immediata individuazione di spazi idonei all’effettuazione del colloquio senza controllo visivo”.
sardiniapost.it, 21 ottobre 2024
“Non basta che i 30 internati nella colonia di Isili vivono in condizioni di sovraffollamento a fronte di una capienza regolamentare di 20 posti ma vengo a conoscenza che nei prossimi giorni si prevedono nuovi arrivi. È bene precisare che gli internati della casa lavoro di Isili sono persone che già hanno scontato la pena e che a causa di una legge del 1930 del codice Rocco sono costretti a stare in carcere per via delle misure di sicurezza dettate dalla pericolosità sociale. Sono davvero pericolosi?”. È l’interrogativo che si pone la garante per i detenuti della Sardegna, Irene Testa in merito a quanto sta accadendo nella colona penale di Isili.
di Valentina Petrini
La Stampa, 21 ottobre 2024
Una dose di crack costa 10 euro. Le prime fumate si regalano. Per una ragione precisa: far scattare la dipendenza e avere sempre nuovi clienti. Il crack non perdona. Costa poco, rende molto. Si ricava dagli scarti della cocaina che fusi con altre sostanze (bicarbonato e ammoniaca ma anche rifiuti, tipo plastica) dà vita ai cristalli. Questi si sciolgono e si fumano con pipette o bottiglie di plastica. Il crack provoca psicosi, stati paranoici, schizofrenia, aggressività, alienazione. È il nostro fentanyl. Se giri di notte per Palermo, vedi zombie trascinarsi e accasciarsi per terra. “Una città sotto scacco e nessuno fa niente, tanto meno a Roma”.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 21 ottobre 2024
Salvini: “Non ci mancherà”. La vittima aveva 26 anni ed era un cittadino del Mali. La Lega organizzerà un sit-in di protesta: “È l’ennesimo episodio, allarme sicurezza nel quartiere”. Un uomo di nazionalità straniera, un cittadino del Mali di 26 anni, è stato ucciso con un colpo di pistola da un poliziotto dopo che, nella stazione di Porta Nuova, si era scagliato contro gli agenti armato di un coltello. A quanto si apprende l’uomo avrebbe dapprima aggredito dei vigili urbani che, intorno alle 5 di questa mattina, stavano constatando un incidente automobilistico. Successivamente avrebbe raggiunto la stazione ferroviaria di Porta Nuova, dove in stato di alterazione ha danneggiato dapprima la biglietteria, poi la tabaccheria e infine anche alcune vetture in sosta nel parcheggio dello scalo. Dopo essersi dileguato, l’uomo si è ripresentato intorno alle 7 alla stazione ferroviaria e qui è stato intercettato da una pattuglia di polizia che ha tentato di fermarlo per identificarlo. A quel punto l’uomo avrebbe aggredito gli agenti armato di coltello e uno dei poliziotti, dopo aver sparato alcuni colpi, ha ferito mortalmente l’aggressore. Lo stesso poliziotto avrebbe disperatamente tentato di rianimare l’uomo ferito, che però è morto pochi minuti dopo.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 21 ottobre 2024
Il fatto nel Centro d’accoglienza per minori stranieri non accompagnati. Reazione violenta dopo che il ragazzo, trovato in possesso di un coltello, si è rifiutato di firmare il verbale. Imputati anche tre agenti per omessa denuncia. La difesa: “Quel giovane girava armato in strada di notte”. L’episodio al centro del processo è avvenuto nel centro di prima accoglienza Casa Testi, la struttura in viale Fulvio Testi a Milano che ospita minori stranieri non accompagnati. Il 5 aprile del 2023 un giovane, originario dell’Egitto e all’epoca 16enne, sarebbe stato minacciato e colpito alla testa con il calcio della pistola d’ordinanza da parte di uno dei poliziotti che quella notte lo avevano bloccato per un controllo sulle strade di Milano, trovandolo in possesso di “una pinza multifunzionale contenente fra i vari utensili una lama di 8 centimetri”.
di Elvira Serra
Corriere della Sera, 21 ottobre 2024
Non c’è nessun filo a unire storie come il ladro di “Gratta e vinci ucciso” a Milano e il suicidio del ragazzo di 15anni a Senigallia, esasperato dai bulli, se non la domanda che le collega: abbiamo smesso di restare umani? “La gentilezza cambierà il mondo”. È lo slogan dell’undicesima Assemblea del Movimento Mondiale della Gentilezza, che si è svolta a Palermo dal 17 al 20 ottobre e che ha premiato il ministro della Giustizia Carlo Nordio come ambasciatore della gentilezza nel mondo. Il Guardasigilli, nel ricevere la benemerenza, ha commentato che “la kindness, ossia la gentilezza, dovrebbe connotare ciascuno di noi: vedere nell’altro un proprio fratello, essere coscienti dei nostri limiti, fissati dall’imperfezione del nostro intelletto. Da questa consapevolezza deve derivare la modestia, e da essa, appunto, la gentilezza”.
di Federico Capurso e Francesco Olivo
La Stampa, 21 ottobre 2024
Meloni: “I giudici contro di me”. La premier rilancia la mail di un magistrato che la considera “più pericolosa di Berlusconi”. Schlein: “Vittimismo quotidiano e disastri a oltranza”. Giorgia Meloni fatica a uscire dall’angolo dopo lo stop imposto dai giudici del Tribunale di Roma ai primi trasferimenti di migranti in Albania. La difficoltà della premier si misura sulla ferocia con cui si scaglia sui giudici, nel tentativo di scaricare le responsabilità della figuraccia. “Sono contro di me”, sembra voler gridare Meloni. D’altronde la strada per aggirare le future sentenze (basate su un pronunciamento della Corte di Giustizia europea) con un decreto da approvare oggi in Consiglio dei ministri, si sta rivelando non priva di ostacoli. E a incupire ulteriormente gli animi arriva anche lo schiaffo dei vescovi italiani: “I migranti non sono pacchi da sbattere da una parte all’altra - ammonisce il vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino -. Chiediamo il rispetto delle persone”. Sui centri costruiti in Albania, poi, “dispiace per quei soldi buttati via, mentre si chiedono sacrifici agli italiani”.
di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 21 ottobre 2024
Saggezza civile vorrebbe una riflessione più accurata della posta in gioco e di quanto certe uscite violente, certi strappi minacciati, facciano probabilmente del bene alla propria parte elettorale e sicuramente male al Paese. Ancora una volta sulla pelle dei migranti, e come sempre a loro insaputa non avendo né diritti riconosciuti né udibile voce, si combatte un’aspra battaglia della quale non si sentiva il bisogno. Il fronte principale è in apparenza l’Albania, con 12 “maschi maggiorenni non vulnerabili” prima spediti laggiù e poi subito richiamati indietro dal tribunale di Roma. Il governo, che aveva pensato di dare così un segno tangibile della sua incrollabile volontà di fermare la marea inarrestabile di chi si ostina a sbarcare, non ha gradito, eufemismo, questo stop e programma già per oggi un Consiglio dei ministri urgente.
di Alessandra Ghisleri
La Stampa, 21 ottobre 2024
L’immigrazione ha ripreso posizioni nel dibattito politico nazionale: è al sesto posto tra le priorità. L’opinione pubblica è mossa più dal senso di appartenenza ai partiti che dalle singole convinzioni. I Centri di accoglienza per migranti in Albania hanno suscitato divisioni nell’opinione pubblica fin dal loro annuncio. In un sondaggio di Euromedia Research rilevato all’inizio della scorsa settimana il 33,8% reputa molto dispendiosa la costruzione di questi centri al di là dell’Adriatico - in terra straniera - il 19,9% sbagliata e inutile. Un cittadino su 4 (23,2%) invece la considera necessaria e imprescindibile e un 13,3% pur guardandola con interesse crede che sia necessario rivedere alcune situazioni. In sintesi, il 43,1% la commenta in maniera molto severa, mentre il 36,5% positivamente. La gestione degli arrivi ha da sempre messo sotto pressione i servizi di accoglienza del nostro Paese e le sue risorse economiche, oltre ad aver scosso una buona parte della cittadinanza associando l’immigrazione con i problemi di sicurezza. Con la pandemia gli italiani avevano abbandonato il tema nel ranking delle loro priorità, lasciando spazio ad argomenti strettamente più connessi alla vita delle famiglie italiane come la salute e l’aumento del costo della vita a partire dall’alimentare, passando all’energia, alla casa, ai temi connessi al lavoro che rimangono comunque ancora oggi, sempre in vetta alla classifica.
- L’incomprensibile mistero della faccenda immigrati-Albania
- La sentenza europea che ha causato il rilascio dei migranti in Albania
- Migranti. I cani e porci di Salvini e il naufragio albanese
- Migranti. Ministro Salvini, le racconto la mia odissea di cane
- Carceri minorili, è picco di presenze. Il governo “apre” quattro nuovi istituti











