di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 30 agosto 2024
“Lotto per il mio diritto di morire con dignità. Atto dovuto per tutti”. Martina Oppelli, 49 anni, affetta da sclerosi multipla, ha presentato un esposto per tortura contro l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi). Filomena Gallo dell’Associazione Luca Coscioni: “Le nega l’accesso alla morte volontaria e ignora la sentenza 135 della Corte Costituzionale”. “La tortura è un furto di umanità”, scrive l’Associazione Coscioni in un comunicato che annuncia: Martina Oppelli presenta in procura a Trieste un esposto per tortura e per rifiuto d’atti d’ufficio contro l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi). Martina Oppelli è un’architetta triestina, 49 anni. La sclerosi multipla progressiva si è presa quasi tutto di lei, tranne il pensiero e la parola. È “totalmente dipendente da macchinari, farmaci e assistenza continua per le sue funzioni vitali”, ma malgrado questo - dice l’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Coscioni - l’Azienda sanitaria per la seconda volta le “nega l’accesso alla morte volontaria e ignora la recente sentenza 135 della Corte Costituzionale”, condannando Martina “a proseguire in una sofferenza senza fine”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 30 agosto 2024
È una storia sbagliata quella di Oussama Darkaoui, morto a 22 anni e mezzo nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza. Un luogo “disumano”, secondo quanto si legge nella relazione stilata a seguito di un’ispezione condotta dal Tavolo Asilo, l’insieme di associazioni impegnate nel garantire la protezione internazionale e il diritto all’immigrazione. Alla missione avevano partecipato anche tre parlamentari, quattro consiglieri regionali, oltre a medici, infermieri, avvocati e mediatori culturali, tutti intenzionati a capire cosa sia successo a Oussama. L’ultimo capitolo della sua breve vita si è svolto in questo luogo, dove il 5 agosto, pochi giorni prima dell’udienza che “con molta probabilità avrebbe decretato la sua libertà”, ci spiega l’avvocato Arturo Raffaele Covella, è morto in circostanze misteriose.
di Uski Audino e Grazia Longo
La Stampa, 30 agosto 2024
Scholz in pressing su Bruxelles per ripristinare il Trattato di Dublino. Il no del Viminale: “Non se ne parla prima del 2026”. Il governo di Berlino vuole tornare ad applicare integralmente il regolamento di Dublino e per farlo sta cercando la sponda della nuova Commissione europea. Sarà anche uno spot elettorale a uso interno a due giorni da determinanti elezioni in Sassonia e Turingia, e a una settimana dall’attentato di Solingen per mano di un rifugiato che sarebbe dovuto essere espulso. Ma tant’è. La pressione dell’opinione pubblica tedesca sul tema della sicurezza è enorme, soprattutto nell’ultima settimana, e non finirà d’improvviso all’indomani delle elezioni. Qualunque siano gli esiti. E questo potrebbe avere un’eco significativa nei rapporti tra Roma e Berlino. L’applicazione del regolamento sui migranti in vigore da oltre dieci anni - che prevede la presa in carico del procedimento d’asilo da parte del Paese di primo approdo - era stato sospeso in via unilaterale dall’Italia nei confronti della Germania a dicembre 2022 per la parte che riguarda il trasferimento in Italia di chi, registrato nel nostro Paese, fugge all’estero.
di Angela Nocioni
L’Unità, 30 agosto 2024
Ordinato il terzo fermo per la Geo Barents dopo cinque salvataggi. Ong costrette a scegliere tra soccorrere in tempo e rischiare la confisca. La connivenza delle autorità italiane con i miliziani libici è tale che Roma, per poter tener lontane dal Mediterraneo centrale le navi di soccorso e lasciare senza testimoni le scorribande libiche sulle motovedette fornite dall’Italia, ha bloccato per l’ennesima volta in porto una nave di soccorso accusandola di non aver rispettato durante un salvataggio le norme - contrarie al diritto internazionale - del decreto Piantedosi. E’ successo alla Geo Barents, di Medici senza frontiere. Accusata di non aver informato tempestivamente il Centro di comando delle capitanerie di porto di Roma durante la terza delle cinque operazioni di salvataggio fatte il 23 agosto.
agenzianova.com, 30 agosto 2024
Il sindacato nazionale dei giornalisti tunisini (Snjt) ha chiesto al ministero della Giustizia della Tunisia di aprire un’indagine urgente e pubblica su presunti abusi perpetrati in carcere ai danni dei colleghi detenuti. Secondo il Snjt, il dicastero è “responsabile della protezione dei giornalisti incarcerati da tutte le pratiche che potrebbero incidere sulla loro integrità fisica e dignità umana”. Il sindacato denuncia, in un comunicato, presunti “abusi” e “violazioni” avvenuti presso il carcere femminile di Manouba, a Tunisi, nei confronti dell’avvocata e opinionista Sonia Dahmani. Secondo il sindacato, i fatti si sarebbero verificati mentre Dahmani si preparava a partecipare alla sua udienza in tribunale il 20 agosto 2024.
Avvenire, 30 agosto 2024
Seyyed Mohammad Mirmousavi era stato arrestato in un villaggio nella provincia di Gilan sul Mar Caspio. Una Ong ha svelato l’omicidio. Fermati 5 agenti. Il presidente Pezeshkian vuole chiarezza. Picchiato e torturato fino alla morte da agenti delle forze speciali in un centro di detenzione nel nord dell’Iran. Restano ancora poco chiari i motivi che hanno portato all’arresto di Seyyed Mohammad Mirmousavi ma sono invece esplicite le immagini del suo corpo tumefatto e sanguinante, dopo gli abusi da parte degli agenti mentre era in custodia.
La Repubblica, 30 agosto 2024
Dal Paese africano arrivano immagini e notizie che fanno letteralmente orrore e mostrano un conflitto che ha superato ogni limite immaginabile di violenza. Dalla guerra in Sudan non fanno che arrivare immagini e notizie che fanno orrore e mostrano un conflitto che ha già superato ogni limite immaginabile di violenza. Le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF) e i combattenti affiliati hanno giustiziato sommariamente, torturato e maltrattato le persone sotto la loro custodia e mutilato cadaveri: lo rende noto oggi Human Rights Watch (Hrw). I leader di entrambe le forze dovrebbero ordinare privatamente e pubblicamente la cessazione immediata di questi abusi e svolgere indagini efficaci e cooperare con gli investigatori internazionali, in particolare con la Missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti delle Nazioni Unite per il Sudan.
di Andrea Aversa
L’Unità, 29 agosto 2024
Una mattanza senza fine: si tratta di persone, non di numeri. Avevano un nome, un volto, una famiglia, degli amici. Se aggiungessimo Ivano, 63 anni, morto lo scorso 21 agosto nel carcere di Firenze (la cui causa del decesso, secondo il rapporto di Ristretti Orizzonti, è ancora in via di accertamento), Ousmane Sylla, 22enne originario della Guinea che si è tolto la via lo scorso 4 febbraio nel Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Ponte Galeria, periferia di Roma e sette agenti della Polizia Penitenziaria, le persone che fino ad oggi, nel 2024, hanno messo fine alla propria esistenza all’interno di un carcere sarebbero 75. Un numero mostruoso, un tragico record che sta incarnando la strage di Stato rispetto alla quale la politica è ancora indifferente e incapace di porre rimedio. Per ora, i suicidi ‘ufficiali’ sono stati 66. Stiamo parlando di persone, non solo di numeri.
di Giulia Casula
fanpage.it, 29 agosto 2024
“Contro l’emergenza carceri ci aspettavamo risposte adeguate, ma il governo nel frattempo continua a introdurre nuovi reati e ad alzare le pene”, lo dice Alessio Scandurra, responsabile dell’Osservatorio nazionale sulle condizioni dei detenuti presso l’Associazione Antigone. In Italia le carceri sono al collasso. Il numero delle persone detenute ha oramai superato le 61mila, a fronte di una capienza decisamente inferiore (si parla di almeno 10mila posti in meno). Come conseguenza di ciò, il tasso di sovraffollamento ha toccato il 131%, mentre i dati sui suicidi e sulle rivolte hanno mostrato una drammatica impennata. “È da diverso tempo che siamo sopra i 61mila detenuti e l’impatto di tutto questo si vede dalla cronaca. Gli effetti sono i suicidi e le proteste, le rivolte”.
di Massimiliano Finali
Italia Oggi, 29 agosto 2024
La Fondazione con il Sud promuove una nuova edizione del bando “Evado a lavorare”, con lo scopo di sostenere iniziative capaci di favorire il reinserimento sociale e lavorativo di persone detenute. L’avviso mette a disposizione 3 milioni di euro e si rivolge alle organizzazioni del terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. In particolare, il soggetto responsabile può presentare una sola proposta di progetto e deve risultare costituito prima del 1° gennaio 2022, in forma di atto pubblico oppure di scrittura privata autenticata o registrata, oltre che non avere progetti finanziati dalla fondazione in corso, in qualità di soggetto responsabile. Le partnership dovranno essere composte da almeno 2 organizzazioni di terzo settore, oltre a ogni struttura penitenziaria competente in base alla tipologia di intervento proposta e alla situazione delle persone coinvolte.
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