di Monica Musso
Il Dubbio, 27 settembre 2024
La decisione della Corte di Giustizia Ue: il quadro giuridico dell’Unione Europea prevale sull’ordinamento statale. “Il principio del primato del diritto dell’Unione deve essere interpretato nel senso che esso osta alla normativa di uno Stato membro in base alla quale gli organi giurisdizionali nazionali di diritto comune non possono, a pena di procedimenti disciplinari a carico dei loro membri, disapplicare d’ufficio decisioni della Corte costituzionale di tale Stato membro. Ciò è valido anche se ritengono, alla luce dell’interpretazione fornita dalla Corte, che tali decisioni violino i diritti che i singoli traggono dalla direttiva 89/391”. A stabilirlo è la Corte di Giustizia Ue, che si è pronunciata su una causa sollevata dai tribunali della Romania. La vicenda riguarda il decesso di un elettricista per elettrocuzione.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 27 settembre 2024
Il precedente è ostativo alla concessione della misura meno coercitiva del carcere anche se di regola l’applicazione della detenzione cautelare è esclusa per pene che prevedibilmente non saranno superiori ai tre anni. Il divieto di concedere i domiciliari, a chi nei 5 anni precedenti abbia commesso il reato di evasione, prevale sulla preclusione di applicare la misura cautelare detentiva anche se il giudice ritenga che, all’esito del giudizio, la pena irrogata in concreto non supererà i tre anni. Ma il divieto opera anche quando sia già intervenuta condanna inferiore a tale limite.
di Lara Boccalon
rainews.it, 27 settembre 2024
L’esperto penitenziarista Sbriglia denuncia una carenza di assistenza per i detenuti, un problema che, assieme al sovraffollamento, aumenta la tensione nei penitenziari. Denunce analoghe da associazioni mediche e del personale carcerario. La denuncia arriva dal presidente onorario del Centro europeo di studi penitenziari e futuro nuovo Garante regionale per i diritti della persona Enrico Sbriglia: l’assistenza sanitaria in carcere è inadeguata. Pochi medici, troppi detenuti in attesa di visita specialistica o intervento chirurgico, costretti a ricorrere al pronto soccorso e alla guardia medica in assenza di medici. A chiedere aiuto al Garante sono le stesse direzioni delle carceri. Un problema non nuovo, nato una quindicina di anni fa, quando la salute delle persone detenute in tutta Italia è passata di competenza al servizio sanitario nazionale con l’organizzazione delle cure in capo alle regioni e alle aziende sanitarie - ricorda Sbriglia.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 27 settembre 2024
Perché detenuti che hanno tutti i requisiti per ottenere misure alternative, in Italia continuano a rimanere in carcere? Intende dare una risposta a questa domanda il progetto “L’accesso alle misure alternative: una ricerca sulle persone detenute negli istituti penitenziari italiani” finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca e dall’Unione Europea nell’ambito del piano “Next Generation EU”. Lo studio è oggetto di un accordo operativo sottoscritto dall’Amministrazione Penitenziaria e dalle Unità di ricerca delle Università degli Studi di Milano Bicocca, dell’Università Commerciale Luigi Bocconi e dell’Università degli Studi di Brescia.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 27 settembre 2024
La Garante Valentina Calderone: “Il reato di rivolta inserito nel ddl Sicurezza non ha alcun potere deterrente”. È il carcere dei suicidi, il primo in Italia nella triste classifica dei detenuti morti dietro le sbarre stilata da Ristretti Orizzonti: 15 negli ultimi quattro anni. Il carcere dei “tre scalini”, come viene chiamato da generazioni di romani, nella notte tra mercoledì e giovedì ha offerto agli abitanti di Trastevere, rione dove è ubicato in un ex convento seicentesco, lo “spettacolo” delle fiamme che uscivano dal tetto. Non è la prima volta che i detenuti per protesta appiccano il fuoco alle suppellettili; era accaduto anche un mese fa. Ma questa volta i disordini hanno prodotto - stando a quanto riportano i sindacati della polizia penitenziaria - “ingenti danni” alla struttura, a cominciare dal tetto, che sarebbe stato sfondato ancor prima che le fiamme divampassero, lasciando forti dubbi sull’attuale agibilità dell’ala.
di Alessandro Villari
Il Foglio, 27 settembre 2024
“Le celle sono piccolissime e ospitano due o tre persone su un unico letto a castello. Il wc e il lavandino si trovano in una piccola stanza adiacente senza intimità. Le finestre sono più piccole che altre sezioni e dotate di celosie, il che non consente all’aria di circolare e riduce l’ingresso della luce naturale. Solo le celle del terzo piano sono dotate di doccia. In questi spazi così ristretti, le persone trascorrono 23 ore al giorno. A causa del sovraffollamento nel secondo e nel terzo piano della sezione le aule ricreative sono state trasformate in celle. Le condizioni igienico sanitarie della sezione sono pessime”. Le rivolte nelle carceri italiane sono però il segno di un profondo disagio e della terribile inumanità in cui sono costretti a vivere i detenuti. I casi di suicidio sono a oggi 72 e niente lascia presagire che possano fermarsi.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 27 settembre 2024
Gravi danni, un’intera sezione che potrebbe essere dichiarata inagibile, l’ipotesi del trasferimento in altre strutture carcerarie degli organizzatori dell’ultima protesta di mercoledì sera, con incendi ripetuti nell’VIII sezione, e di una parte di reclusi in sovraffollamento che a Regina Coeli sono 532 (presenti 1.160 per 628 posti disponibili). Il giorno dopo la rivolta nel carcere si contano i danni. I sindacati della polizia penitenziaria chiedono provvedimenti immediati. E anche un aumento degli agenti: mancano 149 operatori rispetto ai 480 previsti. La proposta del Comune con l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia: “L’unica soluzione possibile è chiudere il carcere, riconvertire la sua struttura e individuare soluzioni alternative, con strutture più piccole. Noi ci siamo”.
di Francesco Campi
La Voce di Rovigo, 27 settembre 2024
“Entro la fine dell’anno il carcere minorile in via Verdi aprirà i battenti, ma non si sa ancora quale sarà l’organizzazione, perché si tratta di un’apertura anticipata e parziale per alleviare le difficoltà degli altri istituti per minori”. A dirlo, Gianpietro Pegoraro, coordinatore regionale della Fp-Cgil penitenziari. Tuttavia, aggiunge Pegoraro, tante sono al momento le incognite: “Come Cgil abbiamo chiesto confronto a livello centrale al Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, perché ancora adesso non sappiamo chi andrà dentro, quale sarà il numero di operatori e di detenuti. Perché se vanno tutti quelli dell’istituto di Treviso, si dovrebbe essere già con un organico strutturato, invece manca tutto, soprattutto non sono state nemmeno individuate la figura del medico e quelle degli educatori”.
di Martina Milia
Messaggero Veneto, 27 settembre 2024
Sbloccati i lavori per il via ai nuovi cantieri. Il trasloco a San Vito è previsto tra tre anni. Il ministro Ciriani: “Orgoglioso del risultato”. Esulta anche il Pd. A fine giugno era stata promessa la consegna dei lavori entro l’estate. Promessa rispettata: venerdì 27 settembre, in Prefettura, la firma del contratto che sblocca formalmente i lavori del nuovo carcere della provincia di Pordenone, a San Vito al Tagliamento. All’inizio dell’estate il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, con il sottosegretario Delmastro delle Vedove e il parlamentare Emanuele Loperfido, avevano annunciato, sempre in una conferenza con il prefetto e i Comuni di Pordenone e San Vito, che erano stati individuati i 10 milioni di euro necessari a chiudere il nuovo quadro economico (fondi della Giustizia, che si sono sommati ai 41 già previsti dalle Infrastrutture). Adesso le ruspe della Pizzarotti potranno entrare in azione.
di Andrea Oleandri*
Ristretti Orizzonti, 27 settembre 2024
Il prossimo 2 ottobre, a partire dalle ore 10.00, presso la sede dell’Associazione Stampa Romana, in Piazza della Torretta 36, Antigone presenta il dossier “A un anno dal decreto Caivano”. Con l’introduzione delle nuove normative il sistema della giustizia minorile, così come denunciato dalla stessa Antigone e da altri osservatori, ha subito un contraccolpo pesante, interrompendo quel percorso incentrato sul recupero del minore autore di reato che da trent’anni si era imposto in Italia. Oggi il numero di minori in carcere è in rapido aumento, con il sovraffollamento che per la prima volta interessa anche gli Istituti Penali per Minorenni.
- Torino. Volontariato in carcere, garanzia di dignità
- Napoli. Al carcere di Secondigliano la campagna di RaiRadio1 contro la violenza sulle donne
- Macerata. Detenuti nei panni degli attori, spettacolo al Lauro Rossi
- Milano. La Scala dentro al carcere Beccaria, spettacolo finanziato dalla Regione
- “L’emergenza carceri” ci riguarda. La libertà genera vertigine











