di Ilaria Beretta
Avvenire, 23 settembre 2024
Un nuovo studio italiano ha notato che tra il 2018 e il 2021 i tentati suicidi e i pensieri autolesionisti tra gli adolescenti non sono cresciuti durante il lockdown, ma con il rientro in classe. L’abbiamo letto tante volte, in questi anni: la pandemia e il lockdown - con l’isolamento sociale e la didattica a distanza - hanno influenzato negativamente la salute mentale dei ragazzi, con conseguenze che si registrano ancora oggi e che dell’evento pandemico sembrano l’onda più lunga. Ora invece una ricerca - pubblicata sul Journal of the American Medical Association e firmata da una trentina di medici e docenti in diverse università della Penisola - s’insinua come un tarlo nella narrazione a cui ci si era assuefatti, ne mina la solidità e costringe a rileggere quel periodo spazzando via quelle che adesso rischiano di apparire solo come semplificazioni mediatiche.
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 23 settembre 2024
Manca ancora una settimana per arrivare al quorum per chiedere di ridurre da 10 a 5 gli anni di residenza per ottenere la cittadinanza. Accorciamo, anzi dimezziamo gli anni necessari a un cittadino straniero per ottenere la cittadinanza italiana: da dieci a cinque. Erano cinque prima del 1992 e così è in diversi stati europei. Questa è la proposta del referendum sulla cittadinanza promossa dalle organizzazioni degli italiani senza cittadinanza insieme a una rete di circa 50 tra associazioni e partiti da Libera a Action Aid a Oxfam. L’obiettivo è arrivare a raccogliere 500mila firme entro il 30 settembre e a una settimana dalla scadenza le firme raccolte sono oltre 300mila. Il quesito chiede dunque di ridurre da 10 a 5 gli anni di legale residenza necessari a un cittadino straniero per richiedere la cittadinanza italiana, secondo i promotori “un tempo ragionevole per dimostrare di conoscere la lingua, di non avere carichi pendenti, di avere un lavoro e una casa”.
di Francesca Basso
Corriere della Sera, 23 settembre 2024
Il tema immigrazione irregolare resta alto nell’agenda europea. E a mantenerlo tale contribuiscono anche i risultati elettorali recenti, con l’avanzata dell’estrema destra che ha fatto della lotta all’immigrazione uno dei suoi cavalli di battaglia. Al Consiglio europeo di ottobre i leader Ue si aspettano quella che in gergo viene definita “una discussione approfondita”. Lo hanno chiesto l’Austria, il Belgio, Cipro, la Danimarca, la Francia, la Germania, l’Italia, la Grecia, la Lettonia, Malta, i Paesi Bassi, la Repubblica ceca. Le recenti mosse di Berlino, che da una settimana ha chiuso tutti i confini della Germania di fatto mettendo a dura prova la tenuta di Schengen, ha suscitato i malumori degli altri Paesi Ue per l’effetto a catena.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 23 settembre 2024
Già al processo, Simone Pini aveva fornito il biglietto del volo con cui tornò sull’isola dopo l’omicidio fa. Simone Pini, il fiorentino 56enne detenuto a la Condesa di Cuba da più di 14 anni con l’accusa di aver partecipato a un festino a base di sesso e droga in cui perse la vita una ragazzina di 12 anni, s’imbarcò alla volta dell’isola il 24 maggio del 2010. Ovvero undici giorni dopo la serata in cui, le autorità cubana, collocano il delitto di cui Pini è stato accusato assieme ad altri due italiani, Angelo Malavasi e Luigi Sartorio. Soltanto quest’ultimo, condannato a una pena inferiore rispetto ai 25 anni inflitti a Pini e Malavasi, è riuscito a far rientro in Italia, dopo che gli è stato diagnosticato un grave problema di salute. Oggi, dopo un periodo di semilibertà, ha ottenuto l’affidamento in prova ed è di fatto un uomo libero: di lavorare, di camminare, di rispondere al telefono. E di impegnarsi per l’amico Simone. “Ho portato a casa la vita e la testa”, dice Sartorio riferendosi alla difficile condizioni carcerarie di Cuba.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 23 settembre 2024
Il Forum annuale sulla governance di Internet si svolgerà in Arabia Saudita dal 15 al 19 dicembre 2024. Giorni fa, 40 organizzazioni non governative e per i diritti umani hanno diffuso una dichiarazione congiunta nella quale hanno sollecitato le autorità saudite a scarcerare immediatamente tutte le persone condannate solo per aver espresso le loro opinioni online. Le 40 organizzazioni hanno fatto notare quanto sia ipocrita che l’Arabia Saudita ospiti l’evento mentre continua a minacciare, imprigionare e sottoporre a sparizione forzata chi, utilizzando la Rete, rende noto il proprio dissenso o promuove i diritti umani. Molte persone attiviste e che difendono i diritti umani, che solitamente prendono parte all’incontro annuale, hanno espresso forti preoccupazioni rispetto alla propria partecipazione, temendo di essere minacciate, poste sotto sorveglianza o arrestate.
di Marco Gervasoni
huffingtonpost.it, 22 settembre 2024
La rivolta alle parole dell’europarlamentare dimostrano l’imbarbarimento del dibattito. Il carcere moderno (con le migliori intenzioni) nasce con illuminismo e liberalismo, e diventa discarica che produce illegalità. Brevi appunti per la destra (e pure la sinistra). Povera Ilaria Salis. Ogni qual volta interviene su un tema, deve sopportare, oltre al profluvio di insulti da destra, dove la odiano perché ha osato sfidare il loro campione Viktor Orbán, anche le reprimende di meno numerosi, ma altrettanto fastidiosi, self proclaimed liberali e riformisti. Eppure l’europarlamentare di estrema sinistra tocca spesso temi rilevanti, peraltro con un lessico più sofisticato dei suoi colleghi, sia pure connotato da un eccesso di sinistrese.
Il Fatto Quotidiano, 22 settembre 2024
“Il carcere non risolve i rapporti di ingiustizia nella società moderna, anzi li rende più profondi e insanabili”, ha dichiarato Ilaria Salis, affiancata dal fumettista Zerocalcare in un incontro a Parco Shuster a Roma. Secondo l’eurodeputata, le attuali politiche penali si limitano a incrementare la recidiva e perpetuare l’inefficacia del sistema. “Se una persona entra per un piccolo furto e non viene inserita in un percorso di reinserimento sociale, uscirà senza prospettive, costretta a tornare a delinquere. Questo è evidente dai dati sulla recidiva”, ha aggiunto. Salis ha inoltre sottolineato come la maggior parte dei detenuti non siano pericolosi criminali, ma persone che scontano pene per reati minori contro il patrimonio.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 22 settembre 2024
“Norma liberticida”, “scelte repressive”, “dissenso soffocato”: sono solo alcuni dei commenti con i quali il ddl sicurezza, appena approvato alla Camera e in attesa di passare al Senato, è stato accolto. Il pacchetto, 38 articoli, era stato presentato a novembre scorso e pochi giorni fa ha ottenuto il primo sì in Parlamento. A leggerlo bene, ci sono 24 novità con le quali si introducono nuovi reati, circostanze aggravanti e inasprimenti di pene per reati già esistenti. Proprio per questa cifra punitiva, che riguarda vari ambiti - dalle proteste in strada a quelle in carcere, dalle madri detenute alle occupazioni abusive - può essere definito il provvedimento più criticabile (e più criticato) di questo governo. Quello che, soprattutto, esprime di più la visione che l’esecutivo ha della sicurezza pubblica. Una visione figlia del populismo penale, che punta alla repressione non solo dei comportamenti illegali, ma anche del dissenso. In compenso, si danno vari aiuti alle forze dell’ordine: dalla bodycam, che può evidenziare la violenza dei manifestanti nei loro confronti ma non il contrario, al raddoppio al raddoppio dell’aiuto economico nel caso in cui siano imputati per un abuso di potere. Vediamo le novità che sono state principalmente contestate.
di Riccardo Chiari
Il Manifesto, 22 settembre 2024
Dopo l’ok della Camera, in settimana la palla passa al Senato. La manifestazione mercoledì a Roma. Più sanzioni, più galera, più repressione. Il ddl sicurezza passato alla Camera (e in arrivo questa settimana al Senato) è l’ennesima occasione che le opposizioni trovano sulla loro strada per compattarsi. Così il Pd ha già dato la sua adesione alla piazza convocata per mecoledì pomeriggio a Roma da Cgil e Uil. Sarà presente la segretaria Elly Schlein per protestare anche fuori dal palazzo contro un disegno di legge che “azzera il diritto a manifestare il dissenso”. Una posizione in tutto e per tutto sovrapponibile a quella espressa nei giorni scorsi da varie organizzazioni, da Libera a Magistratura democratica, passando per l’Unione Inquilini. Per il consigliere regionale dem lombardo Pierfancesco Majorino il miglior nome da dare alla serie di provvedimenti sarebbe “ddl repressione” se non addirittura “ddl Orbàn”, perché “Rischiano di finire in carcere, ad esempio, lavoratrici e lavoratori a cui magari comunicano il licenziamento - come tante volte accade - e che per questo, manifestando la propria rabbia, organizzano anche solo un piccolo presidio che blocca per qualche ora un po’ di traffico”. La convinzione di Majorino è che le proteste saranno parecchie e diffuse.
di Gianfranco Bettin
Il Manifesto, 22 settembre 2024
Serve una sicurezza garantita dalla giustizia sociale, dalla dignità riservata a tutti, che esclude la discriminazione e contrasta l’odio. A un certo punto, ieri pomeriggio, al presidio per ricordare Giacomo Gobbato, accoltellato a morte l’altra sera a Mestre, a 26 anni, mentre cercava di difendere una donna aggredita per rapina, Sebastiano Bergamaschi, suo coetaneo, ferito pure lui in quel tentativo coraggioso e generoso, ha gridato che dal dolore non deve scaturire altro odio, altrimenti tutto peggiorerà ancora. Lo hanno scritto anche i loro compagni e le loro compagne del “Rivolta”, uno dei centri sociali autogestiti storici, fra i maggiori d’Italia, luogo di attività culturali, artistiche, musicali, sportive, ricreative, luogo d’accoglienza - vi trovano ospitalità decine di immigrati - e di impegno, di cui Giacomo - “Jack” - musicista e artista tatuatore era un attivista poliedrico, allegro, vitale, come Sebastiano.
- No al guanto di velluto per i delinquenti
- La proposta del M5S: “Contro le mafie estendere il 41 bis a livello europeo”
- Ordinanze cautelari, “raccontarle senza citare”
- Il bavaglio giustizialista sulla presunzione di innocenza e la grossolana ipocrisia nelle ordinanze di custodia cautelare
- Ordinanze cautelari, la riforma inutile











