di Marco Damilano*
Il Domani, 28 settembre 2024
Oggi nelle società occidentali i fondamenti della democrazia sono messi a rischio, di fronte a nuovi autoritarismi, a poteri che fanno a meno della partecipazione, al ritorno dei nazionalismi e ai fondamentalismi che nella versione immanente sono culto delle leadership, della Nazione assolutizzata come una divinità, di un popolo predicato come unico, che esclude chi non ne fa parte. Nella solitudine crescono le paure, le ansie. Quelle individuali che prendono la forma delle sofferenze e dei disturbi mentali tra le ragazze e i ragazzi; quelle collettive che diventano indifferenza, apatia o richiesta di un potere verticalizzato, guardiano di esistenze recintate, blindate nei loro confini, in un orizzonte privo di apertura.
di Massimo Lensi
Il Domani, 28 settembre 2024
La Camera ha approvato in via definitiva il ddl Valditara sul voto in condotta. Il provvedimento prevede diverse novità per la scuola: dalla bocciatura con il cinque in condotta al ritorno della valutazione numerica sul comportamento alle medie fino alle multe per aggressioni al personale scolastico. “Con la riforma del voto in condotta”, ha commentato il ministro Valditara, “si ripristina l’importanza della responsabilità individuale, si dà centralità al rispetto verso le persone e verso i beni pubblici e si ridà autorevolezza ai docenti”.
di Marina Della Croce
Il Manifesto, 28 settembre 2024
Il governo si prepara a varare l’ennesimo giro di vite contro ong e migranti. Lo strumento scelto per ostacolare l’attività delle navi che soccorrono i barconi nel Mediterraneo questa volta è il nuovo decreto flussi al cui interno sono previste misure per velocizzare, in vista dell’apertura dei centri in Albania, le identificazioni dei richiedenti asilo. Ma anche maggiori controlli per evitare che finti datori di lavoro organizzino truffe dietro la promessa di assumere lavoratori stranieri. Dato praticamente per fatto, il provvedimento doveva essere licenziato dal consiglio dei ministri di ieri ma alla fine è stato deciso di far slittare tutto a mercoledì prossimo quando l’esecutivo tornerà a riunirsi. Una scelta che per le opposizioni sarebbe frutto di uno scontro tra i vari ministri. Ipotesi smentita però dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano: “Non c’è nessun contrasto tra le forze politiche”, ha spiegato. “C’è la necessità di un approfondimento su alcuni aspetti che richiedono la collaborazione e il coordinamento fra più strutture”. Un’esigenza che riguarda in particolare la necessità di consentire l’ingresso di un numero maggiore di badanti e quei lavoratori stranieri a cui scade il contratto di lavoro.
di Angelo Mastrandrea
Il Manifesto, 28 settembre 2024
La denuncia di Action Aid e Openpolis. Da quando si è insediato, alla fine del 2022, il governo Meloni ha prodotto sei modifiche delle norme sull’immigrazione, inserite ogni volta in decreti diversi, per tagliare poco alla volta i servizi e ridurre i diritti dei migranti. Lo sostiene uno studio della ong Action Aid e Openpolis, che denuncia come “l’iperproduzione normativa” ha prodotto caos amministrativo, bandi per l’accoglienza deserti e il raddoppio degli affidamenti diretti poco trasparenti alle imprese che gestiscono i Centri di accoglienza straordinaria (Cas). Secondo il rapporto, il governo farebbe anche molte resistenze a fornire i dati, “nonostante il diritto ad accedervi sia stato ribadito nelle aule di tribunale”.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 28 settembre 2024
Oggi si chiude la raccolta firme per il referendum, oltre 600mila quelle raccolte. L’ex garante: “Lo ius scholae è non adeguato al sentire sociale”. Si può essere cittadini e cittadine se radicati in un territorio, dove si decide di costruire la propria vita, frequentare la scuola, formare una famiglia. Questa è la cittadinanza in senso positivo e non difensivo che auspica Mauro Palma, ex garante delle persone private della libertà personale, ex presidente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e tra i promotori della campagna referendaria sulla cittadinanza.
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 28 settembre 2024
Le istituzioni mondiali: l’urgenza di riformarle per rispondere ad una crisi profonda. In Europa e ai suoi confini sono ora in corso due guerre che violano i principi dell’Onu. Il diritto internazionale ha fallito la sua missione pacificatrice nel mondo? Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, si era sperato in un mondo tranquillo, senza guerre, almeno nelle zone colpite dai due conflitti mondiali. Invece, in Europa e ai suoi confini sono ora in corso due scontri che, nella loro conduzione, violano non solo la Carta delle Nazioni Unite, ma anche i principi del diritto bellico, secondo i quali non bisogna colpire i civili.
di Valerio Fioravanti
L’Unità, 28 settembre 2024
Tutti concordano che Trump e Harris sono praticamente pari nei sondaggi USA. L’ultimo, pubblicato domenica scorsa, li trova appaiati anche nel gradimento (scarso per entrambi a dire il vero) presso le varie comunità cristiane della nazione. Harris è Battista, Trump sarebbe Presbiteriano, ma ultimamente, per risultare meno divisivo si sta definendo genericamente “cristiano”. Il motivo potrebbe essere piuttosto semplice e avere poco a che fare con la dottrina: i Presbiteriani sono pochi, circa il 3% della popolazione USA, mentre i Battisti sono il 15%. Sono di più i Cattolici, 21%, ma qui le cose si complicano, elettoralmente parlando, perché sono quasi tutti messicani o sudamericani, e molti non hanno i documenti in regola, e quindi non votano.
di Andrea Molteni*
Ristretti Orizzonti, 27 settembre 2024
Questo carcere sovraffollato e spietato, uccide. Uccide la speranza, uccide le persone. Siamo rimasti ancora una volta attoniti di fronte all’ennesima morte insensata e inaccettabile avvenuta nel carcere milanese di San Vittore. Youssef Mokhtar Loka Barsom è morto nella sua cella incendiata, senza che gli agenti intervenuti potessero salvarlo. Youssef aveva solo 18 anni e già una vita di difficoltà e sofferenze alle spalle. Youssef è solo l’ultimo di una insopportabilmente lunga - davvero troppo lunga - lista di persone morte in carcere quest’anno: 180 secondo il conteggio di Ristretti Orizzonti. Settantatré di loro sono morte per suicidio accertato, un numero già di per sé impressionante a cui andrebbero aggiunti i probabili suicidi, registrati sotto un’altra voce, e i tentativi di suicidio. Il giorno precedente alla morte di Youssef un uomo detenuto anch’egli a San Vittore aveva tentato il suicidio inalando gas dal fornelletto in dotazione. Pochi giorni dopo un altro ragazzo, nello stesso reparto di Youssef, ha incendiato il materasso nella propria cella finendo ustionato in ospedale.
di Antonio Gelardi*
lacivettapress.it, 27 settembre 2024
Il disegno di legge c.d. “sicurezza”, approvato dalla Camera e ora in discussione al Senato, contiene diverse norme di carattere eterogeneo ispirate, secondo critiche diffuse, ad una logica ultra securitaria e, fra le altre misure, inasprisce le pene, ed introduce nuove fattispecie di reato, senza che ciò significhi garantire strumenti dotati di maggior efficacia nella tutela della sicurezza individuale e collettiva. Limitando queste osservazioni a ciò che riguarda l’ambito penitenziario, soffermiamoci sull’introduzione della fattispecie di reato di rivolta in carcere. Occorre subito precisare che l’attuale legislazione non prevede affatto l’immunità per gli episodi di turbamento in forma violenta dell’ordine negli istituti penitenziari, già puniti da reati quali violenza, resistenza, danneggiamento, devastazione nei casi più gravi, ed altre specifiche fattispecie.
di Carlo Alberto Tregua*
Quotidiano di Sicilia, 27 settembre 2024
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha ben evidenziato come nelle carceri italiane vi sia un soprannumero di detenuti insopportabile, perché gli spazi sono gli stessi ma al loro interno il numero di reclusi è aumentato, con la conseguenza che le loro condizioni di vita sono disumane e che quei luoghi diventano veri e propri supplizi, cosa che non corrisponde ai dettami costituzionali. Come si fa a svuotare i penitenziari di qualche decina di migliaia di detenuti? Il ministro Nordio ha pensato alcune cose. La prima è quella di restituire ai loro Paesi gli stranieri affinché possano scontare la pena nei luoghi d’origine. Siccome essi superano il numero dei diecimila, ecco che un sesto della popolazione carceraria sarebbe ridotto.
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