di Giansandro Merli
Il Manifesto, 16 gennaio 2025
Il docente della Statale di Milano sulla recente proposta di scudo per gli agenti di polizia. “Non esiste un problema di tutele ridotte per le forze dell’ordine”, afferma. Gian Luigi Gatta è professore ordinario di Diritto penale all’università Statale di Milano. Ci aiuta a fare chiarezza sull’ipotesi di “scudo penale” per gli agenti di polizia prefigurata dal Governo.
di Davide Varì
Il Dubbio, 16 gennaio 2025
Approvati ieri dalla Camera tutti gli 8 articoli del ddl costituzionale sulla separazione delle carriere. Oggi si voteranno gli ordini del giorno e poi dichiarazioni di voto finale. L’approvazione definitiva del testo tra stasera e domani. Dunque il Governo e la maggioranza hanno accelerato e bocciando tutti gli emendamenti delle opposizioni sono quasi arrivati al primo importante traguardo. La giornata si era aperta con la protesta delle opposizioni che reclamavano la presenza del Ministro Nordio vista la discussione su un provvedimento così importante. “Il fatto che il ministro non sia in Aula non è solo un dispiacere per noi, ma è anche una brutta figura per il Parlamento”, ha affermato la responsabile Giustizia dem, Debora Serracchiani.
di Kaspar Hauser
Il Manifesto, 16 gennaio 2025
Forza Italia bloccata per il veto ai suo candidati parlamentati. Tajani prova a tenere i nomi coperti per impedire la controffensiva delle correnti forziste. Con solo undici componenti, è a rischio la camera di consiglio del 20 sui referendum. Il Parlamento in seduta comune (per eleggere quattro giudici costituzionali) si riunirà giovedì 23 gennaio dopo il nulla di fatto di martedì scorso. Fallisce dunque il tentativo di eleggere i giudici in tempo per consentire loro di prendere parte alla camera di consiglio della Corte del 20 gennaio, nella quale si deciderà sull’ammissibilità dei referendum sull’autonomia differenziata, sul jobs act e sulla legge sulla cittadinanza. Un fallimento non del Parlamento - rimasto esautorato dalle trattative per la scelta dei quattro giudici - bensì del centrodestra, e in particolare di Fi.
di Fulvio Fiano
Corriere della Sera, 16 gennaio 2025
Il procuratore capo di Napoli: “Sul darkweb arriveranno le ami della guerra in Ucraina”. Di fronte alle nuove sfide per il contrasto alla criminalità (il dark web, le truffe informatiche, i criptotelefoni), le riforme della giustizia portate avanti in questi anni non sono che una “pietosa bugia” all’Europa che le ha finanziate. Il capo della Procura di Napoli, Nicola Gratteri, parla per due ore in commissione antimafia e, come nel suo stile, non usa giri di parole.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 16 gennaio 2025
Le Sezioni unite, sentenza n. 935 depositata ieri, hanno accolto il ricorso del Ministero dell’Interno favorevole al trasferimento di un cittadino Pakistano in Austria dopo il diniego dell’asilo. Uno Stato membro non può negare il trasferimento di un extracomunitario presso lo Stato membro competente che ha negato la protezione internazionale a meno di comprovate carenze nella procedura e nelle condizioni di accoglienza. Le Sezioni unite, sentenza n. 935 depositata oggi, accogliendo il ricorso del ministero dell’Interno, affermano un principio di diritto alla luce della sentenza della Corte Ue del 30/11/2023 ponendo dei limiti ben precisi nella valutazione del rischio di violazione del principio di “non refoulement” da parte del giudice nazionale.
di Bartolo Conratter
Il Riformista, 16 gennaio 2025
Il sistema di tutele integrate non è un ostacolo: garantisce il pieno rispetto del diritto eurounitario. Mentre siamo in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia (CGUE) sul concetto di “Paese sicuro” e sulla sua operatività - e nel frattempo che, come si spera, calino i picchi glicemici post natalizi - può forse essere utile chiarire i meccanismi che regolano i rapporti tra la CGUE e il giudice ordinario italiano. Perché questo è il tema. Del resto, è anche un segno dei tempi: non bastano più, per orientarsi nella quotidianità, poche nozioni sedimentate, localizzate, indigene. La globalità ci porta costantemente in una dimensione di indagine, almeno europea.
internapoli.it, 16 gennaio 2025
Mario Schiavone, 58 anni, è morto in carcere. L’uomo era il cognato di Francesco Schiavone poiché aveva sposato la sorella di Giuseppina Nappa, moglie del boss dei Casalesi Sandokan. La notizia è stata data in anticipo dalla giornalista Marilena Natale. Lo scorso 9 gennaio i familiari del ras della camorra di Ponticelli hanno presentato una denuncia per un presunto caso di malasanità. Le condizioni del detenuto si sarebbero aggravate nelle ultime ore tanto da rendere necessario il trasporto in ospedale, struttura che l’uomo non sarebbe riuscito a raggiungere visto il sopraggiungere del decesso.
ilgerme.it, 16 gennaio 2025
“Ritengo che sia quanto mai necessario e opportuno, prima di riempire con altri detenuti il nuovo padiglione, trasferirvi la popolazione carceraria già esistente a Sulmona, in modo da poter effettuare gli interventi necessari sulle strutture più obsolete. In questo frangente sarebbe utile evitare di incrementare il numero dei reclusi per il tempo necessario a ultimare i lavori”. Queste le parole della Garante dei detenuti della Regione Abruzzo Monia Scalera in visita ieri nella struttura carceraria di Sulmona dove si è recata per verificare personalmente la situazione e confrontarsi con il personale e i detenuti.
primamonza.it, 16 gennaio 2025
È Roberto Rampi, vimercatese, ex amministratore ed ex vicesindaco, il nuovo Garante dei diritti delle persone private della libertà a Monza. La Giunta Comunale ha effettuato la nomina ieri, in base all’accordo siglato a luglio 2024 con Provincia MB e Casa Circondariale per istituire e regolare il funzionamento di tale figura. L’intesa prevedeva, appunto, che fosse il Comune a nominare la figura di Garante “a seguito di una selezione tramite avviso pubblico, scegliendo fra persone di prestigio e notoria fama nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani e delle attività sociali”.
di Rosella Formenti
Il Giorno, 16 gennaio 2025
L’accordo con l’azienda tessile Grassi di Lonate Pozzolo e l’Amministrazione penitenziaria ha come obiettivo, oltre a quello della formazione, anche di calmare la situazione all’interno di una delle prigioni più sovraffollate e problematiche d’Italia. Detenuti pronti a diventare sarti o, chissà, anche futuri stilisti (mai mettere limiti alle possibilità). Gli altri riceveranno comunque un attestato di partecipazione che potranno spendere quando una volta usciti dal carcere si cercheranno un’occupazione o comunque intraprenderanno un percorso riabilitativo. Tutti per il momento hanno imparato a usare macchine da cucire e altri macchinari impiegati per la produzione di abiti grazie a un accordo fra l’amministrazione penitenziaria e l’azienda tessile Grassi, storica impresa di Lonate Pozzolo specializzata da oltre un secolo nella produzione di abbigliamento tecnico, professionale, per le forze dell’ordine e sportivo.
- Napoli. Riscatto e reinserimento per i detenuti, nasce l’Associazione “Terra Dorea”
- Roma. Il 13 e 14 febbraio un convegno per i 50 anni dell’ordinamento penitenziario
- Catanzaro. “Trasformare il dolore in speranza”, concluso il progetto “Fumettando”
- “In Italia troppi diritti fondamentali sono a rischio”
- Il rapporto sui diritti: “L’Italia stava male ma ora sta peggio”









