di Walter Medolla
Corriere della Sera, 25 settembre 2024
Gestisce con fermezza il Centro Penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano a Napoli. Giulia Russo è una di quelle direttrici che ci mette la faccia e lavora spalla a spalla con i suoi uomini per portare avanti nel migliore dei modi il carcere di Secondigliano; una piccola cittadella di circa 40 ettari che ospita quasi 1.500 detenuti per lo più classificati Alta Sicurezza.
di Walter Medolla
Corriere della Sera, 25 settembre 2024
Recupero, formazione, avviamento al lavoro, reinserimento e, dunque, dignità di vita. Tutto in una pianta di caffè. Anzi: dalla pianta alla tazzina, in un processo virtuoso che crea legami e opportunità. Si chiama “Un chicco di speranza” ed è il progetto di reinserimento per persone detenute nato dalla collaborazione tra Kimbo, colosso italiano della produzione di caffè, la Curia di Napoli, i vertici del carcere napoletano di Secondigliano e il Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Formare, proprio nella città della “tazzulella”, nuovo personale proponendo loro un percorso che vuole consentire la rieducazione come previsto dall’articolo 27 della Costituzione. La sfida riguarda dieci detenuti dell’istituto penale partenopeo.
Corriere dell’Alto Adige, 25 settembre 2024
A ottobre l’assemblea pubblica: “Il progetto sottrae soldi ai percorsi di inclusione”. “No ai cpr: né a Trento, né a Bolzano, né altrove”. È netta la presa di posizione di venti associazioni (tra cui Bozen, Alleanza Verdi Sinistra del Trentino, Sinistra e Anpi) contro l’annunciata apertura di un centro di permanenza per il rimpatrio (cpr) nel capoluogo trentino, arrivata nei giorni scorsi per voce del governatore Maurizio Fugatti. Per ribadirlo, gli attivisti annunciano un’assemblea pubblica per martedì 15 ottobre al centro sociale Bruno.
di Luca Signorelli
Corriere della Sera, 25 settembre 2024
Il progetto presentato all’Expo Divinazione di Siracusa alla presenza del ministro degli Interni Matteo Piantedosi: “Iniziativa di alto valore simbolico”. “Il progetto Tele di Aracne coniuga la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata con iniziative rivolte ai giovani che provengono da esperienze personali difficili, per offrire loro prospettive di formazione e di inserimento al lavoro. Proprio per le sue finalità, questa iniziativa assume un alto valore simbolico perché ha trasformato un luogo prima in mano al malaffare in un’accademia sartoriale attrezzata per persone ad alto rischio di marginalizzazione e di devianza”.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 25 settembre 2024
È stato inaugurato ieri a San Vittore ReverseLab: uno spazio per l’arte contemporanea aperto alla città. La mostra sarà aperta dal 28 settembre per un mese, ogni sabato e lunedì. “Una sentenza recente ha dato ragione ad un detenuto che denunciava il fatto di non potere vedere il sole e la luna fuori dalla finestra. Ecco, lo potremmo chiamare Diritto al cielo ed è importante. Poter puntare alto lo sguardo e sognare vuole dire coltivare frammenti di speranza e raccogliere la forza di lottare per quello cui si tiene, in questo caso auspicabilmente la vita”. Sono parole forti quelle pronunciate ieri da Mauro Palma, matematico, giurista, fondatore dell’associazione Antigone e fino a poco tempo fa Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. L’occasione era preziosa: nei sotterranei di San Vittore, là dove c’erano una volta le celle per i detenuti in regime di massima sicurezza, è stato inaugurato uno spazio per l’arte contemporanea aperto alla città. E quella frase è stata richiamata dal primo allestimento, curato dall’artista Maurice Pefura e formato da migliaia di piccole finestre disegnate ad acquarello. Tra una finestra e l’altra, centinaia di post it scritti dalle persone che vivono dietro le sbarre e hanno partecipato insieme agli agenti di Polizia penitenziaria: “Dormire, o forse morire un po’”, “Voglio capire”, “Trovare un punto per essere sereno”. E tanti alti. Pensieri che restano lì, appesi, per chi li vuole leggere.
di Adriano Dossi
Il Riformista, 25 settembre 2024
Una fusione di arte, cultura e riabilitazione si è svolta a Siracusa nell’ambito dell’Expo Divinazione G7 Agricoltura e Pesca, dove ha avuto luogo, ieri sera, al Teatro comunale di Siracusa, una rappresentazione dell’opera “Icaro”, scritta da Stefano Pirandello. Questa opera, diretta dall’illustre Mario Incudine, ha portato sul palcoscenico la “Libera Compagnia del Teatro per Sognare”, un gruppo eccezionale formatosi da detenuti-attori che ha condiviso il palco con professionisti del panorama teatrale.
di Paola Pioppi
Il Giorno, 25 settembre 2024
Attrezzata l’area esterna dei colloqui grazie alla Camera penale. Il penitenziario lariano ospita 420 detenuti, fra cui 40 donne. “La genitorialità in carcere è un aspetto su cui non si ragiona abbastanza”, sottolinea il direttore Fabrizio Rinaldi. Lo spazio all’aperto dell’area riservata ai colloqui tra i detenuti della Casa circondariale Bassone e i loro familiari si è arricchito di un parco giochi dedicato ai bimbi più piccoli: scivoli, altalene, seggioline, un bruco e altri divertimenti, donati grazie all’iniziativa della Camera penale di Como e Lecco e una campagna di raccolta fondi, che ha consentito di ottenere la cifra utile ad acquistare i giochi. “Siamo contenti di aver arricchito questo piccolo spazio giochi - commenta Edoardo Pacia, presidente della Camera penale - che si lega alla tutela dell’affettività in carcere: non solo tra le coppie, ma all’interno dell’intero nucleo familiare”.
di Daniela Di Domenico
agensir.it, 25 settembre 2024
Si è svolto la mattina del 23 settembre, in un campo da calcio “speciale” - quello del carcere femminile di Rebibbia (Rm) -, il 3° torneo di calcetto intitolato: “A Rebibbia, Scendiamo in campo per la pace”. Promotrice dell’iniziativa è l’associazione Prison Fellowship Italia onlus (dal 2009 impegnata attivamente all’interno del mondo carcerario), in collaborazione con numerose associazioni che, in diverse forme, hanno contribuito alla realizzazione dell’evento. Tra queste: Sport&Smile, Manalive, SS Lazio, la Nazionale italiana sacerdoti, AS tifosi Roma.
di Lavinia Elizabeth Landi
La Repubblica, 25 settembre 2024
Il 26 settembre all’ex carcere il racconto di Claudio Ascoli e di alcuni testimoni partendo dagli scritti di Guido Calogero. Era il 1976 quando fu pubblicato in Italia il saggio Sorvegliare e punire di Michel Foucault, uscito in Francia un anno prima, in cui il filosofo ripercorreva la storia del sistema della disciplina. Negli anni ‘70, l’idea di punizione determinava lo svolgimento della vita all’interno delle prigioni, e in particolare nei penitenziari italiani si seguiva ancora il regolamento carcerario fascista del 1931, con privazioni e sofferenze fisiche come forma di “rieducazione”. Il 24 febbraio del 1974, anno di rivolte in diversi luoghi di reclusione del paese, anche alle carceri delle Murate di Firenze esplose la protesta: alcuni detenuti salirono sul tetto, in otto vennero feriti dai proiettili sparati a raffica da un agente e uno di loro, il ventenne Giancarlo Del Padrone, rimase ucciso. Nei giorni successivi, il quartiere di Santa Croce si ribellò alla violenza del sistema, e il collettivo Victor Jara di cui facevano parte i fratelli David e Chiara Riondino, fece della manifestazione un brano rivoluzionario dal titolo "Le Murate": “E non si respira più / E non ci si vede più / Ma nella fuga, compagno / Nella paura, compagno / Come nella lotta, compagno / Resterò sempre a fianco a te”.
di Gaetano Azzariti
Il Manifesto, 25 settembre 2024
L’esame punto per punto del Disegno di legge Sicurezza restituisce una volontà chiara: allontanarsi da ogni idea di solidarietà, garantismo e rispetto dei vincoli. Il Disegno di legge “Sicurezza” è solo l’ultimo atto di un più ampio progetto che punta ad abbandonare i principi del nostro sistema costituzionale per abbracciarne altri che appartengono alla storia della destra attualmente al Governo. Detto in sintesi: allontanarsi da ogni idea di solidarietà, garantismo e tutela dei diritti, per favorire il primato dell’egoismo individuale, del populismo penale e dell’ordine pubblico ideale attorno a cui si struttura la mentalità autoritaria. Così, da un lato, abbiamo la Costituzione, che vieta la violenza, ma legittima il conflitto e la libertà del dissenso, dall’altro, un governo che reprime lo scontro sociale e individua nuove fattispecie di reato. Ciò che non viene più tollerato sono le manifestazioni di critica all’autorità. Passo dopo passo - dal decreto Cutro al ddl sicurezza - si vuole riaffermare il principio della superiorità dello Stato cui i cittadini devono limitarsi a credere e obbedire.
- Basta legge e ordine, la sinistra lotti per la sicurezza sociale
- Ddl sicurezza, la piazza del no: “Difendiamo chi protesta”
- Divieto di manifestare? Presidio al Senato
- “Le norme sulla sicurezza figlie di uno Stato punitore, così il Governo alimenta l’odio sociale”
- Mezzo milione di firme per la cittadinanza più facile agli stranieri











