di Alessandro Trocino
Corriere della Sera, 27 settembre 2024
Il governo ha nominato Marco Doglio: obiettivo, 7mila posti detentivi da realizzare in 15 mesi. Ma costruire istituti penitenziari è opera improba e lunga. E non è detto sia l’unica soluzione. A luglio ne erano stati contati sul sito del governo 60, ma non c’è niente di più deperibile di un articolo di giornale sulle nomine e così a oggi, giovedì sera alle 20, i Commissari straordinari sono arrivati a quota 66. Confermando la nota massima per cui siamo un popolo di santi, navigatori e commissari. Straordinari, però, non tecnici. L’ultimo è il commissario all’edilizia penitenziaria, dunque numero 67. Come se ci fosse un commissario all’edilizia scolastica (c’è?). Il ragionamento alla base è semplice: c’è un’emergenza (c’è sempre un’emergenza), ovvero il sovraffollamento delle carceri. Che si fa? Nominiamo un commissario.
di Manuela Mazzariol
lavitadelpopolo.it, 27 settembre 2024
Ne parliamo con don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane. Sovraffollamento, violenze, suicidi. Le carceri italiane rimangono sotto i riflettori della cronaca, mentre i problemi crescono e le soluzioni appaiono sempre più lontane. Abbiamo provato a comprendere qualcosa in più sulla situazione con l’ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane, don Raffaele Grimaldi, che nelle scorse settimane è venuto in visita alla casa circondariale e all’istituto penale per minorenni di Treviso.
di Sara Del Corona
marieclaire.it, 27 settembre 2024
Ultimamente si parla molto di carcere minorile. È iniziata con la serie ambientata a Napoli ed è continuata coi fatti di cronaca nera, quelli annunciati e quelli inspiegabili, under 18. Don Domenico Cambareri, cappellano dell’Ipm di Bologna, lo racconta sul serio, con un libro dedicato ai suoi “ragazzi dentro”. Dice che da quando è uscito Mare fuori il concetto di Ipm, Istituto Penale per i Minorenni, si è finalmente affacciato nei pensieri delle persone, e questo è senz’altro un bene perché dentro ogni Ipm - e in Italia ne abbiamo 17 - ci sono molti ragazzi - circa 1.500 e in aumento - a cui non pensa mai nessuno.
di Enrico Bellavia
L’Espresso, 27 settembre 2024
Un’accozzaglia di norme che si abbatte sul sovraffollamento carcerario e l’arretrato giudiziario. Ciò che è bisogno diventa pericolo, quel che è dissenso si trasforma in minaccia, quanto di odioso riserva la quotidianità delle città assurge al rango di emergenza assoluta. Sembra scritto nel tinello di casa da una famigliola inebetita di fronte alle notizie dell’ultimo tg, tra prevedibili - e irripetibili - imprecazioni di contorno, ciò che con enfasi, da statisti minori, hanno chiamato disegno di legge sicurezza. Un’accozzaglia di norme che si abbatte come un macigno sul buon senso, la Costituzione, il Codice penale e, naturalmente, il sovraffollamento carcerario e l’atavico arretrato giudiziario.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 settembre 2024
La proposta di legge sulla sicurezza, ora all’esame del Senato, ha suscitato profonde preoccupazioni a livello internazionale. Come già noto, l’Ocse, su richiesta della vicepresidente della commissione Giustizia del Senato, Ilaria Cucchi, ha lanciato un allarme particolarmente grave, sottolineando come la normativa in questione violerebbe le convenzioni internazionali sui diritti umani. Le critiche si concentrano soprattutto sulle condizioni di detenzione, sulla tutela dei diritti delle donne e sulla criminalizzazione della resistenza passiva. Il fatto che a compiere tali osservazioni sia l’organizzazione per lo sviluppo economico, non dovrebbe sorprendere. Se diventasse legge, l’Italia risulterebbe un Paese illiberale e pagherebbe un caro prezzo in termini di reputazione e investimenti.
di Andrea Oleandri*
lavialibera.it, 27 settembre 2024
Tutti i provvedimenti inclusi nel Ddl Sicurezza sono legati da un filo conduttore: affrontare le questioni sociali con il sistema penale. Un approccio contestato anche dall’Osce, perché mina i principi della giustizia penale e lo stato di diritto. “Il più grande attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana”. Così Antigone ha definito il Ddl Sicurezza che la settimana scorsa è stato approvato dalla Camera dei Deputati per passare ora al Senato della Repubblica. Al suo interno sono presenti numerosi articoli che introducono nuove fattispecie penali, in alcuni casi con pene sproporzionate rispetto alla violazione commessa. Nuovi reati che hanno un unico filo conduttore, quello di colpire fenomeni sociali che generalmente richiedono invece ascolto, partecipazione, investimenti.
di Amedeo La Mattina
linkiesta.it, 27 settembre 2024
Il governo allunga ancora il codice penale, con ventiquattro nuovi reati e aggravanti che intaseranno le carceri, perché questa è l’unica soluzione conosciuta dalla destra. Dall’altro lato però l’opposizione quando si parla di questi temi confonde il garantismo con l’ignavia e non propone nulla. Avremo un codice penale ancora più lungo. Altri ventiquattro reati e aggravanti che intaseranno le già affollate carceri italiane e le udienze giudiziarie. Criminalizzazione dei sit-in stradali e delle proteste davanti ai cantieri. Messa al bando della cannabis senza effetto psicotropo autorizzata e finanziata dalla Commissione (quindicimila i lavoratori di questo settore). Mano dura contro le rivolte carcerarie e la resistenza passiva. Il ddl Sicurezza, approvato alla Camera e ora all’esame del Senato, ha un sapore amaro: criminalizza gruppi di opposizione, al di là se siano minoritari e discutibili nelle loro finalità politiche.
di Errico Novi
Il Dubbio, 27 settembre 2024
Regole sui virus spia in linea con la Carta Custodia cautelare, confermate le novità. La scena è di tre giorni fa. Via Arenula: il guardasigilli Carlo Nordio riceve i vertici dell’Unione Camere penali. Emergono le ormai cristallizzate distanze sul carcere. Il ministro illustra i progetti del governo, legati tra l’altro a un relativamente lento processo di osmosi fra istituti di pena e comunità di reinserimento. L’associazione presieduta da Francesco Petrelli ripete quanto ricordato nella lunga estate di iniziative a sostegno dei detenuti, promosse innanzitutto per contrastare la scia di morte dei suicidi in cella: serve qualcosa in più, che produca effetti più immediati. Fin qui nulla di nuovo (purtroppo). Ma è nella seconda parte dell’ampio confronto, durato un’ora e mezza, che sono venuti fuori gli elementi di maggiore interesse.
di Valeria Pacelli
Il Fatto Quotidiano, 27 settembre 2024
Ogni mattina, un indagato che è stato interrogato da un giudice, si sveglia e sa che quello potrebbe essere il giorno del suo arresto. Oppure no. Succede da una settimana all’amministratore unico della società pubblica umbra di rifiuti “So.Ge.Pu. Spa”, Cristian Goracci. Lui, con altri due coindagati in un’inchiesta per corruzione della Procura di Perugia, vive con una spada di Damocle sulla testa. Finirà in carcere oppure no? Quello che lo riguarda è, infatti, uno dei primi casi di “contraddittorio preventivo”. Si tratta della norma, prevista dalla riforma Nordio, in base alla quale in caso di pericolo di reiterazione del reato ed esclusi alcuni delitti, l’indagato - sul quale pende una richiesta di misura cautelare - deve essere sentito prima della decisione del giudice.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 settembre 2024
A dicembre il centrodestra potrebbe eleggere 3 nuovi giudici. Ma non è escluso un “incastro” con il Csm. E molte questioni di legittimità pendenti hanno valenza politica: dall’abuso d’ufficio alle coppie omogenitoriali. Il Tribunale di Firenze ha sollevato la questione di legittimità costituzionale in relazione al ddl penale di Nordio, e in particolare all’abrogazione dell’articolo 323 c.p., ossia l’abuso di ufficio. La domanda che sorge quasi spontanea è la seguente: quale tipo di Corte costituzionale, con quanti e quali giudici, si pronuncerà sulla questione?
- I giudici nazionali possono disattendere norme costituzionali che contraddicono il diritto europeo
- Niente domiciliari a chi ha commesso evasione anche se la pena inflitta è inferiore ai tre anni
- Friuli Venezia Giulia. Sanità precaria nelle carceri
- Lombardia. Una ricerca sulle misure alternative al carcere
- Roma. Regina Coeli brucia. La protesta dei detenuti nel carcere dei suicidi











