di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 26 gennaio 2025
Il pg della Cassazione: “I problemi della giustizia sono altri”. “Credo che la questione vada affrontata senza evocare scenari apocalittici, dal momento che la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri non tocca i cardini e i principi fondamentali dell’ordinamento democratico, né quelli dell’Unione europea che non prevedono un modello unico di pm”.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 26 gennaio 2025
“Si va verso qualcosa che fa paura, il tramonto dell’uguaglianza dell’azione penale”. Il procuratore di Pescara Giuseppe Bellelli, già al suo insediamento, nel 2021, aveva parlato di “faro della costituzione”. Oggi che la maggioranza politica quella costituzione la vuole modificare pensa che sia “doveroso” per un magistrato far capire ai cittadini che non è una banale separazione delle carriere di pm e giudici ma bel altro.
di Monica Serra
La Stampa, 26 gennaio 2025
Personale carente e processo telematico che non decolla. E le regioni del Nord Italia soffrono di più. Le carenze “strutturali” di personale, le pendenze e i tempi biblici - ma in via di riduzione - dei procedimenti, il processo penale telematico che non decolla. Sono tanti i problemi della giustizia che anche ieri, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario nei 26 distretti delle Corti d’Appello italiane, i magistrati hanno denunciato, snocciolando dati di un ingorgo che le ultime riforme - Cartabia e Nordio - non hanno risolto.
studiocataldi.it, 26 gennaio 2025
La mancanza di senso critico verso la condanna può costituire un ostacolo alla concessione della semilibertà. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2214 del 2025. Il ricorrente, detenuto per reati gravi, aveva richiesto la semilibertà, sostenendo di aver rispettato le regole carcerarie e partecipato a programmi di rieducazione. Tuttavia, durante l’iter processuale, è emerso che l’imputato non aveva sviluppato una riflessione critica sul reato commesso, mostrando una scarsa consapevolezza della gravità delle proprie azioni.
di Luana Costa
cosenzachannel.it, 26 gennaio 2025
La presidente della Corte d’appello Concettina Epifanio dedica un focus all’emergenza: “Vergogna nazionale, detenuti in situazioni inumane e degradanti”. I penitenziari di Castrovillari, Rossano, Paola e Crotone scoppiano. “Il sovraffollamento carcerario è una vera e propria vergogna nazionale. Il detenuto non è un numero, non è una matricola, non è il reato che ha commesso ma è una persona”. Così la presidente della Corte d’appello Concettina Epifanio affronta l’emergenza carceri citando la Costituzione, le parole del cardinale Matteo Maria Zuppi e Papa Francesco. “Auspico che in quest’anno giubilare il Governo prenda seriamente a cuore la questione del sovraffollamento e delle condizioni, spesso inumane e degradanti in cui sono costretti a vivere i detenuti” è l’appello di Epifanio. Secondo quanto si legge nella relazione dal 2022 al 2023 la situazione nei penitenziari calabresi è peggiorata.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 26 gennaio 2025
Resta drammatica la situazione del carcere di Sollicciano. Non c’è niente di buono nella relazione del tribunale di Sorveglianza sulla situazione del penitenziario fiorentino. Afflitto, oltre che dal sovraffollamento, dagli ormai cronici problemi strutturali, che nell’ultimo anno si sono ulteriormente aggravati “a causa del peggioramento della situazione igienico-ambientale”, sottolinea il presidente della corte d’appello Alessandro Nencini. Caldo d’estate, gelo d’inverno, infiltrazioni, topi, cimici, umidità, sporcizia. Inoltre, ha denunciato ancora Nencini, “permane infine del tutto disattesa la volontà della legge laddove intende assicurare a tutti i detenuti bagni connessi alle camere detentive muniti di acqua calda corrente e doccia”. Condizioni che hanno indotto la magistratura di sorveglianza a prendere provvedimenti di accoglimento dei reclami dei detenuti, “finanche scarcerazioni anticipate”.
di Massimiliano Peggio
La Stampa, 26 gennaio 2025
La dignità in carcere tra i temi dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Il procuratore generale di Torino cita la protesta approdata in Cassazione. La dignità in carcere e i progetti mai attuati. Il procuratore generale Lucia Musti, intervenendo all’inaugurazione dell’anno giudiziario, dopo le proteste dei magistrati contro la riforma che prevede la separazione delle carriere delle toghe, ha dedicato un passaggio alla battaglia ingaggiata da un detenuto del carcere di Quarto per ottenere la realizzazione di una “stanza dell’amore”. Un luogo riservato per i colloqui in intimità con moglie e compagne, senza la sorveglianza degli agenti.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 26 gennaio 2025
Il Garante dei detenuti visita il carcere minorile: “Sempre più simile a quello degli adulti”. “Bisogna constatare con preoccupazione la presenza di 51 ragazzi, a fronte di una capienza regolamentare di 40 (21 i maggiorenni e 29 i ragazzi stranieri, di cui una parte assai rilevante sono minori non accompagnati), numeri che fanno sì che risultino deteriorate, in maniera evidente, tanto le condizioni detentive dei ragazzi, quanto le condizioni lavorative dello staff”.
veneziatoday.it, 26 gennaio 2025
La cerimonia si è svolta sabato mattina alla Corte d’Appello di Venezia. Protesta dei magistrati contro la riforma della giustizia: hanno lasciato l’aula quando ha parlato il sottosegretario Ostellari. Una cinquantina di magistrati, sabato mattina, hanno abbandonato la sala della Corte d’Appello di Venezia prima dell’inizio del discorso del sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2025. Una protesta ampiamente annunciata, contro la riforma della giustizia varata dal ministro Carlo Nordio, che prevede la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri. Al termine del discorso di Ostellari, i magistrati hanno fatto rientro in aula, per il discorso del procuratore generale, Federico Prato.
giustiziari.it, 26 gennaio 2025
La storia è quella di G., un giovane reatino che nel 2008 si tolse la vita annodando le lenzuola alle sbarre della finestra di una cella dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, dove era stato trasferito da Rieti in quanto la sua condizione appariva incompatibile con il regime carcerario. Un suicidio annunciato, i cui i segnali premonitori erano stati evidenziati dagli allarmi lanciati dai diversi consulenti chiamati a occuparsi del caso, ma senza che venisse adottata alcuna misura per cercare di prevenire il gesto che, poi, il giovane mise in atto.
- Lecce. “Mio figlio si è ammalato di scabbia in carcere ma non ha giuste cure”
- Torino. Nasce un premio in memoria di don Ricca, per 40 anni cappellano del carcere minorile
- Padova. I rugbisti del CUS Padova entrano in carcere per un torneo con i detenuti
- Milano 1975: bande armate, sequestri, agguati. L’anno in cui la democrazia vacillò
- Il Papa ai giornalisti: “La giusta comunicazione richiede mitezza e sincerità”









