di Tiziano Troianello
Il Giorno, 4 gennaio 2025
Grazie al progetto “Casomai” due operatrici specializzate nell’agricoltura sociale entrano nel penitenziario: “Cura della terra e contatto con la natura apportano benefici alle persone in condizioni di fragilità”. Lezioni di giardinaggio e di attività agricole per i detenuti del carcere di Lodi. Grazie al progetto “Casomai”, promosso da Regione Lombardia e Fondazione Comunitaria della provincia di Lodi e mirato a contrastare le fragilità di chi richiede protezione internazionale e di chi è colpito da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, dal 17 dicembre scorso nel penitenziario di via Cagnola, sono partiti nuovi percorsi che hanno fatto seguito a laboratori motivazionali e tirocini organizzati nelle settimane precedenti per gli ospiti dei centri di accoglienza straordinaria del Lodigiano e per persone con pene alternative.
di Antonello Corigliano
tarantotoday.it, 4 gennaio 2025
Nella Casa Circondariale di Taranto, detenuti e detenute hanno partecipato a uno spettacolo musicale, trasformando fragilità in forza grazie al laboratorio guidato da Miriam Serio. Un giorno diverso tra le mura della Casa Circondariale di Taranto, dove i detenuti hanno trovato una voce per esprimere emozioni e racconti personali attraverso lo spettacolo musicale “Voci dal silenzio oltre i muri”. L’evento, realizzato nell’ambito delle attività natalizie, ha visto detenuti e detenute salire per la prima volta su un palco per esibirsi, grazie al laboratorio musicale condotto dalla dottoressa Miriam Serio. Un’esperienza che non è stata solo un momento di svago, ma un passo importante verso la rieducazione e il reinserimento nella società.
Corriere di Siena, 4 gennaio 2025
I detenuti della Casa circondariale di Santo Spirito hanno creato il gruppo Cella Musica e hanno realizzato un disco. InnocentEvasione è il progetto innovativo che mira a portare la musica oltre le mura della casa circondariale Santo Spirito di Siena. Questa iniziativa ambiziosa è nata dall’impegno dei detenuti e dello staff del carcere, uniti dalla passione per la musica e dal desiderio di riscatto attraverso l’arte, con la collaborazione di LaLut Centro di Ricerca e Produzione Teatrale che ha offerto laboratori permanenti, creando un gruppo musicale eterogeneo, composto da detenuti, polizia penitenziaria, operatori e musicisti professionisti.
laprovinciarieti.it, 4 gennaio 2025
Durante tutto l’anno la Comunità di Sant’Egidio è particolarmente attenta alla realtà delle carceri italiane e svolge al loro interno attività di volontariato in sostegno della popolazione carceraria che, come noto, quest’anno appena concluso ha sofferto in maniera particolarmente pesante a causa del sovraffollamento e delle carenze strutturali. Dopo il periodo di eccezionale isolamento, dovuto alla pandemia, il carcere stenta a trovare fili di collegamento con la realtà esterna che possano ridurre l’estraneità che troppo spesso caratterizza il vissuto dei detenuti, specialmente di quanti hanno le famiglie lontano o del tutto inesistenti.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 4 gennaio 2025
Penalizzate le donazioni, nessun aumento al tetto del 5 per mille, più vincoli per gli investimenti del Terzo settore. È grande la delusione del Terzo settore per la legge di Bilancio appena approvata. “Quasi nessuna delle nostre proposte è stata accolta - è il commento di Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum nazionale - e a pagarne le conseguenze saranno i soggetti della solidarietà e i più fragili”. “Quasi nessuna delle nostre proposte per la Legge di Bilancio è stata accolta e a pagarne le conseguenze saranno non solo i soggetti della solidarietà, penalizzati anche dalla nuova norma che impone un tetto agli investimenti sociali, ma anche i più fragili, già colpiti dalle emergenze sociali”. È il commento di Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum nazionale Terzo settore, sulla Legge di Bilancio approvata negli ultimi giorni dell’anno. “In un momento così difficile e segnato dalla crescita di povertà e disuguaglianze - prosegue la portavoce - ci saremmo aspettati maggiore attenzione al welfare e vere politiche di sostegno per quelle realtà, quali sono gli Enti di terzo settore, che combattono il disagio, costruiscono coesione sociale, realizzano un’economia sana”.
di Ilaria Beretta
Avvenire, 4 gennaio 2025
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole segnala un aumento di proposte didattiche e progetti di alternanza scuola-lavoro con il coinvolgimento delle forze armate. Un’intera scolaresca in caserma per una lezione di combattimento corpo a corpo. È uno degli ultimi casi, capitato a Brindisi a inizio dicembre, rilevato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e l’università che da due anni monitora tutte le volte che le forze armate entrano nelle classi in modo anomalo. Poche settimane dopo, appena prima del fermo natalizio - rileva l’ente - una dirigente scolastica della provincia di Siracusa ha firmato una convenzione per permettere agli studenti del proprio Istituto superiore di svolgere i Pcto, l’ex alternanza scuola-lavoro, presso l’arsenale militare marittimo di Augusta. E ancora: a Messina tre foto di militari in assetto da guerra, equipaggiati con divise mimetiche, caschi e armi sono state trovate persino tra le pagine della brochure di presentazione della scuola, forse a promuovere il corso di orientamento con le forze dell’ordine previsto dal piano dell’offerta formativa.
di Gianfranco Pellegrino*
Il Domani, 4 gennaio 2025
Il presidente ha proposto una versione del cosiddetto patriottismo costituzionale, che s’incarna nei cittadini che svolgono con dignità e onore funzioni civiche. Nell’impegno di ciascuno di noi. E ha colto l’unico senso plausibile dell’identità nazionale: un progetto politico comune, fondato su valori di libertà ed eguaglianza scritti nella Costituzione. Dovremmo tenerci stretta la sapienza politica del presidente Mattarella. Sapienza nel senso più alto del termine: capacità di guardare lontano, seguendo la logica e il senso profondo dei concetti politici. Il discorso di fine 2024 non è stato soltanto una contro-narrazione contrapposta con placida fermezza al discorso della destra. È stata una lezione illuminante sul senso di nozioni che la destra al governo brandisce senza capirle.
di Vincenzo Imperitura
Il Dubbio, 4 gennaio 2025
Secondo i dati Onu, in sei anni più di 1.500 minori hanno trovato la morte in mare cercando di raggiungere le coste europee. Per l’Unicef la situazione è in peggioramento. Maylan aveva sedici anni il giorno che si è imbarcata su un piccolo veliero monoalbero partito dalla Turchia verso le coste dell’Italia. Scappava dal Kurdistan iracheno, e su quel barchino carico all’inverosimile ci era salita assieme a sua madre e al fratellino. Maylan non è mai arrivata in Italia, vittima dell’ennesimo viaggio della speranza naufragato, nel giugno scorso, a un centinaio di miglia dalle coste calabresi. Solo 11 persone, delle oltre sessanta che si erano imbarcate su quel barchino maledetto dalla spiaggia di Bodrum, sono riuscite a raggiungere la costa, salvate da un diportista francese dopo giorni passati aggrappate alla barca semi affondata e in balia del mare.
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 4 gennaio 2025
Ci sono 81mila detenuti costretti a vivere in strutture progettate per ospitarne 62mila Parigi è terzultima nell’Ue dopo Cipro e Romania. E il governo ammette la débâcle. Il sovraffollamento delle carceri francesi sta raggiungendo livelli drammatici abbattendo ogni record. Un male endemico che negli ultimi anni aveva fatto registrare qualche timida battuta di arresto ma che ora ha ricominciato a mostrarsi in tutta la sua tragicità. I dati, in questo senso, parlano chiaro. La densità carceraria (con una media del 129,5%) ha toccato il 156,8% nei centri di custodia cautelare, dove in maggior misura vengono rinchiusi i detenuti in attesa di giudizio, che si presume dunque siano innocenti fino a sentenza definitiva, insieme ai condannati a pene più brevi.
di Mariano Giustino
Il Riformista, 4 gennaio 2025
A 16 giorni dall’arresto di Cecilia Sala, si alzano le voci dei dissidenti iraniani. Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace, riferendosi all’arresto di Sala, ha definito la presa in ostaggi di cittadini stranieri come una forma di ricatto di antica tradizione della Repubblica islamica. La dissidente Nasrin Sotoudeh chiede di non far cadere il silenzio sulla orribile politica repressiva e sulla condizione degli oppositori detenuti. Sotoudeh ha detto che nella prigione di Evin il tempo “non passa mai” perché una ingiustizia di tale gravità può distruggere il controllo della persona detenuta: “Le mie compagne di reclusione e io eravamo solite sfidare le regole della prigione resistendo anche nella violazione delle regole dell’hijab. Vorrei che sapesse quanto l’ammiro - ha detto Sotoudeh, riferendosi a Cecilia Sala - perché ha avuto il coraggio di venire qui e raccontare il mondo terribile in cui sono costretti a vivere gli uomini e le donne iraniane”. Anche Masih Alinejad, giornalista e attivista per i diritti umani che guida la rivoluzione “Donna, Vita, Libertà” per la cacciata della Repubblica islamica dall’esilio forzato negli Stati Uniti, perseguitata dagli ayatollah che hanno tentato più volte di ammazzarla, è intervenuta sul caso Sala: “Il giornalismo non è un crimine, eppure la Repubblica islamica prende di mira giornalisti, attivisti e visitatori, trasformandoli in pedine nel suo sinistro gioco della diplomazia degli ostaggi. Ogni visitatore innocente trattenuto diventa una merce di scambio, aiutando il regime a proiettare un falso senso di normalità al mondo. Non bisogna rimanere in silenzio: la Repubblica islamica prospera mettendo a tacere il dissenso e trasformando le vite in armi. Per sostenere veramente il popolo iraniano, è necessario amplificate le loro voci da lontano. Occorre stare al fianco di coloro che lottano per la libertà e la giustizia e non legittimare inavvertitamente un regime che commercia nella paura e nell’oppressione. L’Iran è una trappola per gli innocenti malcapitati”.
- Iran. La scelta che spetta al Governo: dare un dispiacere agli Usa
- Iran. Carcere di Evin, il buco nero dei diritti dove tenere a bada gli oppositori
- Myanmar. Un’amnistia per frenare il collasso, rilasciati quasi 6.000 detenuti
- Carceri, perché investire sulla speranza
- Monito di Mattarella sulle carceri, serve coraggio: è il momento dell’indulto









