di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 3 gennaio 2025
Sempre più mafiosi in semilibertà: sono ufficialmente detenuti modello, ma continuano a conservare tanti segreti. Alcuni mafiosi ergastolani che negli ultimi tempi hanno ottenuto permessi premio e anche la semilibertà si sono già fatti avanti nei tribunali di sorveglianza, soprattutto quelli del Nord Italia: puntano alla liberazione condizionale. Il primo è stato il boss Paolo Alfano, il mafioso che i giudici Falcone e Borsellino definivano “uno dei killer più spietati di corso dei Mille a disposizione di Filippo Marchese”: nei drammatici anni Ottanta si muoveva insieme a Salvatore Rotolo, il killer del medico legale Paolo Giaccone pure lui in permesso premio nei giorni di Natale. Adesso, Alfano e Rotolo sostengono di essere detenuti modello, senza più contatti “attuali” con l’organizzazione mafiosa. E tanto basta per puntare ai benefici di legge, così ha stabilito la Corte Costituzionale nel 2019.Ma il ritorno in libertà di diversi ergastolani ha già creato non poche polemiche.
spoletooggi.it, 3 gennaio 2025
Sabato a Spoleto si inaugura la Porta Santa dei detenuti. Il senatore Walter Verini, in qualità di segretario della Commissione Giustizia e capogruppo del Partito Democratico in Antimafia, ha espresso un forte richiamo all’attenzione riguardo alle gravi problematiche che affliggono le carceri italiane, in particolare quelle di Spoleto e Terni. In seguito agli ultimi eventi allarmanti, Verini ha manifestato sdegno e preoccupazione, sottolineando l’urgenza di un intervento concreto. “Le parole non bastano più”, ha affermato, sostenendo la posizione del Garante delle Carceri e dei sindacati della Polizia Penitenziaria, che chiedono una risposta immediata ai crescenti problemi di sovraffollamento e condizioni di vita disumane all’interno delle strutture penitenziarie. “I detenuti, anche nelle carceri umbre, vivono situazioni estremamente difficili, spesso insostenibili”, ha aggiunto il senatore.
Il Resto del Carlino, 3 gennaio 2025
L’uomo, 40 anni, stava camminando in un corridoio quando si è accasciato: accertamenti sulle cause in corso. Il garante regionale: “Una vera crisi del sistema”. Ancora una vittima nelle carceri dell’Emilia Romagna: il terzo morto in pochi giorni è purtroppo da registrare alla struttura della Dozza. A perdere la vita è stato un detenuto di 40 anni, di origini pakistane che si trovava si trovava nella sezione giudiziaria del carcere, stava camminando in corridoio in direzione del cancello che delimita la sezione quando all’improvviso si è accasciato a terra ed è morto.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 3 gennaio 2025
Record di ventenni nell’istituto milanese. Presenti 1.076 detenuti per 746 posti. Il nodo delle dipendenze da farmaci. Attesa la ristrutturazione di uno dei raggi chiusi da anni. La rabbia dei “ragazzi in gabbia” la senti subito. Ti investe con l’odore di sudore e ormoni, misto al tanfo di candeggina all’ora delle pulizie. La vedi nella cella così piena di ritagli e foto da far filtrare solo ombre attraverso le grate. La rabbia dei ragazzi dentro è scritta nei report su danneggiamenti e aggressioni, si legge nei dati sull’autolesionismo (“un modo di comunicare soprattutto per alcuni gruppi”, spiegano gli operatori); la respiri salendo nei tre piani della sezione “giovani adulti”, ora piena come non mai.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 3 gennaio 2025
In questi giorni si avvicendano al vertice del carcere gli altri direttori toscani. Da settimane il penitenziario è senza una guida stabile. Tuoni ancora in malattia. Una buona notizia di inizio anno per il carcere di Sollicciano. Entro pochi giorni arriveranno nel penitenziario fiorentino due nuovi vicedirettori - c’è ancora riservatezza sui loro nomi - che sono stati nominati dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria pochi giorni fa. Un passo importante, perché queste due figure erano mancanti da diversi anni. La speranza è che la presenza di due dirigenti di alto livello, con competenze specifiche, renda possibile affrontare le questioni più gravi e urgenti con più semplicità ed efficacia, dato che fino ad ora il carico di lavoro era tutto sulle spalle della direttrice Antonella Tuoni.
di Elena Mancini
salto.bz, 3 gennaio 2025
La Provincia ha istituito la figura a luglio ma ad oggi non c’è la nomina. L’ong “Nessuno tocchi Caino” in visita al carcere per testimoniare le condizioni della struttura - tra sovraffollamento e mancanza di organico. Il 2024 è stato un anno orribile per le carceri italiane, e quello di Bolzano non fa eccezione. A testimoniarlo il 31 dicembre sono stati dirigenti e militanti della ong Nessuno tocchi Caino, che hanno visitato la casa circondariale di Bolzano nel loro “viaggio della speranza” all’interno di istituti penitenziari italiani. “L’anno 2024, per noi, si conclude così come è iniziato, e il nuovo anno, il 2025, inizia così come il vecchio si è concluso: impegnati nell’opera laica di misericordia corporale del Visitare i carcerati - hanno dichiarato la presidente di Nessuno tocchi Caino Rita Bernardini, il segretario Sergio D’Elia e la tesoriera Elisabetta Zamparutti - Occorre continuare a osservare, a conoscere, a far sapere la realtà di un luogo, perché in quel microcosmo si riflette, si vive il bene e il male del mondo intero, si misura il grado del nostro essere civili, umani, giusti.” Ad accompagnarli la ex garante dei detenuti Elena Dondio, nominata dal sindaco Renzo Caramaschi e da lui stesso rimossa nel 2023 e, ad oggi, mai sostituita.
di Gianluca Perricone
L’Opinione, 3 gennaio 2025
Veronese, 71 anni, padre Lucio Boldrin è attualmente il cappellano del carcere romano di Rebibbia. È qui che, il giorno di Natale, Papa Francesco ha aperto la seconda Porta santa dopo quella di San Pietro.
di Martina Toppi
La Provincia di Como, 3 gennaio 2025
L’uomo, 45 anni, ha partecipato a un progetto di inserimento lavorativo per detenuti ma una volta uscito dal carcere si è trovato di fronte un’amara verità: “Vorrei lavorare, ma non so a chi chiedere sostegno per iniziare”. Dopo sei mesi di formazione professionale in carcere, è pronto a mettersi in gioco anche fuori dal Bassone, ma varcata la soglia della casa circondariale, a dicembre, si è trovato senza prospettive future.
di Federica Pennelli
Il Domani, 3 gennaio 2025
Intervista a Giusi Palomba. Un modo nuovo di affrontare la violenza di genere. Per la scrittrice, traduttrice e facilitatrice, “la prevenzione è sempre il punto da cui partire”. Occorre “lavorare sull’educazione, a partire dalla pedagogia del consenso alla gestione dei conflitti” e attivare un percorso che affermi che la violenza maschile sulle donne riguarda tutti e non soltanto chi l’ha inferta o chi l’ha subita. Affrontare la violenza maschile contro le donne e di genere attraverso la denuncia e le aule di tribunale non è l’unica opzione per intraprendere un percorso riparativo per chi ha subito violenza.
di Franco Corleone
L’Espresso, 3 gennaio 2025
Se la Corte bocciasse il referendum sulla cittadinanza, darebbe il colpo fatale alla partecipazione popolare. La Cassazione ha dato il via libera al referendum sulla cittadinanza e ha definito, consultando il comitato promotore, il quesito che sarà sottoposto al giudizio popolare: “Cittadinanza italiana. Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta della cittadinanza italiana”. Ora la parola passa alla Corte costituzionale per il giudizio di ammissibilità. Il presidente facente funzione Giovanni Amoroso ha fissato la camera di consiglio per il 13 gennaio e l’udienza pubblica è prevista per il 20: in quell’occasione il comitato promotore sarà rappresentato dal professor Enrico Grosso dell’Università di Torino.









