di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 12 ottobre 2024
Il sovraffollamento è il doppio della media italiana. L’uomo, detenuto per droga, sarebbe uscito nel 2027. A San Vittore sono detenute 1.022 persone anche se i posti sono 477. La media nazionale di sovraffollamento è 130%, nel carcere milanese al 229%. Gli agenti sono 580: dovrebbero essere 700. Ormai, alla cadenza con la quale i suicidi in carcere vanno susseguendosi senza che ai piani alti della politica se ne tragga qualche spinta all’urgenza di decomprimere il sistema prima che esploda del tutto, c’è solo l’imbarazzo di quale parametro statistico adottare per inquadrare l’ennesima morte autoinflittasi da un recluso: stavolta da P. D. M., un detenuto pugliese di 44 anni che nel carcere di San Vittore, dove era detenuto per reati correlati alla droga e con un fine pena intorno al 2027, si è strangolato con i lacci delle scarpe nel suo letto in cella, senza che i soccorsi di agenti e sanitari nulla abbia potuto per rianimarlo quando è stato trovato alle 5 e mezza del mattino. Si può ad esempio contare che sia il secondo in due giorni a livello nazionale. O invece ricordare che sia il secondo a San Vittore in poco più di un mese, dopo il 18enne egiziano Youssef carbonizzato il 6 settembre nella sua incendiata cella. Oppure fare riferimento al globale macabro pallottoliere italiano, che con i lacci delle sue scarpe segna la 75esima croce del 2024 in un suicidio.
di David Allegranti
La Nazione, 12 ottobre 2024
La richiesta di un detenuto era stata respinta, ora l’appello gli dà ragione. “L’erogazione è nel regolamento dell’ordinamento penitenziario. L’amministrazione ha 90 giorni di tempo per provvedere”. L’acqua calda nelle celle ci deve essere e non è una richiesta che può essere avanzata solo negli alberghi. È un fatto “notorio” che le cimici da letto siano presenti nel carcere di Sollicciano. Le infiltrazioni piovane anche all’interno delle celle, “con caduta di residui di intonaco sui letti” si protraggono da anni. Insomma aveva ragione quel detenuto che aveva presentato, attraverso l’associazione L’Altro Diritto, un ricorso ex 35-bis dell’ordinamento penitenziario in materia di diritti al tribunale di sorveglianza di Firenze.
Gazzetta di Mantova, 12 ottobre 2024
Visita alla casa circondariale di Mantova, l’11 ottobre, del presidente della Provincia Carlo Bottani e delle consigliere regionali Alessandra Cappellari e Paola Bulbarelli per incontrare la direttrice Metella Romana Pasquini Peruzzi e fare il punto sulla situazione del carcere, raccogliere proposte e idee per contribuire al miglioramento della vita dei detenuti. “Mi ha fatto molto piacere questa visita - commenta la direttrice - per fare conoscere le attività che vengono portate avanti, nonostante la carenza di personale e risorse economiche non sempre sufficienti. Stiamo facendo molto e dobbiamo fare ancora tanto per migliorare la vita della popolazione detenuta: spero che vi sia una maggiore attenzione da parte del terzo settore e delle imprese mantovane perché possano offrire opportunità lavorative ai detenuti che già possono fruire di una misura alternativa alla detenzione”.
Corriere della Sera, 12 ottobre 2024
Da 4 a 12, solo due donne. Studiano da Giurisprudenza a Filosofia. La direttrice: “Opportunità per iniziare una nuova vita”. Il primo laureato sarà proclamato a dicembre, e continuerà a essere uno studente perché si è iscritto a uno dei corsi di laurea magistrale promossi dall’Ateneo. È uno degli studenti del Polo universitario penitenziario, creato dall’Università degli Studi, che salgono da 4 a 12. Non tantissimi rispetto ad altre carceri ma comunque triplicati e da contestualizzare nella specificità dell’istituto Don Resmini destinato a persone sottoposte alla misura cautelare e non per scontare pene definitive. Due sono donne e 10 sono maschi. I corsi di laurea prescelti sono Economia Aziendale, Giurisprudenza, Diritto per l’impresa nazionale e internazionale, Filosofia, Psicologia, Scienze dell’educazione, Ingegneria delle tecnologie per l’edilizia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 ottobre 2024
Il prossimo 15 ottobre, presso il Consiglio Regionale della Campania, si terrà un importante convegno dal titolo “Minori: Mare dentro, male fuori”. Organizzato dal Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, il professor Samuele Ciambriello, in collaborazione con la Conferenza nazionale dei Garanti territoriali e l’Ordine degli Assistenti Sociali della Campania, l’evento si svolgerà dalle 10,00 alle 17,00. Dopo i saluti istituzionali di Gennaro Oliviero, Presidente del Consiglio regionale della Campania, Gilda Panico, Presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali, e Bruno Mellano, membro del Coordinamento della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali, la prima sessione, presieduta da Ciambriello, sarà dedicata alla Giustizia Minorile. Interverranno, tra gli altri, Antonio Sangermano, Capo dipartimento di giustizia minorile e di comunità, e i magistrati Margherita Di Giglio, Piero Avallone e Maria De Luzenberger. A partire dalle 12,00, Giuseppe Fanfani, Garante dei detenuti della regione Toscana, presiederà la seconda sessione. Tra gli interventi più attesi, quello di Nicola Palmiero, Direttore del Centro per la Giustizia Minorile della Campania. Nel pomeriggio, Valentina Calderone, Garante dei diritti dei detenuti del comune di Roma, modererà una tavola rotonda dedicata al disagio giovanile e alla microcriminalità.
di Sabrina Cliti
cattolicanews.it, 12 ottobre 2024
I detenuti aspettano e aspettano, sognando un “fuori” che probabilmente non li accoglierà a braccia aperte, perché il mondo è cambiato mentre loro contavano gli anni, i mesi, le settimane e i giorni: dice così, nel film “Bravi Ragazzi”, il protagonista Antonio (Albanese), che propone la cultura come strumento per dare senso a questo tempo sospeso. Cultura e lavoro: ne parlano come di “un efficace antidoto all’angoscia dello scorrere del tempo in carcere” anche due detenuti che oggi preparano e vendono marmellate nel laboratorio agroalimentare dell’Istituto penitenziario di Piacenza e che hanno portato la loro esperienza in Università Cattolica durante l’incontro, organizzato dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza, “La partnership pubblico-privata nell’organizzazione del lavoro penitenziario. Nuovi percorsi ed esperienze di risocializzazione”. Un’iniziativa formativa che si inserisce nel contesto del più ampio progetto didattico, denominato “Sportello giuridico a favore delle persone private della libertà personale presso il carcere di Piacenza”, avviato lo scorso anno accademico presso la sede piacentina dell’Università Cattolica, con l’attiva e assidua partecipazione di trenta studentesse di Giurisprudenza.
ilcorriereapuano.it, 12 ottobre 2024
È a Pontremoli uno dei due istituti penali femminili minorili (IPM) presenti in Italia. È qui che lo Stato persegue l’obiettivo di rieducare minorenni che hanno commesso reati. A Pontremoli, salvo qualche eccezione, le ragazze rimangono da qualche settimana ad alcuni mesi e per ciascuna di loro si studia un particolare percorso, attraverso modalità sia interne che, per quanto possibile, esterne alla struttura. In questo contesto opera don Giovanni Perini. Assieme ad una quindicina di volontari don Giovanni varca con assiduità le porte dell’istituto per incontrare le ragazze, ognuna con il proprio “vissuto”, la propria storia, la propria cultura. Il sacerdote e chi opera con lui sono il volto di una Chiesa locale che guarda con attenzione e si fa prossima al mondo del carcere, come testimonia la presenza del Vescovo Fra’ Mario a diverse delle iniziative pubbliche dell’IPM.
di Elena Mancini
salto.bz, 12 ottobre 2024
Lo sport come vettore per il reinserimento sociale di chi è in carcere. Oggi sul Talvera il torneo di calcetto ha visto protagonisti 11 reclusi che si sono sfidati con le squadre di avvocati, operatori penitenziari ed Excelsior. Una partita che va oltre il risultato sul tabellone: oggi (11 ottobre) il campo sportivo dell’FC Bozen ha ospitato il torneo “IN e OUT”, che ha ha trasformato il calcio in uno strumento potente di rieducazione e responsabilità. In campo, detenuti, agenti della polizia penitenziaria, avvocati e la squadra Excelsior G.S. si sono affrontati non solo come avversari, ma come protagonisti di un progetto che punta alla reintegrazione sociale dei detenuti. “Un calcio al passato - Lo sport dà il meglio di sé quando ci unisce” non è stato solo uno slogan, ma un messaggio concreto che ha messo in luce come lo sport possa rappresentare un’opportunità per chi cerca di ricostruire il proprio futuro.
Ristretti Orizzonti, 12 ottobre 2024
Il tempo si è fermato per un po’ nella Casa Circondariale di Montorio, a Verona, durante la cerimonia di premiazione del concorso letterario Carlo Castelli. Il silenzio ha accompagnato il profondo rispetto dei presenti verso chi ha messo da parte la vergogna e con dignità ha deciso di soffermarsi su come la vita, tra le mura del carcere, riesca a sopravvivere, a ritrovare un pizzico di gioia e a mantenere salda la speranza di un domani migliore nonostante non arresti il dolore della colpa. Tre i ristretti che hanno voluto rilasciare le loro testimonianze restituendo ai presenti la possibilità di entrare, anche solo per pochi minuti, in un mondo di dolore, di sofferenza, di privazione, ma anche di timore quando raccontano i momenti vissuti dopo la concessione del primo permesso, “Ho attraversato più di 10 cancelli o porte, li ho contati. Il mio cuore batteva a mille e avevo un po’ di paura…”, ha affermato Ndrec Laska.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 12 ottobre 2024
“Lunedì 25 settembre 2023. Da oggi sono totalmente cieco”, attraverso il resoconto della propria esperienza, intenso e vivido, Manconi apre la scatola nera della cecità, svelandola a sé e al lettore.
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