di Luigi Frasca
Il Tempo, 2 settembre 2024
Soumahoro, il parlamentare diventato famoso per la moglie e suocera, che, a parere degli inquirenti, sarebbero state protagoniste di una vita a cinque stelle a discapito dei poveri migranti che dovevano difendere, scende in campo per dire che le carceri vanno chiuse. A parte la sacrosanta battaglia per i diritti sui detenuti, sul miglioramento di istituti penitenziari che, da anni e non da oggi, vessano in condizioni di precarietà, non passa inosservato il grido di allarme di Aboubakar per il Beccaria di Milano: “Va chiuso - scrive in una nota - perché non è un luogo umano di detenzione”. Striglia, dunque, il governo Meloni: “Ha deciso in modo politicamente miope ed ideologico di affrontare il tema”. Il pupillo di Fratoianni, infatti, è stato protagonista di un’ispezione parlamentare in cui avrebbe trovato tracce di sangue su materassi e pareti, ragazzi con tagli di autolesionismo sulle braccia in segno di protesta. “Un detenuto - riferisce l’ex sindacalista - aveva digerito addirittura un pezzo di vetro. Una situazione di anomia e disumanizzazione”.
di Cataldo Intrieri
linkiesta.it, 2 settembre 2024
A volte, per capire a che punto è la notte del garantismo nel nostro paese, bastano piccoli episodi relegati nella cronaca ordinaria del pettegolezzo. Prendiamo due vicende apparentemente slegate e che invece sono connesse, ed eloquentemente emblematiche. La prima riguarda un austero manuale di diritto privato, giunto a una sua ultra-ventennale edizione in cui l’autore, il professor Francesco Gazzoni, emerito della materia all’Università di Roma, ha lamentato testualmente che “i magistrati entrano in ruolo in base a un mero concorso per laureati in giurisprudenza e appartengono in maggioranza al genere femminile, che giudica non di rado in modo eccellente, ma è in equilibrio molto instabile nei giudizi di merito in materia di famiglia e figli”.
di Andrea Siravo
La Stampa, 2 settembre 2024
Lo psicologo: “Tutti cercano i segnali premonitori. Non dobbiamo mai smettere di dare voce alle emozioni anche quelle più disturbanti dei nostri ragazzi”. “Sin dall’inizio sembrava non reggere il racconto del ragazzo. Fortunatamente stragi così gravi capitano raramente. Anche in casi in cui non è stato portato a compimento il progetto omicidiario sappiamo che queste vicende hanno a che fare con ciò che accade all’interno della famiglia. Ognuna di esse ha delle caratteristiche uniche e specifiche che difficilmente si possono generalizzare”. L’auspicio di Matteo Lancini, psicologo, psicoterapeuta e presidente della Fondazione “Minotauro” di Milano, è che la strage famigliare di Paderno Dugnano diventi un’occasione di riflessione più ampia sul tema del disagio giovanile.
di Maria Novella De Luca
La Repubblica, 2 settembre 2024
Lo psichiatra sulla strage familiare di Paderno Dugnano: “È un pensiero che può annidarsi nella mente degli adolescenti in quella fase di vita, spesso conflittuale: alcuni vedono madri e padri come ostacoli alla loro libertà. È quel che avvenne per Erika e Omar”. “La fantasia di sopprimere i genitori, vissuti come un ostacolo per la propria libertà, è un pensiero che si annida, a volte, nella mente degli adolescenti. Lo spiega con chiarezza Winnicott, lo sappiamo, è un tema ricorrente, simbolico, che resta naturalmente a livello di fantasia e poi scompare, crescendo. Ma ci sono casi invece, penso a Erika e Omar, penso a questo ragazzo di Paderno Dugnano, nei quali con ferocia inaudita degli adolescenti scelgono di dare corpo a questo pensiero. Il risultato è la strage che abbiamo sotto gli occhi”. Non è facile, nemmeno per uno psichiatra come Massimo Ammaniti, trovare una spiegazione al gesto di un diciassettenne che stermina a coltellate la famiglia.
di Andrea Magagnoli
Il Sole 24 Ore, 2 settembre 2024
Nel caso di nomina di due difensori il decreto di fissazione dell’udienza camerale deve essere notificato ad entrambi. Lo afferma la Corte di cassazione con la sentenza 32599 depositata il giorno 14 agosto 2024. Il caso di specie trae origine dall’emissione di un’ordinanza da parte del Tribunale del riesame di Sondrio tramite la quale veniva confermato il decreto di sequestro preventivo diretto e per equivalente di alcuni beni in disponibilità dell’indagata. Si trattava di un provvedimento ablatorio emesso nel corso di un procedimento diretto alla contestazione di numerosi reati tributari. Ricorreva il difensore dell’imputato deducendo in apposito motivo di ricorso la violazione della legge processuale e del diritto di difesa conseguenti alla mancata comunicazione del decreto di fissazione dell’udienza camerale ad uno dei difensori nominati dall’indagata. Il procedimento dopo avere compiuto il proprio corso veniva deciso con il provvedimento qui in commento.
di Gabriele Gallo
Il Resto del Carlino, 2 settembre 2024
Dopo la tragedia del cuoco 54enne, padre di due figli, che si è ucciso alla Pulce “Liberazione anticipata e incentivo delle misure alternative alla detenzione”. “Non conosco il detenuto che si è tolto la vita, i particolari della vicenda, per la quale è stato peraltro aperto un fascicolo di indagine, ma mi è sufficiente quello che è noto per affermare senza esitazioni che è in atto una strage di Stato”. Così l’avvocato Luigi Scarcella, presidente della Camera penale di Reggio Emilia, dopo che un uomo di 54 anni di origine marocchina, detenuto alla Pulce per un cumulo di pena per furti, rapina e resistenza a pubblico ufficiale, si è tolto la vita nella serata nella sua cella, giovedì scorso. Gli restava all’incirca un solo altro anno di reclusione da scontare. È il settimo caso di suicidio carcerario in Emilia Romagna e il 67esimo in Italia dall’inizio dell’anno. Il 54enne, padre di due figli, era molto conosciuto tra carcerati e secondini, anche perché faceva il cuoco nelle cucine del penitenziario e gli rimaneva più o meno un altro anno di reclusione da scontare.
di Matteo Castagnoli
Corriere della Sera, 2 settembre 2024
Materassi a fuoco e lenzuola annodate, 8 feriti. In quattro tentano di scavalcare il muro di cinta ma non ci riescono: trovati dalla polizia ancora all’interno. I sindacati: ora interventi urgenti. Un lungo lenzuolo bianco annodato e steso all’ingresso del carcere minorile Beccaria. Mancano un paio di minuti all’una di notte tra sabato e domenica quando gli agenti srotolano quello “strumento artigianale” costruito dai detenuti per evadere. Un tentativo, però, fallito. La polizia penitenziaria interviene subito, quando scatta l’allarme per un principio d’incendio in alcune celle, poco prima delle 21 di sabato. All’appello, dei 58 ragazzi detenuti ne mancano quattro. Uno viene rintracciato poco dopo l’inizio della protesta, gli altri vengono trovati alla fine di ricerche durate tutta la notte fino a domenica mattina quando “tutto era rientrato”.
di Nicola Palma
Il Giorno, 2 settembre 2024
Quattro detenuti hanno tentato di allontanarsi: uno è stato riacciuffato subito, altri tre sono stati trovati sui tetti dell’istituto. È iniziata col fuoco - un piccolo incendio in cella, materassi o quel che si trova - anche la rivolta di sabato sera all’Ipm (Istituto penale minorile) Beccaria di Milano. L’ultima di una serie che s’è intensificata in questa calda estate, nonostante l’immissione progressiva di almeno una cinquantina di agenti (seguita alla sospensione, a primavera, di 21 poliziotti penitenziari accusati di torture e violenze ai baby detenuti) e la riduzione dei reclusi da 92 ai 58 che avrebbero partecipato “tutti” a “gravissimi disordini” e una “tentata evasione di massa”, denunciava Gennarino De Fazio, segretario generale del sindacato UilPa Polizia penitenziaria, mentre l’istituto veniva cinturato in forze dalla polizia di Stato e dai carabinieri.
di Giulia Bonezzi
Il Giorno, 2 settembre 2024
Gli agenti arrestati. Poi 5 rivolte e 4 evasi in appena quattro mesi. L’ira dei sindacati della Penitenziaria per l’inchiesta sui presunti abusi. Nonostante l’arrivo di 50 nuovi poliziotti e la riduzione dei reclusi. secondo i rappresentanti dei lavoratori l’Ipm va commissariato. Quattro rivolte e quattro evasioni-lampo in quattro mesi. Senza contare i disordini di sabato notte e i quattro baby detenuti che avrebbero tentato la fuga, tre rimasti irreperibili per ore con tanto di foto segnaletiche diramate a tutte le auto finché non sono stati trovati, forse sui tetti, comunque all’”interno del perimetro murato del carcere”, rimarca il dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità smentendo che vi sia stato sabato “alcun tentativo di evasione” dall’Istituto penale per minori Beccaria di Milano. Unica nota ufficiale in una ricostruzione per il resto affidata, come sempre, ai sindacati della Polizia penitenziaria, che denunciano una situazione “letteralmente allo sbando” nelle parole di Gennarino De Fazio, segretario generale della UilPa Pp, che al Beccaria era emersa con clamore a seguito della maxi-evasione del giorno di Natale del 2022 (sette detenuti tra i 17 e i 19 anni scappati dal cantiere e rientrati nel giro di qualche giorno).
Ivrea. Protesta dei detenuti del Reparto Isolamento, chiedono il trasferimento in un’altra struttura
Corriere della Sera, 2 settembre 2024
Tensione nel carcere di Ivrea dove sabato i detenuti del reparto isolamento, per chiedere il trasferimento in un’altra struttura, hanno sbattuto le ante degli armadietti dando vita ad una rumorosa protesta. “Nel carcere di Ivrea - commenta Leo Beneduci, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp - la situazione è identica a quella di altre strutture penitenziarie italiane; non riusciamo però a comprendere come mai dal carcere di Ivrea i detenuti responsabili di violenze ed aggressioni nei confronti del personale di polizia penitenziaria non vengono trasferiti e al contrario sono gli agenti aggrediti ad essere spostati d’incarico o sede, quasi a giustificare i comportamenti di maggiore pericolosità da parte dei ristretti”. L’Osapp ribadisce che ancora oggi l’amministrazione penitenziaria non ha designato un comandante di reparto titolare ad Ivrea, privando così gli agenti di un “irrinunciabile punto di riferimento”.
- Rimini. Nelle celle dove il “garantismo” di Nordio è soltanto una formula vuota
- Napoli. “La tempesta del Teatro” nel carcere di Secondigliano
- Pesaro. A Mondavio si parla del mondo delle carceri
- Cremona. Gigi, il ct dei detenuti: “Così faccio del bene”
- Gabbie, rabbia e violenza nella “Familia” di Costabile











