di Vincenzo Ammaliato
Il Mattino, 31 dicembre 2024
La direttrice annuncia la pubblicazione del bando per il locale. Fra poco più di un anno chi nella provincia di Caserta, o nell’area metropolitana di Napoli avrà desiderio di andare a ristorante, fra la scelta dei locali potrà aggiungere anche la possibilità di andare in carcere. E non si tratta di un locale con un nome bizzarro, ma di un ristorante che si troverà proprio all’interno delle mura di una casa penitenziaria, con personale di cucina, sala e accoglienza scelto, formato e assunto fra i suoi detenuti. Per l’esattezza, si potrà mangiare nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, in località San Tammaro.
Il Giorno, 31 dicembre 2024
Il progetto “Cucinare al Fresco”, che da sette anni impegna un gruppo di detenuti della Casa circondariale Bassone di Como, dopo i ricettari ha presentato il calendario 2025. Il secondo, per la precisione, la cui realizzazione è supportata dalla Camera Penale di Como e Lecco, in un’ottica di esempio virtuoso di come la creatività e la collaborazione possano diventare strumenti di rieducazione e di reinserimento sociale. Coordinati da alcuni volontari, i detenuti hanno creato una vera e propria redazione giornalistica per elaborare ricettari con piatti ideati utilizzando gli ingredienti e le attrezzature disponibili all’interno della struttura.
di Rosanna Borzillo
Avvenire, 31 dicembre 2024
Chi è in carcere perché non ha fatto l’incontro giusto e chi invece è stato baciato dalla fortuna: l’abbraccio tra un detenuto e il ballerino e conduttore televisivo, originario di Torre Annunziata, Stefano De Martino, suggella in qualche modo l’appuntamento promosso dalla comunità di Sant’Egidio al carcere napoletano di Secondigliano nei giorni scorsi. De Martino, come ha spiegato, ha rincontrato un suo compagno d’infanzia proveniente da un contesto difficile che è in carcere a scontare la sua pena. “A tutti va dato la possibilità di ricominciare”, ha commentato il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 31 dicembre 2024
La direttiva del Viminale per Capodanno rafforza il Daspo urbano, la discrezionalità e le emergenze penali. Sarà un capodanno con meno diritti, anche se la notizia viene impacchettata in mezzo all’allarme petardi e frullata nel contesto delle eterne emergenze sicurezza dichiarate di continuo, soprattutto in occasione di grandi eventi. Il ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha inviato una direttiva ai prefetti per sottolineare l’importanza di individuare, con apposite ordinanze, aree urbane dove vietare la presenza di “soggetti pericolosi” o con precedenti penali e poterne disporre l’allontanamento.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 31 dicembre 2024
Nell’ordinanza sul ricorso del governo, la Suprema Corte rinvia la decisione finale ai giudici europei ma fissa alcuni paletti: i tribunali possono disapplicare i decreti solo se vi vedono “irragionevolezza”. Con una ordinanza “interlocutoria” ma di ben trentacinque pagine, la prima sezione civile della Cassazione ha fornito un indirizzo interpretativo sulla designazione di un Paese terzo come “sicuro”, riaccendendo le polemiche su migranti e piano Albania che hanno egemonizzato negli ultimi mesi il dibattito sulla politica giudiziaria. La questione era stata congelata in attesa che la Corte di Giustizia Ue si pronunci il 25 febbraio, dopo i rinvii dei Tribunali di Firenze, Bologna e Roma. Ma adesso gli ermellini hanno riaperto la partita.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 31 dicembre 2024
Per i giudici il magistrato esamina i singoli casi. Polemica tra FdI e Pd. “Non c’è perfetta simmetria” tra le “eccezioni personali” e le “eccezioni territoriali”. La Corte di Cassazione torna sul tema dei rimpatri accelerati dei migranti irregolari in Paesi di origine inseriti nella lista dei Paesi sicuri. Lo scorso 4 ottobre la Corte di giustizia Ue aveva deciso che non può essere considerato sicuro un Paese se una parte del suo territorio non lo è (come la Transnistria in Moldavia). Il Tribunale di Roma e altre sezioni specializzate hanno dato per scontato che ciò vale anche quando ci sono categorie di persone non protette. Ma secondo la Cassazione non è così.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 31 dicembre 2024
I giudici rinviano la sentenza. Ma il governo parte alla carica: “Ci ha dato ragione”. L’opposizione: “Non capiscono le ordinanze”. Prima di decidere sui trattenimenti in Albania la Cassazione vuole sapere cosa stabilirà la Corte di giustizia Ue sulla classificazione dei paesi come sicuri. Lo ha reso noto ieri con una “ordinanza interlocutoria” relativa ai ricorsi del Viminale contro le decisioni del tribunale civile capitolino che a metà ottobre aveva liberato i primi richiedenti asilo trasferiti oltre Adriatico. Alla Corte di Lussemburgo l’udienza sarà il 25 febbraio, la sentenza è attesa in primavera.
di Franco Corleone
Messaggero Veneto, 30 dicembre 2024
Si sta chiudendo un anno orribile nel mondo tra guerre e genocidi con la parola alle armi, sempre più sofisticate, più stupide e disumane rispetto a quelle crudeli del passato. Il carcere in Italia ha vissuto in questi dodici mesi una catastrofe umanitaria nella totale irresponsabilità del Governo e del ministro Nordio, incapace di un disegno di riforma e che in due anni ha licenziato o costretto alle dimissioni due capi del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Carlo Renoldi e Giovanni Russo. Ora aspettiamo la terza vittima sulla via dell’apocalisse.
di Nicoletta Cottone
Il Sole 24 Ore, 30 dicembre 2024
Le reazioni alle proposte del presidente del Cnel Brunetta. L’ipotesi di un indulto parziale per cominciare a mettere mano nel caos del sistema carcerario piace a sinistra ma non a Forza Italia. Lo spunto viene dal presidente del Cnel ed ex ministro azzurro Renato Brunetta che sul Sole 24 ore chiede una convergenza a opposizione e maggioranza proprio su questo tema. “Penso che la proposta di Renato Brunetta vada ripresa, sostenuta, resa effettiva. Spero che opposizione e maggioranza possano convergere su un obiettivo minimo di umanità, civiltà, decenza. Chi ci sta?” scrive su X il senatore del Pd Filippo Sensi.
di Francesco Malfetano
Il Messaggero, 30 dicembre 2024
“Per le carceri italiane serve un grande patto nazionale. Bisogna applicare quel “modello Giubileo” invocato da Pier Ferdinando Casini e intervenire subito. Lo ha detto il Papa nel suo appello in occasione della visita a Rebibbia per l’Anno Santo e ce lo dice soprattutto la Costituzione: non si può più aspettare. È il momento del “qui e ora”. Parlamentare dem di lungo corso, Walter Verini è oggi senatore, segretario della commissione Giustizia e capogruppo in commissione Antimafia. Quella delle carceri italiane è una situazione che conosce perfettamente (“Ci sono circa 15mila detenuti in più rispetto alla capienza dei nostri istituti, siamo oltre il 32%. A oggi se ne sono suicidati 89, più 7 agenti di polizia penitenziaria”) e che è convinto bisognerebbe affrontare uniti: “Serve coraggio da parte di tutti”.
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