di Valter Vecellio
Italia Oggi, 31 agosto 2024
La Giustizia e la sua amministrazione: uno dei suoi drammi è la lentezza e l’incertezza dei procedimenti; questione che riguarda il civile, il penale, l’amministrativo, il tributario. Rispetto ai paesi dell’UE, l’Italia è agli ultimi posti per quel che riguarda la durata dei giudizi civili, cosicché le imprese straniere ci pensano bene prima di investire in Italia. Da anni Banca Italia lancia gridi d’allarme e di dolore: inascoltata. Giudizi penali: secondo il Consiglio d’Europa durano oltre mille giorni: quasi dieci volte in più la media europea. Carenza di risorse, come spesso si dice? Per la giustizia si spende una percentuale di Pil in media con il resto dell’Europa; gli stipendi dei magistrati sono tra i migliori; grazie ai fondi del Pnrr si sono assunti oltre ottomila funzionari e più di tremila profili tecnici.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 31 agosto 2024
Le denunce costano zero, ma spesso sono un metodo per zittire i giornalisti sgraditi. La scorsa settimana sulle colonne di questo giornale è stata data la notizia dell’archiviazione della denuncia che Piercamillo Davigo aveva presentato confronti del giudice del tribunale di Roma Nicolò Marino. L’ex presidente dell’Anm si era sentito diffamato per le parole utilizzate dal magistrato romano nella sentenza di proscioglimento della sua segretaria al Csm riguardo la diffusione dei verbali sulla Loggia Ungheria. In passato anche chi scrive è stato oggetto delle attenzioni di Davigo. L’articolo finito nel mirino di quest’ultimo, prendendo spunto da una sua intervista dell’estate del 2018 al Fatto Quotidiano, si intitolava: “Davigo giudicherà Woodcock ma lo ha già assolto”.
di Marco Cremonesi
Corriere della Sera, 31 agosto 2024
Il primo post leghista sull’arresto del presunto assassino di Sharon Verzeni è di Matteo Salvini in persona: “Fermato Moussa Sangare, origini nordafricane e cittadinanza italiana, sospettato di aver assassinato la povera Sharon. Spero venga fatta chiarezza il prima possibile e, in caso di colpevolezza, pena esemplare, senza sconti. Complimenti ai Carabinieri”. Il punto che balza all’occhio è ovviamente quell’”origini nordafricane e cittadinanza italiana”. In serata, ospite del festival di Affari italiani, minimizzerà: “Fosse stato un finlandese, un eschimese o un biassonese sarebbe stato lo stesso un dramma. Il problema è la malafede di certa sinistra che vede il male ovunque a prescindere”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 31 agosto 2024
Il ministro dovrebbe sapere che la pena deve essere “giusta”, commisurata al reato, e non può mai essere “esemplare”, proprio perché questo implicherebbe che la si decide per dare un esempio, non per amministrare la giustizia. L’identificazione del presunto assassino di Sharon Verzeni e la sua confessione hanno suscitato un vasto interesse e anche sincere emozioni. La vicenda presenta ancora zone oscure ma è comprensibile che vi sia una diffusa richiesta di una punizione corrispondente alla gravità del reato. A questo sentimento naturale si è collegato Salvini, che ha voluto presentarsi come capofila dei giustizieri chiedendo una pena “esemplare” e “senza sconti”.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 31 agosto 2024
Accusato di aver partecipato al sequestro Costa l’ex terrorista rosso è stato fermato in Argentina. I media hanno le loro esigenze, devono aver qualcosa da strillare e l’arresto dopo 44 anni di un brigatista non notissimo come Leonardo Bertulazzi non offriva materiale sufficientemente ghiotto. Il legame con il sequestro Moro è saltato fuori così e dire che è tirato per i capelli è ancora poco. Bertulazzi secondo l’accusa avrebbe partecipato al sequestro di Pietro Costa, uno dei figli di Giacomo Costa, stirpe d’armatori di primissima categoria in Liguria. Costa, 42 anni fu rapito il 12 gennaio 1977 e rilasciato il 3 aprile dello stesso anno in cambio di un miliardo e 300 milioni di lire. Con quei soldi, divisi tra le varie colonne operanti nelle diverse città, le Br ci camparono per anni. La colonna romana ne adoperò una parte per affittare l’appartamento di via Montalcini dove nel 1978 fu tenuto prigioniero Aldo Moro.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 31 agosto 2024
Esprime “profondo apprezzamento” Giorgia Meloni, e piange lo Stato di diritto, dopo l’arresto a Buenos Aires di Leonardo Bertulazzi, latitante italiano dal 1980 e condannato in contumacia a 27 anni di carcere per l’appartenenza alle Brigate Rosse e il sequestro dell’armatore genovese Pietro Costa. All’esponente della colonna genovese delle Br era stato concesso - dopo un primo fermo nel 2002 - lo status di rifugiato politico sulla base del principio dell’habeas corpus che vieta, in Argentina come in Europa, di condannare una persona che non sia fisicamente presente al processo. È lo stesso principio in base al quale la Corte di Cassazione francese un anno fa ha rifiutato in modo definitivo l’estradizione di 10 rifugiati politici italiani. Lo aveva fatto in osservanza dell’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
di Samuele Ciambriello*
La Repubblica, 31 agosto 2024
Nell’articolo 27 della Costituzione italiana non si nomina nessun tipo di pena, ma si dispone che “le pene” (tutte) devono rispondere a due requisiti: uno, “non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità” e due, “devono tendere alla rieducazione del condannato”. Le pene diverse da così sono fuori legge, sono fuori Costituzione. E quindi anche chi la pensa così sul carcere è fuorilegge. Lo scorso 7 agosto il Parlamento ha approvato in via definitiva la conversione in legge del cosiddetto Decreto carcere, nella stessa mattinata ho incontrato in qualità di portavoce della Conferenza nazionale dei garanti territoriali delle persone private della libertà il ministro Carlo Nordio. Abbiamo mostrato al ministro Nordio attraverso i numeri, l’urgenza di discutere di strumenti straordinari ed urgenti rispetto al sovraffollamento, al numero dei suicidi, alla carenza di personale negli istituti penitenziari.
di Benedetta Salsi
Il Resto del Carlino, 31 agosto 2024
Il detenuto 54enne marocchino aveva soltanto un altro anno di reclusione da scontare. Era molto conosciuto come cuoco del penitenziario: poco prima una lite col compagno di cella. Un uomo di 54 anni di origine marocchina, detenuto nel carcere di Reggio Emilia per un cumulo di pena per furti, rapina e resistenza a pubblico ufficiale, si è tolto la vita nella serata di giovedì nella sua cella. Si tratta del settimo caso di suicidio carcerario in Emilia Romagna e il 67° in Italia dall’inizio dell’anno. Stando alle prime testimonianze raccolte il detenuto - padre di due figli - non avrebbe mai avuto problemi disciplinari, né con gli altri detenuti. Anzi, era molto conosciuto tra carcerati e secondini, anche perché faceva il cuoco nelle cucine del penitenziario e gli rimaneva più o meno un altro anno di reclusione da scontare.
di Gabriele Gallo
Il Resto del Carlino, 31 agosto 2024
Il consigliere regionale Amico: “Questa epidemia va fermata”. Il suicidio di giovedì è il primo verificatosi quest’anno nel carcere di via Settembrini, il settimo in Emilia Romagna, territorio con più suicidi carcerari in Italia da gennaio a oggi, sui 67 totali. Ne parliamo con Roberto Cavalieri, garante regionale per i diritti dei detenuti dal 2022, che ieri pomeriggio si è recato al penitenziario cittadino.
di Mara Chiarelli
L’Edicola del Sud, 31 agosto 2024
Tre ore. Per guardare, ascoltare, condividere spazi, quegli spazi all’interno della casa circondariale di Bari, sovraffollata e sottostimata dalle stanze romane in termini di “sicurezza”. Lo hanno accertato anche penalisti e parlamentari baresi che ieri hanno fatto visita al carcere, a distanza di 12 giorni dagli ultimi disordini e 6 giorni dopo la visita del viceministro Francesco Paolo Sisto. “La situazione è decisamente seria - si lascia andare la presidente della Camera penale di Bari, Marisa Savino - ci sono 399 persone ristrette più 2 ricoverate sulle 260 previste, in una struttura dove la maggior parte delle zone è gravata da umidità, dove non c’è la possibilità di soddisfare tutte le esigenze trattamentali perché ci sono appena 4 operatori, quindi i percorsi sono limitatissimi”.
- Bari. Altra “visita guidata” al carcere, per lasciare tutto com’è
- Ariano Irpino (Av). La Camera penale visita il carcere: “Manca lo psichiatra”
- Foggi. La Camera penale in carcere: “Situazione poco compatibile con la finalità rieducativa”
- Piacenza. La Camera penale: “Alle Novate il vero problema è la carenza di personale”
- Agrigento. Iacono visita il carcere: “Struttura sovraffollata e inadeguata, necessario intervenire”











