agensir.it, 8 settembre 2024
La Comunità di Sant’Egidio di Milano esprime “profondo dolore” davanti alla morte di Youssef Mokhtar Loka Barsom, ragazzo diciottenne che nella notte tra il 5 e il 6 settembre ha perso tragicamente la vita nell’incendio scoppiato nella cella in cui era detenuto nel carcere di San Vittore a Milano. “La sua morte è un grido di dolore non isolato che emerge dalle carceri italiane, una evidenza che è impossibile non ascoltare e una denuncia drammatica rivolta all’intero Paese per le condizioni che molti uomini e donne stanno vivendo”, dice la Comunità di Sant’Egidio di Milano, che denuncia tutto quello che aggrava la situazione in cui versano le carceri.
adnkronos.com, 8 settembre 2024
Il bilancio delle morti in carcere non si ferma. Nella notte tra giovedì e venerdì l’ennesima vittima, un 18enne morto carbonizzato dopo aver appiccato fuoco ad un materasso. Un problema esacerbato dalle condizioni in cui versano gli istituti penitenziari italiani: nel carcere di San Vittore il tasso di sovraffollamento ha sforato il 247%. Nella struttura sono rinchiusi 1.100 detenuti, ma i posti disponibili sono solamente 445. E sono pochi anche gli agenti di polizia penitenziaria: 580 quando ne servirebbero almeno 700. “Ci sono troppe persone nella stessa cella e poco staff per seguire con un percorso strutturato i detenuti. Manca lo spazio vitale - dice all’Adnkronos Valeria Imbrogno, psicologa che lavora nelle carceri milanesi - Già solamente avere una cella singola cambia totalmente la qualità di vita di un detenuto”.
di Giovanna Augusta de’ Manzano*
triesteprima.it, 8 settembre 2024
Il decreto “Carceri” del luglio scorso, ora convertito in legge, ha come obiettivo l’“umanizzazione carceraria” e dice di voler intervenire su più fronti, tra cui: l’alternativa della pena in Comunità per accogliere alcune tipologie di detenuti (per esempio per quelli senza domicilio ove poter scontare la detenzione domiciliare); l’assunzione di personale di Polizia penitenziaria (mille unità entro il 2026); la semplificazione e la velocizzazione delle procedure per concedere la liberazione anticipata; infine un aumento delle telefonate per i detenuti. Ciò detto, gli Uffici di Sorveglianza, non solo in Regione, sono al collasso e lì rimangono anche post decreto.
di Domenico Marino
Gazzetta del Sud, 8 settembre 2024
Lo denuncia il garante regionale, Luca Muglia, che visiterà il penitenziario. In appena 6 mesi 30 scioperi della fame, 24 atti d’autolesionismo, 3 tentati suicidi e 11 aggressioni fisiche alla Polizia penitenziaria. Al fianco e a tutela dei reclusi. Il garante regionale dei diritti delle persone detenute, Luca Muglia, racconta la visita che durante la prossima settimana farà assieme alla Camera penale, all’Ordine degli avvocati ai garanti provinciale e comunale Francesco Cosentini e Francesco Terranova nel carcere cittadino dedicato alla memoria di Sergio Cosmai.
blogsicilia.it, 8 settembre 2024
Entro il prossimo mese di ottobre gli Istituti penitenziari della provincia di Siracusa avranno più medici specialisti incaricati per le branche maggiormente richieste mentre gli ambulatori saranno dotati di nuovi arredi, attrezzature e presìdi sanitari. Il direttore generale dell’Asp di Siracusa Alessandro Caltagirone, nel rispetto dell’impegno assunto dopo la visita all’ambulatorio sanitario del Carcere di Cavadonna, ha disposto, attraverso gli Uffici competenti, l’effettuazione di una attenta ricognizione di tutti gli ambulatori sanitari degli Istituti penitenziari della provincia di Siracusa per verificarne le condizioni dei locali, il personale sanitario, servizi e apparecchiature in dotazione ed ha dato mandato al Provveditorato di predisporre un planning di acquisti, secondo le esigenze riscontrate, le cui gare sono già alla fase dell’aggiudicazione.
di Letizia Pezzali*
Il Domani, 8 settembre 2024
Oggi non mi servono aneddoti, perché tanto di storielle ne abbiamo a bizzeffe. Penso che tutti possiamo capire di cosa parliamo quando parliamo di vittimismo in politica. Un sottoinsieme particolarmente fastidioso del vittimismo in politica è il vittimismo di potere: si verifica quando chi si trova in cima assume la posa del martire. Non è raro osservare individui o gruppi che detengono un potere significativo e che assumono atteggiamenti o linguaggi tipici dell’autocommiserazione. A prima vista, la combinazione appare contraddittoria: come può una persona o un gruppo di potere presentarsi in quel modo? Eppure avviene. Lo sappiamo fin dalla scuola media: il bullo che piange. Solo che le istituzioni democratiche non dovrebbero essere la scuola media.
di Nicoletta Verna
La Stampa, 8 settembre 2024
Fra i moltissimi motivi per cui la strage di Paderno Dugnano ci atterrisce c’è l’assenza completa di un movente. L’omicida, leggiamo sulle cronache, era un ragazzo tranquillo, normale, quieto. Ci sgomenta allora l’impossibilità di penetrare l’immenso abisso dell’animo umano: la solitudine, la disperazione, il terrore, il senso di assurdo sono condizioni endemiche della vita, ma quando esplodono in completa assenza di qualunque segnale o presagio destabilizzano. Gli psicologi e gli esperti, però, dichiarano (probabilmente a ragione) che in questo e in altri casi simili i segnali senz’altro c’erano, ma che non sono stati raccolti o riconosciuti.
di Franco Giubilei
La Stampa, 8 settembre 2024
“Situazione peggiorata con la pandemia. Manca la percezione del reale. Troppi gli stimoli da internet” afferma il docente di Psicopatologia forense dell’età evolutiva alla Sapienza a Roma. “Troppo presto per entrare nel merito dell’ultimo caso di Macerata, ma che ci sia un aumento esponenziale di atti aggressivi e omicidi da parte degli adolescenti è un dato di fatto”. Ugo Sabatello, di formazione neuropsichiatra infantile, è docente di Psicopatologia forense dell’età evolutiva alla Sapienza a Roma. A proposito della serie di delitti compiuti da ragazzi contro genitori o coetanei chiama in causa un elemento: “Si tratta di atti impulsivi terribili, tutti diversi ma accomunati da una sorta di sospensione del pensiero e dal fatto che gli autori si rendano conto della gravità di ciò che hanno compiuto solo dopo. Passano alla violenza senza realizzare veramente quello che fanno”.
di Mario Giro*
Il Domani, 8 settembre 2024
Le lacrime delle madri, in Israele e a Gaza, chiedono pace ma il cinismo della politica non ascolta. Si propagano solo odio e soluzioni armate che sappiamo quanto siano già inutili. Ma la domanda elusa di pace provocherà il duro giudizio dei posteri. “Procedi nel tuo viaggio che spero sia bello quanto quelli di cui sognavi perché, mio dolce ragazzo, sei finalmente libero”. Sono le parole di Rachel Goldberg-Polin, la madre di Hersh rapito dal Hamas il 7 ottobre 2023 e assassinato in un tunnel a Gaza qualche giorno fa, forse poco prima del tentativo di liberarlo. Scossi e vicini al cuore di una donna distrutta, che trova la forza di parole che solo una madre può dire per salutare il proprio figlio, ci chiediamo: come essere finalmente liberi?
di Federico Rampini
Corriere della Sera, 8 settembre 2024
Alto e forte risuona l’allarme per il debito dei paesi africani. Di nuovo. A Cernobbio, dove mi trovo, ne ha parlato anche il ministro degli investimenti saudita. La cifra raggiunta da questo debito pubblico è ragguardevole: complessivamente 1.152 miliardi di dollari alla fine dell’anno scorso. E quel totale continua a salire, anche perché il rialzo dei tassi d’interesse deciso dalla Federal Reserve americana (poi seguita da altre banche centrali) per combattere l’inflazione, si è trasmesso su tutti i debiti in dollari. Ora la Fed e le altre banche centrali hanno iniziato la retromarcia, è cominciata una fase di riduzione del costo del denaro, ma siamo solo alle prime mosse di questo nuovo ciclo e intanto i tassi sono elevati. Le nazioni africane quest’anno pagheranno 163 miliardi ai loro creditori esteri solo per il cosiddetto “servizio del debito”, cioè gli interessi (che non estinguono il debito stesso). Per avere un termine di raffronto, nel 2010 il servizio del debito africano era poco più di un terzo, solo 61 miliardi di dollari di interessi.
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