di Andrea Gianni
Il Giorno, 7 settembre 2024
Luigi Pagano, già nel numero due del Dap: “In Italia situazione esplosiva. Il decreto Nordio è un flop, necessaria una misura deflattiva”. Il ricordo di Luigi Pagano torna al ‘87 quando, la notte tra sabato e domenica 5 luglio, quattro detenuti morirono per un incendio a San Vittore. All’epoca Pagano lavorava a Taranto e, in seguito, avrebbe assunto la guida del carcere milanese, uno dei penitenziari italiani col peggior tasso di sovraffollamento, di cui è stato direttore per 15 anni. È stato provveditore regionale per la Lombardia, vice capo del Dap nazionale, ha lanciato sperimentazioni e progetti innovativi e ora, in pensione, osserva una realtà dove detenuti continuano a perdere la vita, nel silenzio delle istituzioni. L’ultimo episodio, la morte di un giovane detenuto egiziano, è avvenuto proprio nel carcere da lui diretto.
Il Resto del Carlino, 7 settembre 2024
Autopsia su Saddiki Abdeljalil, detenuto nel carcere della Pulce, non rivela segni di violenza. Indagini per suicidio in corso, famiglia dubita. il 54enne marocchino presumibilmente morto suicida la settimana scorsa nella sua cella dove era detenuto nel carcere della Pulce di via Settembrini - sul quale è stata effettuata l’autopsia. Sul fatto che si sia tolto la vita non ci sono molti dubbi, tant’è che il fascicolo aperto dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani non è per omicidio, ma per istigazione al suicidio. L’uomo è stato trovato impiccato alle grate della finestra con dei brandelli di una maglietta. La famiglia però - tutelata dall’avvocato Giacomo Fornaciari - non crede al suicidio: l’uomo sarebbe uscito a breve per scontare la pena ai domiciliari e aveva già programmato una videocall coi parenti. Le indagini però continuano con altri accertamenti in corso volti a fare luce sulla morte.
di Elisa Sola
La Stampa, 7 settembre 2024
Le donne del carcere Lorusso e Cutugno hanno iniziato la loro protesta più estrema. Angela, Letizia, Dezdemona e Adina sono state le prime ad annunciare il proclama. “Da oggi facciamo lo sciopero della fame”, hanno detto ieri mattina al medico penitenziario che ha letto, come da prassi in questi casi, i rischi che comporta la privazione del cibo. Dopo Angela e le sue compagne, sono arrivate tutte le detenute della prima sezione. Ad annunciare, al dottore e alle agenti, la stessa cosa: “Ci uniamo alla protesta. Smettiamo di mangiare”. Le hanno seguite Amanda, Katherine, Jessica e Agostina. Le recluse della seconda. Accompagnate da quelle della terza. Alla fine della mattinata le hanno contate: erano 57.
di Liborio La Mattina
giornalelavoce.it, 7 settembre 2024
Volontari e associazioni lanciano un appello alle comunità locali: “Insieme possiamo ridare dignità ai detenuti e costruire una società più sicura”. Incontro pubblico il 4 ottobre. È giunto il momento di parlare di un tema che spesso viene messo in secondo piano: il sistema carcerario italiano. Una lettera accorata e ben articolata ci arriva dall’Associazione Volontari Penitenziari “Tino Beiletti” e da altre realtà del territorio, che puntano i riflettori sullo stato critico delle carceri, in particolare quello di Ivrea. Il Presidente della Repubblica, nel marzo scorso, ha lanciato un appello importante: riformare il sistema penale, garantendo il rispetto della dignità delle persone recluse e migliorando la sicurezza delle comunità. Ma l’appello, secondo i volontari, è rimasto inascoltato. Oggi, la situazione nelle carceri è drammatica, con strutture sovraffollate, scarse opportunità educative e lavorative, e un clima generale di abbandono.
di Federica Pacella
Il Giorno, 7 settembre 2024
Quattordici macchinari consegnati al Nerio Fischione. Contributo del Comune. Luisa Ravagnani garante dei detenuti ha portato avanti fino al buon esito l’istanza dei detenuti con la direzione del carcere. Sette lavatrici per il carcere “Nerio Fischione” di Brescia, ed altrettante asciugatrici. Sembra poco, ma per i detenuti vuol dire molto e non era scontato riuscire a raggiungere il risultato: basti pensare, che le lavatrici erano state una delle richieste che gli ospiti dell’ex Canton Mombello avevano rivolto all’amministrazione durante una commissione in carcere a novembre 2022. Ora i 7 macchinari sono stati consegnati, insieme a 7 asciugatrici, nell’ambito del progetto “Wash in”, acquistate grazie a un contributo di circa 15.200 euro stanziato dall’amministrazione comunale a giugno, a favore dell’Associazione Carcere e Territorio di Brescia.
di Loredana Pianta
rainews.it, 7 settembre 2024
Nell’estate calda dei penitenziari, segnata da rivolte, violenze e dal nuovo decreto del governo, l’incontro con un’associazione che opera a Brissogne. Lo sradicamento dal tessuto sociale, la lontananza dalle famiglie che, con più fatica, possono raggiungere il carcere di Brissogne, rispetto a strutture meno isolate in altre regioni. A volte l’autolesionismo viene visto da alcune persone detenute come un viatico per ottenere un trasferimento, ci raccontano alcuni volontari dell’associazione valdostana (Avvc) che dal 1983 opera nella Casa circondariale. A fine agosto al termine di un’ispezione, i Radicali italiani avevano parlato di “più detenuti con evidenti tagli sulle braccia”.
di Sandro Marotta
laguida.it, 7 settembre 2024
Nel fine settimana bancarelle, incontri, spettacoli e pranzo nel centro storico. Fino a domenica 8 settembre via Roma a Cuneo ospita “Art. 27 Expo”, una fiera che ha l’obiettivo di esporre e raccontare i prodotti fatti dai detenuti di diverse carceri italiane: in mostra abbigliamento, dolci, prodotti da forno e manufatti artigianali. Sabato 7 alle 15 sarà organizzato il talk “Parole evase, testimonianze dalle carceri: frammenti di storie raccontate da chi le ha vissute”. Si aprirà con lo spettacolo teatrale “Solo Andata”, con i detenuti del carcere di Fossano. Seguiranno gli interventi di Teo Musso (Baladin), Marina Maruzzi (Casa Circondariale di Sassari), Claudia Cagnile (Mosaico di Palermo), Matteo Marchetto (Pasticceria Giotto di Padova), Carla Chiappini (Verso Itaca di Piacenza), Alessia Bordo (O’Press e Teatro Necessario di Genova), Deborah Calderaro (Attavante Firenze), Giulia Gucci (Altro Diritto Firenze), Roberta Bugno (Il Cerchio Venezia), Chiara Sacchelli (Casa di Carità Arti e Mestieri di Torino), Vania Carlot e Liri Longo (Malefatte - Meraviglie di Venezia), Vincenzo Buonasera (UISP Sicilia), Agostino Paganini (Progetto Jonathan, Vicenza), Don David Maria Riboldi (La Valle di Ezechiele), Florentina Stefanidhi (Mondo Aperto di La Spezia), Etta Rapallo ed Emanuela Musso (Sc’Art Genova), Michele De Lucia (Parole Liberate), Giulia Marro (Collettivo Zaratan - ARCI Cuneo-Asti). Durante il talk saranno realizzati alcuni laboratori per adulti e bambini a cura della cooperativa Perla di manipolazione dell’argilla cruda e colorazione dopo la prima cottura. Per info e prenotazioni: 333-815 4530 (Valentina).
di Vera Mantengoli
Corriere del Veneto, 7 settembre 2024
Lo stimolo del regista. Collaborazione con la Biennale. “Cerca il tuo sogno, non dividerlo con nessuno e fallo maturare. Trovalo prima che si spengano le luci della vita perché vivere senza un sogno significa vivere in un carcere”. Rimarranno scolpite nella memoria le parole di Pupi Avati che ieri, con estrema delicatezza, hanno raggiunto i detenuti del carcere di Santa Maria Maggiore che lo hanno incontrato in una sala dopo aver partecipato a un corso con Michalis Traitsis, storico regista teatrale.
di Paolo Fallai
Corriere della Sera, 7 settembre 2024
Sono più di mille i morti nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno; 30.200, secondo dati Onu, i morti e dispersi in mare dal 2014, molti dei quali minori. Qualche numero come promemoria: sono 44 i dispersi degli ultimi due naufragi davanti alle coste della Libia. Tra loro ci sono tre bambini di 5, 7 e 10 anni. Il primo era col papà. I due più grandi, invece, erano non accompagnati, affidati a conoscenti pur di raggiungere l’Europa. Secondo le dichiarazioni dei superstiti - per lo più siriani e sudanesi - avevano pagato 5500 euro per la traversata. Un’enormità.
di Alice Dominese
Il Domani, 7 settembre 2024
Nel confronto tra le immagini riprese da Seabird e quelle della guardia costiera si notano la stessa forma e colore della barca in legno naufragata a largo di Lampedusa e il simile abbigliamento di alcuni sopravvissuti. Anche il numero di persone a bordo, il volto di un uomo e il porto di partenza potrebbero combaciare: “Se fosse confermato saremmo di fronte a un grave caso di omissione di soccorso”, dice l’ong Sea-Watch.
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