di Fulvio Fiano
Corriere della Sera, 16 gennaio 2025
Il procuratore capo di Napoli: “Sul darkweb arriveranno le ami della guerra in Ucraina”. Di fronte alle nuove sfide per il contrasto alla criminalità (il dark web, le truffe informatiche, i criptotelefoni), le riforme della giustizia portate avanti in questi anni non sono che una “pietosa bugia” all’Europa che le ha finanziate. Il capo della Procura di Napoli, Nicola Gratteri, parla per due ore in commissione antimafia e, come nel suo stile, non usa giri di parole.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 16 gennaio 2025
Le Sezioni unite, sentenza n. 935 depositata ieri, hanno accolto il ricorso del Ministero dell’Interno favorevole al trasferimento di un cittadino Pakistano in Austria dopo il diniego dell’asilo. Uno Stato membro non può negare il trasferimento di un extracomunitario presso lo Stato membro competente che ha negato la protezione internazionale a meno di comprovate carenze nella procedura e nelle condizioni di accoglienza. Le Sezioni unite, sentenza n. 935 depositata oggi, accogliendo il ricorso del ministero dell’Interno, affermano un principio di diritto alla luce della sentenza della Corte Ue del 30/11/2023 ponendo dei limiti ben precisi nella valutazione del rischio di violazione del principio di “non refoulement” da parte del giudice nazionale.
di Bartolo Conratter
Il Riformista, 16 gennaio 2025
Il sistema di tutele integrate non è un ostacolo: garantisce il pieno rispetto del diritto eurounitario. Mentre siamo in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia (CGUE) sul concetto di “Paese sicuro” e sulla sua operatività - e nel frattempo che, come si spera, calino i picchi glicemici post natalizi - può forse essere utile chiarire i meccanismi che regolano i rapporti tra la CGUE e il giudice ordinario italiano. Perché questo è il tema. Del resto, è anche un segno dei tempi: non bastano più, per orientarsi nella quotidianità, poche nozioni sedimentate, localizzate, indigene. La globalità ci porta costantemente in una dimensione di indagine, almeno europea.
internapoli.it, 16 gennaio 2025
Mario Schiavone, 58 anni, è morto in carcere. L’uomo era il cognato di Francesco Schiavone poiché aveva sposato la sorella di Giuseppina Nappa, moglie del boss dei Casalesi Sandokan. La notizia è stata data in anticipo dalla giornalista Marilena Natale. Lo scorso 9 gennaio i familiari del ras della camorra di Ponticelli hanno presentato una denuncia per un presunto caso di malasanità. Le condizioni del detenuto si sarebbero aggravate nelle ultime ore tanto da rendere necessario il trasporto in ospedale, struttura che l’uomo non sarebbe riuscito a raggiungere visto il sopraggiungere del decesso.
ilgerme.it, 16 gennaio 2025
“Ritengo che sia quanto mai necessario e opportuno, prima di riempire con altri detenuti il nuovo padiglione, trasferirvi la popolazione carceraria già esistente a Sulmona, in modo da poter effettuare gli interventi necessari sulle strutture più obsolete. In questo frangente sarebbe utile evitare di incrementare il numero dei reclusi per il tempo necessario a ultimare i lavori”. Queste le parole della Garante dei detenuti della Regione Abruzzo Monia Scalera in visita ieri nella struttura carceraria di Sulmona dove si è recata per verificare personalmente la situazione e confrontarsi con il personale e i detenuti.
primamonza.it, 16 gennaio 2025
È Roberto Rampi, vimercatese, ex amministratore ed ex vicesindaco, il nuovo Garante dei diritti delle persone private della libertà a Monza. La Giunta Comunale ha effettuato la nomina ieri, in base all’accordo siglato a luglio 2024 con Provincia MB e Casa Circondariale per istituire e regolare il funzionamento di tale figura. L’intesa prevedeva, appunto, che fosse il Comune a nominare la figura di Garante “a seguito di una selezione tramite avviso pubblico, scegliendo fra persone di prestigio e notoria fama nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani e delle attività sociali”.
di Rosella Formenti
Il Giorno, 16 gennaio 2025
L’accordo con l’azienda tessile Grassi di Lonate Pozzolo e l’Amministrazione penitenziaria ha come obiettivo, oltre a quello della formazione, anche di calmare la situazione all’interno di una delle prigioni più sovraffollate e problematiche d’Italia. Detenuti pronti a diventare sarti o, chissà, anche futuri stilisti (mai mettere limiti alle possibilità). Gli altri riceveranno comunque un attestato di partecipazione che potranno spendere quando una volta usciti dal carcere si cercheranno un’occupazione o comunque intraprenderanno un percorso riabilitativo. Tutti per il momento hanno imparato a usare macchine da cucire e altri macchinari impiegati per la produzione di abiti grazie a un accordo fra l’amministrazione penitenziaria e l’azienda tessile Grassi, storica impresa di Lonate Pozzolo specializzata da oltre un secolo nella produzione di abbigliamento tecnico, professionale, per le forze dell’ordine e sportivo.
ansa.it, 16 gennaio 2025
Trasformare il futuro di numerosi detenuti, ex detenuti e delle loro famiglie: è questo l’obiettivo dell’associazione “Terra Dorea” guida dall’avvocato Claudia Majolo, da tempo impegnata nella difesa dei diritti umani e nel reinserimento sociale. L’associazione - spiega una nota - intende offrire una concreta opportunità di cambiamento e si distingue per il suo approccio umano e integrato, mettendo al centro la persona e il suo percorso di reintegrazione nella società. Terra Dorea, in sostanza, si propone come un ponte tra il carcere e la comunità, promuovendo l’educazione, la formazione professionale e il supporto psicologico.
antigone.it, 16 gennaio 2025
Copia di isolamento 1Due giorni di riflessioni culturali, giuridiche, politiche e sociali sul carcere. A 50 anni dall’approvazione della legge penitenziaria in vigore, questo evento rappresenta un’occasione per fare il punto su un aspetto cruciale del nostro sistema giuridico e sociale. Il focus principale sarà comprendere il percorso che ha attraversato la legge nel corso di mezzo secolo, analizzando in profondità le sue criticità e i suoi punti di forza. La legge penitenziaria, che ha segnato una tappa fondamentale nella riforma del sistema carcerario italiano, ha introdotto importanti principi di umanizzazione e di rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti. Tuttavia, è emerso nel tempo un dibattito acceso sulle sue reali applicazioni, sulle difficoltà operative e sull’efficacia nel rispondere alle necessità di una società in continua evoluzione. Questo incontro offrirà un’opportunità per discutere non solo i risultati ottenuti, ma anche le problematiche irrisolte, come il sovraffollamento delle carceri, le condizioni di vita dei detenuti e le opportunità di reinserimento sociale.
lametino.it, 16 gennaio 2025
Un racconto che nasce dall’arte del fumetto per trasformare il dolore in speranza e il passato in un nuovo inizio. Si è da poco concluso “Fumettando”, il progetto promosso dal Centro Calabrese di Solidarietà ETS - in collaborazione con il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria e con la Casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro come partner di progetto - che ha anche finanziato l’iniziativa. Questo percorso ha coinvolto 40 detenuti della Casa Circondariale di Catanzaro in quattro corsi di fumetto, ciascuno della durata di 100 ore. Attraverso il linguaggio visivo del fumetto, i partecipanti hanno raccontato le proprie esperienze personali, dando forma a emozioni, ricordi e storie che spesso rimangono celati. Il progetto rappresenta una vera e propria “rivoluzione culturale” che il Centro Calabrese di Solidarietà ETS ha implementato all’interno della Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro. Il risultato è una pubblicazione che rappresenta molto più di un semplice volume di disegni: è una raccolta di “diari visivi” che riflettono un percorso di introspezione e desiderio di cambiamento.
- “In Italia troppi diritti fondamentali sono a rischio”
- Il rapporto sui diritti: “L’Italia stava male ma ora sta peggio”
- Medio Oriente. Tregua, non pace. Eppure questo germoglio va protetto a tutti i costi
- Medio Oriente. Il testo dell’accordo è lo stesso naufragato 8 mesi fa. Cosa è cambiato?
- Svizzera. Tragedia nel carcere di San Gallo: detenuto italiano di 50 anni trovato morto









