di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 3 settembre 2024
Parla Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti: allarme suicidi e condizioni in cella insostenibili: “Non avevo mai vissuto un periodo così terribile per la desolazione e la mancanza di fiducia”. “Oggi in galera soprattutto poveri e disagiati, servono pene diverse dalla prigione come vendetta”. Sicurezza e calo dei reati si ottengono con l’apertura: “Più Terzo settore, più volontari, più telefonate”. Ornella Favero è la direttrice di Ristretti Orizzonti, rivista che con 184 numeri realizzati finora dagli ospiti del “Due Palazzi” di Padova costituisce da 26 anni un punto di riferimento e in fondo un modello - oltre che un archivio preziosissimo di dati e notizie sull’universo carcerario - per i tanti periodici prodotti da detenuti e detenute, quasi sempre con l’aiuto determinante del volontariato, tra istituti di pena e case circondariali d’Italia: in tutto 190 strutture con una capienza di 51mila ospiti ma che ne contengono attualmente oltre 61mila, più 3imila agenti, e in cui finora quest’anno si sono suicidati in 67 tra i primi e sette tra i secondi.
di Antonio Pagliano
ilsussidiario.net, 3 settembre 2024
Per svuotare le carceri si pensa a togliere le recidiva come motivo di arresto o di usare di più i domiciliari. Per ora i veti interni bloccano il Governo. Chiusi gli ombrelloni e ripiegati sdraio e lettini, il Governo Meloni si è ritrovato a Palazzo Chigi per riaprire i fascicoli interni più delicati, fra i quali, insieme al premierato e all’autonomia differenziata, quello sulla giustizia. Su questo fronte, ci eravamo lasciati il 9 agosto, con l’apposizione della firma del Presidente della Repubblica alla legge sulla prima trance di riforme targate Nordio, che ha cancellato il reato di abuso d’ufficio e riformulato quello del traffico d’influenze. Legge i cui effetti non tardano a palesarsi: tanto per fare due esempi, la riformulazione del reato di traffico d’influenze tornerà particolarmente utile a Palamara, che potrebbe chiedere l’annullamento della condanna a un anno e quattro mesi e altrettanto potrebbe fare Alemanno, condannato a 22 mesi nel processo mafia capitale.
di Maria Pellino
alessandria.today, 3 settembre 2024
C’è una grande delusione perché il decreto-legge sulle carceri avrebbe dovuto affrontare una vera emergenza di questo paese. E dopo 70 decreti legge che non avevano alcun carattere di necessità e urgenza, il carcere meritava una decretazione d’urgenza. Il governo - come ha sottolineato il nostro Segretario nazionale e deputato Paolo Ciani - ha preferito varare un decreto-legge che non ha nulla di realmente risolutivo del dramma che stanno vivendo le nostre carceri. Tant’è che mentre il Parlamento votava, il ministro Nordio era dalla presidente Meloni per parlare di “future misure per le carceri”, dimostrando l’inutilità del decreto per l’emergenza in corso oltre ad una scarsa considerazione del Parlamento. Una situazione drammatica in cui l’aspetto del sovraffollamento è una realtà evidente, con punte del 190%. E i dati drammatici dei suicidi ne sono una dolorosa riprova: quelli dei 65 detenuti dall’inizio dell’anno, ma anche quelli dei 7 agenti della Polizia penitenziaria.
di Jessica Reatini
ilmillimetro.it, 3 settembre 2024
Tra suicidi e sovraffollamento, la situazione negli istituti penitenziari è sempre più degradante per i detenuti e per chi lavora all’interno delle carceri italiane. Storie di vite spezzate, di uomini e donne che in carcere non hanno trovato solo la loro condanna, ma anche la morte, o meglio, che hanno deciso di andarci incontro, che non hanno visto nessuna prospettiva di vita oltre quelle sbarre. Da inizio 2024 sono 67 i detenuti che si sono suicidati in carcere, uomini e donne, giovani o meno rinchiusi nei penitenziari di tutto lo Stivale da nord a sud, senza differenze. Sono 20 decessi in più rispetto allo stesso periodo del 2023 e con un aumento di 20 rispetto al 2022.
di Francesca Scopelliti*
Il Dubbio, 3 settembre 2024
Ha fatto della civiltà delle carceri la sua ragione di vita senza chiedere nulla in cambio. E affidare la responsabilità di un settore così complesso a chi è in grado di “sanarlo” farebbe eccellere il nominato ma soprattutto chi lo ha nominato. Si sa, le nomine del governo sono sempre di parte, sono appunto politiche. E nessun partito può recriminare o accusare il governo di turno per questa consueta abitudine, perché tutte le amministrazioni hanno sempre adottato questo comportamento: la persona giusta al posto giusto, si giustificano, dove l’aggettivo “giusta” che farebbe presupporre una competenza, un merito, indica invece la persona che non crea problemi, che si allinea spontaneamente alle indicazioni partitiche. Un ragionamento che si può addire a tutti i ministeri, economia, sanità, cultura ecc., ma quando si parla di giustizia o ancor più di carcere deve esserci un pensiero unico perché si parla di diritto, di rispetto delle norme costituzionali, che appunto non sono “interpretabili”.
di Francesca Galici
Il Giornale, 3 settembre 2024
Dopo il grave episodio (l’ennesimo) nel carcere minorile di Milano, ancora una rivolta si è verificata in una struttura per minori, stavolta a Bari. I sindacati: “Fa riflettere la tempistica di questi episodi”. Continuano le rivolte nelle carceri italiane e dopo il grave episodio che si è registrato nella struttura minorile di Milano, un episodio simile si è verificato in quello barese. E ora, al di là della gravità dei fatti, delle riflessioni che devono essere fatte sulla situazione carceraria italiana, è forse ragionare anche su altri elementi e su altri fattori, perché le rivolte si stanno facendo sempre più frequenti e sempre più violente, a scapito degli agenti di Polizia Penitenziaria. Ma, soprattutto, quel che ora desta molti dubbi sono le tempistiche dei tumulti, che si sono sempre verificati nelle carceri ma ora emergono elementi che destano qualche perplessità.
di Errico Novi
Il Dubbio, 3 settembre 2024
Intervista alla responsabile Giustizia dem: finora Forza Italia ha solo parlato e poi è tornata nei ranghi. “Vorremmo vedere fatti concreti. Se ci fossero, non abbiamo mai negato di poter dare la nostra disponibilità. Se davvero Forza Italia, su temi come lo Ius scholae o le carceri, si mostrasse capace di affrancarsi dalla linea dominante nella maggioranza e agisse in modo serio, il Partito democratico, ripeto, sarebbe disponibile a parlarne”. Ma? “Ma i fatti”, chiarisce subito Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia dem, “dicono che Forza Italia avanza propositi e poi torna puntualmente nei ranghi della maggioranza. E sinceramente, noi non abbiamo alcuna intenzione di farci prendere in giro”.
di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 3 settembre 2024
Nel mese di agosto la polemica tra la politica e la magistratura o meglio tra i politici e i magistrati si è acuita tanto da scadere in una bega e un turpiloquio rifiutato da chi ha un minimo di buonsenso. Lo scontro tra i due poteri ha origini antiche, dall’antica Grecia per il conflitto tra “i signori del diritto”, come uno studio di grande spessore del professor Ortensio Zecchino spiega e dimostra, ma quando scade a scontro di cortile risulta insopportabile e deleterio. D’altra parte se a ogni indiscrezione della stampa su una qualunque pretesa iniziativa giudiziaria, gli esponenti politici reagiscono e minacciano di riformare la giustizia è inevitabile la protesta dei magistrati e della Associazione che ritiene di essere punita da un legislatore “avversario”.
di Hoara Borselli
Il Giornale, 3 settembre 2024
Intervista a Giulia Bongiorno. La presidente della commissione Giustizia sul caso di Sharon: “Leggi inefficaci se applicate male”. Giulia Bongiorno, 57 anni, è una delle più apprezzate avvocate italiane. È diventata celebre sbaragliando le procure che accusavano Giulio Andreotti. Ora è senatrice, eletta con la Lega, ed è presidente della commissione giustizia.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 3 settembre 2024
Il procuratore di Perugia attacca in una nota il giudice che ha negato gli arresti nell’indagine sugli accessi abusivi alle banche dati e manda le carte alla commissione Antimafia. Atti inusuali su un’inchiesta ancora in corso. Nuovi colpi di scena riportano alla ribalta il cosiddetto “scandalo dossieraggio”, esploso un anno fa e incentrato sulle migliaia di accessi abusivi effettuati dal finanziere Pasquale Striano alle banche dati a disposizione della Direzione nazionale antimafia (Dna). Dopo il respingimento da parte del gip della richiesta di arresto per Striano e l’ex pm antimafia Antonio Laudati, il procuratore di Perugia Raffaele Cantone ha diffuso ieri un comunicato stampa per fornire precisazioni sull’indagine. Il comunicato, in verità, ha più le forme di una critica pubblica alle censure avanzate dal gip. Un atto inusuale, tanto quanto la lunga audizione che lo scorso marzo Cantone tenne alla commissione Antimafia del Parlamento per illustrare i contenuti dell’indagine ancora in corso.
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