di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 settembre 2024
Proseguono in commissione Giustizia al Senato le audizioni sullo schema di decreto legislativo riguardante la presunzione d’innocenza e il diritto di presenziare al processo nei giudizi penali. Si tratta, per intenderci, del provvedimento in cui è inserita la norma che vieta la pubblicazione dell’ordinanza di custodia cautelare, approvata in Consiglio dei ministri e ora al vaglio di Palazzo Madama e Montecitorio per i necessari, seppur non vincolanti, pareri. Ieri i senatori hanno ascoltato il professore, e avvocato, Oliviero Mazza, ordinario di Diritto processuale penale presso l’Università Bicocca di Milano, che ha sottolineato tra l’altro come “il sistema si regga su una grossolana ipocrisia: gli atti d’indagine coperti dal segreto non sono di per sé pubblicabili, ma quando vengono riportati nell’ordinanza cautelare, ossia in quella che viene intesa come una cripto-condanna retta da una cripto-imputazione, si trasformano in notizie degne della pubblicazione integrale. Il giudice alchimista tramuta così l’indagine poliziesca in prova di colpevolezza ostensibile all’opinione pubblica, il tutto senza che la voce della difesa possa trovare il benché minimo spazio”.
di Angela Stella
L’Unità, 26 settembre 2024
“Non è pensabile una pena da 2 a 7 anni per chi occupa un immobile, mentre chi spara con una 44 magnum in un luogo pubblico è punito con 103 euro di ammenda. Si vogliono colpire i più deboli”. Il ddl sicurezza dopo l’approvazione alla Camera il 18 settembre è stato immediatamente trasmesso al Senato. Ne parliamo con il magistrato Alfonso Sabella, attualmente giudice al Tribunale di Roma che ci elenca molte criticità del provvedimento definito “forse reazionario” e nato “per colpire i più deboli”, “senza assicurare né maggiore sicurezza né deterrenza”.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 26 settembre 2024
Ancora tensione nel carcere romano di Regina Coeli, dove c’è un sovraffollamento di oltre 600 detenuti e una carenza di organico di agenti della polizia penitenziaria che sfiora i 150. Nella serata di mercoledì una rivolta, l’ennesima nelle ultime settimane nelle carceri di Roma e del Lazio, è scoppiata nell’VIII sezione. Alcuni detenuti hanno fatto esplodere le bombolette di gas da campeggio che usano per cucinare e appiccato così le fiamme ad alcune celle. Il rogo è visibile dalla strada. Preoccupati i residenti a Trastevere attorno al complesso carcerario. Sul posto le forze dell’ordine e i vigili del fuoco.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 26 settembre 2024
Firmata la convenzione. I detenuti avranno tutor e percorsi formativi online. Un accordo-quadro è stato siglato dall’ateneo di Verona per creare nella casa circondariale di Montorio un “polo universitario penitenziario” che permetterà ai detenuti di frequentare i corsi di laurea. La cometa sulla cui scia è nato è quell’università è di tutti che è uno dei mantra del rettorato di Pier Francesco Nocini. E quell’”umanizzazione dell’ateneo che è sì ricerca e scienza, ma anche luogo di inclusione” adesso ha una nuova declinazione nell’accordo quadro “per le pari opportunità di studio e formazione alle persone detenute” nella casa circondariale di Montorio, o per quelle che siano in regime di limitazione della libertà individuale nella provincia di Verona.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 26 settembre 2024
Per il presidente D’Avino “questa figura di professionista, in passato, è stata oggetto di discredito da chi riteneva inutile e perfino controproducente la tutela dei più deboli”. I diritti umani e il diritto dell’immigrazione, della cittadinanza e della protezione internazionale sono gli ambiti che caratterizzano la Camera avvocati per i diritti umani e degli stranieri (Cadus). L’associazione forense, costituita di recente a Venezia, si muove nel solco dell’esperienza maturata dalla Camera degli immigrazionisti del Triveneto (CaiT). Gli iscritti alla Cadus sono avvocati appartenenti a tutti i Fori italiani. Al momento se ne contano un centinaio, ma il numero è destinato ad aumentare. Con le avvocate e gli avvocati dei vari Ordini è stata condivisa la necessità di rappresentare in forma associativa una specifica branca della professione forense, che con il passare degli anni ha coinvolto sempre di più anche le aule di giustizia. Uno degli obiettivi principali della Camera avvocati per i diritti umani e degli stranieri è quello di contribuire ad accrescere la consapevolezza, la professionalità e la partecipazione del mondo forense alle questioni relative ai diritti umani e ai diritti degli stranieri.
Il Dubbio, 26 settembre 2024
Una delegazione dell’Ordine di Milano - con il suo Presidente, Antonino La Lumia, i consiglieri Beatrice Saldarini e Massimo Audisio e il direttore, Carmelo Ferraro - e una delegazione della Camera Penale di Milano - con la sua presidente Valentina Alberta e la consigliera Eliana Zecca, hanno incontrato il nuovo direttore dell’istituto Beccaria, Claudio Ferrari. In una nota congiunta del Coa e della Camera Penale di Milano si evidenziano le criticità strutturali e di organico, il sovraffollamento e la necessità di risposte adeguate. Attualmente sono detenuti 55 minori: il 95% stranieri, nella maggioranza non accompagnati, con politraumi, problemi psichiatrici e di dipendenza.
di Francesca Rivano
La Stampa, 26 settembre 2024
Oggi pomeriggio verrà premiato in Consiglio comunale a Vercelli per la sua opera. La prima volta in cui ha messo piede in carcere i detenuti stavano nelle vecchie e malconce celle del “Beato Amedeo”, nel castello dove ha sede il Tribunale. Era il 1974: l’Italia viveva gli anni di piombo e le bande della vecchia mala gestivano traffici illeciti e criminalità. A 50 anni di distanza, Giulio Pretti resta uno dei volontari più tenacemente legati al servizio con i detenuti, sospeso solo durante la pandemia: oggi (giovedì 26 settembre) , alle 14, 45, in apertura di Consiglio comunale, saranno le autorità cittadine a ringraziarlo per l’impegno dedicato a un volontariato poco comprensibile per la maggior parte delle persone. Perché, visto da fuori, il carcere è il luogo dove finisce chi ha commesso reati talvolta orrendi; visto da dentro, invece, è un microcosmo fatto di mille sfumature, in cui si intrecciano storie, errori ma anche speranze.
di Stefano Crippa
Il Manifesto, 26 settembre 2024
Dal 26 settembre su Netflix la seconda stagione della serie ambientata in una clinica psichiatrica, dal romanzo di Daniele Mencarelli. La storia è vera o quanto meno si ispira alla realtà. Quella che Daniele Mencarelli ha raccontato nel suo romanzo “Tutto chiede salvezza” - premio Strega giovani 2020, ovvero il suo ricovero per una settimana a seguito di un Tso. Da quel libro lo stesso autore ha tratto - lavorando di concerto con il regista Francesco Bruni - a una serie di sette episodi andati in onda due anni fa su Netflix. Ma a quelle vicende, a quei drammi (alternati nella fiction a momenti di leggerezza) dettati dal disagio mentale, Bruni e Mencarelli hanno voluto dare un seguito. Cinque puntate dal 26 settembre ancora su Netflix, dove il protagonista torna in struttura ma questa volta come operatore sanitario. Il senso della frase che dà il titolo al romanzo e alla serie si chiarisce nell’ultimo episodio della prima stagione, nella poesia che Daniele, il protagonista, legge durante i funerali di Mario, uno dei ricoverati con cui ha condiviso l’esperienza nel Tso: “Dall’alto, dalla punta estrema dell’universo, passando per il cranio e giù, fino ai talloni, alla velocità della luce e oltre attraverso ogni atomo di materia, tutto mi chiede salvezza. Ecco la parola che cercavo, salvezza. Per i vivi e per i morti. Salvezza. Salvezza per Mario, Gianluca, Giorgio, Alessandro e Madonnina. Per i pazzi di tutti i tempi, ingoiati dai manicomi della storia. Salvezza”.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 26 settembre 2024
“Non ne farò un santino”, racconta il regista dopo il via alle riprese di “Portobello”, serie tv in 6 puntate. Francesca Scopelliti: “Lui e nessun altro, poteva raccontare quel crimine giudiziario”. Che Marco Bellocchio torni sulla sedia da regista per confezionare una nuova serie tv è già una notizia da far drizzare le antenne a cinefili e critici. Ma se a questo si aggiunge che il prodotto in cantiere riguarda Enzo Tortora, allora la campana suona per tutti. Per chi sa ancora poco o niente del conduttore tv massacrato dalla giustizia, per chi chiude un occhio sul capitolo buio della nostra storia giudiziaria, e per chi semplicemente spera di riscoprirlo per come lo vede Bellocchio.
di Emiliano Fittipaldi
Il Domani, 26 settembre 2024
Le democrature, neologismo ossimorico attribuito da molti allo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, hanno tutte una caratteristica tipica: sono regimi politici che sembrano funzionare con le regole formali delle democrazie, ma che i governanti deformano - con i comportamenti e con nuove leggi - fino a trasformarli in regimi autoritari de facto, come avviene in Turchia, in Russia o nell’Ungheria di Viktor Orbán. Questo giornale, insieme a pochi altri media, da quando la destra è entrata a Palazzo Chigi ha cercato di accendere un faro sulle svolte normative che rischiano di trasformare il nostro paese non in una improbabile dittatura di stampo novecentesco, ma in un ircocervo illiberale svuotato dei principi su cui si fonda la Costituzione.











