di Simona Musco
Il Dubbio, 7 gennaio 2025
Il 2025 si apre con il voto sul provvedimento più atteso, oggetto di discussione, nelle stesse ore, anche al Csm. Sarà il primo provvedimento in aula nel 2025. Ed anche quello più atteso, andando a chiudere una parentesi tenuta aperta per 30 anni. La separazione delle carriere arriva domani alla Camera, con il voto sulle pregiudiziali, per poi tornare alla discussione, ufficialmente inaugurata il 9 dicembre. Giorno in cui, a Montecitorio, il dibattito si è diviso tra chi sostiene che la riforma darà finalmente la garanzia di un giudice terzo, contro lo strapotere della magistratura requirente, ponendo un freno al correntismo, e chi, invece, legge la riforma in ottica punitiva e come un tentativo di sottomettere i pm al potere politico.
di Alberto Maggi
affaritaliani.it, 7 gennaio 2025
“Si tratta di una riforma condivisa da tutto il Centrodestra e non si piantano bandierine come ha giustamente detto il vicepremier Tajani. È certamente una priorità della maggioranza”. Così ad Affaritaliani.it il sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro sulla riforma del sistema giudiziario, rilanciata oggi dal vicepremier Antonio Tajani. “La riforma nel suo complesso prevede la separazione delle carriere, il sorteggio al Csm e l’Alta Corte con funzione disciplinare. La separazione delle carriere garantirà finalmente il giusto processo, come da dettato costituzionale dell’art. 111, con la terzietà, anche apparente e non solo effettiva, del giudice. Un giudice che, grazie al sorteggio, sarà libero dal peso delle correnti. Il meccanismo del sorteggio libererà quel 90% di giudici che vogliono compiere il loro dovere e che vogliono avanzare in carriera per meriti conseguiti sul campo e non per affiliazione a questa o a quella corrente”.
di Giuseppe Cascini*
Il Dubbio, 7 gennaio 2025
Nonostante il carattere volutamente provocatorio della proposta, e nonostante i toni polemici e mistificatori che l’hanno accompagnata, l’iniziativa per la istituzione di una giornata in memoria delle vittime di errori giudiziari dovrebbe essere accolta con favore dalla magistratura. E anche la proposta del Ministro di prevedere forme di ristoro per chi sia stato ingiustamente sottoposto a processo merita attenzione. Nelle ultime settimane il dibattito pubblico sui temi della giustizia si è acceso attorno alla proposta di istituire una “giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari”. Come spesso accade, ahimè ormai da molti anni, la discussione ha immediatamente assunto i toni dello scontro e della contrapposizione.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 7 gennaio 2025
A fine gennaio il sindacato delle toghe rinnova i suoi vertici. Le correnti hanno formalizzato i programmi e propri i candidati. Tutti uniti contro la riforma costituzionale. Magistratura indipendente sfida Area, Md lancia Patarnello. L’Associazione nazionale magistrati si prepara a rinnovare i suoi vertici. Un appuntamento importante sul piano politico e istituzionale, in un 2025 che dovrebbe vedere l’approvazione della riforma della separazione delle carriere e del Csm (il ministro Carlo Nordio punta a chiudere la partita entro l’estate), con probabile successivo referendum. Dal 26 al 28 gennaio i magistrati di tutta Italia eleggeranno i 36 rappresentanti del comitato direttivo centrale dell’Anm, il cosiddetto “parlamentino” delle toghe.
ildolomiti.it, 7 gennaio 2025
Nel 2024, nella Casa circondariale di Spini, si sono toccate più volte punte di 380 persone presenti, con una crescita significativa in particolare delle donne. Difficile la situazione per quanto riguarda detenuti con diagnosi psichiatriche maggiori. Un sovraffollamento che non si ferma e che continua a creare problemi all’interno delle Case circondariali di Trento e Bolzano. Questa volta a denunciarlo è l’associazione Luca Coscioni che ha pubblicato i dati riferiti alla presenza di detenuti negli istituti penitenziari. Al 9 dicembre 2024 in Italia sono 62.283 le persone detenute a fronte di una capienza ufficiale di 51.165 posti (dati del Ministero della Giustizia). Di questi, però, 4.478 posti non sono disponibili. Il tasso di affollamento è quindi del 133,4%. Durante l’estate era poco sotto il 130%.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 7 gennaio 2025
Da 26 giorni un uomo di 49 anni è rinchiuso in cella a Monza. Manca una Rems libera che ospiti chi è ritenuto socialmente pericoloso per problemi di salute mentale. Da 26 giorni il signor Salvatore D., 49 anni, si trova nel carcere di Monza da assolto. Assolto per vizio totale di mente per incapacità di intendere e di volere al momento dei fatti a causa di un grave disturbo psichiatrico, è in cella perché non si trova una Rems libera, cioè la struttura che, per legge, deve accogliere le persone ritenute socialmente pericolose affette da seri problemi di salute mentale.
di Massimiliano Saggese
Il Giorno, 7 gennaio 2025
Il 49enne di San Zenone al Lambro era accusato di rapina e minacce alla madre. L’avvocata Liparoti: “Dichiarato totalmente incapace d’intendere e volere. Potrebbe anche chiedere un risarcimento per ingiusta detenzione”. Da 27 giorni nonostante sia stato assolto resta in carcere perché manca il posto nella Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), struttura che deve accogliere le persone ritenute socialmente pericolose affette da seri problemi di salute mentale. Protagonista di questa assurda storia all’italiana è Salvatore D. un uomo di 49 anni residente a San Zenone al Lambro che si trova attualmente nel carcere di Monza. Un’assoluzione per vizio totale di mente: incapacità di intendere e di volere al momento dei fatti a causa di un grave disturbo psichiatrico.
di Niccolò Gramigni e Pietro Mecarozzi
La Nazione, 7 gennaio 2025
La sindaca di Firenze Funaro interviene sulle condizioni del carcere fiorentino. Per tutte le opposizioni la questione non è più rinviabile. Per quanto forte l’espressione “una tomba per vivi”, usata dall’attivista per i diritti Enzo Brogi, descrive bene la situazione del carcere di Sollicciano. Dove il 2025 è iniziato nello stesso modo del 2024. I suicidi aumentano, due negli ultimi 13 mesi (e l’ultimo lo scorso 3 gennaio), mentre sono stati 64 i tentati di suicidio. C’è poi la questione direzione: per Sollicciano, con la direttrice Antonella Tuoni assente per malattia, Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) ha nominato due nuovi vicedirettori che dovrebbero entrare in servizio nei prossimi giorni. Si tratta di Valentina Angioletti e Valeria Vitrani.
di Angela Stella
L’Unità, 7 gennaio 2025
Rita Bernardini annuncia un esposto. Ha visitato le celle e la situazione è tragica. Piove dal tetto, manca l’acqua calda, muffa ovunque. Rita Bernardini ha presentato due giorni fa un esposto al procuratore di Livorno per denunciare le “indegne” condizioni di detenzione nella casa circondariale del capoluogo toscano. Il 30 dicembre 2024, la presidente di “Nessuno Tocchi Caino” aveva visitato l’istituto di pena assieme ad altri militanti dell’Associazione e all’avvocato Elena Augustin, dell’Osservatorio Carceri dell’Unione camere penali. In particolare, si legge nella denuncia, “le sezioni di Media sicurezza in cui sono ristretti 105 detenuti sono molto sovraffollate. Nelle celle costruite per ospitare una persona, per esempio, spesso ci sono tre letti. Il letto a due piani impedisce l’apertura delle finestre”.
di Claudia Iozzelli
La Nazione, 7 gennaio 2025
Cinque suicidi in un anno e 80 eventi critici certificati. Ma le problematiche sono mediamente all’ordine del giorno, “a stare bassi”, dicono dai sindacati. È il bilancio “nero” di un anno (il 2024) del carcere della Dogaia, da sempre alle prese con problemi strutturali, di personale, di sovraffollamento, di gestione di detenuti difficili. Insomma, non c’è nulla che funziona nonostante i tanti appelli di istituzioni, avvocati, sindacati, di tanti sopralluoghi, visite e commissioni parlamentari. Purtroppo, nulla è cambiato. I problemi della Dogaia restano sempre gli stessi, da anni. Solo negli ultimi giorni del 2024, si sono registrati parecchi “episodi critici”: il caos creato da una decina di detenuti la sera dell’ultimo dell’anno che ha costretto gli agenti a restare in servizio ben oltre l’orario di lavoro per poter riportare la calma; il detenuto che ha incendiato due bombolette a gas nella sala colloqui creando un’esplosione che ha demolito un muro di divisione; un altro detenuto che il 20 dicembre è riuscito a evadere scavalcando il muro di recinzione (e che poi è stato catturato la sera stessa a Firenze); i palloni tirati dentro alla Dogaia contenenti sei telefoni cellulari destinati ad alcuni detenuti. Questi sono solo i casi più eclatanti ma le difficoltà sono quotidiane, continue.
- Lucca. Lo psicologo del carcere San Giorgio: “Tolto l’ufficio, ridotti i colloqui”
- Torino. Dall’alberghiero all’informatica. “Ma il lavoro in carcere è chance per pochi”
- Napoli. A scuola di caffè, parte progetto nel carcere di Secondigliano
- Is Arenas (Arbus). La poesia in carcere, il progetto sociale di Davide Forte
- Pistoia. Calcetto in carcere, i giovani atleti e il progetto con i detenuti









