di Ermes Antonucci
Il Foglio, 10 gennaio 2025
Il Consiglio superiore della magistratura ha approvato un parere in cui si sostiene che la separazione delle carriere porterà alla sottoposizione del pubblico ministero alla politica. Ma tutto si basa su una serie di congetture e supposizioni. Più che un parere negativo sulla riforma della separazione delle carriere, quello approvato dal Consiglio superiore della magistratura mercoledì sera (con 24 voti favorevoli, tra cui quelli di tutti i membri togati, e il voto contrario di quattro laici di estrazione di centrodestra) sembra il manifesto di un oracolo apocalittico. Ai rilievi tecnici, infatti, si sostituisce una serie di congetture e supposizioni spesso in contrasto persino con la logica. Il parere, lungo 76 pagine, sembra avere come primo obiettivo quello di confermare la tesi avanzata da mesi dall’Associazione nazionale magistrati: la separazione delle carriere porterà alla sottoposizione del pubblico ministero al governo, minando così l’indipendenza della magistratura. Questa tesi si scontra però con la realtà: la riforma costituzionale ribadisce esplicitamente i princìpi di autonomia e indipendenza della magistratura nel suo insieme.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 gennaio 2025
Tutti i togati del Csm, ad eccezione dell’indipendente Andrea Mirenda, hanno votato un parere che boccia la separazione delle carriere, definita pericolosa per la magistratura. Ne parliamo con Marcello Basilico, consigliere di Palazzo Bachelet in quota Area.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 gennaio 2025
La componente togata del Csm si è compattata contro la riforma costituzionale. Tutti d’accordo, tranne uno, l’indipendente Andrea Mirenda, unico ad astenersi e ad aver già vissuto sulla propria pelle il sorteggio. Che potrebbe rappresentare una soluzione, afferma, alle degenerazioni correntizie.
di Valeria Verdolini*
L’Unità, 10 gennaio 2025
L’episodio di Milano è più di una tragedia individuale: è uno specchio delle fragilità che il sistema penale e la società perpetuano nei confronti di alcune fasce della popolazione, soprattutto se di origine straniera. Nella notte tra sabato e domenica 24 novembre 2024, a Milano, uno scooter con a bordo due giovani, Ramy Elgaml, 19 anni, egiziano residente in Italia dall’età di undici anni, e Fares “Fafà” Bouzidi, 21 anni, tunisino, è stato inseguito da una volante dei carabinieri. I due, che vivevano nel quartiere Corvetto e avevano precedenti penali, non si sono fermati all’alt dei carabinieri in via Farini, nei pressi di corso Como. Al momento dell’incidente, Ramy aveva in tasca 125 euro. Il suo amico portava con sé 850 euro e una catenina che ha dichiarato essere di sua proprietà. L’inseguimento si è concluso tragicamente sul rettilineo di via Ripamonti, dove lo scooter è finito contro un muretto. Ramy, in una prima ricostruzione privo del casco perso durante l’inseguimento, è stato sbalzato dalla moto e ha riportato ferite mortali.
di Claudia Benassai
Gazzetta del Sud, 10 gennaio 2025
Il monito del Papa e di Mattarella trova una situazione sempre più critica negli istituti penitenziari calabresi: a Paola le ultime tragedie. Sovraffollamento al 120% con punte del 148%. Ambienti detentivi e docce in condizioni precarie. La denuncia di Antigone: “A Cosenza e Rossano reclusi con disagi psichici senza materassi e svestiti”. Non è più un argomento su cui bisogna fare silenzio o tergiversare. Da Nord a Sud. Per la prima volta nella storia dei Giubilei il papa ha aperto una Porta Santa all’interno del carcere romano di Rebibbia, che è diventa così icona universale della vicinanza della Chiesa ai detenuti e un segno di speranza.
lacapitale.it, 10 gennaio 2025
Intervistata da “la Capitale”, alla luce del suicidio di un giovane detenuto in carcere a Regina Coeli, la Garante dei detenuti di Roma Valentina Calderone pone l’accento sull’emergenza del sovraffollamento e critica le volontà del governo sulle carceri. E chiede provvedimenti urgenti per migliorare le condizioni nei penitenziari. Un giovane detenuto di 23 anni, cittadino romeno, è stato trovato impiccato, intorno alle 22.30 di ieri nel bagno della sua cella nel carcere di Regina Coeli. Contando anche chi nelle carceri ci lavora, e che similmente soffre di tutte le relative problematiche, il totale dei suicidi nelle carceri italiane sono cinque da inizio anno.
di Nello Trocchia
Il Domani, 10 gennaio 2025
A Modena, nel carcere Sant’Anna, i detenuti si uccidono inalando gas. Per quei morti non c’è alcun responsabile, le indagini condotte dalla procura locale sono finite con una richiesta di archiviazione poi accolta dal giudice del tribunale, il caso però è approdato in Europa alla corte di giustizia, dove c’è aperto ancora un fascicolo. “Tutte le mattine vengo al cimitero, non ci riesco a rassegnarmi: lui era la cosa più bella che mi era rimasta. Urlo, urlo di rabbia perché non si può perdere un figlio mentre è nelle mani dello stato”. Mentre la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa, presentava la solita ricetta fallimentare per affrontare l’emergenza carceri, negli istituti di pena italiani altri reclusi si toglievano la vita. “Negli ultimi giorni si sono uccisi altri due detenuti come mio figlio, perché in quel carcere si muore sempre così? Chi sono i responsabili, per la storia di mio figlio aspetto ancora giustizia”.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 10 gennaio 2025
L’assessora Alessandra Camporota dopo i suicidi in cella con il gas “Il Comune intende mantenere alta l’attenzione con iniziative concrete”. Più personale di Polizia Penitenziaria, incremento delle figure educative di sostegno e maggiore ricorso a misure alternative alla detenzione. Sono le misure per migliorare la situazione carceraria sollecitate dall’assessora a Sicurezza e Inclusione del Comune di Modena Alessandra Camporota nella lettera inviata al Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, in cui esprime “forte preoccupazione” per l’attuale situazione.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 10 gennaio 2025
Nella Casa circondariale di Napoli, record di suicidi; solo il 15% dei detenuti ha accesso a rieducazione. Il nodo dei vincoli storici per la ristrutturazione dei padiglioni. Ad un certo punto, le urla da dentro diventano più forti del trambusto dell’ora di punta nel centro storico di Napoli. Il direttore manda a controllare, ma l’ispettore ha già la risposta: “È il reparto Salerno...”. Come ad indicare una certa consuetudine di tensione. E in fondo, se il carcere di Poggioreale macina record di sovraffollamento (130% come altri) e suicidi (4 nel 2024, l’ultimo a togliersi la vita aveva 28 anni), all’interno ci sono padiglioni dove l’allerta è sempre a livello di guardia.
Corriere di Viterbo, 10 gennaio 2025
Tra meno di un mese il perito nominato ieri dal gip varcherà le porte del carcere di Mammagialla per eseguire una perizia psichiatrica sul 23enne bulgaro Iliyanov Krasimir Tsvetkov, che il 19 dicembre 2023 uccise a mani nude il compagno di cella, il 49enne siciliano Alessandro Salvaggio. All’accertamento specialistico è condizionato il rito alternativo abbreviato sollecitato e ottenuto dalla difesa dell’omicida, che strozzò il 49enne siciliano, residente a Barrafranca, in provincia di Enna, che nel penitenziario sulla Teverina stava scontando una condanna a poco più di due anni per evasione. Sullo sfondo della lite sfociata nel drammatico delitto un presunto debito di denaro quantificato in pochi euro.
- Siracusa. Restrizioni tra generi alimentari e indumenti a Cavadonna: protestano i detenuti
- Varese. Corso di formazione per i detenuti: apriranno un laboratorio tessile
- Napoli. Corso di formazione per i volontari, promosso dalla Pastorale Carceraria Diocesana
- Minori, appello di Arci e Uisp: “Il Governo cancelli il taglio del Fondo povertà educativa”
- Riparte la campagna per tagliare il debito dei Paesi poveri









