primanovara.it, 12 settembre 2024
Con “Le notti di Cabiria” venerdì 13 settembre a Novara lo spettacolo nella Casa circondariale e il 14 una speciale replica alla Rizzottaglia. La rassegna “Le Notti di Cabiria” ancora protagonista nella Casa Circondariale di Novara. Ma dopo l’esperienza dello scorso anno, con lo spettacolo di Mauro Pescio “Io ero il milanese”, questa volta cinque detenuti saliranno sul palco come interpreti: venerdì 13 settembre alle 17.30 appuntamento con “Amleto Principe dei Palazzi” (evento già sold out).
di Rebecca Luisetto
Corriere del Veneto, 12 settembre 2024
Ospiti al Due Palazzi. Gli sposini: “Niente regali, volevamo smuovere gli animi”. Non erano previsti sacchettini di confetti o bomboniere convenzionali al matrimonio di Chiara Bontorin e Jacopo Bonato, la coppia che il 24 agosto ha pronunciato il fatidico “sì” nella chiesetta Torre di San Giacomo di Romano d’Ezzelino, nel Vicentino. Per i loro invitati hanno pensato a un’esperienza che potesse avere un significato profondo, che venisse ricordata nel tempo. Gli sposi hanno così organizzato una visita all’interno del carcere Due Palazzi di Padova grazie all’aiuto di don Marco Pozza, parroco della casa di reclusione, e l’incontro con tre detenuti che stanno scontando pene particolarmente gravi (tra loro c’è anche chi è condannato all’ergastolo). E l’iniziativa è stata tenuta nascosta fino all’ultimo, l’unico indizio che gli amici e i parenti della coppia avevano ricevuto era stato un messaggio inviato loro dai promessi sposi qualche settimana prima del 7 giugno, giorno dell’incontro: “Portate la vostra carta d’identità, presentatevi a questo indirizzo e preparatevi per rimanere alcune ore senza telefono ed effetti personali”, c’era scritto.
di Matteo Castagnoli
Corriere della Sera, 12 settembre 2024
“Uno su tre ansioso, depresso o con difficoltà di relazioni, le ragazze le più colpite”. Lo studio dell’università Iulm e della fondazione “Villa Santa Maria”: l’indice del benessere under 25 per la prima volta sotto la soglia di guardia. Un terzo dei giovani milanesi si trova in uno stato di malessere psicologico. Ed è la prima volta che accade. Ansia, depressione, difficoltà socio-relazionali in crescita dopo la pandemia e il “rifugio” nei social, ora evidenti anche nei dati. Una discesa al di sotto della soglia di guardia - almeno secondo uno dei questionari più accreditati a livello mondiale per intercettare questo disagio, il Pgwbi (psycological general well-being index) - che allarma gli esperti e che richiama gli ultimi casi di cronaca (la strage familiare di Paderno Dugnano, pensando al Milanese).
di Daniela Preziosi
Il Domani, 12 settembre 2024
A Montecitorio le opposizioni presentano emendamenti al ddl Sicurezza per allargare i diritti degli alunni e delle alunne figli di straniere. Ma gli azzurri votano no. Promettono una riforma ad hoc, ma le minoranze attaccano: le proposte estive di Tajani erano “un bluff”, “una farsa”. Alla Camera si vota per lo Ius Scholae e Forza Italia vota no. Vota no a tutti gli emendamenti proposti dalle opposizioni al ddl Sicurezza all’esame dell’aula. Finisce così, in un “grande bluff”, come lo definisce Riccardo Magi, relatore di minoranza alla legge, e cioè la campagna balneare del vicepresidente del consiglio Antonio Tajani, che ha passato l’estate a sostenere che il suo partito era favorevole all’ampiamento della possibilità di avere la cittadinanza italiana ai figli di stranieri che frequentano le scuole nel nostro paese. Sono più di un milione, in attesa di un diritto che oggi è un terno al lotto.
di Danilo Paolini
Avvenire, 12 settembre 2024
La Camera boccia tutti gli emendamenti delle opposizioni per la modifica della legge sulla cittadinanza. Così il Parlamento rinuncia al suo ruolo costituzionale. La riforma che non c’è. La Camera ha bocciato tutti gli emendamenti delle opposizioni sulla modifica della legge sulla cittadinanza, compreso quello di Azione che proponeva lo ius scholae, ovvero l’acquisizione della cittadinanza per i minori figli di immigrati dopo un ciclo scolastico di 10 anni. I no sono stati 169, 126 i sì e 3 gli astenuti. Anche Forza Italia ha votato contro. Gli azzurri hanno ribadito, con un intervento di Paolo Emilio Russo, che sono al lavoro su una proposta di legge in materia. “Si tratta - ha detto Russo - di un tema che merita più attenzione di un emendamento infilato all’ultimo un un provvedimento che parla di sicurezza”. Il voto è stato a scrutinio palese dopo il no alla richiesta delle opposizioni di voto segreto. Tra gli emendamenti dell’opposizione bocciati, quelli del Pd sullo ius soli temperato e sullo ius scholae a 5 anni e quello di +Europa che riproponeva il referendum sulla cittadinanza. Pd e Avs hanno votato anche tutti gli emendamenti degli altri gruppi in materia.
di Corrado Giustiniani
Avvenire, 12 settembre 2024
Trentadue anni non sono bastati a sbarazzarci di una delle leggi più retrive d’Europa, che impone ai nati in Italia da genitori stranieri di trascorrere 18 anni ininterrotti nel nostro Paese, prima di poter presentare domanda di cittadinanza. Un potente dispositivo per l’emarginazione di bambini e adolescenti (sono 915mila gli “stranieri” nelle nostre scuole, uno studente ogni nove, ormai) che avvertono la condanna della diversità e della disparità di diritti. L’improvviso ripescaggio dello “Ius Scholae” avrà un seguito politico concreto, o è una velleità estiva, nata sullo slancio di alcune vittorie olimpiche e paralimpiche di ragazze e ragazzi con la maglia azzurra ma la pelle di diverso colore? Ed è lo “Ius Scholae” l’unica soluzione possibile?
di Angela Gennaro
Il Domani, 12 settembre 2024
La decisione del Tribunale civile di Roma: “Il Governo deve dargli il visto”. Una decisione che ancora una volta smantella l’impalcatura fondata sull’esternalizzazione delle frontiere. I migranti hanno diritto di stare in un paese sicuro, e Tripoli non lo è. Viene dal Darfur, in Sudan, e Amal non è il suo vero nome. Ha 30 anni e da sei è bloccato in Libia: l’ultima volta che ha provato ad attraversare il mare è stato riportato a Tripoli da un mercantile italiano, l’Asso 29. Un respingimento collettivo per cui a giugno il tribunale civile di Roma ha giudicato colpevoli i ministeri di Difesa e Trasporti, la presidenza del Consiglio, il capitano e l’armatore della nave della Augusta Offshore. Ora un’altra sentenza del tribunale di Roma ordina al governo di rilasciare un visto ad Amal. Deve arrivare “immediatamente” in Italia, per poter chiedere la protezione internazionale.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 12 settembre 2024
Dalla detenzione illegittima alle espulsioni illegali, il Protocollo ribalta i principi del diritto europeo. Il vero obiettivo è sperimentare una gestione dei migranti fondata sul confinamento e sull’indebolimento radicale delle garanzie, in cui le regole vengono neutralizzate. Un piano che va archiviato al più presto, tra le pagine buie del nostro Paese. Con probabilità entro fine settembre, con la conclusione dei lavori al centro di Gjader, il protocollo tra Italia e Albania ratificato con L. 21.02.24 n. 14 prenderà avvio dopo innumerevoli rinvii nella sua attuazione. Nelle due strutture di Shengjin e Gjader “possono essere condotte esclusivamente persone su mezzi delle autorità italiane all’esterno del mare territoriale della Repubblica o di altri stati membri dell’UE, anche a seguito di operazioni di soccorso” (art.3 c.2). Le strutture per le procedure di ingresso “sono equiparate a quelle previste dall’art. 10ter comma 1 del TU immigrazione” [gli hotspot] mentre la struttura per il rimpatrio “è equiparata ai centri [i CPR] previsti dall’art. 14 comma 1 del citato testo unico” (art.3 c.4). Il Protocollo è chiaro nel delimitare l’ingresso e la permanenza nel territorio albanese degli stranieri “al solo fine di effettuare le procedure di frontiera o di rimpatrio previste dalla normativa italiana ed europea e per il tempo strettamente necessario alle stesse. Nel caso venga meno, per qualsiasi causa, il titolo della permanenza nelle strutture, la Parte italiana trasferisce immediatamente i migranti fuori dal territorio albanese”.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 12 settembre 2024
Dalla cella di un carcere a quella di un Cpr: non è mai stata riconquistata la libertà per Mansour Doghmosh, palestinese indagato dal tribunale dell’Aquila insieme ad Ali Irar e Anan Yaeesh per associazione con finalità di terrorismo internazionale. Lunedì era stato ordinato l’immediato rilascio per Doghmosh (detenuto da marzo a Rossano Calabro) e Irar (detenuto a Ferrara), ma il primo è stato caricato su una camionetta e condotto nel centro di Ponte Galeria. Il motivo: una decisione del questore di Cosenza che lo ritiene soggetto socialmente pericoloso, seppure un tribunale ne abbia appena disposto la scarcerazione.
di Leonardo Fiorentini*
L’Unità, 12 settembre 2024
Il Tar ha bocciato il decreto del governo che proibiva la vendita della Cannabis Light. Batosta per Meloni e la corrente giustizialista della maggioranza. Il tribunale di Salerno ha bocciato il sequestro della “Geo Barents”, una delle più importanti navi delle Ong che salvano i naufraghi nel Mediterraneo. Colpo al cuore per Meloni e soprattutto per Piantedosi che hanno sempre fatto della lotta alle Ong e ai salvataggi la loro bandiera ideologica e l’ascia per combattere gli sbarchi, utilizzando i naufragi e le morti come disincentivo. Beh, è una bella giornata. Qualcuno potrà dire: voi che fate sempre i garantisti e i nemici dei magistrati, oggi esultate perché i magistrati bloccano il governo? Innanzitutto noi da sempre facciamo muro contro le sopraffazioni delle Procure, raramente ci schieriamo contro i tribunali. Abbiamo sempre pensato che il cuore della sopraffazione giudiziaria stia nella corporazione dei Pm. E poi, come in tutte le cose della vita, può succedere sempre che chi in genere ha torto, per una volta abbia ragione.
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