di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 17 gennaio 2025
Nordio: “Giornata storica ma percorso ancora complesso con un esito finale che secondo me spetterà al popolo con il referendum”. La Camera ha approvato, in prima deliberazione, con 174 voti a favore, 92 voti contrari e 5 astenuti la cd. “separazione delle carriere”, il disegno di legge costituzionale: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” (C. 1917). Il provvedimento passa ora al Senato. È il primo dei passaggi parlamentari necessari per l’ok al disegno di legge costituzionale. Si modifica, infatti, il titolo IV della Costituzione con l’obiettivo di separare le carriere dei magistrati requirenti e giudicanti. A tal fine, vengono previsti due Csm: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente. Ulteriori novità sono i componenti dei Csm estratti a sorte e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare. In Aula durante il voto il ministro Carlo Nordio.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 17 gennaio 2025
Via libera della Camera alla riforma costituzionale della magistratura. La maggioranza (incluso il ministro) festeggia. L’Associazione nazionale magistrati annuncia battaglia. Incassato il primo, storico, via libera della Camera alla riforma costituzionale della magistratura, che include la separazione delle carriere tra pm e giudici, interpellato dal Foglio il Guardasigilli Carlo Nordio non nasconde la sua soddisfazione: “Tutto ciò che è contenuto nella riforma è stato da me scritto per la prima volta in un libro nel 1997. Aggiungo un aneddoto. All’epoca il libro venne presentato in un incontro con un autorevole magistrato, Piero Vigna, e uno storico esponente del Partito comunista, Emanuele Macaluso, entrambi in gran parte d’accordo con le mie proposte”. “Parliamo di Macaluso eh…”, ripete il ministro, come a evidenziare il paradosso del “no” del centrosinistra alla riforma. Il testo di riforma costituzionale ha ottenuto oggi alla Camera 174 voti a favore, 92 voti contrari e 5 astenuti. Compatta la maggioranza. Hanno votato a favore anche Azione e Più Europa. Contrari Pd, M5s e Avs, mentre Italia viva si è astenuta. Vista l’importanza dell’evento, il ministro Nordio ha voluto essere presente alla Camera, intervenendo anche durante la discussione per smentire gli ennesimi allarmi sull’indipendenza dei pubblici ministeri.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 17 gennaio 2025
Nuovo Csm e carriere separate. La riforma Nordio rafforza la terzietà della magistratura e non indebolisce la democrazia. Lo dice la logica e pure alcuni campioni della sinistra. Per chiunque abbia a cuore la necessità montesquieuiana di riequilibrare lo squilibrio che esiste in Italia tra potere giudiziario e potere legislativo e per chiunque abbia a cuore la necessità di combattere la deriva di un paese che negli anni ha scelto in modo pericoloso di lasciare spazio a una democrazia fondata sempre meno sul lavoro e sempre più sullo strapotere della repubblica delle procure, la notizia arrivata ieri è semplicemente entusiasmante: in Parlamento, come sapete, i deputati della maggioranza, e qualcuno dell’opposizione, hanno finalmente approvato in prima lettura la riforma della giustizia, con annessa separazione delle carriere, sorteggio del Csm, istituzione dell’alta Corte disciplinare.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 17 gennaio 2025
Il ministro della Giustizia: “I magistrati finora erano indipendenti dalla politica, ma non da se stessi e dalle correnti. Ho voluto recidere questo vincolo”. Il primo sì alla separazione delle carriere lo ha portato a casa. La maggioranza festeggia, l’Anm protesta.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 17 gennaio 2025
Giuseppe Santalucia, presidente dell’Anm, la riforma della giustizia avanza con una certa velocità. La Camera ha detto molto velocemente il suo primo sì e la strada sembra ormai spianata. “È una cosa che mi colpisce molto. C’è stata una blindatura del testo che definirei anomala e, di fatto, non è stata consentita alcuna discussione. Spero che in futuro ci sia tempo per farla, soprattutto quando si entrerà nella fase referendaria: lì non ci tireremo indietro e saremo protagonisti della discussione”.
di Giulia Merlo
Il Manifesto, 17 gennaio 2025
Il leader delle toghe conservatrici: “La riforma della giustizia è ipocrita e punitiva”. Il ddl Sicurezza introduce nuovi reati, ma “non è un metodo per risolvere i problemi”. “Fortemente discutibili dal punto di vista tecnico” è la valutazione di Claudio Galoppi, segretario nazionale del gruppo conservatore di Magistratura indipendente e giudice della corte d’appello di Milano. I toni sono pacati, ma la posizione è netta su tutte le riforme in discussione in questo momento, dall’ipotesi di scudo penale fino alla separazione delle carriere, che giovedì 16 gennaio è stata approvata dalla Camera in prima lettura e che il governo punta ad approvare entro il 2026.
di Angela Stella
L’Unità, 17 gennaio 2025
L’ex leader dei penalisti commenta il primo sì della Camera alla separazione delle carriere: “I pm diventeranno squadroni della morte senza controllo? Una bufala. Sono controllati dal giudice. Separato o no, il pm è un magistrato e deve rispettare le leggi”. L’Aula della Camera ha approvato in prima lettura il ddl costituzionale a favore della separazione delle carriere. Ne parliamo con Gian Domenico Caiazza, già presidente dell’Unione Camere Penali.
di Antonio Mastrapasqua*
Il Riformista, 17 gennaio 2025
Tempi lunghi, importi insufficienti e difficoltà burocratiche: il sistema non va Bisogna riconoscere subito un assegno mensile a chi ha avuto la vita distrutta. Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, ma non di fronte all’amministrazione della giustizia. Non si spiega altrimenti che un cittadino come Beniamino Zuncheddu, ingiustamente condannato e proclamato innocente dopo 32 anni di carcere, per provare ad accelerare - per sé e per quel migliaio di persone che come lui ogni anno sono “vittime della giustizia” - promuova una legge di iniziativa popolare per avere un indennizzo da parte dello Stato.
Le Camere penali scrivono la Carta dei Valori per usare l’intelligenza artificiale in ambito forense
di Matteo Bonetti
Il Domani, 17 gennaio 2025
L’utilizzo dell’AI avrà un grandissimo impatto per tutti gli operatori del diritto ma resterà fondamentale fissare il focus sulle garanzie dell’equo processo e sul rispetto delle libertà individuali. Con l’entrata in vigore del AI Act si stanno aprendo nuove sfide per la professione legale: diventerà fondamentale la supervisione di quanto previsto dalla normativa europea per il rispetto delle garanzie e delle libertà individuali. L’Osservatorio dell’Unione Camere Penali Italiane ha organizzato nell’ambito dei sistemi di Ai un convegno che si terrà sabato 17 gennaio, alle ore 10,30, presso la sede di Ucpi di Roma, intitolato “Giustizia penale, scienza e intelligenza artificiale; La Carta dei valori dell’Unione delle Camere penali italiane”.
di Nello Trocchia
Il Manifesto, 17 gennaio 2025
Dopo l’incidente di Milano il numero uno dell’Arma ha scritto una lettera dove ringrazia i suoi uomini. Ma esorta vertici e militari a “rispettare le procedure”. Ecco cosa vuol dire. “Nei secoli fedele” è il motto araldico dei Carabinieri, ma il rischio è che la fiducia scricchioli nel cuore del corpo, nel rapporto tra sottoposti e gerarchie, un cedimento che comprometterebbe la solidità dell’Arma che rappresenta un riferimento per il paese, un presidio diffuso e garanzia di sicurezza. A pesare sono i casi che, in questi anni, hanno appannato la credibilità, preoccupato la pubblica opinione, ma soprattutto sfilacciato la solidità interna.
- Verona. Il carcere di Montorio trabocca. E c’è lo spettro del ddl sicurezza
- Modena. Incendio in carcere: detenuto gravemente ustionato, un altro ferito e 9 agenti intossicati
- Firenze. Una struttura per ospitare le detenute fragili, incinte o a fine pena
- Torino. Ancora materassi sul pavimento all’Ipm Ferrante Aporti. “È il peggiore d’Italia”
- Lauro (Av). Nel carcere degli innocenti, i “bambini dentro” con le madri









