di Tamar Pitch
Il Domani, 25 settembre 2024
La questione sicurezza fu introdotta proprio dalla sinistra, per coniugare la prevenzione sociale alla prevenzione dei reati. E impedire alle destre di impugnare l’arma della cosiddetta tolleranza zero. Sappiamo come è andata a finire. Ma la sicurezza “fisica” dipende dalla sicurezza sociale, non viceversa. Secondo Giuseppe Sarcina (Corriere della sera, 21 settembre), la sinistra italiana farebbe bene a imitare Kamala Harris munita di pistola e Keith Starmer, che usa la repressione più dura contro le rivolte: ossia occuparsi una buona volta, oltre che di lavoro, sanità, scuola (tutte buone cose, per carità), di sicurezza, visto il 3 per cento di denunce di reato in più quest’anno rispetto al 2023. Vorrà mica Schlein lasciare alla destra la legge e l’ordine? Ebbene, la questione sicurezza, così come la conosciamo oggi, è stata introdotta nel dibattito pubblico in Italia proprio dalla sinistra. Ahimè. Era l’inizio degli anni Novanta, quando un gruppo di sociologi del diritto, criminologi critici (tra cui la sottoscritta), assessori locali e regionali lancia il progetto “Città sicure”, sponsorizzato dalla regione Emilia-Romagna.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 25 settembre 2024
Oggi la manifestazione a Roma. Eventi territoriali davanti alle prefetture in tutt’Italia. Aderiscono anche il Forum Disuguaglianze e diversità e Legambiente. Il Ddl 1660 sulla sicurezza approvato la scorsa settimana in prima lettura dall’aula della camera è stato assegnato ieri alle commissioni affari costituzionali e giustizia di Palazzo Madama. Da qui comincerà il suo iter. Chi si oppone al provvedimento oggi si ritrova in piazza a Roma, vicino al senato, e in diverse manifestazioni di fronte alle prefetture in diverse città d’Italia. L’ideologia proprietaria delle destre è espressa senza remore dalla parlamentare europea della Lega Susanna Ceccardi, secondo la quale il Ddl si erge, appunto, a difesa della tutela assoluta della proprietà privata. Dunque, recita il sillogismo di Ceccardi, chiunque vi si opponga lo fa in quanto “comunista”.
di Denise Amerini
Il Manifesto, 25 settembre 2024
La Camera ha approvato il Disegno di legge 1660 sulla sicurezza. Senza nessuna modifica, nonostante molte voci di giuristi, esperti, garanti, associazioni ed organizzazioni della società civile, del mondo laico e cattolico, si siano espresse negativamente, motivando con serie ed approfondite argomentazioni la richiesta di ritiro di un testo impossibile da emendare, per i contenuti, e soprattutto per la idea di giustizia che lo informa. Provvedimenti che sfruttano le insicurezze delle persone, alimentandone le paure per ottenere consenso e legittimazione politica. Che limitano le libertà e le garanzie democratiche, con una evidente torsione autoritaria che ci riporta al “sorvegliare e punire”, alimentando al tempo stesso la convinzione che il carcere sia un deterrente, che pene severe prevengano la commissione di reati. Un chiaro esempio è che fra i reati venga inserita la resistenza passiva in carcere: le contestazioni dei detenuti potranno essere punite con pene fino ad 8 anni. Anche il banale rifiuto di rientrare in cella, la protesta pacifica e nonviolenta per le condizioni di vita disumane e degradanti prevede sanzioni detentive pesanti. Una rivendicazione di diritti si trasforma in reato. E questo trattamento riguarda anche le persone che si trovano nei centri di accoglienza per migranti e nei CPR, che non sono luoghi di detenzione penale, ma come tali vengono intesi dal Governo, giungendo al ridicolo con il divieto di possesso di una scheda telefonica. Nella stessa logica si inserisce l’articolo che prevede l’aggravamento delle pene per chi, in occasione di scioperi o manifestazioni, impedisce la circolazione ordinaria. Gravissima, poi, l’autorizzazione alla detenzione di una seconda arma senza licenza per gli operatori di polizia. Contemporaneamente si aboliscono alcuni reati contro la Pubblica Amministrazione.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 25 settembre 2024
Parla Paolo Ciani, Segretario nazionale di Democrazia Solidale, Vicepresidente del gruppo Pd-Idp alla Camera dei deputati: “Le norme del ddl sicurezza, come altre precedenti, stravolgono ruolo e visione delle forze dell’ordine. Governo e maggioranza stanno mettendo in atto una pericolosa escalation”.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 25 settembre 2024
Mezzo milione di firme. Sono quelle raccolte, almeno per ora, dal quesito referendario presentato da PiùEuropa che punta a dimezzare da 10 a 5 gli anni di permanenza nel nostro Paese per poter ottenere la cittadinanza italiana. L’obiettivo è stato raggiunto ieri a metà pomeriggio, dopo che in pochi giorni centinaia di migliaia di persone avevano preso d’assalto il sito preposto dal ministero della Giustizia, mandandolo in tilt un paio di volte.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 25 settembre 2024
I braccianti pagano 10-20mila euro per ricevere il nullaosta lavorativo. In Italia lavorano in condizioni disumane. Oltre 15 gli esposti della Flai-Cgil da luglio a oggi. Lavoratori ricattati e minacciati anche con l’utilizzo di armi. Il sindacato di strada per mappare e contrastare il fenomeno. Brama accosta il suo monopattino vicino al furgone. Allunga le mani per prendere un gilet catarifrangente di colore rosso con il logo della Cgil disegnato sul retro, un cappello, un brick d’acqua e un opuscolo in lingua inglese dove sono elencati i suoi diritti di lavoratore agricolo. Su queste pagine sono segnati i numeri di telefono e l’indirizzo della sede della Flai-Cgil di Verona. Numeri da contattare per trovare una via di uscita dalle tenaglie dello sfruttamento.
di Gianluca Cicinelli
Quotidiano del Sud, 24 settembre 2024
Preoccupano i numeri dei suicidi e delle violenze nelle carceri, principale causa il sovraffollamento; predisposti i fondi per l’edilizia ma accesso negato alle misure alternative. I numeri hanno bisogno di pochi commenti: oltre 70 suicidi in cella dei detenuti e 6 suicidi tra gli agenti di polizia penitenziaria nel 2024. Tra coloro che si sono tolti la vita, 35 lo hanno fatto nei primi sei mesi di detenzione e 24 erano in attesa di primo giudizio. Principale, ma non unico, accusato è il sistema edilizio carcerario, con un sovraffollamento del 131,77%. La prigione è segnata da condizioni disumane e il sovraffollamento non è un dato statistico, ma una realtà che compromette la dignità dei detenuti e la sicurezza di chi lavora nelle carceri.
di Lorenzo Attianese
ansa.it, 24 settembre 2024
Nominato Commissario per l’edilizia penitenziaria, gestirà 250 milioni. Nordio lo aveva definito un “programma imponente”, che sarà “realizzato speditamente” per far fronte all’emergenza del sovraffollamento delle carceri, popolate da oltre 61mila detenuti e con numeri in netto aumento anche per il preoccupante fenomeno dei suicidi. È un obiettivo complesso e ambizioso quello affidato al super manager romano Marco Doglio, nominato dal governo commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria. Nel piano nazionale a medio e lungo termine - poco più di un anno - che il nuovo incaricato dovrà portare avanti, Doglio avrà a disposizione i 250 milioni di investimenti già stanziati dall’Esecutivo per la creazione di settemila nuovi posti detentivi sui diecimila totali che servirebbero a pareggiare i numeri attuali.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 24 settembre 2024
“Il lavoro che attende Marco Doglio, il neo Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, è un lavoro da far tremare i polsi. Ma si tratta di un professionista molto preparato, con una solida esperienza universitaria in pianificazione territoriale e trasportistica, e una esperienza manageriale nel settore immobiliare di tutto rispetto anche per quanto riguarda gli aspetti contrattuali”. L’architetto Domenico Alessandro de Rossi, architetto e presidente del Cesp (Centro Europeo Studi Penitenziari), ne parla con cognizione di causa interessandosi di carceri e di edilizia penitenziaria da sempre. La prossima settimana uscirà il suo ultimo libro “Quando la pietra scolpisce la mente. Neuroscienze e Semiotica dell’architettura delle comunità confinate”, scritto insieme allo psicoterapeuta Alfredo De Risio.
di Rosaria Migliore
Il Riformista, 24 settembre 2024
Il 21 settembre ad Arezzo la commemorazione dell’accademico e politico, un innovatore che ha riconosciuto da subito nella reiterazione dei reati il problema principale del sistema carcerario italiano. Ora bisogna raccogliere la sua eredità. Era gremita la Sala dei Grandi del palazzo della Provincia di Arezzo, lo scorso 21 settembre. Familiari, amici, amministratori locali, ma soprattutto politici di ogni estrazione si sono stretti nel ricordo di Felice Maurizio D’Ettore, Garante nazionale dei detenuti mancato improvvisamente il 22 agosto di quest’anno. Del resto, si dev’essere stati davvero dei “grandi” in vita se in un paese così diviso il ricordo positivo è praticamente unanime, con caratteristiche comuni indipendentemente dall’appartenenza partitica.
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