di Simona Musco
Il Dubbio, 14 gennaio 2025
La Corte di Assise di Appello conferma la sentenza di primo grado dopo la condanna in appello e l’annullamento con rinvio della Cassazione. Il legale: “Ha agito solo per difendere”. Fu legittima difesa. Ed è per questo che Alex Cotoia è stato assolto. Un verdetto che ha fatto esplodere in un grido liberatorio il pubblico della Corte d’Assise d’appello di Torino, dove il processo era tornato a seguito della decisione della Cassazione di annullare con rinvio una precedente sentenza di condanna.
di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 14 gennaio 2025
In aula parlano le difese dei poliziotti alla sbarra per i fatti del 3 aprile 2023 “Si è ricorsi alla forza in modo legittimo, senza volontà di infliggere sofferenza”. Un video mostrato in tribunale per dimostrare che le mosse fatte dagli agenti della polizia penitenziaria per immobilizzare un detenuto, per le quali ora sono a processo con l’accusa a vario titolo di tortura e lesioni (oltre a falso nelle relazioni stilate sull’episodio), sarebbero state in linea, “identiche”, rispetto a quanto si insegna loro durante i corsi di addestramento. Il filmato riporta il calendario 2025 della penitenziaria, al centro di una recente polemica politica per le sue immagini ed è stato mandato in onda ieri in tribunale davanti al giudice Silvia Guareschi. Per i dieci imputati col rito abbreviato il pubblico ministero Maria Rita Pantani ha chiesto la condanna, la più alta a 5 anni e 8 mesi, per i fatti del 3 aprile 2023 dentro la Pulce, verso un tunisino che fu incappucciato, denudato e portato in cella dopo essere stato sanzionato per violazioni del regolamento carcerario e che, secondo le difese, si sarebbe invece dimostrato molto aggressivo.
di Elettra Gullè
La Nazione, 14 gennaio 2025
Quando fu inaugurato, nel 1983, il carcere di Sollicciano fu salutato come un modello di civiltà fra le carceri italiane. Si lasciavano le antiche Murate, per una struttura concepita con ampi spazi da vivere fuori dalla cella, da trascorrere in attività esterne di studio e di lavoro, per il migliore recupero dei detenuti, fino alla realizzazione del “giardino degli incontri” progettato da Giovanni Michelucci che al di là dei tradizionali parlatori consentisse di vivere all’aperto gli affetti familiari. Questo il sogno di allora, ben diversa la realtà di oggi. Cambiamento di mentalità, incurie, mancati lavori di manutenzioni e risanamento; degrado per tutti, detenuti e agenti di polizia penitenziaria, sovraffollamento, incertezze prolungate nella gestione hanno esasperato le condizioni di decadenza sì da fare del carcere fiorentino uno dei peggiori del sistema penitenziario italiano.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 14 gennaio 2025
Stavolta i problemi di Sollicciano non riguardano i detenuti ma gli agenti penitenziari. Sono quasi 300 i lavoratori del carcere fiorentino che da circa dieci giorni sono costretti a stare senza riscaldamento e senza acqua calda. Sono gli agenti che vivono nella caserma accanto al penitenziario, dove un guasto idraulico sta provocando disagi importanti, come raccontato Eleuterio Grieco, segretario regionale della Uil Penitenziari. “Dentro le stanze e i corridoi della caserma fa freddo - racconta il sindacalista - Le docce sono fredde e molti agenti scelgono quindi di non lavarsi. Non sono condizioni umanamente dignitose per i lavoratori di Sollicciano, che già devono fronteggiare quotidianamente tante altre emergenze”. La situazione è stata segnalata al Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria, spiegano dai sindacati, “ma ancora non è stata risolta e l’emergenza freddo continua ad andare avanti anche in questi giorni”.
agenparl.eu, 14 gennaio 2025
“Questa mattina abbiamo visitato la struttura, incontrato il direttore della casa circondariale Sant’Anna, il responsabile della Polizia penitenziaria, la responsabile degli educatori, il responsabile dell’Azienda Usl. Quella che ci è stata denunciata è una situazione in serio peggioramento rispetto al nostro precedente sopralluogo dello scorso 2 aprile. Un peggioramento ai limiti del collasso”: queste le prime parole dei parlamentari modenesi del Partito Democratico Stefano Vaccari, Maria Cecilia Guerra ed Enza Rando, che questa mattina hanno visitato il carcere insieme alla vicesindaca del Comune di Modena Francesca Maletti.
di Elisa Barresi
ilreggino.it, 14 gennaio 2025
Detenuto nel carcere di Rossano, ha già tentato il suicidio sette volte: l’ultima stamattina, e ora intraprende lo sciopero della fame. La famiglia denuncia condizioni disumane e chiede misure alternative prima che sia troppo tardi. È una storia che non lascia presagire nulla di buono. Davide deve scontare una pena ma quella denunciata dalla sua famiglia è una realtà che si scontra con il fine della detenzione, ovvero la rieducazione. Davide sta male. E la sua condizione è ormai da tempo sotto i riflettori. Perché la famiglia teme il peggio. Il dolore, quello visibile, ancor più quello invisibile, ha portato già a tentativi di suicidio e le richieste adesso sono tormentate dalla possibilità che Davide non ce la faccia.
laprovinciakr.it, 14 gennaio 2025
Federico Ferraro ha presentato il report sul mondo carcerario durante una conferenza stampa tenuta nella sala giunta del Comune. Sono stati anni intensi, dal 2018 ad oggi, quelli vissuti dal Garante comunale dei diritti dei detenuti, Federico Ferraro, che questa mattina nella Sala giunta ha presentato a conclusione del suo incarico, nel corso di una conferenza stampa, il report finale delle attività svolte. Alla conferenza hanno partecipato il sindaco Vincenzo Voce, l’assessore all’Ambiente Angela Maria De Renzo, l’assessore alla Cultura Nicola Corigliano e la presidente della III Commissione consiliare Antonella Passalacqua. Il sindaco ha ringraziato l’avvocato Ferraro per il lavoro svolto: “Il suo operato si è distinto per elevata professionalità e competenza sul campo non disgiunto da profonda sensibilità umana. Ha mostrato attenzione su numerosi temi con particolare riguardo alle libertà fondamentali e ai diritti umani”.
chietitoday.it, 14 gennaio 2025
Firmata oggi, 13 gennaio 2025, in municipio la convenzione tra Comune di Lanciano, che confinanzia il progetto, e la direzione del carcere. I detenuti coinvolti apprenderanno come gestire una biblioteca e catalogare libri. Creare un ponte tra dentro e fuori il carcere attraverso la cultura. È questo lo scopo della convenzione stipulata tra il Comune di Lanciano e la direzione della casa circondariale di Villa Stanazzo. La firma c’è stata questa mattina, 13 gennaio, nella sala giunta del municipio, tra il sindaco Filippo Paolini e il direttore del carcere, Mario Silla. Il progetto, già avviato in passato (2016-2020), fu interrotto a causa del Covid. In questi anni è rimasto chiuso nel cassetto e adesso, per iniziativa del vicesindaco e assessore alla cultura Danilo Ranieri e della dirigente Giovanna Sabbarese, può ripartire all’interno del supercarcere di Villa Stanazzo.
agensir.it, 14 gennaio 2025
Ogni anno a Cremona, in occasione dell’anniversario della nascita di don Primo Mazzolari (13 gennaio 1890), viene offerta un’occasione di riflessione culturale su una delle tematiche che hanno caratterizzato la vita e il messaggio del parroco di Bozzolo, di cui è in corso la causa di beatificazione. Quest’anno - informa la Fondazione Mazzolari - l’appuntamento sarà sabato 18 gennaio e incentrato sul tema del carcere e della giustizia. Verrà presentato il libro “Oltre le sbarre, il fratello”, curato da don Bruno Bignami e don Umberto Zanaboni, rispettivamente postulatore e vicepostulatore della causa di beatificazione e pubblicato grazie al contributo della cooperativa “A Passo d’uomo” e della Fondazione Cariplo.
di Giampiero Marras
L’Unione Sarda, 14 gennaio 2025
Al Dipartimento di Giurisprudenza di Sassari una lezione aperta a tutti. “Questa canzone è del 1961. È la prima che ho scritto (da solo) e mi ha salvato la pelle; se non l’avessi scritta, probabilmente, invece di diventare un discreto cantautore, sarei diventato un pessimo penalista”. Lo ha ricordato Fabrizio De Andrè citando “La ballata del Miché”. Sarà uno dei brani del Faber sul quale si discuterà venerdì 24 gennaio alle 15 nell’Aula Mossa del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Sassari. La lezione è aperta a tutti, non solo agli studenti, e conclude il corso di Diritto Penale 2024-25.
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