di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 ottobre 2024
Con le recenti iniziative governative relative alle politiche migratorie, il Paese sta ridisegnando i contorni del diritto d’asilo e dell’accoglienza dei migranti. L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi) si erge come baluardo contro quella che definisce una “costante esternalizzazione del controllo migratorio e del diritto di asilo”, manifestatasi attraverso il Protocollo tra Italia e Albania e l’imminente apertura del centro di detenzione di Porto Empedocle come già affrontato su queste stesse pagine de Il Dubbio.
di Angela Nocioni
L’Unità, 11 ottobre 2024
Impossibile considerare Paesi sicuri in cui rispedire migranti Paesi che sono pericolosi per alcune categorie di persone. Inutili gli hotspot albanesi. Ora Giorgia Meloni dovrà inventarsi cosa fare dei centri di detenzione temporanea per migranti fatti costruire in fretta e furia in Albania. Perché non potrà sottoporre lì a “procedure accelerate di frontiera” i naufraghi provenienti da Paesi considerati dal governo italiano “Paesi sicuri”, destinazione d’uso per i quali quei centri sono stati costruiti. Non potrà farlo perché una sentenza della Corte di giustizia europea glielo vieta espressamente per la banale ragione che quei Paesi sicuri non sono. E perché il fatto che il governo italiano li abbia considerati d’imperio “sicuri” con l’escamotage, assai penoso, di escludere da questa valutazione alcune aree geografiche o alcune categorie di persone, è stato giudicato impossibile dalla Corte che si è trovata a dover spiegare l’ovvio: un Paese o è sicuro per tutti ed in ogni parte del suo territorio non può essere considerato tale.
di Gabriele Segre
La Stampa, 11 ottobre 2024
“La diplomazia è la via più lunga tra due punti”, sintetizzava il drammaturgo francese Pierre-Adrien de Courcelle a cavallo tra ‘800 e ‘900. Era l’epoca d’oro delle cancellerie europee, impegnate in raffinati balletti di alleanze e trattati tragicamente violati nelle carneficine dei decenni successivi. A distanza di oltre un secolo, dopo che molti altri patti sono stati ridotti a carta straccia, siamo ancora qui a invocare imperterriti la via della diplomazia di fronte ai cannoni. O siamo incoscienti, o ben consapevoli che le scorciatoie non promettono mai nulla di buono e che questo è l’unico percorso realmente possibile. In fondo, le ragioni storiche per fidarci della diplomazia non mancano: c’è stato un tempo non lontano in cui sembrava funzionare davvero. Durante la Guerra Fredda era più semplice dialogare con una sola controparte, ma non mancano esempi più recenti. Da dopo il 7 ottobre di un anno fa e lo scoppio del conflitto a Gaza, torna di frequente alla memoria l’immagine iconica della stretta di mano tra Rabin e Arafat.
di Luca Liverani
Avvenire, 11 ottobre 2024
La società civile contro i killer robots, armi guidate dall’AI. Amnesty: “Finiranno in mano a mercenari e jihadisti”. Archivio disarmo: “Più guerre con l’illusione di zero perdite”. “Un robot non può recare danno agli esseri umani, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, gli esseri umani ricevano danno”. Il padre della fantascienza Isaac Asimov già nel 1950, immaginando potenzialità e rischi di un futuro robotizzato, proponeva nei suoi romanzi la “prima legge della robotica”. Da allora la scienza e la tecnologia hanno fatto progressi enormi. La legge sui robot è ancora solo fantascienza. Da anni la ricerca militare studia armi letali autonome - in inglese LAWS (Lethal autonomous weapons systems) - per selezionare e distruggere il bersaglio senza controllo umano. Terminator, il film del 1984, raccontava di un cyborg assassino. E Stop killer robots è il nome della campagna internazionale - 250 organizzazioni della società civile mondiale - che chiede un Trattato internazionale.
di Nello Del Gatto
La Stampa, 11 ottobre 2024
Il Consiglio per i diritti umani lancia nuove durissime accuse: “Omicidi e torture nei Territori”. Le tensioni sono al massimo, Unwra nel mirino dello Stato ebraico, Guterres persona non grata. Israele ha commesso a Gaza e in Cisgiordania crimini di guerra. È questo il succo del rapporto, reso noto ieri, della commissione indipendente internazionale istituita nel luglio del 2021 dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, per indagare sulle violazioni dei diritti nei Territori Palestinesi.
di Riccardo Redaelli
Avvenire, 11 ottobre 2024
Non è stato un errore. Non è stato un incidente né una fatalità. L’attacco attuato da Israele alle postazioni della missione Unifil, la forza di peacekeeping svolta sotto mandato Onu e che vede protagoniste Italia e Francia, è stato un atto voluto e deliberato, che ha provocato il ferimento di due soldati indonesiani. Un’aggressione che avrebbe potuto portare a conseguenze molto gravi anche per i nostri soldati, i quali dal 2006 garantiscono che Israele e Hezbollah non vengano nuovamente a contatto, dopo la tragica guerra dei trentatré giorni di quell’anno. Un’azione che sarebbe ingannevole limitarsi a catalogarla come una “follia” delle forze armate israeliane. È molto di più: attaccare una missione internazionale Onu è un crimine di guerra.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 10 ottobre 2024
Nella polveriera carcere, al momento anche la possibilità di un reinserimento attraverso un impiego sembra essere in salita. Una delle cause principali dell’attuale disagio negli istituti penitenziari, infatti, è rappresentata dalla mancanza di lavoro. La maggior parte dei detenuti vive quasi tutta la giornata senza fare nulla. Solo il 30% è impiegato, in particolare alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria, in molti casi per poche ore alla settimana. Su questo terreno, Antigone è tornata ieri a incalzare il Guardasigilli. “Dal suo insediamento, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha più volte parlato dell’importanza del lavoro in carcere per il reinserimento sociale delle persone detenute e per abbattere il tasso di recidiva, ma nella pratica si sta facendo l’esatto opposto - ha denunciato Patrizio Gonnella, presidente di Antigo - ne - tagliando del 50% i fondi a disposizione per il pagamento delle persone detenute lavoranti in carcere”.
gnewsonline.it, 10 ottobre 2024
Nessun taglio dei fondi per i detenuti che lavorano, ma anzi maggiori investimenti rispetto al passato. Nel piano di investimenti straordinario fin qui realizzato dal Governo e dal Ministero della Giustizia per migliorare le condizioni di esecuzione della pena, il previsto budget di bilancio destinato alla retribuzione del lavoro intramurale dei detenuti, che per il 2024 ammonta a 128 milioni di euro, è stato ulteriormente aumentato con 9 milioni di euro versati dalla Cassa delle Ammende. Di questi, 8 destinati ad aumentare le opportunità di lavoro in carcere e 1 milione per la formazione professionale, il cui budget è stato così raddoppiato (da 1.066.151 a 2.066.151 di euro). Non solo: altri 19 milioni di euro sono stati stanziati per gli sgravi fiscali e le agevolazioni alle imprese previsti dalla legge Smuraglia, al fine di incrementare le opportunità di lavoro all’esterno degli istituti penitenziari.
ansa.it, 10 ottobre 2024
Adottata Raccomandazione. Garantire che l’uso dell’intelligenza artificiale da parte dei servizi penitenziari e di libertà vigilata rispetti i diritti umani e la dignità dei detenuti, dei soggetti in libertà vigilata e del personale. Questo l’obiettivo della raccomandazione ai suoi 46 Stati membri adottata dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. In particolare, i governi sono invitati a garantire che i servizi carcerari e di libertà vigilata usino le tecnologie in modo legittimo e proporzionato e solo se contribuiscono alla riabilitazione degli autori di reato. Le tecnologie non devono sostituire il personale penitenziario e di sorveglianza nel lavoro quotidiano e nell’interazione con gli autori di reato, ma piuttosto assisterlo in tale lavoro e aiutare il sistema penale, in particolare nell’esecuzione delle sanzioni e delle misure penali, migliorando la riabilitazione e riducendo la recidiva.
di Giulia Merlo
Il Domani, 10 ottobre 2024
Il consigliere del Consiglio superiore della magistratura Marcello Basilico: “Il bando straordinario per la magistratura di sorveglianza? Torniamo a guardare a un settore fondamentale per la tutela di diritti garantiti dalla Carta. Le misure recenti del governo, come l’intervento sulla liberazione anticipata, avranno un’efficacia solo apparente”.
- Suor Cesarina e una storia che ci riguarda
- Consulta, i dubbi di FdI sugli alleati. Sì alla stretta sulle intercettazioni
- La Corte costituzionale ha sempre più potere: deve essere “impolitica”
- Ddl sicurezza, l’introduzione di nuovi reati è davvero a costo zero?
- Sorpresa: l’abolizione dell’abuso d’ufficio ora salva i magistrati











