di Francesca Giannetto
Il Sole 24 Ore, 20 ottobre 2024
Che cosa succede quando una donna, e madre, deve scontare una pena in carcere? Risponde in maniera esaustiva il libro inchiesta “Mamma è in prigione” (Editore Jaca book) di Cristina Scanu, che permette di seguire dall’interno, con una struttura molto chiara suddivisa in sezioni, tutto l’iter legato alla carcerazione femminile. Una questione tornata prepotentemente di attualità ora che il disegno di legge Sicurezza, per volontà della maggioranza, propone di cancellare l’obbligo di rinviare la pena per le madri con figli sotto l’anno di età sancendo lo slittamento solo facoltativo, come già avviene per le mamme di bambini tra 1 e 3 anni. Anche i neonati, dunque, rischieranno di muovere i primi passi nel mondo nel buio di una cella.
di Tonino Palmese
Il Mattino, 20 ottobre 2024
Il 4 marzo 2022, presso la sede storica dell’Università Federico II, la Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania presentò il volume “La tutela delle vittime di reato”, un libro che faceva il punto sul corpus legislativo in merito alle vittime innocenti di reato, e al contempo raccontava l’esperienza di vicinanza della nostra Fondazione alle vittime innocenti, a partire dalla presa in carico sino all’accompagnamento psicologico e nelle aule dei Tribunali. L’opera, realizzata grazie alla sapiente regia dell’ex prefetto di Napoli, Marco Valentini, aveva uno scopo non soltanto scientifico, ovvero di raccontare in maniera didattica lo status di vittima innocente, ma anche sociale, comunitario, ovvero narrare la “carezza” che ogni giorno cerchiamo di donare, a nome dell’istituzione, a coloro che, per una falla nella sicurezza della nostra società, hanno subìto la perdita violenta di un congiunto.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 20 ottobre 2024
Oltre 2,2 milioni di famiglie in povertà assoluta: quasi una su dieci tra tutte quelle che ci sono in Italia. E quasi 5,7 milioni di persone nelle stesse condizioni. Un quarto delle quali minorenni: mai così tanti i minori poveri - quasi 1,3 milioni, il 13,8% del totale - dal 2014 che è l’anno in cui si è cominciato a tenere le serie storiche. Sono le cifre del 2023. E raccontano il crescente disagio economico delle famiglie che hanno come persona di riferimento un lavoratore dipendente (10,7%, in crescita dal 9,8% del 2022) e, soprattutto, quelle operaie o assimilate (18,6% dal 16,8% del 2022). Peggiora anche la condizione delle famiglie che hanno come riferimento chi si è ritirato/a dal lavoro, sia a livello nazionale (7,9% dal 7,1% del 2022), sia nel Nord (4,3% dal 3,5%). È la fotografia dell’Istat sull’anno 2023, in cui sono in condizione di povertà assoluta poco più di 2,2 milioni di famiglie (8,4% sul totale delle famiglie residenti, valore stabile rispetto al 2022) e quasi 5,7 milioni di individui (9,7% sul totale degli individui residenti, come nell’anno precedente).
di Enzo Risso
Il Domani, 20 ottobre 2024
Nell’ottobre 2024 la fiducia nelle imprese capitalistiche è rimasta ferma al 46 per cento come nel 2021, mentre quella nelle imprese cooperative è salita ulteriormente, passando dal 57 per cento al 64 per cento. Le dinamiche profonde nel paese sono in costante fibrillazione. Sotto la cenere di un quadro apparentemente narcotizzato, dietro le spinte di un crescente individualismo, si alimenta anche una aspirazione contraria, la spinta verso dimensioni di nuova condivisione, di cooperazione, di collaborazione. Più la società spinge verso dimensioni egocentrate, più cresce, in contraltare, il bisogno, in molte fasce sociali, di trovare nuove forme per stare insieme, per sostenersi, per ridimensionare gli effetti perniciosi di una società sospinta solo a pensare a sé stessi.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 20 ottobre 2024
Leggiamo almeno i nomi: prima di fare di questi migranti carne da cannoni propagandistici, si consumi tempo e fatica per starli a sentire e valutare da quali storie vengono via. Son diventati tutti giuristi dell’immigrazione, dimessisi però dal restare intanto esseri umani. Tutti a discettare di protocolli con l’Albania, trattenimenti non convalidati dal Tribunale di Roma, sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, procedure accelerate di frontiera da liste di Paesi “sicuri”: ma nessuno che, prima di fare di questi migranti carne da cannoni propagandistici o figurine retoriche da salotto, alla prima riga legga almeno i nomi di queste persone, e consumi tempo e fatica per stare a sentire e valutare da quali storie raccontino di venir via.
di Gaetano Azzariti
Il Manifesto, 20 ottobre 2024
È necessario che si verifichi la situazione di fatto nei Paesi ritenuti “sicuri”, altrimenti prevarrebbe sempre la ragion di Stato. Negarlo è analfabetismo costituzionale. La pretesa del governo di non farsi ostacolare dai giudici nelle politiche migratorie (ma analogo discorso potrebbe farsi anche in materia di sicurezza e ordine pubblico) è la dimostrazione dell’analfabetismo costituzionale dell’attuale maggioranza. Dovrebbe essere ben noto, infatti, che le Costituzioni rigide del Novecento hanno reso “indisponibile” a qualsiasi maggioranza la definizione dei principi in materia di diritti fondamentali e anzi è la Costituzione a chiedere al governo (in verità alla Repubblica intera) di adempiere ai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale per garantite i diritti inviolabili dell’uomo. Diritti che appartengono ad ogni persona senza possibilità di distinzione per sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali, tantomeno per provenienza geografica.
di Lorenzo De Cicco
La Repubblica, 20 ottobre 2024
Salvini contro le toghe al Tg1: “Paghino loro se un migrante stupra”. Schlein: “Comizio delirante”. Esposti Iv-5S alla Corte dei conti sui centri in Albania. L’offensiva del governo contro la magistratura non solo non si smorza, ma sale di livello. Ventiquattr’ore dopo la sentenza del tribunale di Roma che non ha convalidato il trattenimento di 12 migranti nei nuovi, costosissimi centri tirati su in Albania, è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a passare all’attacco degli ex colleghi togati. Parole ruvide: per il Guardasigilli la decisione della sezione immigrazione del tribunale civile della Capitale sarebbe addirittura “abnorme”. E se “la magistratura esonda dai propri poteri attribuendosi delle prerogative che non può avere”, aggiunge il ministro da un convegno a Palermo sulla “gentilezza”, “la politica deve intervenire”. Sortita talmente tranchant da spingere le opposizioni a chiedere, quasi in blocco, le sue dimissioni.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 20 ottobre 2024
“I magistrati esondano” dice il ministro della Giustizia. Le decisioni prese da sei giudici, ma la destra attacca “la toga rossa” Albano. Soldi buttati per le deportazioni non riuscite, Iv e M5s alla Corte dei conti: “Danno erariale”. “Se la magistratura esonda dai propri poteri attribuendosi delle prerogative che non può avere, deve intervenire la politica che esprime la volontà popolare”. In una giornata di fiumi che rompono gli argini e palombari chiamati a soccorrere automobilisti inabissati in città, forse Carlo Nordio avrebbe potuto scegliere un verbo migliore per il suo altolà alle toghe. Il senso del discorso, comunque, è chiaro: la sezione immigrazione del tribunale di Roma - che venerdì ha demolito il protocollo albanese che tanta fatica e tanti soldi è costato al governo - non la passerà liscia, l’affronto (perché così l’esecutivo considera l’applicazione della legge) non può restare impunito.
di Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 20 ottobre 2024
L’ipotesi di rendere appellabile la mancata convalida del fermo. Se Giorgia Meloni si è infuriata per il verdetto dei giudici di Roma e ha convocato domani un Consiglio dei ministri urgente e (lei spera) risolutivo, è perché è convinta che in gioco ci sia qualcosa di molto più grande del “modello Albania”. La premier questa volta non grida esplicitamente al complotto, ma vede il rischio che una parte “politicizzata” ed “ideologicamente prevenuta” della magistratura possa muoversi in sintonia con le opposizioni con l’obiettivo di scavalcare la volontà popolare e neutralizzare l’azione riformatrice del governo. “La sinistra prova a minare la mia leadership in Europa perché stiamo facendo scuola”, è il tormento della premier. La quale però, a quanto raccontano fonti di governo, confida nell’effetto boomerang: “Gli italiani ci chiedono sicurezza e io non credo che, quando si voterà in Liguria, premieranno chi vuole cancellare i confini della nazione”.
di Francesco Peloso
Il Domani, 20 ottobre 2024
Si moltiplicano le voci critiche contro i centri per i migranti istituiti dal governo in Albania. Per il Centro Astalli è a rischio la tutela dei diritti dei migranti, “ha vinto la politica della paura”. Secondo la Fondazione Migrantes si tratta di una pagina triste della nostra democrazia e parla di grave spreco di risorse economiche. Sant’Egidio, da parte sua, chiede all’Italia di farsi promotrice di corridoi umanitari per tutta l’Europa. “Quello in atto è il tentativo di mettere in discussione il diritto d’asilo In Europa”. È questo, secondo padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, l’organismo dei gesuiti che storicamente si occupa dell’accoglienza dei rifugiati, il profilo politico dell’operazione realizzata dal governo italiano con il trasferimento dei migranti nei centri costruiti in Albania; del resto, spiega, anche il Regno Unito con la proposta di trasferire chi arrivava sulle coste inglesi in Ruanda, andava nella stessa direzione.
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