sansalvo.net, 1 gennaio 2025
Il bilancio di fine anno dell’associazione Voci di Dentro. Dopo i 69 suicidi avvenuti nel 2023, e gli 86 nel 2022, questo 2024 sta per chiudersi con una orribile cifra record: sono 88 i morti suicidi nelle carceri italiane; dieci anni fa erano 43, la metà, e con lo stesso numero di detenuti. Di questi 88, tre sono stati trovati impiccati nelle loro celle nel carcere di Teramo. Tra questi Patrick, che si è impiccato il 13 marzo a vent’anni al terzo giorno dall’arresto. Meno di vent’anni avevano altre sette morti suicidi nelle altre carceri italiane. Cinque di loro sono morti in cella di isolamento. Ma a tutti questi 88 vanno aggiunti i tanti indicati con la formula tipo: cause da accertare e altre cause. Nel totale quest’anno nei 200 istituti di pena sparsi in Italia le persone morte sono 243. Numeri segno di una istituzione fallimentare dove la fuga è l’unica soluzione: tremila sono stati i tentati suicidi, oltre diecimila gli atti di autolesionismo (tagli sul corpo, ingerimento di lamette, batterie…).
di Annalisa Putrone*
italiacaritas.it, 1 gennaio 2025
Ad Agrigento il progetto sperimentale tra carceri, scuole e quartieri. Il progetto sperimentale di giustizia riparativa nel territorio diocesano agrigentino ha rappresentato un percorso di crescita per la comunità locale. Nato con l’obiettivo di introdurre e promuovere un concetto spesso sconosciuto, ha portato a risultati sorprendenti grazie a un impegno costante e a una serie di azioni mirate alla sensibilizzazione. All’avvio del progetto, la maggior parte della popolazione non conosceva il concetto di giustizia riparativa. Per molti era un termine astratto e lontano dalla quotidianità. Abbiamo, quindi, organizzato una serie di incontri di sensibilizzazione rivolti a diversi segmenti della società: parrocchie, gruppi di volontari, scuole, professionisti, istituti penitenziari e giovani.
ansa.it, 1 gennaio 2025
Raccolti i componimenti del Premio letterario “Città di Castello”. Un’agenda con poesie e scritti dal carcere, per 2025 scandito anche dalle riflessioni e i pensieri dei detenuti: l’edizione realizzata dalla casa editrice Luoghi Interiori ha infatti una particolarità: è la prima agenda in Italia - si chiama “Luoghi della Bellezza” - a contenere poesie e racconti brevi non solo di poeti e scrittori affermati, ma anche di reclusi e recluse dei penitenziari italiani. “Sfogliando le pagine del calendario settimanale che ci guiderà per tutto il 2025 - spiega il direttore editoriale Antonio Vella - sarà piacevole soffermarsi sui componimenti degli autori reclusi che hanno avuto una menzione speciale nel corso dell’edizione 2024 del Premio letterario Città di Castello e in particolare nella sezione speciale a loro riservata, "Destinazione Altrove”.
ansa.it, 1 gennaio 2025
L’assassinio del padre e del fratello e l’agire per la legalità. “Un caso di giustizia negata ma anche un modo per evidenziare come l’indagine non sia stata portata avanti per minacce ad un parente di un magistrato di rango. Parlo di una vicenda caratterizzata da un’indagine sbrigativa e di un processo con assoluzioni in un contesto di errori. E lo dico anche da addetta ai lavori. Parlo di una vicenda che oltre ad essere personale, mi ha dato spunto per parlare anche di fatti violenti subiti da tanti in contesti mafiosi, casi di femminicidi, violenze di ogni di genere”. Lo ha detto Doris Lo Moro, in occasione della presentazione del libro “Forte come il dolore. Un caso di giustizia negata” scritto dall’ex parlamentare e assessore regionale alla Sanità, nonché magistrato e già sindaco di Lamezia Terme.
di Ettore Costa
spazio50.org, 1 gennaio 2025
In occasione del Giubileo 2025, la Chiesa promuove l’arte contemporanea nelle carceri. L’obiettivo è portare speranza ai detenuti, trasformando gli istituti penitenziari in luoghi di rinascita. In occasione dell’apertura dell’Anno Santo, il Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede annuncia il suo programma d’arte contemporanea. L’intento è mettere al centro della riflessione il rapporto tra ispirazione creativa e la Speranza, alla quale richiama Papa Francesco nella bolla d’indizione del Giubileo 2025, Spes non confundit. Il carcere è a volte considerato un luogo abbandonato dalla speranza, un luogo disperato. Aprire ai valori della speranza significa, per chi è dentro, indicare una meta, riproporre un progetto di vita.
di Pasquale Pugliese*
Il Fatto Quotidiano, 1 gennaio 2025
Mentre la guerra in Medioriente e il genocidio dei palestinesi sembrano non vedere la fine, le dichiarazioni del presidente ucraino Zelesnky al quotidiano Le parisienne lo scorso 18 dicembre paiono invece aprire una possibilità di pace per l’anno che si avvia nella guerra tra Russia e Ucraina. “L’Ucraina non ha la forza di riconquistare la Crimea e il Donbass” - ha riconosciuto Zelensky - “De facto, questi territori sono oggi controllati dai russi. Possiamo contare solo sulla pressione diplomatica della comunità internazionale per costringere Putin al tavolo dei negoziati”.
di Giorgio Bernardelli
mondoemissione.it, 1 gennaio 2025
Venticinque anni dopo la campagna del Duemila, Papa Francesco rilancia l’appello del Giubileo a condonare i prestiti a chi non può restituirli. La denuncia dell’Onu: “Il Sud del mondo ha pagato il conto più salato delle crisi”. “Un invito accorato desidero rivolgerlo alle nazioni più benestanti, perché riconoscano la gravità di tante decisioni prese e stabiliscano di condonare i debiti di Paesi che mai potrebbero ripagarli. Prima che di magnanimità, è una questione di giustizia”. Nell’appello alla speranza che Papa Francesco lancia al mondo con l’Anno Santo del 2025 appena iniziato, queste parole della bolla di indizione Spe non confundit tornano a porre con forza il tema del debito pubblico dei Paesi più poveri. E lo riprende anche il messaggio di quest’anno del pontefice per la Giornata mondiale della pace, intitolato “Rimetti a noi i nostri debiti: concedici la tua pace”.
di Enzo Risso
Il Domani, 1 gennaio 2025
Dal punto di vista economico, per il 42 per cento l’Italia rischia la recessione, mentre per il 34 il 2025 sarà un anno di stagnazione. Solo il 24 per cento di italiani (soprattutto del ceto medio) prevede una ripresa economica. Il futuro, come diceva il sociologo Anthony Giddens, non lo possiamo prevedere, “ma possiamo generare scenari alternativi futuri e facendolo possiamo aiutare a dar forma al futuro”. Per concepire sguardi alternativi è necessario individuare le sensazioni che hanno le persone sul futuro e i fattori nemici di un domani più sereno.
di Cataldo Intrieri
linkiesta.it, 1 gennaio 2025
Opponendosi ai tentativi di aggirare le norme sull’immigrazione tramite decreti che limitano i diritti dei rifugiati, la Cassazione ha riaffermato l’importanza del controllo giurisdizionale come garanzia fondamentale per i diritti umani, nonostante i propagandisti di maggioranza sostengano il contrario. Lo scorso fine settimana, l’agenzia Ansa ha pubblicato una agenzia intitolata “La Cassazione: “La valutazione dei Paesi sicuri spetta ai ministri”, una sintesi opinabile del contenuto di un’ordinanza interlocutoria della prima sezione civile della Cassazione sulla delicata questione dell’immigrazione. L’ordinanza, in risposta a un ricorso del governo contro un decreto del tribunale di Roma che disapplicava la recente legge sui trattenimenti in Albania, ha portato la Suprema Corte a interpellare la Corte di giustizia europea sulla compatibilità delle normative governative con le direttive europee.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 1 gennaio 2025
Entro 10 giorni si decide sui domiciliari all’ingegnere iraniano che potrebbero sbloccare la trattativa. La sorte di Cecilia Sala arrestata e detenuta nella prigione di Evin è legata a quella dell’“uomo dei droni” catturato in Italia su richiesta degli Stati Uniti. Per lui Teheran ha già chiesto la liberazione. Appesa alla trattativa condotta dalla diplomazia e dall’intelligence, Cecilia Sala attende gli sviluppi del caso Mohamed Abedini Najafabadi, il cittadino iraniano arrestato a Malpensa che gli Usa vorrebbero fosse estradato e invece Teheran chiede che sia liberato ponendolo come condizione per la liberazione della giornalista italiana. Un negoziato che inevitabilmente passa proprio dalle prossime scadenze della vicenda giudiziaria che coinvolge Abedini, fermato il 16 dicembre a Milano in un’operazione della Digos concordata proprio con gli Stati Uniti.
- Iran. Chi sono e quanti sono i giornalisti in carcere. Parla Jodie Ginsberg del Cpj
- Iran. Chi sono oggi le donne detenute nelle carceri
- Stati Uniti. Liberato un uomo detenuto a Guantanamo da quando il carcere fu aperto
- Sulle carceri lo Stato italiano è fuorilegge
- Un nuovo inizio per chi soffre in carcere









