di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 10 settembre 2024
Comincia oggi alla Camera la discussione generale sul Ddl sicurezza, che fin dall’esame nelle commissioni affari costituzionali e giustizia è diventato un contenitore delle campagne panpenalistiche (vi sono tredici nuove fattispecie di reato e aggravanti) ed emergenziali della destra: dalla cannabis alle occupazioni abitative passando per gli allarmi sui migranti, il cosiddetto “decoro urbano”, la stretta (ennesima anche questa) contro chi si mobilita per fermare le grandi opere, fino al reato di rivolta in carcere. L’ordine di scuderia presso la maggioranza è di non intervenire ulteriormente. L’indicazione è stata sostanzialmente rispettata da Lega e Fratelli d’Italia, anche se il termine per la presentazione degli emendamenti scade quest’oggi. Sulle detenute madri, Forza Italia ha mantenuto il punto e ha depositato un emendamento che “corregge” quanto approvato in commissione da FdI e Lega.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 10 settembre 2024
Il Consiglio dei ministri ha dato semaforo verde al decreto modificativo dell’articolo 114 del codice di procedura penale. Dopo il prima via libera arrivato a inizio anno dal Parlamento, la “norma Costa” entra nell’ordinamento penale: viene introdotto il divieto, per chi si occupa d’informazione, di divulgare il testo delle ordinanze di custodia cautelare, sia integrali che per estratto, in cui in genere possono figurare intercettazioni, interrogatori e materiale probatorio per natura delicato. In sostanza, sarà possibile pubblicare testualmente solo il capo d’imputazione. Del contenuto dell’atto, il cronista potrà proporre un riassunto, potrà cioè continuare a riportare le notizie sulle indagini e sulle ipotesi dell’accusa, ma non potrà offrire al lettore stralci più o meno intriganti, e virgolettati, del testo firmato dal giudice. Le ordinanze non potranno essere pubblicate dai media fino a quando non saranno concluse le indagini preliminari o comunque fino al termine dell’udienza preliminare, cioè fino all’inizio del processo.
di Luigi Trisolino
Il Riformista, 10 settembre 2024
Sono maturi i tempi affinché i giudici e i P.M. siano istituzionalmente riferibili a organi diversi, che ne garantiscano autonomia e indipendenza in modo utile alla sana vita liberaldemocratica dello Stato di diritto garantista. Occorre che gli spazi legali ed istituzionali dove promuovere le carriere dei giudici e dei P.M. siano distinti e differenti, divisi; non è più possibile una (magari) inconscia ed irriflessa, biunivoca influenzabilità di funzioni, tra il settore giudicante e quello inquirente-requirente della magistratura italiana.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 10 settembre 2024
Violato il diritto di difesa
. Per la Prima sezione civile, ordinanza n. 24124 depositata oggi, non è manifestamente infondata la questione di legittimità degli articoli 33, 34 e 35 della legge 833/1978. La mancata notifica all’interessato del provvedimento con il quale il sindaco dispone il trattamento sanitario obbligatorio, in condizioni di degenza ospedaliera, costituisce “un ultimo residuo di quella logica manicomiale che la legge Basaglia ha avversato, e di quella convinzione, contrastata dal diritto vivente, che la persona affetta da patologia psichiatrica, disabilità, immaturità, non debba partecipare, nella misura in cui le circostanze glielo consentono, alle decisioni che la riguardano”.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 10 settembre 2024
Il patteggiamento è comunque un’ammissione di responsabilità e può costituire elemento riprovevole che escluda la fiducia del datore nella corretta esecuzione di prestazioni in rapporto alla pubblica utenza. Legittimo il licenziamento disciplinare del dipendente del servizio di trasporto pubblico, con rapporti diretti con gli utenti, se ha patteggiato la pena per un reato connotato da violenza di genere. Si tratta di condotte penalmente rilevanti che se compiutamente accertate sono tali da inficiare la fiducia del datore di lavoro sulla garanzia di un’idonea e adeguata prestazione di lavoro.
garantedetenutilazio.it, 10 settembre 2024
L’assessore Regimenti: “Strumento fondamentale per garantire la tutela della salute, la qualità della vita e la dignità della pena”. Si è riunito oggi per la prima volta, nella Sala Velino della Regione Lazio, il tavolo interistituzionale per l’elaborazione di un Piano regionale per la prevenzione dei suicidi in carcere convocato dall’assessore al Personale, alla sicurezza urbana, alla polizia locale e agli enti locali della Regione Lazio, Luisa Regimenti. “Il Piano è uno strumento fondamentale per garantire la tutela della salute, la qualità della vita e la dignità della pena - sottolinea l’assessore Regimenti - la lunga e tragica catena di suicidi nelle carceri può essere interrotta solo se le istituzioni fanno rete lavorando insieme su salute, lavoro e affettività per restituire dignità e offrire una prospettiva di speranza ai detenuti. Il Lazio è già dotato di un Piano per la salute mentale risalente al 2022 ma è emersa la necessità di un quadro di riferimento univoco, come già avviene in altre Regioni, considerata la difformità nei protocolli locali”.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 10 settembre 2024
Il “Beccaria” di Milano è solo la punta più avanzata del malessere che attraversa le carceri e gli Istituti penali per minorenni. Nell’istituto milanese, considerato per decenni un modello, da quasi due anni si susseguono le proteste e i tentativi di evasione. A Natale del 2022 sette ragazzi, approfittando dei lavori in corso, lasciarono l’istituto, ma furono rintracciati quasi subito. L’anno successivo c’è stato un incendio doloso nell’infermeria. Domenica sono evasi tre ragazzi, scavalcando il muro di cinta: due sono fratelli e sono stati tra i promotori delle proteste nei mesi scorsi, per uno si tratta della terza volta che tenta di scappare dal penitenziario. Episodi che si ripetono ormai con cadenza quasi mensile.
di Sandro De Riccardis
La Repubblica, 10 settembre 2024
Per le associazioni il rischio è che ora si vada verso una stretta repressiva. Dopo i mesi di caos al Beccaria, a gettare altra benzina sul fuoco è la nomina del nuovo comandante della Polizia penitenziaria, Raffaele Cristofaro. Una sostituzione lampo (celebrata ieri alla presenza del capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Antonio Sangermano), visto che il predecessore di Cristofaro, Daniele Alborghetti, si era insediato meno di cinque mesi fa. Un avvicendamento “non previsto”, denunciano anche i sindacati. La crisi sempre più profonda nella gestione dell’ex carcere modello viene così usata dal governo per occupare un’altra casella nell’organigramma dell’amministrazione della giustizia. Raffaele Cristofaro, ex comandante della Penitenziaria a Brescia, è un sindacalista del Sinappe (Sindacato nazionale autonomo di Polizia penitenziaria), di destra, vicino sia a Fratelli d’Italia che alla Lega. La nomina di Cristofaro è stata criticata ieri da diversi sindacati non solo perché considerata un provvedimento inutile, ma anche per il fatto che il nuovo comandante del Beccaria non avrebbe la qualifica per occupare quel ruolo.
di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 10 settembre 2024
Le dichiarazioni del sindaco di Milano sul tema delle carceri. Chiudere le carceri minorili? Per il sindaco di Milano Beppe Sala “la cosa sbagliata è dividersi ideologicamente tra carceri sì e carceri no. Il tema è chiudere o fare più prigioni?”. Lo ha detto durante la presentazione di un libro dell’ex ministro Giovanni Maria Flick a Milano. “Il questore - ha aggiunto il primo cittadino meneghino - mi dice: ogni 10 che arresto, uno fa una notte in prigione perché non c’è spazio”. E in effetti la Lombardia è la seconda regione italiana per sovraffollamento delle carceri, e San Vittore è l’istituto più sovraffollato d’Italia.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 10 settembre 2024
Dopo le rivolte e le evasioni, da ieri un nuovo comandante della Penitenziaria. Maria Carla Gatto, presidente del Tribunale per i minorenni di Milano: “Aumentare i posti nelle comunità e una formazione mirata del personale”. Le difficoltà nella gestione dei minori stranieri non accompagnati si sommano all’aumento degli adolescenti con problemi legati a tossicodipendenza e disagio psichico. “A bisogni diversi bisogna dare risposte diverse e individualizzate - osserva Maria Carla Gatto, presidente del Tribunale per i minorenni di Milano - da attuare attraverso una solida cabina di regia a livello nazionale e locale”.
- Napoli. “Nel carcere di Poggioreale 10 detenuti in celle da 3”: blitz del Partito Democratico
- Torino. Le detenute del Lorusso-Cutugno indicono uno sciopero della fame “a staffetta”
- Udine. Consiglieri di Forza Italia in visita al carcere: “Doppio dei detenuti rispetto alla capienza”
- Ravenna. La visita di +Europa al carcere: “Grave problema di sovraffollamento”
- Pistoia. “Carcere modello, detenuti sereni. L’imprenditoria apra loro le porte”











