di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 agosto 2024
Il procuratore generale Sottani ha visitato le Case circondariali di Orvieto, Spoleto e Terni, dove ha trovato le condizioni peggiori. Forza Italia continua a visitare gli istituti di pena nell’ambito dell’iniziativa “Estate in carcere” promossa insieme al Partito Radicale: ci sono 10mila detenuti in più di quelli che potrebbero essere presenti. Lo ha detto ieri il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani a Radio anch’io su RadioRai Uno. “Cerchiamo di trovare soluzioni concrete e sosteniamo il lavoro del ministro Nordio”, ha aggiunto il leader di FI. “Bisogna ridurre la presenza di tossicodipendenti” e “farli andare in comunità di recupero”, e poi “c’è il problema della carcerazione preventiva”. “È emerso un grave tasso di sovraffollamento.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 28 agosto 2024
I suicidi in carcere, il sovraffollamento e le tante speranze deluse degli oltre 61mila detenuti nelle carceri italiani attendono risposte dal governo che tardano ad arrivare. La situazione continua a essere drammatica, come testimoniano le proteste nei penitenziari. Nel pomeriggio di lunedì tre detenuti sono saliti sul tetto del Pagliarelli di Palermo e, dopo aver trascorso anche la notte sono scesi. Stessa cosa è accaduta a un detenuto a Porto Azzurro. La situazione difficile viene testimoniata dalle lettere che riceviamo. Dopo quella dei detenuti di Novara, pubblicata ieri, un recluso a Bollate, Lucio, ha scritto a Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, con il quale ha una fitta corrispondenza dall’inizio dell’anno, innanzitutto per ringraziarlo della sua sensibilità e attenzione nei confronti delle persone private della libertà.
di Valerio Tripi
La Repubblica, 28 agosto 2024
Chiedevano di essere trasferiti i tre detenuti che per una ventina di ore sono rimasti sul tetto del carcere di Pagliarelli a Palermo. I tre avevano iniziato la loro protesta intorno alle 13,30 di lunedì perché volevano cambiare reparto. La loro posizione adesso è al vaglio dell’autorità giudiziaria. Il reparto dal quale i tre chiedono di essere trasferiti è lo stesso che in questi giorni è al centro di perquisizioni da parte degli agenti della polizia penitenziaria che sono alla ricerca di telefoni cellulari. La loro protesta iniziata ieri (lunedì) è finita questa mattina (martedì) dopo una notte intera passata sul tetto. A diffondere la notizia i sindacati di polizia penitenziaria.
Rimini. La visita di +Europa al carcere: “Spazi non che rientrano nelle condizioni sanitarie minime”
riminitoday.it, 28 agosto 2024
Come riferisce il portavoce Yuri Maccario Napolitano, i detenuti chiedono “maggiori opportunità formative e lavorative”, mentre il personale penitenziario lamenta “criticità legate alla carenza di organico”. Oggi si è svolta la visita alla Casa Circondariale di Rimini, tappa dell’iniziativa di +Europa per constatare lo stato delle carceri su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di valutare le condizioni della struttura, il benessere dei detenuti e il lavoro del personale penitenziario. La visita ha fornito l’opportunità di esaminare da vicino le dinamiche operative all’interno dell’istituto e di dialogare con i principali attori coinvolti. “Durante il sopralluogo - spiega Yuri Maccario Napolitano, portavoce di +Europa Rimini - è emerso che la struttura, sebbene funzionante, necessita di interventi manutentivi per garantire standard adeguati. Si è rilevata l’urgenza di aggiornare gli impianti tecnici e di migliorare gli spazi comuni, come le aree ricreative e i laboratori destinati alle attività dei detenuti”.
di Luca Ciciriello
L’Edicola del Sud, 28 agosto 2024
Entrare in un carcere oscura lo stato d’animo. La luce artificiale dei neon sostituisce i raggi del sole che si muovono liberi, un passaggio sancito dal rumore delle porte che si chiudono alle spalle. E chi scrive ci ha trascorso solo tre ore. Si pensi a chi, invece, vive per anni in luoghi di questo tipo, isole nella società, pianeti verso cui chi sta fuori, il più delle volte, nutre indifferenza o, peggio, disprezzo. Si dirà: “Se l’è cercata”. Ed è così, perché se non avesse commesso un reato, non sarebbe in carcere. Ma è legittimo che anche un detenuto viva dignitosamente pur dovendo espiare la propria pena? È legittimo che il carcere sia un luogo dove rieducarsi, rinascere? Oppure, vogliamo che rimanga un cimitero dei vivi, della società? In questi spazi si incontra la parte fragile delle nostre comunità e che, per questo, va assistita. Proprio per mostrare vicinanza nei confronti dei detenuti e del personale e scattare una fotografia della loro condizione, gli avvocati della Camera Penale di Trani hanno visitato la casa circondariale maschile della città.
ternitoday.it, 28 agosto 2024
La visita del procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani: “I posti letto destinati ai non definitivi sono 422 mentre per quelli con posizione definitiva il numero è pari a zero. Alta la percentuale di soggetti con problemi di tossicodipendenza o affetti da patologie psichiatriche”. “La popolazione detenuta nella casa circondariale di Terni in attesa di una condanna definitiva è del 33 per cento rispetto al totale dei reclusi. L’istituto penitenziario ternano dovrebbe ospitare, come ricordato dal suo direttore, solo detenuti con posizione giuridica definitiva”. Il procuratore della Repubblica di Perugia, Sergio Sottani, in questi giorni sta visitando i quattro penitenziari dell’Umbria “con l’obiettivo di monitorare la situazione all’interno delle carceri a distanza di un anno dal suo ultimo incontro istituzionale”. In particolare oggi, 27 agosto, Sottani ha incontrato i dirigenti, il personale di polizia penitenziaria, e quello delle aree sanitarie e trattamentali, nonché una delegazione di detenuti degli istituti di vocabolo Sabbione, Spoleto e Orvieto. Il 29 agosto sarà la volta della casa circondariale di Perugia.
di Lorenzo Zaccagnini
La Sentinella del Canavese, 28 agosto 2024
La denuncia dei Radicali dopo la visita alla struttura che ospita 265 detenuti: “Carenza di attività educative: costretti a restare tutto il giorno in cella”. Si riaccende l’attenzione sul carcere di Ivrea, grazie a una delegazione dei Radicali italiani che nella mattina di sabato 24 agosto ha visitato la struttura per verificarne le condizioni. Guidata dal tesoriere del partito Filippo Blengino, accompagnato da Alice Depetro della direzione nazionale, dal coordinatore regionale di Più Europa Flavio Martino e da altri soggetti autorizzati dal Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria), la delegazione è giunta sabato scorso nel carcere eporediese, a due giorni di distanza da una giornata molto difficile, quella di giovedì scorso, tra risse e proteste che hanno visto due detenuti arrampicarsi sul muro del cortile, chiedendo di parlare con la propria educatrice.
sulpanaro.net, 28 agosto 2024
“Secondo gli ultimi dati, ben il 45% della popolazione carceraria al Sant’Anna risulta essere tossicodipendente. Questo ben fa capire come possa essere difficile e delicata la gestione da parte degli operatori che sono chiamati a gestire 554 detenuti su una capienza di 372. Solo pochi giorni fa un detenuto ha aggredito cinque agenti penitenziari, tra cui il comandante di reparto. Un altro detenuto extracomunitario, dopo aver inveito contro l’infermiera, si è scagliato contro un poliziotto in servizio colpendolo al volto e facendolo finire in ospedale. I sindacati da mesi, se non da anni, denunciano la situazione esplosiva all’interno del carcere Sant’Anna, facendo presente come siano arrivati negli ultimi due mesi oltre venticinque detenuti provenienti da altre strutture per motivi di ordine e sicurezza e come il sovraffollamento da una parte e la carenza di organico dall’altra stiano causando situazioni ad alta tensione e quindi ad alto rischio. È ora di dire basta: occorre un tavolo di confronto concreto che metta a sedere tutte le parti coinvolte per trovare soluzioni concrete che FI propone da tempo. Faremo un sit in davanti al carcere affinché le risposte non tardino ad arrivare”.
agenparl.eu, 28 agosto 2024
“La casa di reclusione di Turi, in cui sono ospitati solo detenuti con pena definitiva, rispetta a pieno il concetto di dignità nell’espiazione della pena. La pena deve essere afflittiva, certo, ma il detenuto deve essere in condizioni di non deprimersi, con il conseguente rischio di atti autolesionistici, e di non provare sdegno per la condizione in cui versa, a pena di propensione all’aggressività. Serve un contesto dignitoso e in questo senso l’iniziativa “Estate in carcere”, promossa da Forza Italia e voluta dal segretario nazionale Tajani, sta dando frutti importanti, con una mappatura che ha un valore non solo ricognitivo ma anche operativo, grazie alla segnalazione di piccoli ma importanti interventi che possono dare un grande sollievo ai detenuti”. Così il vice ministro alla Giustizia e senatore azzurro Francesco Paolo Sisto al termine della visita al carcere di Turi. “A Turi c’è un ottimo rapporto tra detenuti e polizia penitenziaria e non si registrano carenze significative né igieniche né relative all’organico, se non sul fronte sanitario, dove c’è un solo medico che, incredibilmente, fa turni incerti. C’è poi bisogno di incrementare i percorsi rieducativi. Ne ho già parlato con il sindaco Giuseppe De Tommaso che si è impegnato a portare il tema al mondo dell’imprenditoria locale per implementare laboratori che possano consentire l’avvio dei detenuti all’attività lavorativa”, ha concluso.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 28 agosto 2024
Niente carcere. I servizi sociali del Comune di Milano lo hanno avviato all’unità di etnopsichiatria del Centro Sammartini, e il giovane ha un temporaneo permesso di soggiorno per motivi di cura in un centro di accoglienza. Di cosa sia fatta larga parte dell’umanità che popola le carceri è difficile avere idea dentro le asettiche statistiche, che pur segnalano sempre aritmeticamente maggiore la presenza di detenuti con tre caratteristiche quali l’essere straniero, avere a che fare con la droga, e accusare seri problemi di salute. Poi una mattina, in quella specie di incrocio tra un girone infernale e un avamposto di pronto soccorso sociale che sono diventate le udienze dei processi “per direttissima” in Tribunale, nelle quali davanti ai giudici vengono portate le persone arrestate per strada nelle 24 ore precedenti, ecco il passaggio dallo schema teorico all’individuo in carne e ossa: quello che martedì alla giudice giura di essere finito a fare lo spacciatore perché “senza braccio non mi assume nessuno”.
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