di Fabrizio Mastrofini
L’Unità, 12 ottobre 2024
Quando Francesco ha parlato di “sicari”, a proposito dei medici che interrompono la gravidanza, lo ha fatto in un contesto in cui ha spiegato che la Chiesa difende la vita sempre: quando si tratta di neonati, quando si tratta di condannati a morte, quando si tratta di migranti che vengono scacciati. Visione antiquata forse, ma il Papa fa il Papa. E lui lo ha fatto finora con grande spirito rivoluzionario, dalle aperture alle minoranze alla sensibilità ambientalista. Non chiediamogli troppo.
di Francesca Moriero e Francesco Tedeschi
Il Domani, 12 ottobre 2024
La legislazione del nostro Paese stabilisce numerose tutele che, tuttavia, decadono con la maggiore età. Così centinaia di ragazzi, non importa quanto meritevoli o motivati, vengono abbandonati a loro stessi. Compiuti i diciotto anni, lo scorso gennaio, Abdo, egiziano, ospitato presso una Comunità per minori stranieri non accompagnati a Genova, è stato allontanato dalla struttura e sbattuto in mezzo alla strada. La legislazione italiana stabilisce maggiori diritti per i minori stranieri, ma questi decadono alla maggiore età. E questo nonostante la legge preveda anche - soprattutto in caso di mancanza di alternative - di poter proseguire il percorso di tutele e concludere quantomeno l’inserimento lavorativo e scolastico di questi ragazzi. Non accade solo in Liguria. Partendo dalla storia di Abdo, abbiamo raccolto testimonianze simili a Torino, Milano, Trieste, Udine, ma anche in Sicilia e Toscana.
di Niccolò Zancan
La Stampa, 12 ottobre 2024
L’arrivo dei primi ospiti a bordo della nave militare “Libra” è previsto a inizio settimana. Donne e bambini continueranno a sbarcare a Lampedusa”. “Siamo pronti”, dice l’ambasciatore d’Italia a Tirana Fabrizio Bucci. “Mancano alcuni dettagli, ma da oggi i due centri di trattenimento per migranti in Albania sono ufficialmente aperti”, dice il dirigente della polizia Massimo Scannicchio. Pochi giornalisti convocati all’ultimo istante. Sono quasi tutti reporter albanesi che seguono questa storia con molto interesse. Perché nessuno riesce a capire davvero come andrà a finire. Come funzioneranno i primi centri per migranti gestiti da un governo europeo in terra straniera?
di Marika Ikonomu e Giovanni Tizian
Il Domani, 12 ottobre 2024
Dai documenti ottenuti da Domani risultano commesse anche da 10 milioni assegnate senza alcun bando. Lo scudo della Difesa è un ostacolo ai controlli dell’Anac. Timori per possibili verifiche della Corte dei conti. L’unica regola è fare presto. Pertanto l’imperativo governativo esclude il rispetto del codice degli appalti per come i comuni mortali lo conoscono. D’altronde l’Albania è lontana dall’occhio vigile delle autorità di controllo. È il buco nero dei centri di detenzione per migranti. Il grande piano di cui il governo di Giorgia Meloni va più fiero. Presentato dopo il naufragio di Cutro, il progetto dei centri albanesi è stato venduto all’opinione pubblica come la soluzione all’invasione inventata dalla narrazione sovranista.
di Leonardo Fiorentini*
L’Unità, 12 ottobre 2024
Secondo il sottosegretario il Thc trasforma i nostri figli in mostri: uno stereotipo proibizionista degli anni 70 smentito dagli studi. La scorsa settimana, il sottosegretario Alfredo Mantovano ha partecipato a un’audizione presso la commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza. L’incontro ha riguardato un’indagine conoscitiva sul “degrado materiale, morale e culturale nella condizione dei minori”. Basterebbe il titolo dell’indagine per giudicare l’approccio ai giovani della destra italiana. Il focus della convocazione era la diffusione di alcool, nuove droghe, aggressività e violenza tra i giovani: Mantovano ha così potuto esprimersi in piena libertà, spaziando fra miti e leggende e rispolverando anche vecchi e cari capri espiatori. “Mi trovavo insieme ai miei amici K e C, avevo degli spinelli con me che fumai davanti a loro, all’improvviso forse preso da euforia ho proposto loro di picchiare una guardia giurata che da poco era passata davanti a noi”. Così, a freddo, citando uno dei minori accusati di un terribile omicidio, il sottosegretario anticipa il livello del suo contributo. Salta subito alla mente la propaganda proibizionista americana degli anni 30 e 40 del secolo scorso. Siamo tornati alla molecola, in questo caso il Thc, che trasforma i nostri figli in mostri. Nulla sulla condizione familiare, sociale e scolastica di quei quindicenni cresciuti in un quartiere degradato, colpevoli di un crimine efferato. Evidentemente per la destra di governo è sufficiente per risolvere la questione minorile tornare alla “droga che provoca la maggior parte della violenza nella storia dell’umanità” di Anslinger, il padre del proibizionismo della cannabis.
di Domenico Quirico
La Stampa, 12 ottobre 2024
Nel dedalo di contingenze che cavano il fiato, assediati da un panorama internazionale colato a picco nelle dissipazioni guerresche, confidavamo nei signori giurati del Nobel per la pace, li volevamo pretoriani di una forza morale capace di cimentarsi con giorni correnti tutti stampati in rosso scarlatto, dove ognuno ha martiri quotidiani per la propria parte. Lo so: è un premio che striminzisce sui giornali in poche ore, un perbene malinconico. Giusto. Ma serve a ricordare che la pace è possibile se solo qualcuno volesse mobilitarla. Forse non muore anche se sembra estinta in ogni meridiano e parallelo sotto la stretta di dita ferree. Non è premiare un romanziere o un biologo: i cinque scelti da parlamento norvegese hanno il compito di invocare una palingenesi trasformatrice del mondo come un nuovo diluvio. Deve essere, la scelta, non episodio ma sacrosanta eresia.
di Valerio Fioravanti
L’Unità, 12 ottobre 2024
Due sentenze storiche contro l’isolamento nel braccio della morte: “Gravemente compromessa la salute mentale”. In Italia, invece, il 41 bis non si tocca. Per poter chiedere una condanna a morte il pubblico ministero negli Stati Uniti deve dimostrare due cose: che il reato sia “tra i più gravi dei gravi” e che l’imputato, finché resta in vita, rappresenti ancora un pericolo per la società. Ovviamente tutti gli avvocati difensori argomentano che se una persona viene condannata all’ergastolo, e messa in un supercarcere, non può più essere “un pericolo per la società”. Ma, con un pizzico di ipocrisia, la Corte Suprema (che negli Usa è un misto di Corte di Cassazione e Corte Costituzionale) autorizza da sempre i pubblici ministeri a considerare “società” anche un reparto di massima sicurezza, quindi il condannato potrebbe essere pericoloso per gli altri condannati.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 11 ottobre 2024
Il testo del Ddl sicurezza, già approvato dalla Camera, ha iniziato ora il suo iter in Senato. Fuori, intanto, si susseguono le mobilitazioni contro il decreto. “Questa misura è un vulnus allo stato di diritto”, dice Susanna Marietti (Antigone). “Con il nuovo reato di rivolta penitenziaria, che si configura anche in caso di resistenza passiva a un ordine, le persone in carcere non rivendicheranno più i loro diritti”. Sono iniziate in Senato le audizioni del Ddl 1236, il cosiddetto Decreto sicurezza. Dopo l’approvazione alla Camera dello scorso 18 settembre, ora la parola passa a palazzo Madama. Proseguono le mobilitazioni contro molte misure previste. “Noi avevamo lanciato l’allarme già nei mesi scorsi, appena avevamo visto il testo depositato. Ma era passato in sordina, nessuno ci aveva troppo ascoltato. Ora che è cominciato l’iter in Senato, finalmente c’è un allarme”, dice Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone.
garantedetenutilazio.it, 11 ottobre 2024
Quasi 19.500 persone in meno potrebbero portare a un decongestionamento del sistema. Come si evince dal dossier statistico diffuso dal collegio del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl) lo scorso 7 ottobre, a fronte di un tasso di sovraffollamento sui posti effettivamente disponibili che ha raggiunto il 132% vi sarebbe una percentuale del 31% di detenuti che potrebbero avere accesso a misure alternative alla detenzione. Tale percentuale deriva dalla valutazione dei numeri delle persone detenute che devono scontare una pena residua inferiore a tre anni e che non sono state condannate per reati ostativi che precluderebbero l’accesso a pene alternative al carcere. Si tratta di quasi 19.500 persone.
di Mauro Palma
Il Manifesto, 11 ottobre 2024
Il testo ora all’esame del Senato scivola verso un diritto penale che individua l’autore, specie chi è in condizioni di minorità sociale, come il nemico. Un provvedimento eterogeneo, qualcuno lo ha chiamato omnibus, ma con un preciso filo conduttore: la restrizione delle libertà e dei diritti soprattutto di chi è già in condizioni di minorità sociale. Sul disegno di legge “Sicurezza” siamo stati ascoltati in molti, nelle Commissioni del Senato dove è iniziata la seconda lettura del testo di legge, perché tanti sono i punti di vista. Da quello costituzionale degli stridori che sorgono rispetto alla proporzionalità delle pene previste a quello penalistico, con ben quattordici nuovi reati e altre nove nuove circostanze aggravanti, a quella procedurale, fino all’attenzione ai provvedimenti di polizia e anche all’estensione di tutto ciò ai Centri per migranti.
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