di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 28 settembre 2024
Per le SU della Cassazione, sentenza n. 36208 depositata oggi, nel giudizio di appello contro la condanna anche al risarcimento dei danni, il giudice è comunque tenuto, vista la presenza della parte civile, a valutare la sussistenza dei presupposti per l’assoluzione nel merito. Nel giudizio di appello contro una sentenza di condanna penale ed al risarcimento del danno, il giudice dell’impugnazione deve poter valutare l’assoluzione nel merito anche qualora il reato si è prescritto in corso di causa, senza dunque doversi limitare a prendere atto della causa estintiva. Lo hanno stabilito le Sezioni unite penali, sentenza n. 36208 depositata oggi, respingendo il ricorso degli eredi di un uomo deceduto a seguito di un incidente nautico e confermando la decisione della Corte di appello di Catania.
di Tiziana Roselli
Il Dubbio, 28 settembre 2024
La sentenza dei giudici di Lussemburgo: il segreto professionale non è derogabile, neanche se a richiedere le informazioni sono le autorità fiscali. La riservatezza delle comunicazioni tra avvocato e cliente è un diritto fondamentale che deve essere salvaguardato, anche di fronte alle pressioni legate alle esigenze fiscali. Questo principio è stato chiaramente affermato dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea nella sentenza del 26 settembre, che rappresenta un passo significativo verso il rafforzamento del segreto professionale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 settembre 2024
La rivolta di giovedì notte nel carcere della capitale ha messo per l’ennesima volta al centro dell’attenzione le condizioni disumane e il sovraffollamento dell’istituto romano. La rivolta avvenuta giovedì notte nella ottava sezione del carcere di Regina Coeli non è stata un’azione inaspettata. Con 1.170 detenuti a fronte di 626 posti disponibili e un surplus del 184%, il carcere romano è uno dei penitenziari più sovraffollati del Paese.
di Gaetano De Monte
Il Domani, 28 settembre 2024
Due giorni fa la protesta dei detenuti nel carcere di via della Lungara ha peggiorato le condizioni strutturali dell’edificio dove nell’ultimo anno si sono tolte la vita tre persone. E, mentre entravano lì dentro agenti provenienti da altre carceri, la Garante dei detenuti non è stata fatta entrare per visitare le sezioni. L’ottava sezione del carcere di Regina Coeli, a Roma, è quella in cui vengono recluse persone molto diverse tra loro ma che sono accomunate tutte dall’essere “persone protette”, nella terminologia carceraria, si tratta di ex appartenenti alle forze dell’ordine che hanno commesso reati, collaboratori di giustizia, persone transgender, infine, sex offender, cioè autori di reati di natura sessuale.
di Luca Pattarini
milanopavia.news, 28 settembre 2024
Sarà pronunciata il 18 ottobre la sentenza per il caso che vede imputato a Pavia il trapper noto come Traffik: Gianmarco Fagà, questo il suo vero nome, è accusato di maltrattamenti nei confronti di Jordan Tinti, noto nell’ambiente musicale come Jordan Jeffrey Baby, il 26enne trovato senza vita nella sua cella di Torre del Gallo lo scorso 12 marzo. Il giovane era finito in carcere in seguito a una rapina commessa proprio assieme a Fagà, avvenuta in una stazione ferroviaria di Carnate, in provincia di Monza.
di Michele Maestroni
bolognatoday.it, 28 settembre 2024
Evasioni (l’ultima due giorni fa), disordini e sovraffollamento con il 20% di detenuti in più. Siamo entrati nel carcere del Pratello, per capire cosa accade e quali sono i reati (sempre più gravi) commessi da chi finisce nell’Istituto penale minorile. L’intervista al direttore Alfonso Paggiarino. “Il carcere si trova dentro la città, e tutta la città se ne deve prendere cura”. Ne è convinto Alfonso Paggiarino, il direttore dell’Istituto penale minorile “Pietro Siciliani” di Bologna. Anche se la situazione all’interno della struttura carceraria di via del Pratello “è difficile” come non mai, soprattutto dopo un’estate in cui si sono verificate risse tra detenuti, aggressioni agli agenti penitenziari ed evasioni (l’ultima appena due giorni fa.) Paggiarino parte dai problemi dell’Ipm per raccontare com’è vivere dentro il carcere minorile cittadino, quali mancanze i detenuti devono vivere tutti i giorni e quali sono i reati più frequenti che commettono. Ma anche il ruolo fondamentale dell’educazione e della formazione in attesa di tornare in libertà.
di Elena Dal Forno
Corriere del Veneto, 28 settembre 2024
Il carcere di Treviso registra un sovraffollamento del 166% con celle che hanno undici brande. Duecento trentotto persone dentro un carcere che ne può ospitare al massimo centosessanta. Undici ammassati in una cella, con letti a castello che toccano il soffitto, strutture fatiscenti che non vengono sistemate dagli anni Novanta, degrado diffuso e ore insufficienti di servizi psicologici. È un’istantanea impietosa quella che viene restituita dalla visita di ieri della casa circondariale di Santa Bona, organizzata dall’associazione Nessuno Tocchi Caino cui hanno preso parte anche le consigliere comunali del Pd Antonella Tocchetto e Carlotta Bazza. Un sovraffollamento del 166% che non è nemmeno il peggiore in Italia (che è quello di Brescia, con oltre il 200%), ma che testimonia che la situazione, tragica, deve essere affrontata.
regione.puglia.it, 28 settembre 2024
Presentato l’accordo di rete promosso da Arpal Puglia per l’inserimento lavorativo dei detenuti della Casa circondariale di Lecce. “Lavoro F.U.O.R.I.” (Formazione Unita a Orientamento per il Reinserimento e l’Inclusione) è il protocollo d’intesa voluto per potenziare i servizi per l’inserimento e il reinserimento lavorativo delle persone private della libertà personale della Casa circondariale di Lecce. Promosso da ARPAL Puglia, conta l’adesione di Ministero della Giustizia-Dipartimento Amministrazione Penitenziaria della Casa circondariale “Borgo San Nicola”, Città di Lecce, Cpia Lecce, Confindustria Lecce e Federazione nazionale Maestri del Lavoro-Consolato provinciale di Lecce. Dal protocollo nasce un accordo di rete, presentato in conferenza stampa nella mattinata di venerdì 27 settembre, presso la sala conferenze della Regione Puglia, in viale A. Moro, a Lecce.
di Lorenzo Fava
Il Resto del Carlino, 28 settembre 2024
Il progetto teatrale che coinvolge i penitenziari delle Marche “Momento difficile: novecento reclusi in regione, e poco personale”. “Lo scopo del teatro in carcere è quello di far conoscere alla gente le attività meritorie che i detenuti svolgono. Renderli partecipi di queste iniziative è un modo di farli liberi”. Alla tavola rotonda di ieri alla Mozzi Borgetti si è affrontato il delicato tema delle attività culturali che i detenuti svolgono nelle carceri. Marco Bonfiglioli, provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Emilia Romagna e Marche, Giancarlo Giulianelli, garante regionale dei diritti, Francesca D’Alessandro, assessore alle politiche sociali del Comune e Vito Minoia, responsabile del progetto teatrale, sono intervenuti sul tema di “Teatro e diritti”, portando testimonianze e pareri in merito ad un argomento delicato. Minoia descrive il progetto alla seconda edizione, “che tocca quest’anno la città di Macerata. All’interno degli istituti penitenziari si realizzano spettacoli teatrali. Il tema delle carceri dai media viene trattato poco, e sempre in termini di giustizia, mentre qui si fa un discorso di prospettive, di finalità inclusiva. Gli spettacoli mettono i carcerati a contatto anche con scolari e studenti universitari, come avvenuto per questa edizione del progetto a Barcaglione e Fossombrone”.
di Daniele Erler
Il Domani, 28 settembre 2024
Nella città del lusso, della moda e del design ci sono 1.500 persone che non hanno un tetto e che si dividono fra la strada e i centri di accoglienza. Ora le loro foto saranno esposte in una mostra, che sfida l’ipocrisia di chi finge di non vedere. Da qualche giorno si è chiusa a Milano la settimana della moda, con i riflettori di tutto il mondo accesi sulle passerelle, mentre nelle strade del centro le persone sfoggiavano i loro vestiti alla moda. Le foto di quei giorni, pubblicate un po’ ovunque, sono in netto contrasto con le foto che saranno invece esposte a una mostra che sarà inaugurata sempre a Milano, alla Fabbrica del Vapore, sabato 28 settembre. Si chiama semplicemente “Milano senza dimora”, l’ha promossa l’organizzazione indipendente Codici, in collaborazione con la direzione welfare e salute del comune di Milano e la Rete grave marginalità adulta del terzo settore e volontariato cittadino.
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