di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 17 gennaio 2025
Tra i 620 e i 630 detenuti, con celle in cui vivono anche 4 detenuti. È la casa circondariale di Montorio, il cui sovraffollamento è stato ricordato nell’incontro di martedì organizzato dal comitato veronese contro il disegno di legge sicurezza a cui ha aderito anche il Pd locale. Ddl che prevede nuovi reati e pene più severe e che rischia di portare al collasso le strutture carcerarie. “Più siamo, meglio è”. Quattro parole in cui è racchiusa la formula di un’adesione. Quella della federazione provinciale del Pd al comitato unitario veronese contro il disegno di legge Sicurezza, “che noi chiamiamo “decreto paura”, precisa il segretario Dem Franco Bonfante. Adesione arrivata dopo un incontro, martedì sera, promosso dalla trentina di associazioni cristiane e laiche e da Rifondazione Comunista, Movimento 5 Stelle, Verona Radicale e Cgil che di quel comitato sono l’ossatura. Una protesta, quella contro il ddl Sicurezza, che va ampliando le proprie fila.
Gazzetta di Modena, 17 gennaio 2025
Altro grave episodio in carcere a Modena, a testimonianza della situazione sempre più difficile che si vive all’interno, dopo i tre suicidi in una settimana tra la fine del vecchio anno e l’inizio di quello nuovo. Un detenuto gravemente ustionato, un altro ferito e 9 agenti di polizia penitenziaria. È il bilancio di un incendio scoppiato in una cella del carcere di Modena nel pomeriggio di oggi, giovedì 16 gennaio, un altro grave episodio che testimonia la situazione sempre più difficile vissuta al Sant’Anna. Intorno alle 16.30 la centrale operativa del 118 è stata allertata per soccorrere due detenuti rimasti feriti dopo che uno di loro - stando alle prime ricostruzioni - aveva appiccato un incendio nella cella.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 17 gennaio 2025
L’annuncio dell’assessore Paulesu: la casa di accoglienza in un edificio della Caritas. Una struttura di accoglienza per ospitare detenute fragili, a fine pena e incinte pronta per poter ospitare 4/6 ospiti sarà inaugurata a breve. Nascerà in una struttura della Caritas, l’annuncio è stato dato dall’assessore Paulesu. Una struttura di accoglienza per ospitare detenute fragili, a fine pena e incinte. È il progetto a cui sta lavorando il Comune attraverso l’assessorato alle politiche sociali. La struttura, individuata grazie alla collaborazione tra Comune (che pagherà il costo dell’ospitalità) e Caritas (che mette a disposizione un suo immobile), è praticamente pronta per poter ospitare 4/6 ospiti e sarà inaugurata a breve. A darne notizia è stato ieri mattina l’assessore al welfare Nicola Paulesu parlando ai microfoni di Novaradio. La struttura destinata alle donne è nei fatti l’evoluzione dell’originario progetto Icam (Istituto custodia attenuata per madri): previsto già dal 2008 per dare concretezza al divieto di detenzione di giovani madri e donne incinte, mai realizzato e ora superato a favore di un modello più simile ad una “casa di accoglienza” che a una struttura detentiva vera e propria.
di Alberto Giulini
Corriere di Torino, 17 gennaio 2025
Mellano: “Sovraffollamento preoccupante, come quando c’è stata la rivolta”. Non sono passati nemmeno sei mesi dalla violenta rivolta che ha scosso il carcere minorile di Torino. Una notte, quella tra l’1 e il 2 agosto, in cui una cinquantina di detenuti avevano cercato di prendere il controllo dell’istituto, tra incendi e danneggiamenti vari. Al Ferrante Aporti si continua ancora oggi a fare i conti con una situazione complicata e ricca di tensioni quotidiane, frutto anche del sovraffollamento. A fronte di una capienza complessiva di 46 posti letto, infatti, sono 53 i detenuti all’interno dell’istituto. Lo ha constato anche il garante regionale dei detenuti, Bruno Mellano, che ieri mattina, assieme ai garanti di Campania e Lazio, Samuele Ciambriello e Stefano Anastasia, a Torino per un convegno sulla situazione delle carceri italiane, ha visitato l’istituto di via Berruti e Ferrero.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 17 gennaio 2025
La vita di cinque figli di detenute per droga, reati connessi all’immigrazione o furti. Una giornata nell’istituto. Rilievi del Quirinale sulla stretta del ddl sicurezza per le donne in cella con minori C’è Daniele che quando vede un mazzo di chiavi si tappa le orecchie per non sentire le mandate. E c’è Michele che quando va dalla nonna chiede: “a che ora si chiude la porta?”. C’è Cristina che ricorda alla mamma di “fare la domandina per comprare i quaderni”. E poi c’è Angela che dorme, col ciuccio in bocca, nel passeggino. Aperta la porta blindata, sotto lo sguardo vigile di Mary Poppins, entriamo nel carcere degli innocenti per definizione. Bambini di pochi mesi o pochi anni, che condividono con le madri condanne che non hanno potuto scontare fuori.
di Ilaria Sacchettoni
Corriere della Sera, 17 gennaio 2025
Padre Lucio Boldrin, il cappellano di Rebibbia, è indagato per favoreggiamento dai pm Stefano Pizza e Antonio Verdi. Ieri mattina ha subito una lunga perquisizione da parte degli agenti della Polizia penitenziaria. Secondo prime ricostruzioni avrebbe aiutato alcuni detenuti (in particolare quelli in attesa di processo) a comunicare con l’esterno. Un testo manoscritto, tra le altre cose, è stato sottoposto a sequestro dagli agenti che procedevano nelle operazioni. L’inchiesta nasce da un altro filone riguardante i maltrattamenti in famiglia di un detenuto. La perquisizione è solo un primo passo verso l’acquisizione di indizi. Padre Boldrin svolgerebbe un ruolo di cerniera tra esterno e interno del penitenziario. Le perquisizioni sono avvenute nel suo studio e nella sua abitazione.
immediato.net, 17 gennaio 2025
Presentata nella Capitale l’iniziativa “Cantare in libertà”, su iniziativa del senatore Costanzo Della Porta e il sostegno del senatore Paolo Marcheschi. Presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato si è svolta la presentazione del progetto avviato nelle carceri di Foggia, “Cantare in libertà”, su iniziativa del senatore Costanzo Della Porta e il sostegno del senatore Paolo Marcheschi che sono intervenuti. Il progetto realizzato in collaborazione con Chiesa Valdese di Foggia, il Csv (Centro Servizi Volontariato) di Foggia, l’Ulepe, la casa circondariale di Foggia nella figura della direttrice Giulia Magliulo, l’area comportamentale diretta da Giovanna Valentini e del comandante della Polizia Penitenziaria Claudio Ronci, si è svolto dal giugno 2023 al dicembre scorso. Il laboratorio, unendo arte e riabilitazione, nasce dal desiderio di Valerio Zelli, coautore ed interprete degli Oro, di mettere a disposizione degli altri la musica e la sua forza nel diventare dono e cura. Il progetto ora, grazie alle etichette discografiche MRI e Maqueta Records, diventerà un disco con una nuova versione incisa con i detenuti di Padre Nostro, successo degli Oro a Sanremo 1997 e Angeli e Demòni, l’inedito scritto da Valerio Zelli tra le mura della casa circondariale di Foggia.
Ristretti Orizzonti, 17 gennaio 2025
La 37esima Convention del Centro Francescano di Ascolto-Odv si tiene domenica mattina 26 gennaio, presso la Sala Conferenze del Seminario Vescovile di Rovigo, dal titolo “Libertà vo cercando - riprendiamola in mano, riprendiamola intera, riprendiamoci la vita, la terra…”, con la presenza di Giulio Cainelli, presidente della Scuola di Economia e Scienze Politiche dell’Università di Padova; Flavio Lotti, presidente della Fondazione Perugia Assisi per la cultura della pace e organizzatore della Marcia per la pace Perugia-Assisi; Livio Ferrari, fondatore e presidente del Centro Francescano di Ascolto e portavoce del Movimento No Prison.
di Renato Franco
Corriere della Sera, 17 gennaio 2025
Su Sky arriva la docuserie “La nave dei folli. Oltre la ragione” che, attraverso le incredibili vite di sei personaggi del passato, analizza lo stigma della diversità nel corso della storia. “Una nave è un ottimo mezzo con cui viaggiare, in mare aperto, con lo sguardo che spazia all’orizzonte, può accadere di tutto lungo il viaggio e approdi ad un porto che magari è molto diverso da quello che ti aspettavi. Ecco, una Nave dei Folli è ancora migliore. Il mare in cui navighi è privo di punti di riferimento e l’orizzonte è ancora più largo, il porto ancora più imprevedibile. E magari scopri che quello che pensavi fosse soltanto follia è invece genio, modernità, trasgressione e futuro.
di Lea Melandri
Il Manifesto, 17 gennaio 2025
La violenza di genere è oggi al centro del dibattito pubblico, giudiziario e politico. Se ne parla in trasmissioni radiofoniche, televisive, giornalistiche, con attenzione a vicende anche non recenti in relazione ai processi che vi hanno fatto seguito. Da caso di cronaca, patologia del singolo, vicenda “privata”, la problematica che ruota intorno al rapporto tra i sessi, nei suoi aspetti di violenza manifesta, si è notevolmente estesa, fino ad arrivare alla presidenza degli Stati Uniti, nella persona del nuovo eletto: Donald Trump. Mi sono chiesta quale legame ci può essere tra fatti che hanno come elemento comune donne che sono state uccise, violentate, aggredite sessualmente, sottoposte a controlli polizieschi umilianti, o soltanto molestate, ma che si scostano per la prima volta dalla semplice richiesta di protezione per le vittime e carcerazione più pesante per gli aggressori.
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