di Franco Insardà
Il Dubbio, 11 gennaio 2025
Depositata in Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Zuncheddu” per sostenere chi ha subito ingiuste detenzioni in attesa dei risarcimenti. Per Beniamino Zuncheddu, uscito a 60 anni metà dei quali trascorsi in carcere da innocente, con quella faccia smunta, lo sguardo smarrito e il fisico provato, non ci sono cifre sufficienti a restituirgli la vita e gli affetti. Lui, in attesa che gli venga riconosciuto il risarcimento, non ha di che vivere e non avendo potuto lavorare in tutti questi anni non ha neanche contributi previdenziali. Ma Zuncheddu non è il solo.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 11 gennaio 2025
La consegna del simbolo del Giubileo 2025 ai delegati regionali dei cappellani, in una cerimonia a San Pietro. L’appello dell’Ispettore generale alle istituzioni: “Aiutateci a far arrivare la speranza dell’Anno Santo in tutti gli istituti di pena”. Sono grandi e colorate, riportano sulla pancia quella e croce e quell’ancora simbolo di speranza che tante volte Papa Francesco ha citato nelle parole che rivolge ai reclusi in ogni occasione che ha di incontrarli, l’ultima in ordine cronologico proprio l’apertura della seconda Porta Santa - dopo quella di San Pietro - nella chiesa del Padre Nostro all’interno del carcere romano di Rebibbia Nuovo Complesso, appena ristrutturata per l’occasione.
di Simona Musco
Il Dubbio, 11 gennaio 2025
Giorgia Meloni ha blindato la separazione delle carriere, ora all’esame della Camera. Al punto da rendere ormai certa una cosa: quello a Montecitorio sarà l’unico vero voto sulla riforma. Nelle tre successive letture non si farà altro che apporre un timbro a un testo destinato a non cambiare più. La tabella di marcia dell’iter della riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario procede a passo lento. Ma inesorabile, stando a quanto dichiarato dalla presidente Giorgia Meloni, che ha blindato la riforma, ora all’esame della Camera. Talmente blindata da rendere ormai certa una cosa: quello a Montecitorio sarà l’unico e ultimo voto sulla separazione delle carriere. E i successivi passaggi rappresenteranno dei semplici “timbri” rispetto ai quali le opposizioni nulla potranno fare, se non sperare nel referendum che dovrebbe avere luogo l’anno prossimo.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 11 gennaio 2025
Martedì è convocato il Parlamento in seduta comune per l’elezione dei giudici mancanti. E la Corte questa volta esorta l’Aula alla fumata bianca. Potrebbe essere la volta buona, la prossima settimana, per l’elezione dei giudici della Corte costituzionale di competenza parlamentare. Martedì alle 13 è infatti convocato il Parlamento in seduta comune per la ricomposizione del plenum della Consulta. Si tratta del 13/esimo scrutinio per un giudice e del quarto per tre giudici, ma il quorum è in ogni caso dei 3/5 e quindi le possibilità di una fumata bianca crescono, anche per l’accordo in via di definizione tra maggioranza e opposizione, dopo mesi di stallo.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 11 gennaio 2025
Pressing della Lega per l’approvazione del testo fermo al Senato. Cerca una leva nei recenti fatti di cronaca - e confonde i decreti con i disegni di legge - il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, per tentare un nuovo pressing sul ddl Sicurezza attualmente fermo al Senato per le evidenti criticità e incostituzionalità che lo potrebbero far tornare alla Camera per una terza lettura. La speranza del leader della Lega è di recuperare, grazie alla norma-bandiera, qualche punto di gradimento in una destra dove attualmente regna sovrana incontrastata Giorgia Meloni.
di Andrea Gagliardi
Il Sole 24 Ore, 11 gennaio 2025
Si introduce anche l’arresto in flagranza differita. La Lega promuove una “norma blocca ladri”, con “inasprimento delle pene per garantire la galera senza sconti ai malviventi che rubano nelle case degli italiani”. Lo comunica il Carroccio, sottolineando, che “oggi, per una serie di attenuanti o sconti, i criminali possono evitare il carcere e questa condizione attira in Italia anche malviventi dall’estero che possono contare su norme più tolleranti. La Lega ha già depositato un ddl ed è pronta anche a inserirlo in un primo provvedimento ad hoc”.
di Mauro Gentile
La Voce e il Tempo, 11 gennaio 2025
Un quadro in chiaroscuro (con più ombre che luci), emerge dal IX “Dossier delle criticità strutturali e logistiche delle carceri piemontesi”, presentato dal Garante regionale dei detenuti e delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà, Bruno Mellano, il 30 dicembre a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte. Ombre, evidenziate sinteticamente dal documento che fotografa la situazione dei 13 penitenziari regionali e dell’istituto penale minorile di Torino “Ferrante Aporti”, che vanno dal sovraffollamento (allo scorso 30 novembre, nelle carceri della regione, erano complessivamente 4500 le persone ristrette, a fronte di una capienza di 3979 posti dei quali, peraltro, 261 temporaneamente non disponibili).
di Andrea Aversa
L’Unità, 11 gennaio 2025
Il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria della Regione Sicilia ha introdotto una norma che vieta specifici marchi di abbigliamento e l’introduzione, l’acquisto e l’uso di particolari alimenti. La protesta a Siracusa, l’iniziativa dei Garanti e le segnalazioni giunte da altre città dell’isola. Per il Provveditore Maurizio Veneziano le disposizioni “sono improntate ai principi di parità di condizioni fra i reclusi, di garanzia dell’ordine e della sicurezza penitenziaria e di tutela della salute della popolazione detenuta”.
di Guido Garau
cagliaritoday.it, 11 gennaio 2025
“Inizio d’anno tragico nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta dove un detenuto di 49 anni si è tolto la vita impiccandosi. Nonostante l’immediato tentativo dei medici del 118, allertati dagli Agenti, non c’è stato nulla da fare. A,R.O., originario di Uras, aveva più volte manifestato grave disagio con atti di autolesionismo per cui era costantemente monitorato. L’estremo atto, che ha suscitato vivo sgomento nell’Istituto, si è verificato nelle prime ore del mattino, intorno alle 5”. Lo rende noto Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme ODV facendo osservare con amarezza che “il primo suicidio del 2025 nella Casa Circondariale riporta l’attenzione sulle gravi condizioni di sovraffollamento”.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 11 gennaio 2025
Il caso del penitenziario di Modena è il più allarmante; al Sant’Anna si è registrato uno sciame di suicidi, che purtroppo non è un fenomeno infrequente, ma è rivelatore di una situazione di grave sofferenza. Inoltre il vecchio padiglione versa in condizioni critiche, come appurato durante l’ultima visita dell’Osservatorio nel carcere modenese, avvenuta il 5 dicembre. A lanciare l’allarme sulla situazione carceri in Emilia Romagna e, soprattutto, sulla situazione di Modena è l’associazione Antigone che fa presente come, lo scorso sette gennaio, si sia verificato al Sant’Anna il terzo decesso in sette giorni.
- Bologna. Cgil: “Alla Dozza si segnalano ancora gravi criticità”
- Piacenza. “Alle Novate oltre 500 detenuti invece di 416, studio e lavoro altre note dolenti”
- Prato. Carcere della Dogaia, solo 800 euro di contributi pubblici per i progetti di rieducazione
- Orvieto (Pg). Ai detenuti la cura del verde: patto tra Comune, carcere e scuole
- Andria (Bat). La masseria San Vittore diventa luogo giubilare









