di Ermes Antonucci
Il Foglio, 24 settembre 2024
Un uomo di 45 anni di un paese del Cosentino è stato assolto dopo dieci anni di calvario giudiziario. Un caso che ci ricorda che la malagiustizia può colpire chiunque, e non solo i cosiddetti “colletti bianchi” come qualcuno sostiene. Assolto dopo dieci anni dai reati di maltrattamenti in famiglia e stalking, accuse che gli sono costate dieci mesi di arresti domiciliari, oltre all’impossibilità di incontrare per anni il proprio figlio. È quanto accaduto a un 45enne del Cosentino, assolto giovedì scorso dal tribunale di Paola (Cosenza). L’ennesimo caso incredibile di malagiustizia italiana, reso ancor più grave dalla lentezza intollerabile del nostro sistema processuale, in grado di tenere alla sbarra persone innocenti per anni, con tutti gli stravolgimenti che questo comporta sulla loro vita personale, professionale e sociale.
immediato.net, 24 settembre 2024
Notificato l’avviso a poliziotti penitenziari e camici bianchi. Tutto partì dalla lettera di un detenuto con il racconto delle violenze. Chiuse le indagini sul caso delle presunte torture nel carcere di Foggia. Il provvedimento, solitamente, anticipa la richiesta di rinvio a giudizio. Sotto indagine 10 agenti della polizia penitenziaria, tre medici, una psicologa. Il blitz di carabinieri e polizia penitenziaria risale al marzo scorso: gli agenti finirono ai domiciliari (poi sono tornati liberi), alcuni sospesi dal servizio. Le accuse vanno dalla tortura all’abuso di autorità fino a concussione, tentata concussione, falsità ideologiche, omissioni d’atto d’ufficio, soppressione atti, calunnia, favoreggiamento, danneggiamento e omissione di referto.
garantedetenutilazio.it, 24 settembre 2024
Incontro dibattito a Formello con il viceministro Sisto, il Garante Anastasìa, la deputata Matone, il presidente dell’associazione Iismas, Morrone. Tutti d’accordo su un punto: per le carceri si può fare di più, nel corso dell’incontro - dibattito sul tema delle carceri, al quale è intervenuto il Garante Anastasìa, che si è tenuto a Formello domenica 22 settembre 2024, nel corso di Itaca 2024, la manifestazione, promossa dal vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Giuseppe Emanuele Cangemi. A evocare la nota canzone di Morandi, Tozzi, Ruggeri “Si può dare di più” è stato il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, per sottolineare che “il tanto criticato decreto carceri non è un decreto conclusivo, bensì è un decreto che apre il problema”.
ilcittadinomb.it, 24 settembre 2024
La casa circondariale di Monza apre i cancelli (per la prima volta) ai cittadini con la mostra mercato MonzaIn, promossa dall’organizzazione sociale Catena in Movimento in collaborazione con la direzione della casa circondariale di via Sanquirico e con il patrocinio del ministero della Giustizia, la Provincia e il Comune di Monza. L’appuntamento è per sabato 28 settembre, a partire dalle 10. L’accesso è libero ma è a numero chiuso per motivi organizzativi e la registrazione è obbligatoria. Sono previsti tre ingressi: dalle 10 alle 12.30, dalle 13 alle 15.30 e dalle 16 alle 18.30. Per partecipare all’iniziativa occorre iscriversi entro mercoledì 25 settembre tramite il sito catenainmovimento.com. “L’evento ha l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale e lavorativa dei detenuti, avvicinando la cittadinanza alla realtà carceraria attraverso il lavoro artigianale”, spiegano i promotori di Catena in Movimento.
comune.lecce.it, 24 settembre 2024
Martedì 24 settembre, alle ore 15.00, nel Teatro della Casa Circondariale di Borgo San Nicola di Lecce, l’attrice brindisina Sara Bevilacqua, darà corpo, anima e voce alla protagonista del lavoro teatrale “Stoc ddò”, scritto da Osvaldo Capraro, che racconta la storia tragicamente vera della madre di Michele Fazio, vittima innocente di mafia. Sarà presente Giuseppe Fazio padre di Michele. La rappresentazione sarà seguita da un gruppo di detenuti e detenute per i quali è stata pensata, alla presenza di un ristretto pubblico esterno. Lo spettacolo, fortemente voluto dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Città di Lecce, Prof.ssa Maria Mancarella, si realizza grazie al generoso contributo dei Club Lions Copertino Salento, Lupiae Mediterraneum, Specialty Salento Zero barriere, Lecce Rudiae, Soroptmist International Club Lecce e alla collaborazione della Direttrice del carcere dott.ssa Maria Teresa Susca, della responsabile dell’area trattamentale, dott.ssa Cinzia Conte e alla disponibilità della Polizia penitenziaria.
di Romano Francardelli
La Nazione, 24 settembre 2024
Sotto il muro di cinta del penitenziario di San Gimignano si è disputato un quadrangolare con tanto di tifosi spettatori ai lati del campo e alle finestre.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 24 settembre 2024
Il testo del provvedimento da oggi al Senato, dove mercoledì manifesteranno sindacati, associazioni e movimenti sociali. Diversi appuntamenti davanti alle prefetture: a Genova, in Puglia e a Milano. Il Ddl 1660 sulla sicurezza è arrivato al Senato, dove comincerà il suo cammino in commissione. Oggi gli uffici di presidenza stabiliranno il calendario, con la destra che continua a ribadire di voler approvare il provvedimento con la massima rapidità. A costo di fare la gimkana tra le date. Questa settimana, ad esempio, i parlamentari saranno sicuramente impegnati, tra le altre cose, nella seduta comune che serve a completare il plenum della corte costituzionale. Nel frattempo, le mobilitazioni si allargano e crescono di numero in tutto il paese.
di Riccardo De Vito
Il Manifesto, 24 settembre 2024
Nel Ddl in approvazione, l’art. 32 proibisce di stipulare contratti di telefonia mobile con cittadini di Paesi extra-Ue se non esibiscono il regolare soggiorno in Italia. Siamo alla costrizione alla solitudine e all’attacco diretto a un diritto intimo, profondo di ogni persona. Negarlo per legge ad alcune persone, vuol dire porle fuori dall’umanità. Ci sono oggetti - il termine va inteso nella ricchezza semantica che gli attribuiscono le scienze sociali e il sapere psicoanalitico - che si fa fatica a separare dalla pensabilità della donna e dell’uomo contemporaneo. Il telefono ne è il simbolo per eccellenza. Uno slogan pubblicitario della Sip, negli anni Settanta, recitava più o meno così: “Non sei mai solo quando sei vicino a un telefono”. Il senso di quella frase oggi vale ancora di più, perché gli smartphone non sono soltanto vicini a noi, ma fanno quasi parte di noi. L’accesso immediato ai social e l’affaccio sempre a portata di mano sulla rete definiscono e ri-definiscono in maniera incessante le relazioni con gli altri e il rapporto con il mondo. Se prima, senza il telefono, potevamo essere più soli, oggi, senza lo smartphone, possiamo addirittura sentirci abbandonati (con tutto quanto c’è di patologico in questa sorta di dipendenza).
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 24 settembre 2024
Lavoratori stranieri: ieri incontro Mantovano-sindacati. Per il governo i problemi sono solo procedurali. La Cgil: “Occorre un cambio complessivo delle politiche migratorie”. Su una cosa sono tutti d’accordo: il decreto flussi non funziona. Lo dice il governo, lo dicono le parti datoriali e i sindacati. Altrettanto potrebbero testimoniare migliaia di lavoratori migranti. Ieri presso la presidenza del Consiglio dei ministri il sottosegretario Alfredo Mantovano ha incontrato le organizzazioni dei lavoratori per discutere delle possibili modifiche. Lo scorso anno, per la prima volta, lo strumento che disciplina l’ingresso regolare della forza lavoro straniera è stato programmato su base triennale, fino al 2025, con la cifra record di 450mila posti. Nei mesi seguenti sono state segnalate irregolarità nel meccanismo, che secondo esponenti governativi sarebbe utilizzato dalla criminalità organizzata in un sistema di compravendita degli accessi al territorio. A tale proposito a giugno la premier Giorgia Meloni ha depositato un esposto alla procura nazionale antimafia.
di Lea Ypi*
Il Manifesto, 24 settembre 2024
Quando l’argomento del “dobbiamo essere pragmatici” è il primo a essere messo sul tavolo, i principi - memoria, responsabilità - sono già stati sospesi. Una fredda sera d’inverno del 1999, aspettavo un treno alla stazione Termini di Roma quando notai un’anziana signora in affanno con le sue valigie e mi offrii di aiutarla. “Signorina - la sua voce tremava leggermente - Per fortuna ci sono ancora giovani come lei. Ero molto preoccupata. Questa stazione è piena di scippatori albanesi. È un’invasione”. All’epoca non ebbi il coraggio di dirle che ero albanese. Una di quelle fortunate, una studentessa con una borsa di studio, a differenza dei miei concittadini che lavoravano come addetti alle pulizie, muratori, badanti e lavoratrici del sesso. In quei giorni facevamo notizia in Italia. A volte come una nazione di contrabbandieri, sfruttatori e ladri; altre volte come individui falliti, socializzati sotto un sistema diverso, che faticavano a integrarsi; e altre volte ancora come persone corrotte e pigre, incapaci di applicare nel proprio paese la formula del successo che avevano visto trasmessa oltre l’Adriatico sui canali televisivi di Silvio Berlusconi.
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