di Eugenio Pendolini
La Nuova Venezia, 19 gennaio 2025
Basta un post di critica al presidente Maduro o un commento non allineato al governo del Venezuela per finire nella rete dei perseguitati, nel mirino dei servizi segreti. O in carcere, a chi va peggio. Come successo ad Alberto Trentini, il cooperante veneziano arrestato il 15 novembre e di cui, da due mesi, si sono perse le tracce. Ma come è successo anche ad altri connazionali, almeno otto, finiti nelle prigioni del paese sudamericano.
di Alberto Simoni
La Stampa, 19 gennaio 2025
Subito una settimana di caccia straordinaria agli illegali, il via martedì. La promessa della “grande deportazione” inizierà a prendere forma 24 ore dopo l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Da martedì circa 150 agenti dell’ICE (Immigration and Costums Enforcement) saranno impegnati a Chicago nell’Operation Salvaguard. Durerà circa una settimana durante la quale i federali cercheranno gli immigrati illegali per espellerli dal Paese. L’ICE conduce deportazioni di routine negli Stati Uniti, quello che però cambia la dinamica è che l’agenzia ha potenziato gli sforzi per questa operazione che è direttamente legata all’inaugurazione del presidente Trump e al suo messaggio anti-immigrati illegali su cui ha costruito la campagna elettorale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 gennaio 2025
Durante la recente conferenza stampa di inizio anno, la presidente Giorgia Meloni lo ha ribadito: “Nessuna misura deflattiva, ma edilizia penitenziaria per risolvere il sovraffollamento”. Quindi, nulla di nuovo, ma la solita vecchia ricetta fallimentare. Come sappiamo, recentemente è stato nominato Marco Doglio come nuovo commissario straordinario, con il compito di risolvere il problema entro fine 2025. Anche qui, un precedente: l’esperienza dell’Ufficio del Commissario straordinario avviata nel 2013 si chiuse con un misero bilancio e strascichi giudiziari. Nel frattempo, però, sono stati fatti pochi passi in avanti. La costruzione di nuove carceri e la riconversione di ex caserme, idea spesso riproposta, non risultano più fattibili dallo stesso Ministero. Come evidenziato dal ventesimo rapporto di Antigone e dalla Relazione del Ministero della Giustizia 2023, emerge che “a causa di problematiche nella pianificazione e progettazione, l’unico intervento attuato riguarda la caserma Barbetti”. Le ex caserme si riducono quindi a una sola, quella di Grosseto. Eppure, anche il progetto di un nuovo carcere in questa città è in discussione dagli anni Novanta. Lo scenario appare complesso, considerata l’estensione dell’area (circa 154.000 mq) e la presenza di numerosi edifici.
di Paola Cigarini*
adista.it, 18 gennaio 2025
Si è svolta a Modena il 1° gennaio scorso, Giornata mondiale della Pace, la 1° marcia per la pace “Fuori la guerra dalla storia”, per rimarcare l’urgenza della pace fondata sulla giustizia. in Piazza Grande, oltre al sindaco di Modena Massimo Mezzetti e a mons. Erio Castellucci, arcivescovo di ModenaNonantola e vescovo di Carpi, che ha presentato il messaggio di papa Francesco “Rimetti a noi i nostri debiti: concedici la tua pace”, sono intervenuti Claudio Baraldi (Università di Modena e Reggio Emilia, delegato del rettore alla Rete delle Università per la Pace); don Mattia Ferrari (cappellano Mediterranea Saving Humans); Paola Cigarini (Gruppo Carcere&Città - Progetto Peter Pan) e Fausto Gianelli (Associazione Europea Avvocati per la Democrazia e i Diritti umani). Di seguito riportiamo l’intervento di Paola Cigarini.
di Giuseppe Dacquì*
L’Unità, 18 gennaio 2025
L’affaire Sala, conclusosi nel migliore dei modi, offre lo spunto per diverse riflessioni sulle condizioni delle carceri, sul rispetto delle convenzioni internazionali in tema di diritti fondamentali dell’uomo, sulle pene, sulla rieducazione del condannato, sul perdono, sull’amnistia, sulla concezione del diritto penale. Le società moderne pensano a un modello organizzativo della vita sociale improntato sulla tutela dell’ordine politico, sociale ed economico. Alcune di esse tendono a tutelare e conservare l’ordine attraverso norme rigorose, rigide che prevedono sanzioni sempre più elevate in ipotesi di trasgressioni più frequenti e che destano allarme sociale; altre, invece, mirano a una politica criminale meno repressiva.
di Leonardo Fiorentini
L’Unità, 18 gennaio 2025
Un documento Onu che denuncia il rischio violazione delle convenzioni sui diritti umani, civili e politici. Proprio nei giorni in cui la mobilitazione contro il DdL sicurezza si diffonde per il paese con le manifestazioni della rete “A Pieno Regime” nelle maggiori città è spuntata fuori una lettera che è nel cassetto della Presidente Meloni dal 19 dicembre. Si tratta di un documento firmato da ben sei relatori speciali dell’alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite che analizza il provvedimento ora in discussione in commissione al Senato, evidenziando le norme in contrasto con le convenzioni internazionali.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 18 gennaio 2025
Centinaia di persone a Roma e in altre città. Non si ferma la mobilitazione per il diritto al dissenso. Piazza Sant’Andrea della Valle è il dente di asfalto che si incunea verso corso Rinascimento, dove affaccia Palazzo Madama. È qui che si ritrovano in centinaia, con tanto di fiaccole e cartelli, per protestare contro il Ddl sicurezza. L’idea l’ha lanciata Amnesty International e raccolta dalla rete “A Pieno Regime”, organizzazione di scopo, composita e plurale che dopo la grande manifestazione dello scorso 14 dicembre continua a mobilitarsi per fermare il disegno di legge che ormai anche diversi organismi internazionali (Ocse, Consiglio d’Europa e Nazioni unite) considerano al di là delle normali garanzie offerte dai sistemi liberaldemocratici.
di Alice Dominese
Il Domani, 18 gennaio 2025
“I poliziotti chiedono semplicemente delle garanzie di lavoro operative serene, oltre una fruibile e adeguata tutela legale, al pari di quelle che stanno chiedendo i medici nei pronto soccorso e i professori aggrediti in classe” dice il segretario Siap. Il ministero dell’Interno ha di recente fatto circolare dei dati che rilevano un aumento sostanziale delle manifestazioni e dei feriti tra gli agenti di polizia in Italia. Nel 2024 sarebbero state organizzate 12.302 manifestazioni (una media di circa 34 al giorno, in crescita di quasi il 10 per cento rispetto al 2023), con 273 poliziotti feriti.
di Marco Iasevoli
Avvenire, 18 gennaio 2025
Previste mobilitazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica che culmineranno con le due giornate dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Non è escluso lo sciopero. Via tutti quando parla il rappresentante del ministro Carlo Nordio. Oppure con cartelli in mano a difesa della Costituzione. O magari presentarsi compatti in toga. Al Comitato direttivo centrale dell’Anm di questa mattina sono in discussione le possibili modalità di protesta dei magistrati contro la riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pm in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, venerdì prossimo in Cassazione e il giorno dopo nelle Corti d’appello.
di Giulia Merlo
Il Domani, 18 gennaio 2025
L’Anm medita manifestazioni in vista dell’apertura dell’anno giudiziario. La modifica costituzionale non produrrà effetti concreti sulle persone. Barbara Berlusconi: “È un primo passo ma ha un grande significato”. La strada è ancora lunga perché la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri possa entrare in vigore, ma il primo via libera della Camera ha già enfatizzato l’effetto di contrapposizione tra governo e magistratura in corso da mesi. Da un lato il centrodestra ha esultato, con Forza Italia che ha dedicato il sì al defunto Silvio Berlusconi (la figlia Barbara, al Tg1, ha detto che “è solo un primo passo, ma ha un grande significato simbolico.
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