di Francesca Visentin
Corriere del Veneto, 13 settembre 2024
È ambientato a Venezia il romanzo di esordio di Rita Ragonese “La vita contro” (Fazi, 282 pagine, 18 euro), che viene presentato a PordenoneLegge venerdì 20, al Teatro Verdi, Ridotto (ore 17). Un uomo e una donna ai margini si incontrano, lui alcolista, lei appena uscita dal carcere La Giudecca di Venezia, un passato comune di dolore, la voglia di ripartire e quel riconoscimento che crea una sorta di alleanza, per proteggersi a vicenda. Una storia di riscatto, ispirata all’esperienza decennale dell’autrice Rita Ragonese, che vive a Oderzo, come assistente sociale nel Veneto. Il libro nasce nell’ambito del laboratorio di scrittura Bottega di narrazione di Giulio Mozzi, accompagnato e sostenuto da due scrittrici padovane di lungo corso come Emanuele Canepa e Claudia Grendene.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 13 settembre 2024
Diminuiscono i fondi e anche il coinvolgimento. Più di 1.300 progetti legati al Terzo settore stralciati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza nella sua versione attuale. Due intere sezioni eliminate del tutto. Diciassette scadenze cui adempiere entro la fine di quest’anno, sei sarebbero anche nuove ma non è dato sapere il loro stato di avanzamento. Più di 1.300 progetti legati al Terzo settore stralciati dal Pnrr nella sua versione attuale. Due intere sezioni (tecnicamente “misure”) di intervento - tra cui quella sui beni sequestrati alle mafie, con dentro 254 progetti - eliminate del tutto. Altre diciotto ridotte o modificate. D’accordo, ci sono anche voci non tagliate. Ma volendo fare una sintesi sul dare-avere che il Pnrr di oggi ha comportato per il Terzo settore rispetto al testo originale c’è poco da girarci intorno e i punti chiave sono tre. Primo: nonostante i fondi totali per l’Italia siano addirittura cresciuti (da 191,5 a 194,4 miliardi) la fetta legata a materie “di interesse” per il non profit è calata. Secondo: nonostante l’aspettativa di un coinvolgimento del Terzo settore in progettazioni e programmazioni condivise, alla fine non se n’è vista traccia. Terzo: poco o niente anche sulla “trasparenza” in cui il Terzo settore sperava, e pure a prendere per buone le promesse del governo secondo cui i progetti sfilati oggi dal Pnrr saranno “realizzati ugualmente attingendo ad altre fonti” la sola cosa certa è che finora non è stato spiegato quali e quando.
di Antonella Soldo
Il Domani, 13 settembre 2024
La conseguenza della modificata introdotta nel 1992 dall’allora ministro dell’Interno Giuliano Amato ce l’abbiamo ancora sotto agli occhi: quella di un paese che non dà alcun riconoscimento a centinaia di migliaia di italiani e italiane di fatto che qui vivono, studiano, lavorano, pagano le tasse e rispettano le leggi. Come spesso accade le cose che appaiono immutabili e delle quali si difende la loro immutabilità, non sono sempre state così. E questo è vero soprattutto quando si parla di quelle leggi che, nel tempo, si sono adattate ai cambiamenti sociali, economici e demografici. La legge sulla cittadinanza, per esempio.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 13 settembre 2024
Marjam Jamali, anche lei iraniana, ai domiciliari dopo sette mesi lontana dal figlio. “Il problema è una legge ingiusta: nessuno dovrebbe stare in carcere per aver attraversato un confine o aver aiutato qualcun altro a farlo”, dice Richard Braude, Arci Porco Rosso. Non solo Maysoon Majdi. Sono migliaia i procedimenti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aperti in Italia “ex articolo 12” del testo unico, quello che tiene dentro tutto: dalle condotte solidali allo scopo di lucro. Secondo i dati ottenuti da Altreconomia tra il 2004 e il 2021 sono state denunciate per questo reato 37.600 persone, ma solo in un caso su sei è stato contestato il fine economico. In mezzo sono finiti italiani e stranieri, tanti uomini e qualche donna.
di Ismael Majidi
Il Manifesto, 13 settembre 2024
Mia figlia Maysoon Majidi, attivista per i diritti umani e per i diritti delle donne in particolare, si trova dall’inizio dell’anno reclusa in un carcere italiano sulla base di accuse inconsistenti, dopo essere sbarcata in Italia per chiedere asilo. Io aspetto notizie dagli avvocati che seguono il caso e una convocazione dei giudici per dimostrare che mia figlia non è una trafficante, come appare nell’atto di accusa. Mia figlia è fuggita dall’Iran rifugiandosi nella regione del Kurdistan iracheno insieme a mio figlio Rajan. In Iraq Maysoon si è impegnata e ha lavorato come giornalista. Poi, in seguito alle minacce ricevute dall’Iran, i due fratelli hanno cercato di andare in Turchia. Purtroppo però lì hanno subito un furto da parte di trafficanti; per permettere loro di raggiungere l’Europa, la nostra famiglia ha dovuto raccogliere nuovamente dei soldi per pagare il viaggio. Questa volta sono riusciti a imbarcarsi e ad arrivare in Italia, dove hanno chiesto asilo. Però, per la mancanza di un interprete che potesse tradurre le parole di mia figlia, lei non è riuscita a difendersi e a ribattere all’accusa di essere una scafista. Perciò da allora è in carcere.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 13 settembre 2024
Un Centro aprirà al porto di Shengjin per gestire l’arrivo delle navi con i migranti, l’altro a Gjader, tra le montagne, dove i migranti resteranno in attesa di un eventuale rimpatrio accelerato. Due, tre settimane al massimo e i centri per migranti in Albania saranno pronti. Non sono i tempi che il governo si augurava, ma alla fine palazzo Chigi è comunque soddisfatto. Si è tenuta una riunione operativa per fare il punto, presieduta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Presenti tra gli altri anche i ministri Matteo Piantedosi e Guido Crosetto, più il prefetto di Roma Lamberto Giannini che sarà il responsabile amministrativo finale, così come il questore di Roma ne sarà il responsabile tecnico per la sicurezza, e il tribunale di Roma per le procedure giudiziarie.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 13 settembre 2024
Il voto segreto non ha fatto il miracolo. È finita come ci si aspettava che finisse, con la maggioranza di centrodestra che, alla Camera, ministri tutti sui banchi del governo per evitare che mancassero voti, dichiara fuori legge la cannabis light affossando un settore da 500 milioni di euro e le opposizioni che, per l’ennesima volta, insorgono. “Ma vi pare possibile - attacca Riccardo Magi - che agricoltori che pensavano di avere magazzini pieni di tonnellate di una sostanza perfettamente legale, per la quale hanno ricevuto sovvenzioni nazionali ed europee, si ritrovino ad essere considerati dei narcos?”.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 13 settembre 2024
Ancora una volta il presidente Mattarella mette in chiaro, con forza e chiarezza, i termini di problemi gravi e dei doveri che ne discendono. Anche questa volta - nel suo messaggio all’Istituto internazionale di diritto umanitario di Sanremo - il contesto dell’intervento del presidente sembra occasionale come può essere un incontro di studio. E invece cade nel pieno di vicende drammatiche, come sono gli accadimenti a Gaza e in Ucraina, oltre che in luoghi seguiti con minor continuità dai media, Yemen, Sudan, Siria, Haiti. Si tratta delle modalità con cui vengono condotti conflitti armati che, da tutte le parti coinvolte, dovrebbero osservare le regole delle convenzioni internazionali relative alla guerra.
di Roberto Giovene di Girasole
Il Dubbio, 13 settembre 2024
Sentenza emessa senza alcun contraddittorio per le parti nel procedimento contro la legale e attivista arrestata in diretta tv per le sue idee. Otto mesi di reclusione. È la condanna emessa nel processo di appello contro l’avvocata ed attivista tunisina Sonia Dahmani, al termine dell’udienza tenutasi il 10 settembre scorso. Come riportato dagli osservatori dell’Oiad (Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo), di cui il Consiglio Nazionale Forense è cofondatore, e di altre organizzazioni internazionali che hanno assistito all’udienza, tra le quali il Consiglio degli ordini forensi europei (CCBE) la condanna è stata emessa dopo che la Corte si è ritirata in camera di consiglio per deliberare esclusivamente sulla domanda di ricusazione del collegio proposta dalla difesa di Sonia Dahmani.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 12 settembre 2024
In materia di sicurezza il Governo va avanti per la sua strada, lastricata di violazioni allo Stato di diritto. E va avanti nonostante le dure e circostanziate obiezioni giunte da organismi internazionali come l’Osce. Il Ddl Sicurezza in discussione alla Camera è un vaso di Pandora che va scoperchiato. Tra le tante norme in esso presenti che criminalizzano il dissenso, colpiscono gli immigrati, puniscono i poveri ve ne è una che costituisce un attacco alla democrazia costituzionale. Si tratta del nuovo delitto di rivolta penitenziaria. Nonostante in Aula il Governo lo abbia riformulato resta intatto rimpianto illiberale, violento, antisociale.
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