di Daniele Montanari
Gazzetta di Modena, 2 gennaio 2025
Il dramma al Sant’Anna poco prima di Capodanno: l’autopsia chiarirà se si è trattato di suicidio o incidente. Mentre stavano per iniziare i festeggiamenti per Capodanno, è morto in solitudine. Forse per un tentativo di “sballo” finito male, o forse per deliberata volontà di farla finita, sentendo tutto il peso del momento, in un luogo difficile come il carcere. È successo attorno alle 21.30 del 31 dicembre, quando è scattato l’allarme: il giovane, di origine macedone, è stato trovato esanime nella sua cella, morto per inalazione di gas. Quello delle bombolette con cui si cuociono i cibi in cella. Un attrezzo di servizio che negli ultimi tempi più volte è stato distorto nel suo utilizzo nelle carceri italiane, con esiti anche tragici. C’è chi inala il gas della bomboletta per il suo effetto stordente, e chi lo fa per togliersi la vita.
di Ilaria Bosi
Il Messaggero, 2 gennaio 2025
Chiuso un reparto. Caforio, garante dei detenuti: “Sfiorata la tragedia”. Attimi di terrore, la sera di San Silvestro, nel carcere di Maiano, dove nel corso di un tentativo di rivolta è divampato un incendio nel reparto di alta sicurezza. Diversi gli intossicati: sei agenti e due detenuti sono stati accompagnati al pronto soccorso, altri sono stati medicati nell’infermeria del carcere. Due poliziotti sono stati trattenuti in osservazione in ospedale. La dinamica dell’accaduto è in fase di ricostruzione, ma nel penitenziario spoletino - dove già nella serata di lunedì è stato richiamato il personale fuori servizio - il clima è di massima tensione.
palermotoday.it, 2 gennaio 2025
L’iniziativa degli indipendentisti della rete Antudo che si sono dati appuntamento nel giorno di Capodanno davanti al Pagliarelli e altre carceri siciliane. Lo slogan è “Abolire il carcere, amnistia subito”. “Gli istituti penitenziari sono sovraffollati e la tensione è alle stelle. Nel frattempo il governo nazionale propone disegni di legge come il ddl 1660 (o ddl Sicurezza) per punire il dissenso, aumentare i reati punibili col carcere e abolire il reato di tortura. È necessario invertire la rotta. Bisogna fare luce sulla condizione carceraria a partire dalle continue proteste nelle carceri siciliane e dai casi di abusi da parte degli agenti penitenziari, come insegna purtroppo il recente caso di Trapani”.
Il Resto del Carlino, 2 gennaio 2025
Il vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza, ha guidato la Marcia della Pace del 1° gennaio iniziata con il suggestivo raduno davanti alla Casa Circondariale. Il tradizionale appuntamento quest’anno si è così aperto in modo diverso e originale con l’avvio che è avvenuto in uno dei luoghi cittadini simbolo della sofferenza. Partendo, appunto, davanti alla Casa circondariale si è sottolineato ancor più il tema del messaggio di quest’anno di Papa Francesco per la giornata mondiale della Pace che, riecheggiando una frase della preghiera del ‘Padre Nostro’, recita: “Rimetti a noi i nostri debiti: concedici la tua pace”.
di Lorenzo Piccioli
formiche.net, 2 gennaio 2025
“Made in Jail” (Matteo Morittu e Gianluca Calabria, 2024) è un documentario che ci racconta come lavorare, vivere e sperare preparandosi sin dalla prigione ad una “seconda vita”. Un inno alla speranza che, nell’anno del Giubileo, piacerebbe a Papa Francesco. Nel quartiere Tuscolano (presso la fermata “Numidio”), su via Tuscolana, a Roma, dal 1999, esiste un laboratorio di serigrafia che stampa magliette, felpe e gadget, prodotti regolarmente in vendita al pubblico. Esso è ospitato in un locale “sequestrato alla mafia e intitolato a Massimo Schietroma”, un artista di immagini su tessuto, come recita la targa dedicatoria.
di Gianluca Iovine
Il Dubbio, 2 gennaio 2025
Conversazione con l’autore italiano che frequenta forse più di ogni altro “l’ambiente giudiziario”: si parla non solo del suo ultimo romanzo, “Volver”, ma anche della “violenza morale” implicita nel processo mediatico. A lungo attesa, l’intervista telefonica a Maurizio de Giovanni risente delle sonorità jazz di sottofondo al caffè dove sono seduto. Sul tavolo un blocco a spirale, nel testardo, anacronistico tentativo di lanciare il racconto che mi appresto ad ascoltare oltre la barriera ingenerosa del presente. Pochi squilli. I saluti. L’inizio. Il lei è d’obbligo e prova a nascondere una lunga amicizia nata al Caffè Gambrinus nel 2005, dove tutto ebbe inizio. È il ventesimo anno da narratore per il drammaturgo napoletano. Gli chiediamo quale sia la prima immagine che gli viene in mente, guardando in prospettiva la lunga strada percorsa. “Io non posso non pensare al Teatro Acacia, alcune settimane fa. Vederlo gremito, in ogni ordine di posti per Volver, con centinaia di persone ad applaudire e amare chi non esiste, se non nel cuore di tanti, mi è sembrato il punto di arrivo di un tempo lungo, anche se meno di quanto si possa immaginare, e un momento di orgoglio paterno per i miei personaggi, non solo personale. Un attimo meraviglioso”.
di Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 2 gennaio 2025
Con una nota divulgata a tempo di record, Giorgia Meloni ha messo nero su bianco parole come cordialità, apprezzamento, condivisione e gratitudine. E ha tenuto per sé ogni alzata di sopracciglio, ogni fischio che le parole di Sergio Mattarella hanno fatto risuonare nelle sue orecchie e in quelle degli esponenti dell’esecutivo. Meloni e Mattarella si erano sentiti nel pomeriggio per la nomina del nuovo commissario all’alluvione. A sera lei ha richiamato il Quirinale per rivolgere al presidente “i migliori auguri per il 2025 e per la prosecuzione del suo mandato”. Nel “cordiale” colloquio lampo, la premier ha espresso a Mattarella il suo “apprezzamento personale” e quello del governo e lo ha ringraziato per aver ricordato “l’importante momento della presidenza del G7” e “il forte impegno dell’Italia” negli scenari di crisi.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 2 gennaio 2025
Senza proclami, quasi sottovoce, Sergio Mattarella ha pronunciato nel messaggio di capodanno uno dei discorsi politicamente più forti da molti anni. Ha ricordato la Liberazione che abbiamo alle spalle, quella arrivata all’ottantesimo anniversario, con il suo frutto, la Costituzione. Ma ha soprattutto indicato quella che abbiamo invece di fronte, ancora in larga parte incompiuta: “Liberazione da tutto ciò che ostacola libertà, democrazia, dedizione all’Italia, dignità di ciascuno, lavoro, giustizia”. Non è impresa che possa essere delegata ai politici, sui quali il giudizio del presidente, espresso nel precedente discorso ai vertici istituzionali, non suonava lusinghiero. Spetta alla società civile, sola destinataria del messaggio: “La speranza siamo noi. Il nostro impegno. La nostra libertà. Le nostre scelte”.
di David Romoli
L’Unità, 2 gennaio 2025
Lo schiaffo del presidente a Salvini-Meloni. Non ha fatto sconti di sorta. Ha confutato, senza averne l’aria, buona parte del trionfalismo del governo. Nel suo decimo messaggio di fine anno rivolto agli italiani Sergio Mattarella ha lavorato di fioretto. Attento a evitare ogni accento apertamente polemico ha però passato in rassegna, spesso quasi telegraficamente, tutto ciò che nella società italiana, e nel mondo, non sta funzionando. La situazione dell’occupazione è “incoraggiante”, senza dimenticare però “precarietà, salari bassi, lavoratori in cassa integrazione! Export e turismo registrano dati positivi” ma “con questo aspetto confortante stride il fenomeno dei giovani che vanno a lavorare all’estero perché non trovano alternative”. E i progressi della scienza medica si accompagnano alle “lunghe liste d’attesa per esami che se tempestivi possono salvare la vita” e al fatto che “numerose persone rinunciano alle cure e alle medicine perché prive di mezzi necessari”.
di Bartolo Conratter
L’Unità, 2 gennaio 2025
Nessun colpo di scena: la Cassazione rinvia alla Cgue. La pronuncia è attesa per la fine di febbraio La designazione spetta al governo, ma il giudice ha il diritto di valutare il singolo caso e intervenire. Il 30 dicembre 2024 la Cassazione si è ulteriormente pronunciata sul concetto di paese “sicuro”, senza che tuttavia si registri alcun botto ermeneutico di fine anno. Il provvedimento è infatti soprassessorio: un’ordinanza “interlocutoria” (n. 34898) con cui si rinvia la causa “a nuovo ruolo”. Inutilmente, pertanto, si ricercherebbero nel testo le affermazioni che caratterizzano la maggior parte dei commenti espressi in proposito. La Corte Suprema (C. S.) non afferma nulla di nuovo in tema di spettanza della designazione di paese sicuro alla discrezionalità governativa, così come non disconosce un limitato intervento giudiziario, caso per caso, per la verifica della condizione oggettiva (del paese) e soggettiva (del migrante) in relazione all’effettiva sicurezza del rimpatrio, alla stregua del canone generale della ragionevolezza.
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