di Daniela Fassini
Avvenire, 2 settembre 2024
Parla Raffaella Milano, direttrice Ricerca di Save the Children: negli anni la scuola è diventata il luogo principale dell’incontro, diventare italiani serve a costruire appartenenza. “La legge sulla cittadinanza è vecchia e completamente non corrispondente al paese attuale e alla condizione sociale che vediamo ogni giorno”. Raffaela Milano, direttrice Ricerca della Ong Save the Children, non ha dubbi. “In realtà noi abbiamo già iniziato la nostra campagna sulla riforma della cittadinanza diversi mesi fa, con una petizione che ha giù raccolto 100mila firme. Prima ancora quindi del dibattito politico di questi giorni”.
di Niccolò Zancan
La Stampa, 2 settembre 2024
A Gjadér il centro di detenzione assume personale “a tempo indeterminato”. Molti locali hanno un passato nel nostro Paese: “Le persone vanno accolte”. un piccolo paese conta - dino. Girano carretti trainati da cavalli. So- J no terre arse e campi di mais, orti di patate e cocomeri. Davanti al centro di detenzione per migranti italiano c’è solo una villetta nuova, con la facciata appena riverniciata. E la casa costruita dal signor Simon Gega dopo quarant’anni di lavoro.
di Stefano Stefanini
La Stampa, 2 settembre 2024
Il “tutti e due” di Netanyahu è naufragato sui sei ostaggi caduti in un combattimento nei tunnel di Gaza. Israele sostiene che siano stati uccisi da Hamas che offre la versione opposta, che siano vittime del fuoco amico dell’Idf. Ne farà giustizia l’esame forense dei corpi che, anticipano già fonti israeliane, confermerà l’esecuzione degli ostaggi da parte dei carcerieri. Fa un’enorme differenza: trucidare gli ostaggi per vendetta o anche farsene scudo sarebbe l’ennesima barbarie dei massacratori del 7 ottobre. Tuttavia, la morte dei sei ostaggi mette ugualmente a nudo il drammatico dilemma del conflitto fra guerra senza quartiere ai resti del Movimento di Resistenza Islamica e salvataggio degli ostaggi. L’una mette a repentaglio il secondo.
di Francesca Caferri
La Repubblica, 2 settembre 2024
Scende in campo il sindacato. In piazza centinaia di migliaia di persone. Le forze dell’ordine usano i cannoni ad acqua contro i dimostranti che gridano: “Chi state difendendo?”. Le strade di Tel Aviv sono un muro umano: decine di migliaia di persone circondano il ministero della Difesa, la Kiryat, il cuore della crisi che da quasi undici mesi sconvolge il Paese, da ogni lato: il grande viale di Kaplan, la piazza degli ostaggi, il Begin gate. È la rabbia che esplode, massiccia, quella che da settimane le famiglie degli ostaggi a Gaza invocavano e che solo ora, di fronte a sei corpi di giovani uccisi con colpi di pistola alla testa, arriva. Secondo gli organizzatori delle manifestazioni di protesta di ieri sera in strada sono scesi in 300 mila solo a Tel Aviv, mezzo milione in tutto il Paese. Un terremoto che forse, nei prossimi giorni, o nelle prossime settimane, sarà in grado di smuovere l’immobilismo in cui Israele pare bloccato da mesi e costringere il primo ministro Benjamin Netanyahu a un compromesso che né lui, né tantomeno gli alleati di estrema destra su cui si basa la sopravvivenza del suo governo, vogliono.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 2 settembre 2024
Agguato di stampo mafioso davanti all’Accademia navale di Tripoli. Diversi report dell’Onu da anni lo indicavano come uno dei più potenti capi dell’organizzazione che gestiva i viaggi dei migranti. Il trafficante di uomini in giacca e cravatta seduto attorno a un tavolo del Viminale nel 2017, indicato dall’Onu come uno dei più potenti capi delle organizzazioni criminali che gestiscono i viaggi dei migranti dalla Libia ma che indossava la divisa con le stellette della Marina libica, ha finito ieri la sua corsa crivellato di colpi sul sedile della sua auto blindata davanti all’Accademia navale di Tripoli di cui era stato persino nominato capo.
di Mauro Palma
Avvenire, 1 settembre 2024
Un mese difficilissimo per chi è ristretto nelle patrie galere è stato l’agosto 2024. E anche per chi vi lavora o per chi tenacemente cerca di portare al suo interno ipotesi credibili di speranza. La difficoltà non nasce soltanto dal bollettino quotidiano delle mancanze, né dall’analisi delle difficoltà e della palese inaccettabilità delle condizioni materiali nella quasi totalità degli Istituti: tutto è noto da tempo e la pur doverosa ripetizione talvolta non aiuta a comprendere né a portare a valore le poche, ma esistenti, esperienze positive e costruirne una possibile estensione.
di Liana Milella
La Repubblica, 1 settembre 2024
Nessuna trattativa per scegliere il giudice mancante ormai da nove mesi. Strategia meloniana “pigliatutto” per i tre giudici che scadranno a dicembre. Il rischio paralisi. Lo scontro politico quest’estate c’è stato su tutto. Con la contrapposizione gridata tra una maggioranza aggressiva come quella meloniana e un’opposizione presa dall’angosciosa ricerca del campo largo quasi fosse un miraggio irraggiungibile. Una sola questione è rimasta fuori dall’agenda per tutti. La Corte costituzionale. Quel giudice che manca dall’11 novembre 2023 dopo la fine del mandato di Silvana Sciarra mentre altri tre, compreso l’attuale presidente Augusto Barbera, e con lui Franco Modugno e Giulio Prosperetti, a breve non potranno neppure partecipare più alle udienze perché i nove anni del mandato si chiudono il 21 dicembre. Ne ha parlato solo Sergio Mattarella, alla cerimonia del Ventaglio. Era il 24 luglio.
di Riccardo Lo Verso
Il Foglio, 1 settembre 2024
Il carcere di Gangi diventerà una “casa delle farfalle”. Sempre rimasto inutilizzato, fu costruito quando Cosa nostra sembrava invincibile. Piccolo, ma massiccio. Guardandoli dall’esterno quei blocchi di cemento dovevano rimandare, senza alcuna concessione all’immaginazione, esattamente alla funzione per cui erano stati eretti. Servivano a murare vivi i reclusi, i dannati del 41 bis. Doveva essere un carcere di massima sicurezza, ma per la logistica era tutto fuorché sicuro. A Gangi, borgo sulle Madonie, la costruzione ha risucchiato un bel po’ di miliardi di lire senza che un solo detenuto vi sia stato rinchiuso. Un’incompiuta fra le tante in terra di Sicilia dove lo stato sa essere più sciupone che altrove.
di Matteo Castagnoli e Cesare Giuzzi
Corriere della Sera, 1 settembre 2024
I giovani detenuti avrebbero usato lenzuola annodate per fuggire dalle celle e dato fuoco ai materassi. Ore di tensione sabato notte all’istituto penitenziario minorile Cesare Beccaria di Milano. Fin dalla prima serata si erano verificati disordini all’interno del carcere e tentativi di evasione di massa. Il bilancio alla fine è stato di otto detenuti feriti e quattro giovani che hanno scavalcato il muro di cinta del carcere, tutti ritrovati dalla polizia giunta in breve tempo sul posto. Secondo quanto riportato dagli agenti, uno dei ragazzi dopo aver scavalcato la recinzione ha cercato di nascondersi tra la vegetazione che costeggia l’istituto. È stato catturato prima che potesse proseguire la fuga. Individuati e fermati anche gli altri tre.
di Titti Beneduce
Corriere del Mezzogiorno, 1 settembre 2024
“Nel pomeriggio di mercoledì, all’interno della casa circondariale di Poggioreale, si è verificato un episodio terribile di cannibalismo. Un detenuto affetto da disturbo psichico, diagnosticatogli presso l’ospedale di Torre del Greco dal quale era stato dimesso, ha aggredito prima lanciando detersivo negli occhi, e poi letteralmente staccato e mangiato parte di un dito di un altro detenuto, anche lui affetto da problematiche psichiche”. È quanto rende noto il garante campano dei diritti dei detenuti, Samuele Ciambriello.
- Torino. In cella anche vendette, è ormai guerra tra clan
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