di Gianfranco Pellegrino
Il Domani, 4 settembre 2024
Su molti giornali e social quando si parla di qualcuno non esistono individui singoli, ma gruppi sociologici: africani, affetti da malattie, rapper. Questo è avvenuto anche per Moussa Sangare. Non può stupire che questo modo di comunicare dia l’assist a chi per mestiere fomenta e rinfocola il razzismo mai sopito di molti. Le reazioni più becere all’identificazione di un cittadino italiano di origini africane come presunto assassino di Sharon Verzeni sono, per l’appunto, reazioni. (Dico “presunto”, nonostante la confessione, perché forse dovremmo tutti aspettare il verdetto, anche per possibili rei confessi). Si tratta di reazioni a una precisa condotta comunicativa: la profilazione rozzamente sociologica dei sospetti. Su molti giornali, su molti social, per molte persone quando si parla di qualcuno - specialmente se questo qualcuno è un potenziale sospettato di azioni criminali - non esistono individui singoli.
di Luigi Trisolino
L’Opinione, 4 settembre 2024
“Populismo carcerario”, “spirito di conservazione e autoreferenzialità”: sono queste le critiche che il viceministro della giustizia Francesco Sisto ha dovuto sollevare verso alcuni atteggiamenti del corpo magistratuale sindacalizzato, al termine di un lungo e articolato confronto con il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Giuseppe Santalucia, nella nota kermesse “La Piazza” a Ceglie Messapica. Nulla di personale, anzi, si parlava di atteggiamenti di corpo istituzionale in generale.
di Benedetta Dalla Rovere
bolognatoday.it, 4 settembre 2024
In Assemblea legislativa inaugura la mostra “Dell’amore nessuno fugge. L’esperienza Apac dal Brasile all’Emilia Romagna”. Carceri senza sbarre per un vero reinserimento. È questo il messaggio lanciato dalla mostra “Dell’amore nessuno fugge. L’esperienza Apac dal Brasile all’Emilia-Romagna”, presentata in Assemblea legislativa dalla presidente Emma Petitti, da Giorgio Pieri, responsabile del progetto Comunità educanti per carcerati (Cec) che fa capo alla Comunità Papa Giovanni XXIII, Roberto Cavalieri, garante regionale dei detenuti della Regione Emilia-Romagna. Presenti all’inaugurazione della mostra anche la consigliera regionale Valentina Castaldini e Claudia Giudici, garante regionale dei minori della Regione Emilia-Romagna. Testimonial d’eccezione, il comico Paolo Cevoli, che si definisce “figlio del progetto e figlio spirituale di don Oreste Benzi che - racconta - al liceo a Riccione è stato il mio insegnante di Religione. Come diceva don Oreste, l’uomo non è il suo errore e in qualunque momento può ripartire”.
di Michele Giuliano
Quotidiano di Sicilia, 4 settembre 2024
È stato approvato l’avviso n. 12/24 Pr Fse+ per l’inclusione sociale di chi è in esecuzione penale. Possono presentare istanza i soggetti accreditati alla “Formazione continua e permanente”. Un progetto per l’inclusione sociale delle persone che provengono da un passato difficile ma che vogliono trovare una strada per riscattarsi. È stato approvato l’avviso n. 12/24 Pr Fse+ Sicilia 2021-2027, per la presentazione di operazioni “per l’inserimento socio-lavorativo dei soggetti in esecuzione penale”. Nove milioni di euro, da spendere per la promozione dell’inclusione attiva delle persone ai margini del mercato del lavoro. Nello specifico, il target di riferimento è rappresentato dai soggetti condannati in esecuzione di pena negli istituti penitenziari siciliani e in quelli minorili, ammessi a misure alternative alla detenzione o ad altre sanzioni sostitutive, o soggetti sottoposti a misure di sicurezza o in sospensione del procedimento con messa alla prova, o sottoposti a provvedimenti penali dell’autorità giudiziaria, compresi i cittadini di paesi terzi, migranti e comunità emarginate.
di Ambra Prati
Gazzetta di Reggio, 4 settembre 2024
I familiari del 54enne: “Il giorno prima era tranquillissimo, vogliamo la verità”. “Noi familiari non crediamo all’ipotesi del suicidio. La moglie ha parlato con lui in videochiamata il giorno prima che lo trovassero morto in cella ed era tranquillissimo. Vogliamo la verità”. A parlare è Tarik Bassiri, 44 anni, cognato di Abdeljalil Saddiki, il cittadino italiano (aveva acquisito la cittadinanza in virtù di un primo matrimonio) di origini marocchine rinvenuto dalla polizia penitenziaria del carcere di Reggio Emilia il 29 agosto alle 22.40 impiccato alla grata delle sbarre, tramite una maglietta arrotolata.
di Natascia Grbic
fanpage.it, 4 settembre 2024
Manuel Pignatelli è stato trovato morto nel carcere di Frosinone lo scorso 12 maggio. In seguito alla denuncia presentata dalla madre e dalla sorella, è stato aperto un fascicolo per omicidio. È stato aperto un fascicolo sulla morte di Manuel Pignatelli, il detenuto di 34 anni trovato morto nel carcere di Frosinone lo scorso 12 maggio. S’indaga per omicidio - al momento contro ignoti - e sono stati disposti accertamenti irripetibili per fare piena luce su un decesso le cui circostanze sono ancora da chiarire. A chiedere di indagare sul caso sono state la madre e la sorella del 34enne, assistite dall’avvocato Emanuele Carbone, che sin dall’inizio hanno evidenziato anomalie nella morte di Pignatelli, che stava scontando un residuo di pena di alcuni mesi dopo essere stato in un centro di recupero per persone tossicodipendenti. Sul corpo è stata quindi disposta l’autopsia, in modo da chiarire le cause della morte del 34enne.
di Francesco Oliva
La Repubblica, 4 settembre 2024
L’ergastolano Angelo Salvatore Vacca è deceduto a causa di un tumore ai polmoni, a 55 anni. La sua fine però potrebbe ben presto trasformarsi in un caso giudiziario. Vacca si è ammalato nell’ultimo anno: lamentava già da tempo forti dolori allo stomaco. Più volte era stato visitato dai medici nel carcere di Spoleto dove era detenuto. Tutti liquidavano i dolori come sintomi di una banale gastroenterite. Negli ultimi mesi, però, le condizioni di salute si erano aggravate definitivamente. Fin quando, dopo innumerevoli rifiuti, un medico legale si era reso disponibile a visitare il detenuto a fine maggio. Con una diagnosi spietata: tumore ai polmoni con metastasi al cervello.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 4 settembre 2024
Secondo il Gip Carolina Clò “Sono necessari ulteriori accertamenti per chiarire quanto è successo l’8 marzo del 2020 al Sant’Anna”. “È vero che sono emerse numerose contraddizioni, ma è altrettanto vero che alcuni detenuti presentavano lesioni. Anche solo per ‘chiudere’ il cerchio attorno alla vicenda e arrivare quindi ad un quadro completo, è bene continuare ad indagare”. È questa la decisione del Gip Carolina Clò in merito alla richiesta di archiviazione presentata dalla procura del fascicolo relativo alla rivolta dell’8 marzo 2020 in carcere. Un fascicolo che vedeva l’iscrizione di ben 120 indagati tra gli appartenenti alla polizia penitenziaria, per i quali è stato ipotizzato il reato di tortura.
milanotoday.it, 4 settembre 2024
Le parole dell’europarlamentare Ilaria Salis dopo l’ennesima rivolta al Beccaria. Lo fa con un post sui social, dopo l’ennesima rivolta di domenica al carcere Beccaria di Milano. “L’istituto penitenziario per minori milanese, come tanti altri, è infatti un vero disastro, pieno di criticità che si ripetono da anni e che non possono più essere ignorate - scrive sulla sua pagina Facebook -. Le problematiche sono molteplici: dalla carenza di mediatori culturali alle strutture fatiscenti, dalla mancanza di adeguati programmi di reinserimento alla violenza usata come strumento di gestione. Non possiamo dimenticare le immagini del brutale pestaggio di un detenuto 15enne da parte di più agenti di polizia penitenziaria, avvenuto lo scorso marzo. Le condizioni attuali sono inaccettabili e l’istituto non può continuare a operare in queste condizioni. Deve essere chiuso il prima possibile”.
di Iacopo Nathan
La Nazione, 4 settembre 2024
Ieri la Camera Penale di Lucca ha organizzato un sopralluogo all’interno della Casa circondariale San Giorgio, invitando anche la società civile. La società civile lucchese ha deciso di immergersi all’interno della casa circondariale San Giorgio, per vedere da vicino la reale condizione dei detenuti. L’Unione delle Camere Penali Italiane ha organizzato in tutte le Carceri italiane durante il periodo estivo una visita ai detenuti dei vari istituti. L’obiettivo era quello di “responsabilizzare la politica sulla indifferibilità di interventi idonei a rimuovere concretamente le cause che rendono la pena inumana e degradante e a dare consapevolezza alla società civile delle reali condizioni degli istituti e di formare una coscienza sociale comune e informata sul tema del carcere”. Una visita lunga, durata diverse ore, che ha permesso a tutti i presenti di entrare davvero in contatto con l’attuale situazione del carcere lucchese.
- Palermo. D’Orso (M5S): “All’Ucciardone stesse criticità di tutto sistema penitenziario italiano”
- Palmi (Rc). Iniziative di “Nessuno Tocchi Caino” per tenere alta l’attenzione sulle carceri
- Genova. Reinserimento dei detenuti: l’esperienza della Veneranda Compagnia di Misericordia
- Milano. Il carcere di Bollate apre le porte per la Mostra Mercato
- “Italiani dopo 5 anni con residenza e reddito”. La sfida del referendum











